Hubdate - L'Intelligenza Artificiale al vaglio delle istituzioni europee

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  11 maggio 2022
  4 minuti, 6 secondi

MIPP – Digitalizzazione

A cura di Mariella Brunetti, Policy Analyst

Una questione di equilibrio tra nuove tecnologie e diritti

Lo scorso 3 maggio 2022, il Parlamento Europeo ha discusso il tema relativo a Intelligenza Artificiale e Big Data: come costruire fiducia e promuovere innovazione. Entrambi elementi determinanti per il futuro della transizione digitale nell’Unione Europea, che vanno promossi nel rispetto dei diritti fondamentali e delle libertà civili.

Il potenziale dell’Intelligenza Artificiale

L’Intelligenza Artificiale (IA) viene spesso considerata una tecnologia chiave del futuro digitale. Negli ultimi anni, la richiesta di tecnologie simili è aumentata in relazione ai progressi tecnologici compiuti – il campo dell’analisi dei dati ne è un esempio. Per questo motivo, lo sviluppo del potenziale dell’IA è divenuto una priorità anche per l’Unione Europea: è un punto centrale inoltre nel Green deal europeo e nel rilancio dell’economia post COVID-19.

Molti sono i settori in cui essa viene impiegata già nel nostro quotidiano: pensiamo alla pubblicità personalizzata in rete, alla logistica, ai sistemi di traduzione automatica, alle abitazioni connesse. O, più in generale, si consideri l’utilizzo in settori quali il sanitario, i trasporti, l’industria, l’agricoltura, le amministrazioni pubbliche e i servizi.

Gli obiettivi di lungo termine

La Commissione europea è al lavoro per creare un contesto favorevole alla crescita e all’interazione di ricerca, sviluppo e imprese. In particolare, stimolando gli investimenti pubblici e privati verso queste nuove tecnologie, con una previsione di 20 miliardi l’anno.

Il Parlamento europeo è poi l’istituzione in prima fila nel presentare raccomandazioni sulle norme legate all’utilizzo dell’IA. Sono state approvate di recente tre proposte di iniziative legislative per regolamentare l’IA in maniera efficiente e positiva, che riguardano rispettivamente: la salvaguardia di principi etici, la responsabilità civile per i danni nelle attività ad alto rischio e la costruzione di un sistema efficace di Diritti di Proprietà Intellettuale (DPI).

Nell’aprile 2021, a questo fine, il Parlamento ha dato vita ad una Commissione speciale sull’intelligenza artificiale per la trasformazione digitale (AIDA). Con il compito di analizzare l’impatto delle nuove tecnologie sull’economia negli Stati Membri, l’AIDA ha elaborato un Rapporto finale, adottato nel maggio 2022.

La Tabella di marcia UE del Parlamento Europeo

Nella seduta plenaria, il Parlamento ha approvato la Relazione finale sull’intelligenza artificiale in un’era digitale della Commissione speciale. Dopo una raccolta di informazioni durata 18 mesi, è stato evidenziato l’avanzamento lento e disomogeneo in IA nell’Unione. Di conseguenza, si fa forte la necessità di intervenire in maniera tempestiva. Nel proseguire gli sforzi legislativi compiuti nel settore, secondo la Relazione in esame, bisogna definire un’azione comune che stabilisca obiettivi chiari, basati sui valori fondamentali europei. Nella tabella di marcia europea bisognerà garantire l’azione su vari aspetti:

  1. la creazione di un contesto normativo favorevole, attraverso un processo legislativo dinamico che dia una risposta alla frammentarietà legislativa nazionale ed europea attuale. Parallelamente, la piena integrazione del mercato unico digitale europeo favorirà scambi e innovazione;
  2. il rafforzamento delle infrastrutture digitali, che devono essere in grado di offrire servizi a tutti i cittadini;
  3. lo sviluppo di nuove competenze, un modo per generare fiducia nell’utilizzo nelle nuove tecnologie tra i cittadini ma anche per intervenire sulla nota “fuga dei cervelli”, che spesso si traduce in perdita di talenti e di possibilità di impiego nei vari territori:
  4. la cooperazione a livello internazionale sugli aspetti militari e di sicurezza dell’intelligenza artificiale: come Unione Europea è determinante promuovere la propria visione umanistica e i propri standard in maniera chiara, evitando che questi possano essere definiti altrove.

Quali vantaggi e i rischi che si corrono

Se l’obiettivo di lungo termine è quello di diventare una potenza globale leader nell’economia dei dati (data economy), rafforzare la materia dell’Intelligenza Artificiale è il primo passo da compiere per canalizzare gli sforzi comuni verso i benefici per i cittadini. Si tratterebbe di una scelta sostenibile, di offerta di servizi più sicuri e di livello avanzato. Dagli studi del Parlamento europeo è stato stimato, ad esempio, un aumento della produttività del lavoro dall’11% al 37% entro il 2035, grazie all’utilizzo dell’IA. E questo insieme alla riduzione delle emissioni globali di gas serra (stimata tra 1.5% e 4%). Assumere una visione d’insieme delle questioni, tuttavia, significa anche soffermarsi su evidenti rischi e minacce che potrebbero conseguire.

Il Parlamento mette in guardia, infatti, sull’abuso dell’utilizzo di servizi con intelligenza artificiale. Le questioni aperte riguardano l’intera società da vicino, e attengono all’attribuzione della responsabilità civile in caso di danni o incidenti, oppure alla minaccia della protezione dei dati e dell’informazione falsata, che rischiano di polarizzare anche i dibattiti pubblici. Non a minore impatto i posti di lavoro automatizzabili o soggetti a modifiche sostanziali. Al momento attuale, favorire la sinergia tra volontà politica nazionale, istituzioni europee e imprese potrà fare la differenza nella presa di decisioni future ed imminenti.

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