Il nuovo approccio europeo sulla sicurezza energetica - la partnership con il Sudafrica

  Focus - Allegati
  24 ottobre 2025
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Abstract

L’elaborato affronta il tema delle partnership con i paesi extra-UE. L’Europa sembra cercare un modo più efficace di stringere partnership con i paesi extra-UE ed essere più competitiva nei suoi settori di punta, come l'energia "pulita". Attraverso la tipologia di accordi denominata Clean Trade and Investment Partnership (CTIP). Uno dei primi CTIP stabiliti è quello tra UE e Sudafrica. Lo scorso marzo l’Unione Europea ha annunciato un pacchetto di investimenti da 4,4 miliardi di euro, incluso nella CTIP, diretto al settore dell’energia rinnovabile. Gli ingenti investimenti verso questo settore potrebbero essere una mossa per competere con le altre potenze. Allo stesso tempo, potrebbe danneggiare le comunità locali, cittadini che potrebbero subire i danni maggiori dovuti alla costruzione di nuovi impianti per la produzione di energia.

Matilde Pierattini (Head Researcher - GEO Ambiente)

Le Clean Trade and Investment Partnership (CTIP)

Nel clima di frammentazione geopolitica in cui si trova l’Europa, la Commissione Europea ha iniziato a considerare un nuovo modo di gestire i rapporti con i paesi extra-UE. In seguito alla pubblicazione dei report di Letta e Draghi sulla necessità di rivedere il piano d’azione per quanto riguarda la competitività dell’Europa e l’abbandono dei vecchi metodi, le istituzioni europee hanno riconosciuto una crescente necessità di modificare l’approccio europeo per quanto riguarda la politica estera. L’Unione Europea ha iniziato a considerare una nuova tipologia di accordi, denominata Clean Trade and Investment Partnership (CTIP). Secondo i report citati, invece dell’approccio impositivo adottato in passato, l’Unione Europea dovrebbe optare per accordi strategici alternativi nei settori cruciali dell’economia europea.

In questa tipologia di accordi rientrano quelli tra UE e Sudafrica. La partnership commerciale con il Sudafrica potrebbe essere importante grazie al fatto che il Sudafrica è un paese particolarmente ricco di alcuni materiali critici come il manganese e il vanadio, utili nella costruzione delle batterie al litio, e del platino. L’approccio che l’UE sembra aver considerato potrebbe assicurare gli accordi energetici di cui il continente ha estremamente bisogno.

Il Sudafrica leader africano dell’idrogeno green

Il 12-13 giugno 2025 si è tenuto il terzo summit per l’idrogeno verde a Cape Town, Sudafrica. Tale Summit si posiziona nel gruppo dei più importanti eventi riguardo gli obiettivi di industrializzazione e sostenibilità per il continente africano.

Nel 2021 il Sudafrica ha lanciato la Hydrogen Society Roadmap, l’iniziativa che promuove la creazione di un mercato di esportazione, la transizione ambientale del settore energetico e la decarbonizzazione dei trasporti. Il piano individua tre centri fondamentali per la produzione di idrogeno: Johannesburg, Durban e Mogalakwena e Limpopo. I target principali sono 100 bus e camion a idrogeno entro il 2025, 500 bus e camion entro il 2030, 30 mila posti di lavoro creati all’anno entro il 2040. Il governo sta cercando di promuovere lo sviluppo di sistemi di energia sostenibile.

Nelle principali città sudafricane, soprattutto a Johannesburg, le disparità economiche sono ben visibili alzando lo sguardo verso i tetti delle case. Tra le enormi differenze tra i quartieri a reddito medio-alto e le famose townships (aree urbane costruite nel periodo dell’apartheid in cui furono collacate le popolazioni non bianche. Anche dopo la fine ufficiale dell’Apartheid, le aree sono ancora quartieri estremamente più poveri rispetto alle aree urbane principali) si possono notare due tipologie di abitante: chi possiede un sistema energetico solare e chi no. Adottare un sistema di generazione di energia con batteria solare è diventato pressoché un’abitudine per i più abbienti a causa del sistema di loadshedding. Il loadshedding è un sistema di programmazione della fornitura di energia elettrica per evitare sovraccarichi a livello nazionale. Il sistema di loadshedding è iniziato nel 2007, ma è nel 2022 che è stato creato un piano d’azione energetica dal governo del presidente Cyril Ramaphosa seguito dalla dichiarazione di crisi energetica nazionale. (Habershon E., 2024)

Per questo motivo nel 2022 è stato creato un piano di investimenti per una giusta transizione energetica. Lo scopo del piano sarebbe proteggere i lavoratori vulnerabili e aumentare la sicurezza energetica. Tra i portfoli in cui è suddiviso il progetto vi è quello dedicato all’idrogeno verde. (Just Energy Transition) Il Sudafrica sta puntando molto sulle proprie capacità energetiche per conquistarsi una posizione di spicco a livello internazionale nel settore, nonostante il paese dipenda ancora oggi dal carbone. Il mercato dell’idrogeno verde è tra i più interessanti e attrattivi al momento anche grazie agli ingenti investimenti europei.

La partnership con l’UE

Lo scorso marzo l’Unione Europea ha annunciato un pacchetto di investimenti da 4,4 miliardi di euro indirizzati verso il Sudafrica per lo sviluppo del settore dell'energia “pulita”, in particolare per l’idrogeno verde. (FCW Team, 2025)

Il pacchetto di investimenti europei che è incluso nella più ampia Clean Trade and Investment Partnership pone ancora degli interrogativi dal punto di vista etico. Vi è il dilemma centrale della Just Transition cioè, se è giusto promuovere progetti di implementazione di energie più pulite che permettano di ridurre l’uso di energie fossili, è giusto che una comunità intera debba pagarne le conseguenze? Secondo quanto annunciato da Von der Leyen, la partnership potrebbe rendere l’industria locale forte. (FCW Team, 2025) Si tratta, quindi di un ulteriore esempio di non effettiva Just Transition. L’UE ha effettivamente istituito un Fondo per una transizione giusta (Just Transition Fund) che ha come scopo quello di sostenere persone, economie e ambiente. Secondo il Just Transition Mechanism (JTM), annunciato all’interno del piano di politiche di coesione 2021-2027, l’Ue intende mobilitare 55 miliardi di euro per permettere agli Stati Membri e ai suoi cittadini di redigere piani territoriali per una transizione energetica efficiente. (European Commission)

L’Unione Europea sta promuovendo la costruzione di nuove partnership con vari paesi extra-UE nel settore delle energie rinnovabili per diversificare i rifornimenti energetici. La Global Gateway (GG) è un’iniziativa nata nel 2021 per rilanciare la posizione dell’Unione Europea nel settore della finanza dello sviluppo. La GG Strategy ha cinque aree d’azione principali: digitale, clima ed energia, salute, trasporti ed educazione e ricerca. Questo progetto vede coinvolte ingenti somme di denaro che andranno ad aiutare i partner europei nella realizzazione dei propri obiettivi, sia nei settori privati che pubblici. Uno dei primi interventi è stato quello dell’Africa-Europe Investment Package da 150 miliardi di euro da dedicare al partenariato con il continente africano (European Commission). Il piano strategico potrebbe permettere all’UE di rendere più solida la sua posizione a livello geopolitico nella competizione con la Repubblica Popolare Cinese, la quale ha stretto molte relazioni commerciali grazie all’iniziativa della Belt and Road. L’Europa punta, quindi, su settori di spicco come l’energia sostenibile in quanto rinomato detentore dei know-how necessari per realizzare le infrastrutture utili ai paesi, soprattutto quelli in via di sviluppo.

Mobilitare denaro è ancora un meccanismo efficiente?

Secondo l’ONU “A just transition, broadly defined as ensuring that no one is left behind or pushed behind in the transition to low-carbon and environmentally sustainable economies and societies, can enable more ambitious climate action and provide an impetus to attaining the Sustainable Development Goals.” (UN Committee for Development Policy, 2023) Il problema maggiore risulta essere sempre che le comunità locali non vengono avvertite dell’implementazione di nuovi progetti. Come commentato anche dalla testata euobserver, spesso la storia si ripete. Le comunità non vengono consultate sulla costruzione di impianti energetici nuovi, né sull’appropriazione di risorse della comunità locale. Stessa cosa sta accadendo in Sudafrica nella regione del Northern Cape. Secondo quanto riportato da euobserver, il petrolchimico Sasol vuole costruire un cluster di esportazione dell’idrogeno verde che porterebbe via 70 mila ettari di terra al popolo indigeno dei Nama. I Nama sono parte di un gruppo più ampio (Khoe) e sono considerati gli abitanti originari del Sudafrica. Si trovano principalmente nella regione Namaqualand, dove la popolazione è dedita alla pastorizia. Uno studio chiamato Climate Resilience and the Nama Peoples of South Africa ha evidenziato come periodi di siccità, temperature alte e venti forti siano i principali antagonisti dei Nama. (The Resilience Institute, 2024)

Nonostante l’idrogeno verde sia un prodotto promosso come energia rinnovabile e quindi anche sostenibile, in realtà richiede un’enorme quantità di acqua. La questione è aggravata dal fatto che la popolazione si trova a dover fronteggiare già prima dell’implementazione dell’impianto di idrogeno verde un’enorme scarsità di risorse idriche. Secondo l’articolo, servirebbero 13.680 piscine olimpioniche ogni anno per raggiungere gli obiettivi del piano produttivo del governo. (Balanya B. & Moodley Y., 2025) Grazie ai piani e agli investimenti fatti nel settore energetico, il Sudafrica sta diventando sempre più importante per il mercato dell’idrogeno verde, a tal punto da spingere l’UE a proporgli la Clean Trade and Investment Partnership.

Nonostante ciò, le persone più danneggiate sono le comunità autoctone. Non basta, perciò, semplicemente stanziare un’ingente somma di denaro affinché i piani di sicurezza energetica siano efficaci, ma è inevitabile dover confrontarsi con la popolazione. Il dialogo con le realtà locali dovrebbe essere considerato un elemento chiave nella fase di decision-making delle politiche ambientali, affinché I piani d’azione siano efficienti. Inoltre, un’ implicazione importante è che le clean trade and investment partnership non sono vincolanti, perciò neanche il partenariato tra UE e Sudafrica lo è. (Jutten M., 2025)

Dall’approccio adottato fino ad ora, emerge più l’attenzione verso la competizione con la Cina nel settore delle energie rinnovabili e l’affiancamento ai governi locali, invece dell’aiuto vero e proprio verso la popolazione locale. Sarebbe, quindi, necessario rivedere l’approccio messo in atto affinché i piani siano effettivamente efficaci. Non basta promuovere investimenti senza vincoli. E’ necessario anche che vi sia una maggiore tutela della popolazione locale se l’Europa vuole continuare a distinguersi nel mondo per la sua promozione dei diritti umani.

Bibliografia

Habershon Ed, 2024, “Joy and relief as South Africa manages to keep its lights on”, BBC, https://www.bbc.com/news/articles/c4ng1ygxzddo (B-1)

Just Energy Transition, “Implementing South Africa’s Just Energy Transition”, justenergytransition, https://justenergytransition.co.za/#port-4 (A-1)

FCW Team, 2025, “Part of €4.7B Investment Package to Support Green Hydrogen Production in South Africa”, fuelcellsworks.com, 14 Marzo 2025, https://fuelcellsworks.com/2025/03/14/news/part-of-4-7b-investment-package-to-support-green-hydrogen-production-in-south-africa . (B-2)

European Commission, “The Just Transition Mechanism: making sure no one is left behind”, commission.europa.eu, https://commission.europa.eu/strategy-and-policy/priorities-2019-2024/european-green-deal/finance-and-green-deal/just-transition-mechanism_en . (A-1)

European Commission, “EU-Africa: Global Gateway Investment Package”, international-partnerships.ec.europa.eu, https://international-partnerships.ec.europa.eu/policies/global-gateway/initiatives-sub-saharan-africa/eu-africa-global-gateway-investment-package_en . (A-1)

UN Committee for Development Policy, 2023, “Just Transition”, un.org, https://www.un.org/development/desa/dpad/wp-content/uploads/sites/45/CDP-excerpt-2023-1.pdf (A-1)

Balanya B. & Moodley Y., 2025, “The EU's dirty hydrogen push in South Africa - revealed”, 01 Luglio 2025, euobserver, https://euobserver.com/eu-and-the-world/ar48dd8004 (B-2)

Jutten M., “Clean trade and investment partnerships”, Aprile 2025, European Parliamentary Research Service, https://www.europarl.europa.eu/RegData/etudes/BRIE/2025/769576/EPRS_BRI(2025)769576_EN.pdf (A-1)

The Resilience Institute, “Climate Resilience and the Nama Peoples of South Africa”, 03 Aprile 2024, https://storymaps.arcgis.com/stories/9b68bbfff8d74766a8d1f47832ece826 (B-2)



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