Hubdate - ''Una conclusione dolce-amara della direttiva UE sulla violenza contro le donne''.

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  28 febbraio 2024
  4 minuti, 20 secondi

MIPP - Violenza di genere

A cura di Martina Maria Bruselles, Junior Policy Analyst.

6 FEBBRAIO 2024: UNA CONCLUSIONE DOLCE-AMARA DELLA DIRETTIVA UE SULLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE

Un flagello globale

È una dolorosa realtà, quella che coinvolge il tema della violenza sulle donne, un’ombra oscura che si insinua nelle vite di molte donne, troppe, in tutto il mondo. Dalle forme più evidenti di abuso fisico e sessuale a quelle più sottili e pervasive come la violenza economica e psicologica, le donne sembrano non riuscire a trovare pace. Il gruppo EPP espone alcuni dati preoccupanti: una donna su due ha subìto molestie sessuali; sei donne su dieci tendono ad evitare i luoghi isolati e una su quattro evita di rimanere sola con qualcuno che non conosce.

In Italia, i dati Istat confermano il quadro appena presentato, considerando che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Ciò che sconvolge particolarmente è il seguente dato: il 62,7% dei casi di stupro è stato commesso da partner, a dimostrazione del fatto che la questione della violenza sulle donne non coinvolge soltanto estranei, in quanto è fortemente presente soprattutto negli ambienti familiari, che dovrebbero rappresentare, invece, un porto sicuro. Il Report del Servizio Analisi Criminale della Direzione Centrale Polizia Criminale aggiornato al 19 novembre 2023 evidenzia che, tra gennaio e novembre 2023, sono stati registrati 295 omicidi, di cui le vittime donne sarebbero 106; di queste, 87 sono le donne uccise in ambito familiare e 55 per mano del partner/ex partner.

Sebbene nel corso degli anni si siano compiuti numerosi progressi nel riconoscere e affrontare questo flagello, il cammino da percorrere sembra essere ancora molto lungo. A questo proposito, l’8 marzo 2022 la Commissione Europea ha proposto il processo di formulazione di una direttiva che mirasse a fornire un quadro legislativo completo per la prevenzione e il contrasto di fenomeni quali lo stupro, il femminicidio, il matrimonio forzato, le mutilazioni genitali femminili, le molestie in ambiti lavorativi e online.



La Direttiva Europea, le sfide e l'urgenza di una risposta integrata

Recentemente, il 6 febbraio 2024, l’Unione Europea ha cercato di affrontare il problema della violenza contro le donne attraverso un dibattito che ha coinvolto un’ambiziosa direttiva proposta l’8 marzo 2022. Tuttavia, il percorso verso un accordo completo e coerente si è dimostrato difficile, poiché, a quasi due anni di distanza dalla proposta della direttiva, l’assenza di un accordo a livello europeo sulla criminalizzazione dello stupro è stato attribuita principalmente alle divergenze di opinioni concernenti il concetto di “consenso”. La proposta originaria intendeva criminalizzare lo stupro come “rapporto sessuale non consensuale”, basandosi sulla definizione della Convenzione di Istanbul precedentemente ratificata dall’Unione Europea. Tuttavia, paesi come Francia, Germania, Polonia e Ungheria hanno espresso opposizione, favorendo un approccio più specifico e coerente con i rispettivi codici penali nazionali.

Nonostante l’assenza di un accordo sulla criminalizzazione dello stupro basata sulla mancanza di consenso, conclusione considerata da molti, tra cui anche Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo ed esponente del Partito Democratico, “un passo indietro sulla normativa”, la direttiva impone robusti requisiti di prevenzione. La protezione delle vittime di violenza domestica è anch’essa un obiettivo, come testimoniato dall'introduzione di nuovi standard per il supporto e l’accesso alla giustizia. Nuove disposizioni penali saranno introdotte, inoltre, per quanto riguarda i fenomeni online, come la condivisione non consensuale di immagini intime, il cyber-stalking, le cyber-molestie, il discorso d’odio misogino e il “cyber-flashing”. L’alfabetizzazione digitale sarà un elemento chiave della battaglia contro la cyber-violenza, con misure volte a sviluppare competenze per identificare, affrontare e prevenire l’aggressività informatica.

È imperativo creare un clima in cui le vittime si sentano ascoltate, credute e sostenute. Se da una parte si sono ottenute delle piccole vittorie, come l’introduzione dell’art. 83(1) TFUE che considera, nei Trattati dell’UE, la violenza contro le donne un crimine, dall’altra, l’eliminazione di alcuni articoli fondamentali (art. 4 e art. 5) della direttiva ha suscitato reazioni importanti, tra cui il disappunto espresso dall’associazione Differenza Donna. L’Associazione ha lanciato infatti una petizione per preservare il testo approvato dal Parlamento, raccogliendo oltre 85.000 firme in pochi giorni. Nonostante gli sforzi della vicepresidente del Parlamento europeo, Pina Picierno, il compromesso finale risulta essere deludente e indebolito rispetto alla versione iniziale del 2022.


Prospettive future

L’evento del 6 febbraio 2024 mette in luce la scarsa considerazione del tema della violenza sulle donne da parte dei governi, sottolineando la necessità di una maggiore consapevolezza e azione da parte degli Stati membri nel comprendere la portata della problematica. La violenza sulle donne è una ferita aperta nella società e richiede una risposta urgente e concreta. Il prossimo 8 marzo è prevista una manifestazione a Bruxelles, tenendo alti i principi della petizione lanciata dall’associazione Differenza Donna contro “questo sfregio alle donne che l’Europa non può fare”. Rompere il silenzio è il primo passo verso la guarigione e la costruzione di un mondo in cui la dignità e il rispetto sono il fondamento di ogni relazione e interazione.

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