Autori
Matteo Bonazzi - Junior Researcher Mondo Internazionale G.E.O. Cultura & Società
Sofia Manaresi - Senior Researcher Mondo Internazionale G.E.O. Cultura & Società
Margherita Gobbo - Senior Researcher Mondo Internazionale G.E.O. Cultura & Società
Marco Rizzi - Senior Researcher Mondo Internazionale G.E.O. Cultura & Società
Abstract
Le elezioni europee del 2024 rappresentano un momento cruciale per il coinvolgimento democratico dei cittadini dell'Unione Europea. Questo evento offre l'opportunità di influenzare direttamente le decisioni politiche, contribuendo alla selezione dei rappresentanti nel Parlamento Europeo. La partecipazione elettorale è fondamentale per affrontare sfide globali come il cambiamento climatico, l'immigrazione, la sicurezza e la ripresa economica post-pandemica. Le elezioni si terranno tra il 6 e il 9 giugno 2024, con la partecipazione di milioni di elettori che eleggeranno 720 membri del Parlamento, seguendo un sistema proporzionale che varia tra gli Stati membri. L'affluenza alle urne e le modalità di voto riflettono la diversità delle normative elettorali nazionali, evidenziando l'importanza di una rappresentanza equa e inclusiva. L'aumento della partecipazione registrato nelle ultime elezioni del 2019 indica una crescente consapevolezza dell'importanza del voto europeo. Pertanto, è essenziale che i cittadini dell'Unione partecipino attivamente, contribuendo a un'Europa più forte, democratica e coesa, capace di affrontare le sfide future e di promuovere i valori democratici.
Introduzione
Le elezioni europee costituiscono un momento di grande rilevanza per i cittadini dell'Unione Europea (UE), offrendo un'opportunità per un coinvolgimento attivo nella vita democratica del continente. In un'epoca caratterizzata da crescenti sfide globali e mutamenti politici, il voto non solo rappresenta un diritto fondamentale, ma anche un potente strumento di influenza e partecipazione. Attraverso il voto, i cittadini possono esprimere le proprie opinioni e influenzare le decisioni politiche, contribuendo alla selezione dei rappresentanti che articoleranno le loro preoccupazioni e aspirazioni nel Parlamento Europeo. Votare rappresenta un dovere civico che riflette il rispetto per i principi democratici. La democrazia, frutto di anni di lotte e sacrifici, non deve essere data per scontata. Partecipare alle elezioni è un modo per onorare questa eredità e garantire che i valori democratici rimangano al centro della nostra vita comune.
Le elezioni europee del 2024 si terranno in un contesto caratterizzato da cambiamenti e sfide significative, quali il cambiamento climatico, l'immigrazione, la sicurezza e la ripresa economica post-pandemica. Le decisioni che saranno prese nei prossimi anni influenzeranno in modo duraturo questi e molti altri aspetti della nostra vita. Il Parlamento Europeo svolge un ruolo cruciale nella definizione delle politiche per affrontare tali sfide, condividendo la funzione legislativa con il Consiglio dell'Unione Europea e supervisionando l'esecutivo per garantire trasparenza e responsabilità. Una maggiore partecipazione elettorale comporta una rappresentanza più accurata degli interessi dei cittadini europei. Partecipare alle elezioni europee del 2024 è, pertanto, fondamentale per contribuire a un'Europa più forte e coesa. Il voto di ogni cittadino può orientare le politiche europee, promuovendo la democrazia, la giustizia sociale e la sostenibilità.
Panoramica Generale sulle Elezione
Tra il 6 e il 9 giugno 2024, milioni di cittadini europei saranno chiamati alle urne per la decima edizioni delle elezioni europee, un evento cruciale che definirà futuro dell'Unione Europea. In questi tre giorni, i cittadini dell'UE, con il loro voto, eleggeranno i propri rappresentanti nel Parlamento Europeo, l’istituzione democratica per eccellenza e l’unica assemblea transazionale al mondo eletta direttamente dai cittadini.
Dal 1979, i membri del Parlamento Europeo (MEP) vengono eletti ogni 5 anni direttamente negli Stati membri, seguendo procedure di voto standardizzate dalla legge europea in conformità con le normative elettorali nazionali (Federal Ministry of the Interior and Community, 2024). Nel 2024, verranno eletti al Parlamento Europeo 720 funzionari, di cui 76 rappresenteranno l'Italia (European Parliament, 2024). La distribuzione dei seggi avviene secondo il principio della proporzionalità degressiva (Nugent, 2017) per cui il numero di cittadini per MEP cresce con l'aumentare della popolazione degli Stati membri. Ogni Stato membro elegge un minimo di sei e un massimo di 96 rappresentanti, a seconda delle dimensioni della popolazione (Federal Ministry of the Interior and Community, 2024). Tuttavia, stati con popolazioni più ridotte vengono assegnati più seggi per cittadino, assicurando loro una voce significativa nel processo decisionale (Federal Ministry of the Interior and Community, 2024).
In Italia, il voto avrà luogo sabato 8 e domenica 9 giugno secondo un sistema proporzionale con una soglia di sbarramento del 4%, come stabilito dalla legge elettorale applicata uniformemente per le elezioni europee in tutti gli Stati membri (Camera dei Deputati, 2024).
Questo significa che i vari partiti partecipano alle elezioni presentando delle liste, e non delle coalizioni, e che i seggi nel Parlamento Europeo verranno assegnati in modo proporzionale ai voti ricevuti da ciascuna lista (Will Media, 2024). In questo contesto, ogni cittadino italiano può esprimere fino a tre preferenze per i candidati di una stessa lista, specificando obbligatoriamente generi diversi. Inoltre, secondo la legge elettorale, il territorio italiano è suddiviso in cinque circoscrizioni elettorali: Italia Nord-Occidentale, Italia Nord-Orientale, Italia Centrale, Italia Meridionale e Italia Insulare. Ciascuna circoscrizione nomina un numero di parlamentari proporzionale alla popolazione (Ruffini, 2024). Nella pratica, ciò significa che, dei 76 seggi riservati ai deputati italiani nel Parlamento Europeo, l'Italia Nord-Occidentale, per esempio, eleggerà 20 parlamentari europei, mentre l'Italia Insulare 8 (Ruffini, 2024).
In seguito al voto, i candidati che gli elettori Italiani sceglieranno come rappresentanti in Europa, una volta giunti in Parlamento, non si suddivideranno per provenienza territoriale, ma bensì per affiliazione ideologica e politica. Attualmente nel Parlamento Europeo vi sono 7 gruppi politici. Specificatamente, per orientamento politico, da sinistra verso destra troviamo: il Gruppo della Sinistra del Parlamento Europeo (GUE/NL) I Socialisti Democratici, I Verdi e l’Alleanza Libera Europea, Review Europe, Il Partito Popolare Europeo, I Conservatori Riformisti Europei, Identità e Democrazia, e il gruppo dei Non Iscritti, ovvero coloro che non si riconoscono in alcun partito politico (European Parliament, 2024).
Analogamente a un parlamento nazionale, il Parlamento Europeo esercita il proprio potere attraverso tre modalità principali: influenzando il processo legislativo, decidendo su budget e spesa pubblica e supervisionando l'esecutivo (Nugent, 2017, p. 211). In particolare, all’interno del quadro normativo noto come Procedura Legislativa Ordinaria (OLP), il Parlamento Europeo condivide la funzione legislativa con il Consiglio dell’Unione Europea, composto dai Ministri degli Stati membri (Nugent, 2017). Questo significa che, pur non potendo proporre leggi autonomamente, il Parlamento Europeo svolge un ruolo fondamentale nel discutere, modificare e approvare le proposte legislative della Commissione Europea, le quali hanno un impatto cruciale sulla nostra quotidianità.
I parlamentari europei, in quanto rappresentanti dei cittadini dei 27 Stati membri dell'UE, sono chiamati a legiferare su normative che riguardano ogni aspetto della nostra vita: dall'economia e la lotta alle disuguaglianze, allo stato di diritto e le politiche sociali, fino all'immigrazione e al cambiamento climatico. Infatti, la legislazione dell'UE affronta la maggior parte delle priorità dei cittadini e ogni questione rilevante a livello nazionale ha anche una dimensione europea (Parlamento Europeo, 2024). Per questo motivo partecipare alle elezioni Europee è così importante. Con il nostro voto possiamo esprimere la nostra voce su tutti questi aspetti e tanti altri che ci riguardano personalmente, come individui e come società, e non semplicemente osservare il cambiamento, ma sceglierne la direzione. È inoltre fondamentale ricordare che, come la democrazia impersonifica la maggiore forma di libertà, è anche una responsabilità e un dovere condiviso. La democrazia di cui godiamo ora in Europa è stata infatti frutto di una conquista ottenuta dopo anni di guerra e prevaricazioni e non deve mai venire data per scontata. Informarsi e votare è il primo passo per far sì che ciò non avvenga.
Statistiche e curiosità varie sulle Elezioni Europee
Il vasto panorama elettorale attorno al quale ruoterà l’attenzione del nostro continente tra il 6 e il 9 Giugno sarà caratterizzato da tanti elementi in comune con le elezioni che si sono svolte nel corso della storia europea, quanto da alcune novità che affronteranno quindi il 2024 come un banco di prova per il futuro.
Quando si tratta un argomento come le elezioni, di qualunque tipo esse siano, è interessante cercare dati riguardo l’affluenza alle urne. In questo caso un tale dato può essere utile anche a mettere a confronto tra loro Paesi o gruppi di Paesi: il Belgio è lo Stato in cui si è sempre registrata affluenza maggiore, sfiorando spesso il 90%, distaccando quasi tutti gli altri Stati, fatta eccezione per il Lussemburgo che però conta un numero di abitanti aventi diritto molto esiguo. Tra i paesi che invece hanno fatto registrare affluenze più basse, specie nelle ultime due occasioni nelle quali si è andati al voto, ci sono Repubblica Ceca, Slovacchia e Croazia, tutte oscillanti tra 15 e 25% circa.1 Ovviamente, per tutti e tre questi Paesi, si deve ricordare che l’ingresso nell’UE è avvenuto tardivamente, e dunque la popolazione ha finora partecipato a non più di 3 o 4 elezioni europee. Detto ciò, c’è un aspetto che rende le statistiche sopra elencate in un certo senso irrilevante, ovvero l’obbligatorietà del voto. Difatti, il paese con l’affluenza maggiore alle urne è anche uno dei pochi in cui recarsi a votare è un obbligo per i cittadini. Assieme al Belgio, vi sono Lussemburgo, Bulgaria e Grecia che condividono la stessa legge; fa specie notare come nonostante questa, negli ultimi due Stati in questione l’affluenza di voto rimanga relativamente bassa. Per risalire alla nazione con la percentuale più alta di cittadini al voto, in assenza di obbligatorietà, si deve guardare al Mar Mediterraneo: si tratta infatti di Malta con circa il 75%.2 Guardando al dato sull’affluenza in termini più generali, è interessante notare come la scorsa edizione delle elezioni europee nel 2019 abbia visto un aumento della percentuale dei votanti rispetto al passato: si è finalmente superata la soglia del 50%. Questa statistica deriva con ogni probabilità dalle nuove sfide che l’UE si è ritrovata ad affrontare negli ultimi anni, che hanno destato un certo grado di preoccupazione nei cittadini del vecchio continente, come ad esempio la Brexit e l’immigrazione.
Un’altra differenza che risalta agli occhi della popolazione europea risiede nell’età minima alla quale viene consentito votare nei vari Paesi. Sebbene la grande maggioranza degli Stati siano conformi all’Italia, con il diritto di voto concesso a coloro che abbiano compiuto 18 anni, questo dato cambia in Belgio, a Malta, in Austria e in Germania dove potranno recarsi alle urne i sedicenni; la Grecia è invece l’unica Nazione in cui per votare bisogna aver compiuto il diciassettesimo anno di età. Guardando alla fascia temporale in cui avverranno le elezioni, ovvero dal 6 al 9 di Giugno a seconda di quanto stabilito da ogni Paese, risalta la particolarità per la quale solo in due Stati ci si potrà recare a votare in due giorni differenti: in Italia o l’8 o il 9, mentre in Repubblica Ceca o il 7 o l’8.
Le curiosità più particolari non riguardano però solamente la partecipazione da parte dei cittadini, bensì anche il lato istituzionale e dunque la rappresentanza politica al Parlamento Europeo. Ad esempio, risalta all’occhio l’imponente differenza tra il numero dei parlamentari eletti nei Paesi di grandi dimensioni e quelli invece di dimensioni ridotte; a tal proposito la Germania può contare un deputato eletto ogni 879 mila abitanti, mentre l’altra faccia della medaglia vede Malta rappresentata da un deputato ogni 90 mila cittadini.3 Questo sistema è stato sapientemente formulato comunque per garantire una rappresentanza equa tra le varie Nazioni, a prescindere dalle loro popolazioni.
Ancora, rimanendo nell’ambito delle differenze che riguardano le Nazioni coinvolte ed i loro rispettivi partiti, ci si imbatte nella diversa regolamentazione della cosiddetta “soglia di sbarramento”, ovvero la percentuale che un partito deve ottenere per poter essere rappresentato da un proprio membro presso il Parlamento Europeo. In Italia è presente al 4%, ma solo in 14 Paesi su 27 questo dato deve sussistere e anche all’interno di questi 14, la percentuale richiesta è variabile: nove Paesi tra cui Francia, Polonia ed Ungheria presentano una soglia di sbarramento al 5%, mentre la soglia più bassa viene applicata da Cipro (1,8%). Tra gli altri, Germania, Spagna e Portogallo non applicano la soglia di sbarramento, nonostante nel caso della prima questa percentuale fosse presente in passato, prima di essere dichiarata incostituzionale.4 Francia, Spagna e Germania sono anche accomunate dall’adozione di liste chiuse: in questi Paesi l’elettore non può esprimere più di una preferenza. Malta e Irlanda adottano invece il sistema del “voto singolo trasferibile”, potendo scegliere anche più di un partito, mettendo il proprio voto in ordine di preferenza dal più al meno gradito.
In 19 Nazioni, tra cui la nostra, vige il sistema delle liste aperte. L’Italia si differenzia rispetto alla maggior parte degli altri Paesi in quanto a circoscrizioni in cui viene divisa l’elezione: il Belpaese è diviso in 5 di queste circoscrizioni, mentre in 23 Stati membri la circoscrizione è unica. Oltre a noi, le circoscrizioni sono presenti in Belgio (3), Irlanda (3) e Polonia (13). Interessante notare come in Francia, Belgio e Paesi Bassi sia permesso il voto “per procura” ovvero tramite delega a un altro cittadino; l’Estonia si contraddistingue invece per essere l’unico Stato in cui è possibile votare online, a riprova dell’inclinazione dei paesi baltici verso il progresso tecnologico e tutto ciò che di positivo ne può derivare.
C’è un fenomeno in particolare che vede in Italia uno degli unici, o quasi, territori di applicazione: si tratta del fenomeno dei ribattezzati “candidati civetta”. Questa definizione viene attribuita a coloro che, in qualità di leader di partito o comunque di esponenti di spicco con una qualche carica istituzionale all’attivo, si candidano al Parlamento Europeo pur sapendo che, in caso di elezione, non andrebbero ad occupare il seggio da loro guadagnato. Solo quest’anno gli esempi “made in Italy” sono svariati, tra cui Giorgia Meloni, Elly Schlein, Emma Bonino, Matteo Renzi ed altri ancora... La pratica in questione si pone ovviamente l’obiettivo di attirare l’attenzione degli elettori verso un determinato partito, nella speranza di ottenere un seggio, poi occupabile dal nome successivo presente all’interno della lista votata dal cittadino. Questa prassi colma di furbizia, o presunta tale, è tipica della nostra penisola ma non esente da rare imitazioni: in Croazia, proprio come il Presidente del Consiglio italiano, Andrej Plenkovic ha annunciato la propria candidatura.5 Altre personalità che hanno usato in passato questa tattica sono riconducibili all’Olanda, alla Bulgaria e alla Francia, riscuotendo successo a correnti alterne.
Conclusioni
Le elezioni europee del 2024 rappresentano un banco di prova cruciale per la democrazia e il futuro dell'Unione Europea. In un contesto caratterizzato da sfide globali sempre più pressanti, come il cambiamento climatico, la sicurezza, l'immigrazione e la ripresa economica post-pandemica, il voto europeo diventa uno strumento fondamentale per i cittadini. Partecipare alle elezioni non è solo un diritto, ma un dovere civico che riflette il rispetto per i principi democratici e l'eredità di lotte storiche per la libertà e la giustizia sociale.
La complessità del sistema elettorale europeo, con le sue variazioni nazionali riguardo a soglie di sbarramento, età minima per il voto, e modalità di espressione delle preferenze, evidenzia l'importanza di una rappresentanza equa e diversificata. Ogni cittadino, attraverso il proprio voto, ha l'opportunità di influenzare le decisioni che determineranno le politiche europee in ambiti fondamentali della nostra vita quotidiana, dalla protezione dell'ambiente alla tutela dei diritti sociali ed economici.
L'analisi dei dati sulle affluenze elettorali mostra disparità significative tra i vari Stati membri, spesso influenzate da fattori come l'obbligatorietà del voto e l'età dell'elettorato. Tuttavia, l'aumento della partecipazione registrato nelle ultime elezioni del 2019 suggerisce una crescente consapevolezza dei cittadini riguardo all'importanza delle elezioni europee. Questo trend positivo deve essere consolidato e potenziato, affinché la voce dei cittadini europei continui a risuonare forte e chiara nelle aule del Parlamento Europeo.
In conclusione, le elezioni europee del 2024 non sono solo un evento politico, ma un momento di riflessione collettiva e di impegno civico. Ogni voto contribuisce a plasmare un'Europa più democratica, giusta e sostenibile. La partecipazione elettorale è il mezzo attraverso cui possiamo affrontare insieme le sfide globali e garantire che i valori democratici rimangano saldi al centro della nostra vita comune. Pertanto, è fondamentale che i cittadini dell'UE colgano questa opportunità per esprimere le loro opinioni e influenzare il futuro dell'Unione, assicurando che essa rispecchi davvero le aspirazioni e le esigenze di tutti i suoi membri.
FONTI
Camera dei Deputati. (2024, 31 Maggio). Elezioni Europee 2024 - Manuale Elettorale. https://temi.camera.it/leg19/temi/elezioni-europee-2024-manuale-elettorale.html (1-A)
«Elezioni europee 2024, quando e come si vota, partiti, candidati, sondaggi: quello che c’è da sapere | Euronews». Consultato 26 maggio 2024. https://it.euronews.com/2024/04/22/elezioni-europee-tutto-quello-che-ce-da-sapere-per-andare-alle-urne-informati (1-A)
Elezioni europee 2024: tutto ciò che devi sapere. «Elezioni europee 2024: tutto ciò che devi sapere». Consultato 26 maggio 2024. https://elections.europa.eu/it/. (1-A)
«Elezioni europee 2024: la guida al voto, i gruppi in corsa e le prospettive future». Geopolitica.info (blog), 9 maggio 2024. https://www.geopolitica.info/elezioni-europee-2024/.
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«Elezioni europee 2024 e candidati, ecco i politici che da 30 anni ci ingannano | Milena Gabanelli- Corriere.it». Consultato 26 maggio 2024. https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/elezioni-europee-2024-candidati-ecco-politici-che-30-anni-ingannano-elettori/a4f2ac8c-0a39-11ef-819b-a44fb9539756-va.shtml (1-B)
European Parliament (2024). The political groups of the Italian Parliament. https://www.europarl.europa.eu/about-parliament/en/organisation-and-rules/organisation/political-groups (1-A)
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Per cosa e come si vota alle Elezioni Europee dell’8-9 giugno 2024? (2024, 31 Maggio). Will Media. https://youtu.be/NnU4ooh4szQ?feature=shared (2-B)
Ruffino, L. (2024, 3 Maggio). Come funziona le legge elettorale per le elezioni Europee. Pagella Politica. https://pagellapolitica.it/articoli/come-funziona-legge-elettorale-elezioni-europee (2-B)