Hubdate - La mobilità come servizio

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  11 aprile 2022
  2 minuti, 16 secondi

MIPP – Digitalizzazione in Italia

A cura di Mariella Brunetti, Policy Analyst MIPP

Laboratori di innovazione della "Mobility as a Service for Italy"

Anche a Roma è stata approvata la delibera che definisce la governance del sistema MaaS, Mobility as a Service. La sfida dell’Italia Digitale infatti richiede l’attuazione di misure concrete, innovative e sostenibili. La digitalizzazione non va più soltanto considerata come un elemento accessorio di una società globalizzata, anzi, deve assumere i connotati di una nuova chiave di lettura degli effetti globalizzanti al servizio della collettività urbana.

Cosa prevede il co-finanziamento

Ad inizio anno, sono stati presentati 13 progetti (su 14) dai Comuni capoluogo di Città metropolitane, nell’ambito del bando “Mobility as a Service for Italy” (MaaS): Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino, Venezia. Il Maas rientra tra gli investimenti previsti dal PNRR e mira a favorire lo sviluppo di “servizi innovativi di mobilità” per i cittadini e la gestione intelligente dei trasporti sul territorio. In che modo? Incoraggiando la condivisione di informazioni e la creazione di servizi su misura. Come riportato dal Ministero per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale, lo scopo è un nuovo concetto di mobilità come servizio: trasporto pubblico e privato, car-sharing, taxi o autonoleggio a cui l’utente può accedere tramite un unico canale digitale (solitamente un App).

La seconda fase: i progetti pilota

Si è conclusa a gennaio 2022 la seconda fase di selezione e co-finanziamento di 3 progetti pilota in città metropolitane tecnologicamente avanzate, nell’ottica di supportare successivamente altri 7 progetti in aree cosiddette “follower”. Saranno laboratori di innovazione le Città metropolitane di Napoli, Roma e Milano, quest’ultima scelta inoltre per la realizzazione di un Living Lab. Tra le best practices europee, invece, il modello della Finlandia è quello che più si è distinto nel tempo nell’applicazione del concetto di mobilità come servizio, nella capitale di Helsinki in particolare.

Mobilità alternativa, benessere e progresso sociale

La collaborazione virtuosa tra i Ministeri che condividono una comunanza di obiettivi – in questo caso l’obiettivo di transizione digitale con quello delle infrastrutture e della mobilità – potrebbe realmente far coincidere al progresso della comunità un reale innalzamento del livello del benessere percepito dai suoi cittadini. Sebbene i passi da percorrere verso una smart mobility siano ancora molti, in Italia come in Europa, il rischio di contribuire alle polarizzazioni urbane non va sottovalutato.

Resta imperativo estendere i progetti quanto più possibile alle diverse realtà regionali e provinciali, spingendo affinché proprio a partire dai comuni si cominci a diffondere e concretizzare una cultura di mobilità alternativa.


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