Hubdate - "Elezioni Europee 2024: L'esternalizzazione della questione migratoria"

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  20 gennaio 2024
  2 minuti, 10 secondi

MIPP - Migrazioni in Europa

A cura di Fabio Naca, Senior Policy Analyst e Consigliere

Elezioni Europee 2024: L’esternalizzazione della questione migratoria

Le sfide sul fronte migratorio

Sin dalla nascita del sistema Schengen, la sfida sulle migrazioni rappresenta un terreno di forti attriti tra i Paesi membri e le istituzioni comunitarie. In particolar modo, una forte spirale negativa sembra essersi instaurata negli ultimi dieci anni, specialmente a causa dell’aumento delle violenze nel MENA e, in generale, nei continenti asiatico e africano. Considerando la prossimità delle elezioni europee del giugno 2024, è lecito attendersi un ruolo centrale delle migrazioni nelle dinamiche di potere europee del prossimo quinquennio. Negli anni a venire sarà quindi centrale non solo ripensare i sistemi di accoglienza ed integrazione intra-UE, ma anche dare il giusto peso ai Paesi a cui Bruxelles ha iniziato a conferire ampie prerogative nell’arrestare i flussi migratori prima ancora che questi sopravvengano sul territorio comunitario.

La ramificazione delle esternalizzazioni comunitarie

Tra i Paesi non-UE ai confini dell’area comunitaria sono in molti ad essere stati consultati in passato da Bruxelles per imbastire strategie di contenimento dei flussi migratori. Il caso più celebre è qui rappresentato dallo storico accordo UE-Turchia del 2016, in base al quale Ankara ha iniziato ad operare una forte stretta delle partenze dalle proprie coste di migranti verso la Grecia. Anche i Paesi membri stessi hanno preso l’iniziativa in numerose occasioni, come l’Ungheria con Kiev e Belgrado o ancora la Spagna con il Marocco. Più recente è il caso degli accordi stipulati tra Italia e Albania per l’alloggiamento dei migranti in terra schipetara in attesa della regolarizzazione delle domande di asilo; al momento, tuttavia, il patto è sospeso in attesa di una sentenza della Consulta di Tirana in merito alla sua legittimità costituzionale.

Possibili conseguenze dell’esternalizzazione

Se da un lato la recente rimodulazione delle norme di asilo e primo screening dei migranti alle frontiere esterne dell’UE sembra aver favorito una crescente collaborazione inter-statale, sull’altro fronte si stagliano le annose diatribe tra le cancellerie di diversi Paesi in merito a singoli casi di redistribuzione di migranti e rifugiati. In questo quadro contraddistinto dall’assenza di una voce unica, concedere sempre maggiori poteri a Stati extra-comunitari in un settore nevralgico per le dinamiche politiche europee non sembra aprire a congiunture favorevoli per Bruxelles, stanti anche le considerazioni avanzabili in merito alla tenuta governativa o comunque democratica di alcune delle realtà considerate - come visibile nei casi di Tunisia, Egitto e Turchia - potenzialmente foriere di ulteriore instabilità.

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