Katherine Johnson

  Domina
  Chiara Giovannoni
  13 February 2023
  3 minutes, 36 seconds

Dai calcoli per le traiettorie delle orbite, al programma Space Shuttle e i piani per Marte, passando per i percorsi di ritorno di emergenza di voli lunari, Katherine Johnson è stata una delle contribuenti fondamentali ai programmi della NASA e dell’aeronautica statunitense.

Nata nella Virginia Occidentale il 26 agosto 1918, Katharine ha sempre dimostrato un grande talento per la matematica. Grazie alla perseveranza dei genitori che vogliono per la figlia una buona istruzione, la donna frequenta il liceo in un’altra contea, dato che la sua, Greenbrier, non permette l’istruzione agli studenti afroamericani. Dopo essersi diplomata a soli 14 anni, frequenta il West Virginia State College dove si laurea, all’età di 18 anni, in matematica e francese. Decide così di diventare insegnante di matematica, musica e francese in una scuola elementare afroamericana.

In quegli anni il West Virginia, in seguito alla sentenza della Corte Suprema del Missouri Gaines v. Canada- in cui si afferma che gli stati che fornivano istruzione agli studenti bianchi dovevano fornirne una analoga agli studenti di colore-, decide di integrare studenti afroamericani all’interno dei programmi universitari. Nel 1939 Katherine decide, poco dopo aver sposato il suo primo marito, James Goble, di iscriversi a un corso di laurea in matematica. La donna viene scelta insieme ad altri due uomini per entrare a far parte di un corso di specializzazione all’interno dell’Università della Virginia Occidentale a Morgantown.

Grazie al grande investimento attuato da parte degli stati uniti per la corsa alla diminuzione del gap con l’Unione Sovietica, la NASA si ritrova alla ricerca di nuovo personale. Aperte le iscrizioni anche alle donne afroamericane presso il dipartimento di Guida e Navigazione, Katharine riesce ad entrare a far parte dell’istituzione nel 1953. In un contesto razziale determinante, la carriera da matematica della donna, si rivela un’impresa ardua, ma come dimostrerà lei stessa, non impossibile.

Dal 1953 al 1958 si occupa, insieme a un altro gruppo di donne, dei calcoli matematici per leggere i dati delle scatole nere degli aerei. Definite come “calcolatori di colore”, le donne sono soggette a una forte discriminazione razziale, dovendo lavorare, mangiare e usare servizi igienici separati dalle colleghe bianche. Nel 1956 suo marito muore a causa di un tumore al cervello. Katherine si risposerà tre anni dopo con il tenente colonnello James A. Johnson, veterano della guerra di Corea.

Nel 1958 entra a far parte di un gruppo, interamente maschile, di ingegneri aerospaziali che si occupano di ricerca di volo, all’interno del quale viene subito apprezzata grazie alla sua preparazione. Nel 1959 calcola con estrema precisione la traiettoria per il primo volo spaziale con equipaggio e due anni dopo la finestra di lancio per la missione Mercury, che riesce a portare nello spazio Alan Sheppard. A causa del rifiuto del cosmonauta John Gleen di volare senza una conferma manuale dei calcoli effettuati dai calcolatori elettrici, Katharine si occupa di revisionarli sotto richiesta dello stesso Gleen. E’ stato dopo aver calcolato la traiettoria per la missione lunare Apollo 11, nel 1969, che la donna viene catapultata nella storia. Fino all’anno del suo ritiro, il 1986, lavora al programma dello Space Shuttle e collabora ai piani per una missione su Marte.

Si ritira dalla vita lavorativa nel 1986. Nel 2016 due eventi hanno permesso a Katharine di divenire immortale: la medaglia Presidenziale della Libertà- l’onorificenza civile più importante-, ricevuta dall’allora presidente Obama, e il film a lei ispirato “Il diritto di contare”. Qualche anno dopo, nel 2019, il Presidente Trump le conferisce la Medaglia d’oro del Congresso. La matematica rappresenta per Katherine una parte fondamentale della sua vita. Come dirà più volte: “I counted everything. I counted the steps to the road, the steps up to church, the number of dishes and silverware I washed... anything that could be counted, I did.”

Dopo aver vissuto una vita all’insegna della scienza, Katherine Johnson muore il 24 Febbraio 2020 a 101 anni, ricardata dalla NASA come “an American hero and her pioneering legacy will never be forgotten”.


Bibliografia

https://matematica.unibocconi.it/articoli/la-scomparsa-katherine-johnson-la-matematica-ci-portò-sulla-luna

https://www.nasa.gov/content/katherine-johnson-biography

http://www.enciclopediadelledonne.it/biografie/katherine-coleman-johnson/

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L'Autore

Chiara Giovannoni

Chiara Giovannoni, classe 2000, è laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche all’Università di Bologna. Attualmente frequenta il corso di laurea magistrale in Strategie Culturali per la Cooperazione e lo sviluppo presso l’Università Roma3.

Interessata alle relazioni internazionali, in particolare alla dimensione dei diritti umani e alla cooperazione.

E’ volontaria presso un’organizzazione no profit che si occupa dei diritti dei minori in varie aree del mondo.

In Mondo Internazionale ricopre la carica di autrice per l’area tematica Diritti Umani.

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