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Salario minimo e prospettive in Italia

MIPP – Salario minimo

A cura di Valeriana Savino

“Salario minimo e prospettive in Italia”

Il 14 settembre 2022 il Parlamento Europeo ha approvato in via definitiva la nuova legge sui salari minimi, con 505 voti favorevoli, 92 contrari e 44 astenuti. Tale regolamento verrà applicato a tutti i lavoratori dell’Unione Europea con contratto o rapporto di lavoro. I Paesi membri dell'UE avranno 2 anni di tempo per recepirlo.

Cosa prevede la direttiva europea

La legge approvata in parlamento Europeo prevede che il salario minimo rimarrà sempre di competenza dei singoli Stati membri, i quali dovranno garantire che tali salari siano sufficienti ad assicurare una vita dignitosa per tutti singoli lavoratori. Inoltre ogni Stato membro dovrà tenere conto del costo della vita e dei più ampi livelli di retribuzione. Ogni singolo Paese dell’Unione Europea deve “tassativamente” apportare una corretta valutazione e determinare un paniere di beni e servizi a prezzi reali o fissarlo al 60% del salario mediano lordo e al 50% del salario medio lordo. I salari minimi più alti sono accordati in Lussemburgo (2.141,99 €), Irlanda (1.656,20 €) e Germania (2.112,00 €); quelli più bassi in Bulgaria (311,89 €), Lettonia (430,00 €) ed Estonia (584,00 €).

Situazione in Italia

L’Italia rientra insieme a Austria, Cipro, Danimarca, Finlandia e Svezia tra i Paesi che non hanno un salario minimo stabilito per legge, ma si basano esclusivamente sulla contrattazione collettiva delle retribuzioni. Il nostro Paese, però, non è obbligato dalla direttiva ad implementare un salario minimo, poiché ha un tasso di copertura della contrattazione collettiva superiore all’80%. Resta il fatto che nel nostro Paese un lavoratore su quattro guadagna meno del reddito di cittadinanza, come evidenziato dai numeri del XXI Rapporto annuale dell’INPS e il fenomeno della povertà lavorativa è in crescita, in un contesto che continua a peggiorare a causa dell’inflazione.

Elezioni politiche in Italia del 2022

Il prossimo 25 settembre in Italia si svolgeranno le elezioni politiche. Nelle campagne elettorali, le principali forze politiche come il PD e il M5S prevedono un salario minimo di nove euro l’ora per tutti. Mentre Forza Italia prevede uno stipendio minimo di mille euro per i giovani assunti a tempo indeterminato dalle aziende, che non pagherebbero tasse sul nuovo rapporto di lavoro per i primi due anni. Le forze politiche più votate riusciranno a mantenere le promesse fatte, in special modo FI con la misura dello stipendio minimo?

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