Ibernazione post-mortem: il sogno costoso di molti, ma senza garanzie di risveglio.

  Articoli (Articles)
  Beatrice Basone
  14 giugno 2024
  4 minuti, 33 secondi

Si tratta della trama di "Passengers" oppure l'inimmaginabile è ora diventato realtà? La risposta corretta sembra essere la seconda.

A Rafz, piccolo paesino del Canton Zurigo, in Svizzera, arriva l'opportunità di far congelare il proprio corpo dopo la morte, proprio come accade nei più acclamati film di fantascienza. Un barlume di speranza, insomma, per chi la morte l'ha sempre temuta o per chi è curioso di vedere cosa accadrà sulla Terra tra cento, mille o diecimila anni.

Si chiama Tomorrow Biostasis ed è la prima azienda europea con sede a Berlino ad aver avviato un vero e proprio programma di ibernazione post-mortem. Fondata nel 2019 dal medico tedesco Emil Kendziorra, giunge ora nella Repubblica Elvetica per criopreservare i corpi di persone appena defunte nella speranza che un giorno la medicina sappia riportarli in vita.

Quel che salta subito agli occhi è senz'altro il luogo in cui questo accade: la Svizzera. Verde patria del suicidio assistito, un posto in cui puoi scegliere di morire e oggi, contestualmente, farti congelare con un etichetta sopra in attesa di (non meglio precisati) tempi migliori.

La clinica, formata da medici altamente specializzati in biotecnologie e operazioni conservative, è di per sé un magazzino, un “long storage”, in cui vengono stipati i corpi senza vita di persone decedute che hanno deciso di pagare un prezzo per allungare il proprio tempo da trascorrere sul pianeta.

Prolungare l’esistenza, sostengono gli esperti coinvolti nel progetto, è ben differente dal “divenire immortali”. La crioconservazione, infatti, non serve a ringiovanire l'individuo, bensì promette di riportarlo in vita alla stessa età biologica in cui questo è deceduto, senza assicurare, tuttavia, che l'attività celebrale e le sinapsi vengano del tutto ripristinate al momento del risveglio. Un risveglio che, come afferma in maniera del tutto trasparente l’azienda tedesca, non è comunque garantito.

Sino ad oggi, i medici si sono infatti limitati a criopreservare embrioni, lembi di pelle o spermatozoi; riuscire a mantenere in vita interi apparati, tessuti e quindi corpi, richiederà sforzi ben maggiori per la scienza.

«Sebbene la ricerca medica sia in costante progresso, attualmente non è ancora possibile rianimare un essere umano dopo che è stato criopreservato» In più, «non è possibile sapere se e quando sarà possibile» si legge sul sito della Tomorrow Biostasis. Ma una buona notizia, in tutto ciò, sembra esserci: «non c’è limite di tempo a quanto si può rimanere criopreservati senza degrado» - affermano gli esperti. 

Come funziona questa pratica?

In una delle tre ambulanze riconvertite, le persone decedute vengono preparate al sonno freddo attraverso il drenaggio del sangue e l’iniezione di liquidi antigelo e sostanze chimiche particolari per favorire la conservazione degli organi. Questo avviene subito dopo la morte e, in particolare, entro massimo un’ora dal momento del decesso per evitare che si vada incontro alla morte cellulare. Quest'ultima, infatti, non permetterebbe più di ibernare il corpo a causa dell'arresto dell'attività cerebrale.

A quel punto, una volta superata la fase critica, i corpi vengono trasferiti nel magazzino di Rafz e immersi in azoto liquido a meno 196 gradi in una gabbia d’acciaio alta 3 metri.

E se ci fosse un blackout generale? Niente paura, perché la criopreservazione avviene senza l’utilizzo della corrente elettrica. Più sicura di così…

Quanto è richiesta e quanto costa?

A quanto pare ci sarebbero già 400 richieste per l'ormai famosa pratica della crioconservazione post-mortem in Svizzera. In primis, per aderire al progetto, bisogna iscriversi all’associazione. Solo in questo modo i medici possono subito intervenire in caso di una dipartita improvvisa, come spesso accade.

Il prezzo finale dipenderebbe dallo stato di conservazione del corpo e dall’anamnesi e si aggira, in linea di massima, attorno ai 200 mila euro per l’opzione “Full Body” che consente di preservare tutto, cervello compreso.

Considerando la Svizzera come uno Stato in cui le persone possono “dormire sonni tranquilli” grazie all’alto livello di sicurezza interna e la protezione, da che si ha memoria, da catastrofi naturali o guerre, non è stato difficile convincere le persone ad affidarsi proprio all’azienda tedesca.

Negli Stati Uniti e in Cina, infatti, esistono già altre aziende che conservano le persone nell’azoto liquido a meno 196 gradi. La Tomorrow Biostasis, tuttavia, è la prima in Europa a offrire questo servizio che promette, incluso nel prezzo, di essere crioconservati per più di 100 anni, garantendo così maggiori probabilità di risveglio grazie al veloce avanzare dei progressi medici e tecnologici.


Nonostante la pratica risulti in un certo senso terrificante, sono già 500 le persone in tutto il mondo che dal 1967 l’hanno sperimentata. La lista d’attesa per farsi ibernare, invece, conta ulteriori 5 mila persone, molte delle quali hanno optato per affidarsi alla nuova startup di Berlino.

I dubbi e i rischi di questa pratica quasi fantascientifica, tuttavia, sono ancora molti. I clienti di Tomorrow Biostasis sperano che attraverso la preservazione, dopo la morte avranno l’opportunità di viaggiare nel futuro ed essere presenti quando le malattie saranno effettivamente curabili. Ma «forse ci vorranno 100, 300, 500 anni prima che sia possibile far rivivere un organismo umano», ha detto il fondatore Emil Kendziorra. Per scoprirlo, insomma, non ci resta che vivere... o morire.

Mondo Internazionale APS - Riproduzione Riservata ® 2024

Condividi il post

L'Autore

Beatrice Basone

Tag

innovazione biotecnologie ibernazione Svizzera Scienza Europa