Autore: Saverio Lesti - Head Researcher, Mondo Internazionale G.E.O. Area Difesa&Sicurezza
Abstract
Il progressivo rafforzamento della Polonia in ambito strategico ha suscitato, negli ultimi anni, un forte interesse, tanto a livello politico e diplomatico quanto tra gli studiosi e gli esperti del settore. Il crollo del regime socialista lasciò, il paese in una grave crisi economica che comportò anche un’inevitabile riduzione delle capacità militari. Dopo la fine della Guerra Fredda, la Polonia democratica ha cercato fin da subito di entrare a far parte della NATO, vedendo nell’adesione all’Alleanza Atlantica e nella creazione di un solido rapporto con gli Stati Uniti le migliori garanzie per la propria sicurezza. L’ingresso nella NATO ha rappresentato un forte incentivo all’ammodernamento delle forze armate polacche, puntando sulla professionalizzazione, l’interoperabilità e l’ammodernamento tecnologico. Negli ultimi anni, il Paese ha mantenuto il livello delle sue spese militari stabilmente intorno al 2 per cento del prodotto interno lordo, soglia minima auspicata dalla NATO per i suoi Stati membri, e sta gradualmente trasformando le sue forze armate, rendendole sempre più moderne ed efficaci. Nello specifico, appare prioritario nell’ambito della postura strategica polacca il mantenimento di una credibile forza terrestre. Il processo di ammodernamento dello strumento militare polacco in atto, si focalizza sul cercare risposte e garanzie rispetto al contesto di sicurezza regionale, caratterizzato dal ritorno dell’aggressività ed assertività della Russia contro una serie di paesi limitrofi che facevano parte dell’ex URSS o del Patto di Varsavia.
La Polonia e il Contesto della Sicurezza Regionale
I cambiamenti nell'ambiente di sicurezza hanno promosso lo sviluppo delle forze armate a livello capacitivo, organizzativo e quantitativo (Cieslak, 2022). La percezione polacca della minaccia rappresentata dalla Russia è cambiata a partire dal 2014 ma, la stessa scelta polacca di aderire alla NATO si basa sulla ricerca di garanzie contro la minaccia russa e le azioni nella cosiddetta zona grigia.
Nel 2013, le valutazioni polacche ritenevano che le relazioni Est-Ovest avrebbero combinato cooperazione e rivalità, con occasionali scontri non militari (BBN, 2013). Tale valutazione fu superata nel 2014 con l’annessione russa della Crimea e la guerra in Donbass. La Strategia di Sicurezza Nazionale adottata dalla Polonia nel 2014 prendeva atto che (BBN, 2014):
- La sicurezza dei paesi NATO-UE era considerata relativamente stabile, con possibili destabilizzazioni per controversie politiche, territoriali, tensioni etniche e religiose;
- Il rischio di potenziali conflitti locali e regionali vicino alla Polonia costituiva un rischio con conseguenze dirette ed indirette sulla sicurezza del paese;
- Varsavia poteva essere soggetta a varie forme di pressione politica e militare;
- La sicurezza regionale si era deteriorata per i tentativi della Russia di riconquistare il suo status di grande potenza a spese dei suoi vicini.
L’identificazione della Russia come minaccia militare diretta per la Polonia fu sancita con il nuovo concetto di Difesa Nazionale reso pubblico nel maggio del 2017 e con orizzonte temporale al 2032. La minaccia rappresentata da Mosca è stata definita dalle autorità polacche in molteplici dimensioni (MON, 2017):
- La Russia rafforzava il proprio potere globale utilizzando metodi di natura militare e non militare: violazioni del diritto internazionale, uso della forza e della coercizione militare, destabilizzazione;
- Tali azioni minacciavano la Polonia e altri Stati regionali, l’ordine e la stabilità internazionali;
- La NATO viene vista dalla Russia come la principale minaccia alla propria sicurezza;
- L’aumento delle spese militari e del livello tecnologo delle forze armate russe rappresentava una minaccia per la Polonia;
- L’obiettivo della Russia era introdurre un nuovo ordine mondiale, con una politica di difesa e sicurezza sempre più aggressiva;
Tale quadro traeva origine da quanto la Russia aveva fatto in Georgia e Ucraina: ricorso alla forza militare, violazioni del diritto internazionale, destabilizzazione di altri paesi, azioni sotto copertura e nella zona grigia (Cieslak, 2022). Il documento non escludeva la possibilità di un conflitto regionale provocato da Mosca né la creazione di proxies in varie parti del mondo come mezzo di pressione sui paesi occidentali. Venivano definite le caratteristiche della minaccia militare russa (MON, 2017):
- Attuazione della modernizzazione tecnica delle forze armate, un programma intensivo di esercitazioni militari e la progressiva militarizzazione della società;
- Priorità per la spesa militare a cui è destinata una parte importante del PIL;
- Multidimensionalità della minaccia russa, coordinando la dimensione militale con operazioni coperte e di disinformazione;
- Impiego di strumenti specifici per ridurre per ridurre lo svantaggio verso la NATO, ad esempio attacchi cyber minaccia di ricorrere a armi nucleari per colpire paesi che ne sono sprovvisti).
L’ultima versione della Strategia di Sicurezza Nazionale adottata nel maggio del 2020, fa della Russia la principale minaccia per la sicurezza della Polonia. Il documento prendeva atto della progressiva decomposizione dell'ordine internazionale (Adamczyk, 2022), rendendo incerta la sicurezza regionale per l’aumento del numero e della tipologia di minacce, tra cui il mancato rispetto degli obblighi internazionali da parte della Russia (BBN, 2020). La politica neo-imperiale russa basata sulla minaccia e l’utilizzo della forza militare, era la minaccia maggiore alla luce di quanto avvenuto in Georgia, Crimea ed Ucraina.
Venivano ridefinite le caratteristiche della minaccia militare russa (BBN, 2020):
- Espansione del potenziale offensivo della Russia anche in chiave strategica anti-occidentale (bolla A2/AD nell'Oblast di Kaliningrad);
- Esercitazioni militari russe su vasta scala con il dispiegamento di ingenti truppe e l'uso di armi nucleari, basate anche su scenari di conflitto con la NATO;
- Operazioni di natura ibrida al di sotto della soglia del conflitto che, aumentano il rischio di un escalation militare incontrollata;
- Il ricorso globale della Russia ad azioni basate su strumenti non militari, quali attacchi informatici, campagne di disinformazione e destabilizzazione contro paesi occidentali e/o alleati.
È evidente come la Polonia sia consapevole dell'evoluzione della minaccia militare rappresentata dalla Russia sia prima che dopo il 2014. La presa di coscienza delle minacce militari ed ibride che la Russia può mettere in atto, ha influenzato la pianificazione e gli sforzi per sviluppare le forze armate polacche.
L’Evoluzione delle Forze Armate Polacche nel Post Guerra Fredda
Gli anni tra il 1989 e il 1999 sono stati definiti nella storia polacca come il periodo dell'indipendenza difensiva, in cui la sicurezza militare della Polonia doveva dipendere esclusivamente dalle capacità delle forze armate disponibili (Cieślak, 2019). Nello stesso periodo, il numero degli effettivi delle forze armate polacche è stato ridotto da circa 347.000 a meno di 200.000, mentre i sistemi d’arma più vecchi sono stati ritirati dal servizio senza effettuare nuovi acquisti e limitando la modernizzazione dei rimanenti sistemi d'arma e attrezzature militari (Cieślak, 2019).
Lo sviluppo delle forze armate dopo l’adesione alla NATO nel 1999 si è concentrato sul raggiungimento dell'interoperabilità in ambito NATO (Zieliński, 2020). La revisione strategica del 2006 prevedeva la riduzione degli effettivi globali e la cancellazione del servizio di leva, risparmiando risorse da destinare all'introduzione di moderni sistemi d'arma (Cieslak, 2022). Nel 1999, le forze armate contavano 198.500 soldati, poi scese a 150.000 nel 2004, mentre il livello di professionalizzazione è cresciuto progressivamente, passando dal 42% del 1999 al 61% all'inizio del 2008 (Cieślak, 2019). Nel 2009, quasi il 50% degli ufficiali e circa l'80% dei sottufficiali delle forze armate erano entrati in servizio dopo il 1998 (Cieślak, 2019).
Tuttavia, la maggior parte delle priorità in termini di modernizzazione tecnologica rimase disattesa, dato che le dotazioni continuavano ad essere soprattutto quelle di epoca sovietica (Cieslak, 2022). Per tale motivo, di fronte ai fatti del 2014, le forze armate polacche si scoprirono troppo piccole e non adeguatamente equipaggiate. Nella strategia di sicurezza nazionale adottata nel novembre 2014, era considerato cruciale per la sicurezza della Polonia mantenere l'intero spettro delle capacità militari e politiche e la solidarietà della NATO, garantendo l'attuazione della difesa collettiva (Cieślak, 2019).
L’adozione del nuovo concetto di difesa nel 2016-2017 ha dato nuovo impulso allo sviluppo delle capacità delle forze armate. La priorità fu data alla preparazione per la difesa dell'integrità territoriale nazionale, aumentandone il numero e la modernizzazione (MON, 2017). Il concomitante aumento degli effettivi e di dotazioni tecnologicamente avanzate, ha reso necessario trovare un compromesso tra nuove e vecchie attrezzature, mantenendo anche la capacità per partecipare ad operazioni fuori area.
Entro il 2032 sarà prioritario raggiungere un adeguato livello di moltiplicazione delle capacità di potenza di fuoco, attraverso sistemi di precisione a lungo raggio, creando un potenziale per esercitare la deterrenza militare, con alcuni obiettivi specifici (MON, 2017):
- Forze Terrestri. Istituzione di una quarta divisione nella parte orientale della Polonia per coprire i confini con la Bielorussia e Oblast di Kaliningrad; trasformare le divisioni esistenti in formazioni tattiche pronte al combattimento; creare quartier generali divisionali con unità di supporto specificamente assegnate.
- Forze Speciali. Rafforzamento di questo servizio per le azioni a difesa dell'integrità territoriale dello Stato e la partecipazione alle operazioni fuori area.
- Difesa Territoriale. Aumento della capacità di fuoco disponibile e delle missioni assegnate, portando gli effettivi a 53.000 uomini suddivisi in 18 brigate.
- Potenziamento del Genio, delle unità di supporto, delle capacità di mascheramento operativo, supporto ingegneristico per l'attraversamento dei fiumi, difesa cyber, capacità di comando e controllo, di sorveglianza, ricognizione e acquisizione di obiettivi.
- Aumento della spesa per la difesa al 3% del PIL entro il 2023 (KPRM, 2022);
- Aumentare gli effettivi globali a 250.000 professionisti e 50.000 soldati della difesa territoriale (KPRM, 2022);
- La riserva attiva sarà richiamata in servizio due giorni ogni tre mesi o 14 giorni ogni tre anni;
- Semplificazione del reclutamento e delle promozioni, con incentivi finanziari a lungo;
- Servizio militare volontario con corso base di un mese e addestramento specialistico di 11 mesi;
- Finanziamento del budget della difesa anche tramite il Fondo di Sostegno alle Forze Armate;
- La spesa per armi, equipaggiamento personale, infrastrutture e attrezzature militari deve del 20%;
- I militari potranno acquistare attrezzature militari in leasing;
- Riforma del reclutamento e dell’addestramento, con 16 centri provinciali ed uno centralizzato.
In relazione all’espansione degli effettivi che coinvolge le Wojsko Polskie, Varsavia prevede di aggiungere alle quattro divisioni già in servizio ben due ulteriori divisioni entro il 2035 (MON, 2022), con l’attivazione della nuova 1ª Divisione di Fanteria avvenuta il 9 gennaio scorso (MON, 2023).
L’accento posto sulla capacità di potenza di fuoco prevedeva lo sviluppo e l’introduzione in servizio di un numero maggiore di sistemi d’artiglieria da campo a lungo raggio e sistemi missilistici per le forze terrestri, nuovi apparati per la difesa aerea con i programmi "Narew" e "Wisła" (MON, 2017).
L'Aeronautica, equipaggiata con armi di precisione a lungo raggio e aerei da combattimento di quinta generazione, era considerata centrale per la deterrenza militare verso l’esterno, mentre la Marina doveva aumentare le proprie capacità di difesa costiera, ricognizione, contrasto alle mine e dotarsi di nuove unità subacquee (MON, 2017).
Per valutare come l’acquisizione e l’integrazione di nuovi sistemi d’arma tecnologicamente avanzati avrebbe influito sulle prestazioni delle proprie forze armate, nel 2021 la Polonia fece svolgere un wargame denominato “Winter-20”. La simulazione prevedeva l’impiego degli F-35, dei sistemi di difesa aerea Patriot e dei lanciamissili HIMARS che ancora non erano stati consegnati alle forze armate.
Lo scenario prevedeva un invasione su larga scala della Polonia da parte di tutte le forze russe del Distretto Militare Occidentale, con la partecipazione di migliaia di ufficiali come non succedeva dai tempi della Guerra fredda (Rossomando, 2021). Il risultato è stato una netta sconfitta per le truppe polacche: in cinque giorni le truppe russe raggiungevano la Vistola e Varsavia; la marina e l’aviazione polacche erano annientate; le forze terrestri perdevano il 60-80% del loro equipaggiamento (Rossomando, 2021).
Questa simulazione, oltre a dimostrare la debolezza del fianco orientale della NATO, evidenziava come la Polonia dovesse ancora fare molto lavoro per potenziare la propria capacità di difesa, facendo tesoro dei risultati di questo wargame. Facendo tesoro delle lessons learned dalla Winter-20, si rese necessario attuare delle misure correttive. Per tale motivo nell’aprile 2022 è stata adottata la nuova Legge sulla Difesa che, prevede una serie di interventi (Oleksiejuk, 2022):
Relativamente allo strumento di finanziamento noto come Fondo di Sostegno alle Forze Armate, ossia una raccolta di fondi tramite obbligazioni garantite dal governo, va notato che si tratterebbe di un meccanismo al di fuori del bilancio e che è stato criticato dal revisore nazionale in quanto privo di trasparenza (Buchanan Ponczek, 2022).
Si tratta di uno strumento già utilizzato per contrastare le conseguenze economiche della pandemia, con le obbligazioni emesse dalla Bank Gospodarstwa Krajowego e dal fondo statale Polski Fund Rozwoju, a loro volta garantite dallo stato. Il governo intende usare uno strumento usato in precedenza per far fronte ad una crisi per avere maggiore sostegno ai programmi di sviluppo e potenziamento delle forze armate.
La Struttura delle Forze Armate Polacche
Il Comandante in Capo delle Forze Armate della Repubblica Polacca (Siły Zbrojne Rzeczypospolitej Polskiej o Wojsko Polskie) è il Prezydent Rzeczypospolitej Polskiej Andrzej Duda, la gestione è affidata al Ministero della Difesa Nazionale (Ministerstwo Obrony Narodowej Rzeczypospolitej Polskiej) Mariusz Blaszczak, con i Gen. Rajmund Tomasz Andrzejczak e Jarosław Mika rispettivamente Capo di Stato Maggiore Generale e Generale Comandante (SRP, 2023). Le Wojsko Polskie contano 114.050 effettivi (IISS, 2021), così ripartiti:
- Forze Terrestri (Wojska Lądowe), Magg. Gen. Maciej Władysław Jabłoński Ispettore delle Forze Terrestri. Schierano 58.500 effettivi così organizzati: Ispettorato delle Forze Terrestri; Multinational Division North-East; 11ª Div. Corazzata, 12ª, 16ª, 18ª Div. Meccanizzata (4 Brig. Corazzate, 8 Brig. Meccanizzate, 3 Reg. Artiglieria, 1 Reg. Anticarro, 1 Reg. Logistico); 6ª Brig. Paracadutisti (3 Btg. Paracadutisti); 25ª Brig. Cav. Aerea (2 Btg. Cav. Aerea, 2 Btg. Elicotteri da Trasporto, 1 Unità CASEVAC); 1ª Brig. Elicotteri (2 Sqdr. Elicotteri d’Attacco, 2 Sqdr. Elicotteri da Trasporto, 2 Sqdr. Elicotteri da Ricognizione, 1 Sqdr. CSAR; 3 Rgt. Ricognizione; 2 Rgt. Genio; 2 Rgt. Pontieri; 2 Rgt. Difesa NBCR, 3 Rgt. Difesa Aerea (IISS, 2021).
- Forze Aeree Polacche (Siły Powietrzne), Magg. Gen. Jacek Pszczoła Ispettore delle Forze Aeree. Schierano 14.300 effettivi così organizzati: 2 Sqdr. Caccia; 3 Sqdr. Caccia/Attacco; 2 Sqdr. Caccia/Attacco/Ricognizione; 1 Sqdr. Ricerca e Soccorso; 2 Sqdr. Trasporto; 3 Sqdr. Addestramento; 2 Sqdr. Elicotteri; 1 Brig. Difesa Aerea (IISS, 2021).
- Marina Polacca (Marynarka Wojenna), V. Amm. Jarosław Ziemiański, Ispettore della Marina. Schiera 6.000 effettivi così organizzati: 3 Flottiglia; 8 Flottiglia Costiera; Brigata Aviazione Navale (2 Sqdr. ASW/Ricerca e Soccorso, 1 Sqdr. Pattugliamento, 2 Sqdr. Trasporto); Unità Missilistica Difesa Costiera (2 Sqdr. NSM)(IISS, 2021, WP, 2023).
- Comando Forze Speciali (Wojska Specjalne), Magg. Brig. Sławomir Drumowicz Comandante Componete Forze Speciali. Schierano 3.150 effettivi così organizzati: 3 Unità Forze Speciali (GROM, FORMOZA, Commando); Unità di Supporto al Combattimento (AGAT); 1 Unità di Servizi e Supporto (NIL); 7° Sqdr. Operazioni Speciali (ISS, 2021, WP, 2023).
- Forze di Difesa Territoriale (Wojska Obrony Terytorialnej), Brig. Gen. Maciej Klisz facente funzioni di comandante. Schierano 3.800 effettivi e 20.000 riservisti così organizzati: 15 Brig. Attive più 2 Brig. in fase di costituzione (IISS, 2021).
Le Wojsko Polskie hanno in servizio i seguenti equipaggiamenti così ripartiti (IISS, 2021):
- Wojska Lądowe. Carri Armati: 808 (247 Leopard 2A4/A5/2PL, 232 PT-91 Twardy, 329, T-72A/T-72M1); Mezzi da Ricognizione: 407 (282 BRDM-2, 38 BWR-1, 87 BRDM-2 R5); Mezzi da Combattimento della Fanteria: 1,611 (1,252 BMP-1, 359 Rosomak IFV); Mezzi Blindati da Trasporto: 368 ( 6 WDSz, 300 Rosomak APC, 32 AWD RAK, 30 Maxxpro, 40 Cougar, 45 M-ATV); Veicoli del Genio e da Recupero: 362 (65 MT-LB AEV, 21 Rosomak WRT, 8 MID Bizon, 28 BPz-2, 68 MT-LB ARV, 26 WZT-3M, 4 Biber, 103 BLG67M2, 12 MS-20 Daglezja, 17 Bozena 4, 6 ISM Kroton, 4 Kalina SUM); Artiglieria e Mortai: 719 (227 2S1 Gvozdika, 111 M-77 Dana, 56 Krab, 75 BM-21, 29 RM-70, 75 WR-40 Langusta, 15 2B11, 65 M120, 66 SMK120 RAK); Elicotteri: 129 (28 Mi-24D/E/V, 7 Mi-8MT, 3 Mi-17 H, 1 Mi-17AE, 5 Mi-17-1V, 16 PZL Mi-2URP, 24 PZL W-3W/WA, 8 PZL W-3PL, 6 Mi-8T, 2 PZL W-3AE, 4 S-70i, 25 PZL Mi-2); Sistemi Difesa Aerea: 227 (SA-6 Gainful, 64 SA-8 Gecko, 20 ZSU-23-4MP Biala, 81 ZUR-23-2KG Jodek-G, Piorun N/D, 42 Poprad, 2 ZSU-23-4, 268 ZU-23-2): Sistemi Anticarro/MANPADS: N/D (AT-3 Sagger, AT-4 Spigot, Spike-LR).
- Siły Powietrzne. Velivoli: 237 (22 MiG-29A, 6 MiG-29UB, 36 F-16C Block 52+, 12 F-16D Block 52+, 12 Su-22M4, 6 Su-22UM3K, 5 C-130E, 16 C295M, 10 M-28 Bryza TD, 13 M-28 Bryza PT, 2 Gulfstream G550, 1 B-737-800, 11 M-346, 28 PZL-130 Orlik, 15 TS-11 Iskra); Elicotteri: 73 (8 Mi-17 M, 9 Mi-8, 10 PZL W-3, 10 PZL W-3WA, 14 PZL Mi-2, 22 SW-4); Sistemi Difesa Aerea: 18 (1 SA-5 Gammon, 17 SA-3 Goa); Missili Aviolanciabili: N/D (AA-8 Aspid, AA-11 Archer, AIM-) Sidewinder, AA-10B Alamo, AIM-9X Sidewinder II, AIM-120C AMRAAM, AGM-65J/G Maverick, AS-10 Karen, AS-14 Kedge, AGM-158 JASSM).
- Marynarka Wojenna. Sottomarini: 3 (2 Type-207, 1 FSU Kilo); Fregate: 2 (2 Oliver Hazard Perry); Corvette 1 (1 Kaszub); Pattuglietori e Unità Costiere: 4 (1 MEKO A-100, 3 GDR Sassnitz); Cacciamine: 21 (1 Kontradmiral Xawery Czernicki, 1 Kormoran II, 2 Krogulec, 1 Gopło, 12 Gardno; 4 Mamry); Unità Anfibie: 8 (5 Lublin, 3 Deba); Unità Logistiche e di Supporto: 22 (2 Moma, 2 Heweliusz, 4 Wildcat 40, 1 Bałtyk, 1 Moskit, 2 Piast, 2 Zbyszko, 2 B860, 2 H960, 1 Wodnik, 1 Iskra); Sistemi Missilistici Costieri; 12 NSM (IISS, 2021, Kongsberg, 2014).
Il Processo di Ammodernamento delle Forze Armate Polacche
Prima del 2014, furono varati da Varsavia il "Programma per lo sviluppo delle forze armate della Repubblica di Polonia nel 2013-2022" ed il “Piano per l'ammodernamento tecnico delle Forze Armate nel 2013-2022”lo sviluppo capacitivo dello strumento militare polacco (Kajetanowicz, 2021). Attualmente i programmi di modernizzazione rientrano nel piano quindicennale per il periodo 2021-2035, annunciato il 10 ottobre 2019, che prevede investimenti complessivi per 133 miliardi di dollari (Szopa, 2019).
Il piano di modernizzazione si basa su tre principi: valutazione delle esigenze militari polacche; tempistica per la consegna delle attrezzature; partecipazione dell'industria polacca. L'attuazione del programma ha posto l'accento sull'utilizzo delle capacità dell'industria della difesa polacca, in particolare delle società del gruppo PGZ (ITA, 2020).
Il programma di potenziamento della difesa aerea e missilistica. deve portare all’acquisizione di sistemi di difesa aerea e antimissilistica a medio raggio e corto raggio, noti rispettivamente come programmi Wisla, Narew (Cieslak, 2022). Con il programma Wisla furono acquisite due batterie antiaeree a medio raggio MIM-103 Patriot e 208 missili PAC-3MSE (DSCA, 2017) da consegnarsi nel 2022-2023, con sei ulteriori batterie da consegnare entro il 2026 (MON, 2018 ).
Tuttavia, fu solo dopo lo scoppio della guerra in Ucraina a febbraio del 2022 che fu deciso l’acquisto dei primi due sistemi di difesa aerea e missilistica a corto raggio del programma Narew, il Common Anti-Air Modular Missiles (CAMM) (MON, 2022).
Anche -la Siły Powietrzne rientra nei piani di ammodernamento, con l’acquisizione di caccia stealth di quinta generazione fu incluso nei piani di modernizzazione per il 2017-2026 e poi per il 2021-2035. Il 31 gennaio 2020 è stato concluso un accordo per l'acquisto di trentadue velivoli F-35A per le forze aeree polacche, contratto comprensivo di supporto logistico ed addestramento (DCSA, 2019).
La scelta del velivolo statunitense è stata motivata con la necessità di avere mezzi efficaci nel contrasto dei moderni sistemi A2/AD (MON, 2020). Il primo velivolo arriverà in Polonia nel 2025-2026, mentre nel periodo 2024-2025 sei F-35A resteranno negli Stati Uniti per la formazione di piloti e personale tecnico (Cieslak, 2022).
Inoltre, per ammodernare la linea di velivoli preposta al ruolo di attacco a terra, la Siły Powietrzne introdurrà in servizio 48 velivoli FA-50 ottenuti dalla Corea del Sud, con i primi 12 FA-50 Block 10 consegnati nel 2023 ed i restanti 36 FA-50PL nel 2025-2028 (MON, 2022).
Nell’ambito dei programmi di ammodernamento rivolti a tutte le Wojsko Polskie, era prevista anche l’iniziale acquisizione di 70 elicotteri multiruolo ma, il progetto fu chiuso nel 2016, decidendo di procedere all’acquisizione separata di versioni specializzate di elicotteri (Cieslak, 2022).
Nel periodo 2019-2021 sono stati consegnati otto S-70i per le operazioni speciali (MON, 2021), 4 AW101 Merlin sono stati acquistati per la Marina Militare (MON, 2019), mentre nel luglio 2022 è stato firmato un contratto per 32 elicotteri multiruolo AW149 per le Forze di Terra (MON, 2022).
Infine, la Polonia si è dimostrata pronta a procedere all’acquisto di 96 elicotteri d’attacco AH-64E statunitensi, per un totale di sei quadroni nell’ambito del programma di ammodernamento delle Wojsko Polskie (Saballa, 2022).
Più problematico risulta, per l’alto numero di mezzi richiesti, l’attuazione del programma di ammodernamento delle forze corazzate e meccanizzate, anche a seguito della cessione di circa 240 carri T-72 all’Ucraina nel corso nel 2022 (Hinshaw, Ojewska, 2022).
La necessità di acquisire nuovi carri armati, ha portato la Polonia a sottoscrivere il 5 aprile 2022 un contratto per la fornitura di 250 carri armati statunitensi M1A2SEPv3, completi di equipaggiamenti, munizioni, supporto ed addestramento (MON, 2022, DSCA, 2022). Come misura d’emergenza Varsavia ha acquisito anche 116 carri armati M1A1 usati dagli stock statunitensi, da consegnare completi di equipaggiamenti, munizioni, supporto ed addestramento entro il 2023 (MON, 2022, DSCA, 2022), mentre l’addestramento di equipaggi e specialisti tecnici si svolge in Polonia con il supporto statunitense (U.S. Army, 2022).
Tuttavia, in base ai programmi di espansione della componente terrestre delle Wojsko Polskie, il numero di nuovi mezzi da acquisire si aggira intorno alle 800 unità, per poter equipaggiare al completo almeno gli attuali 13 battaglioni carri previsti per un totale di 754 mezzi (Kucharski, 2021).
Per tale motivo, il 27 luglio 2022 il governo polacco ha approvato l'accordo quadro per l'acquisizione di un totale di 1.000 carri armati K2 e della sua versione polacca K2PL dalla Corea del Sud (MON, 2022). I primi dieci K2 dei 180 da consegnare nel periodo 2022-2025 (Palowski, 2022), sono arrivati in Polonia a dicembre del 2022 (MON. 2022). La consegna della versione K2PL inizierà dal 2026, in concomitanza con l’avvio della produzione locale di parte degli 820 mezzi previsti, a cui si aggiungeranno i 180 mezzi già consegnati nel 2025 e da portare allo standard K2PL (MON, 2022).
D'altra parte, nessun progresso è stato fatto nella modernizzazione delle forze di fanteria meccanizzata che, utilizzano ancora di veicoli da combattimento di fanteria di fabbricazione sovietica mai modernizzati. I test sul veicolo da combattimento della fanteria Borsuk di produzione polacca, sono ancora in corso, mentre la produzione in serie è prevista per il 2023-2024 ed il primo battaglione operativo per il 2025-2026 (Cieslak, 2022).
Anche la dotazione di artiglieria da campo è stata messa tra le priorità dei programmi di ammodernamento. L'acquisizione di un elevato numero di lanciamissili missili a lungo raggio statunitensi HIMARS è per ora limitato a 20 mezzi (DSCA, 2017/2018), la cui consegna è prevista per il 2023 con ulteriori 200 sistemi da fornire in futuro (Army Recognition, 2022).
In aggiunta all’acquisizione di un numero di HIMARS ancora da definire, Varsavia ha anche deciso di procedere all’acquisto di circa 300 lanciamissili Chunmoo dalla Corea del Sud (Defence News, 2022), oltre ad ottenere che parte di entrambi i sistemi saranno costruiti in Polonia (MON, 2022).
A completare questo ambizioso programma, la Polonia ha anche sottoscritto con Seul un contratto per l’acquisto di 672 obici semoventi K9A1 (MON, 2022), di cui i primi 24 esemplari sono stati consegnati nel dicembre del 2022 (PAP, 2022).
Per quanto riguarda la Marynarka Wojenna, i programmi di ammodernamento sono di portata più limitata. I fatti del 2014 hanno accelerato la messa in servizio dei già citati due squadroni di NSM per la difesa costiera. Per quanto riguarda le forze di superficie, la priorità è stata data al potenziamento delle capacità di contrasto alle mine navali, con l’immissione in servizio nel 2026-2027 di tre cacciamine classe Kormoran II (MON, 2022). È stato anche avviato il programma Miecznik per l’immissione in servizio di tre fregate polivalenti nel periodo 2023-2030 (Naval News, 2022).
Dopo il 2014 è stata data priorità anche ai piani per l’ammodernamento dei sistemi aerei unmanned di classe micro, mini, a corto raggio e MALE, per aumentare le capacità tattiche di osservazione e capacità di puntamento per l'artiglieria.
Fino al 2017 sono stati introdotti in servizio gli UAS Fly Eye (Cieslak, 2022), che di recente sono stati anche assegnati alle forze territoriali (MON 2022). Nel 2018 la Polonia ha acquisito 8 sistemi UAV PGZ-19R Orlik (MON, 2018), mentre una versione migliorata nota come PGZ-19RA sarà consegnata a partire dal 2023 (Janes, 2022). Nel 2021 è stato firmato un contratto per la fornitura 24 UAV Bayraktar TB2 di fabbricazione turca (Defense News, 2021), i cui primi sei ad ottobre del 2022 (MON, 2022). Per colmare un'urgente necessità operativa relativa alle capacità ISR, il governo polacco ha sottoscritto un contratto di leasing per un’unità di MQ-9A Reaper a fine 2022 (Ferran, 2022). Infine, tra il 2021 ed il 2022 sono stati sottoscritti contratti per acquisire 4 sistemi UAV Gladius (MON, 2022) e 25 sistemi UAS Wizjer (MON, 2021).
Conclusioni
Il carattere, le dimensioni, il dislocamento e l'armamento delle forze militari ereditate dalla Polonia alla conclusione della Guerra Fredda, si sono rivelate inadeguate alla mutata situazione geopolitica verificatasi nel periodo 2014-2022.
L'appartenenza alla NATO è pertanto diventata un fattore decisivo nell’adeguamento delle Wojsko Polskie alle esigenze della politica di sicurezza della Polonia ed al loro ruolo all’interno dell'Alleanza Atlantica. Tuttavia, questo processo, svoltosi in un mutato contesto di sicurezza nel periodo 1999-2014, ha portato ad una drastica riduzione dello strumento militare polacco.
È indubbio che le forze armate polacche abbiano beneficiato dell’adesione alla NATO, in particolare in termini di ottimizzazione organizzativa in relazione al loro potenziale militare e ai requisiti operativi previsti.
Come descritto in precedenza c’è stato un costante miglioramento qualitativo dello stato delle capacità di combattimento e del livello di addestramento delle forze armate, anche mediante l’esperienza acquisita nel corso delle esercitazioni congiunte e delle operazioni fuori area svolte in ambito NATO.
L’integrazione nell’Alleanza Atlantica ha impattato anche sulla modernizzazione delle Wojsko Polskie, rendendo migliore e più realistica la pianificazione per lo sviluppo delle capacità militari polacche. Sebbene i progressi nella modernizzazione tecnica delle forze armate polacche difficilmente possano essere considerati del tutto soddisfacenti, non c'è dubbio che l'adesione alla NATO sia stata un catalizzatore di cambiamenti positivi che probabilmente non avrebbero avuto luogo se la Polonia fosse rimasta fuori dall'alleanza.
In questo processo, l'aggressione russa contro l'Ucraina nel 2014 ha rappresentato un punto di svolta negli sforzi volti allo sviluppo e alla modernizzazione tecnica delle forze armate polacche. Ha invertito la tendenza alla riduzione delle dimensioni degli organici e ha portato a un approccio più equilibrato alle capacità militari necessarie per assolvere i compiti assegnati alle Wojsko Polskie.
La scelta di attuare una modernizzazione selettiva ha portato all'acquisizione di sistemi d'arma ad alta tecnologia da parte delle forze armate polacche ma, questo non ha permesso gli obbiettivi globali previsti come dimostrato dall’esercitazione Winter-20. Ma sono stati fatti sforzi concreti per potenziare la componente della difesa territoriale e delle forze speciali, elementi che la guerra in corso in Ucraina ha dimostrato essere fondamentali per resistere ad un’invasione nel contesto di un Resistance Operating Concept.
Il conflitto russo-ucraino ha accelerato gli sforzi per introdurre nuovi sistemi d'arma e aumentare le capacità polacche in termini di difesa convenzionale, permettendo lo stanziamento di fondi per acquisire importanti sistemi d'arma e aumentare il numero degli effettivi e dei riservisti. I piani di sviluppo hanno il potenziale per fare in un decennio delle Wojsko Polskie uno strumento dotato di sistemi d’arma all’avanguardia ottimizzati per affrontare un conflitto alta intensità contro avversari statali.
La vera incognita di questo ambizioso programma di modernizzazione rimane la sua sostenibilità economica a lungo termine. Tale incertezza potrebbe rendere necessario trovare un compromesso che dia equilibrio tra risorse disponibili e capacità da conseguire, sempre nell’ottica di essere in grado di affrontare le minacce militari in costante evoluzione.
Il caso della Polonia rende chiaro che lo sforzo per adattare lo strumento militare nazionale ad un ambiente di sicurezza in evoluzione pone e porrà sfide complesse e dinamiche. Questo a maggior ragione, se si tiene conto che lo sviluppo delle capacità militari rimane un processo lungo e dispendioso in termini di risorse impiegate nel processo, senza per questo avere certezza che questo sforzo si adegui ai cambiamenti nell'ambiente di sicurezza.
Sempre in Polonia, il connubio tra costanza e coerenza degli sforzi di sviluppo da un lato e finanziamenti certi, creano un altro problema di difficile soluzione. Dopo il 2014 le Wojsko Polskie hanno dovuto affrontare il drastico cambiamento nella valutazione della minaccia russa. Le necessarie modifiche ai concetti di sviluppo dello strumento militare polacco, si sono confrontate con piani ambiziosi ma limitate risorse che hanno rallentato il processo di ammodernamento.
Il senso di minaccia esistenziale rappresentato dall'aggressione russa contro l'Ucraina, se da un lato ha portato a maggiori stanziamenti per il budget della difesa, dall’altro non deve far dimenticare che lo scenario di sicurezza si evolve, con conseguenti ricadute che possono portare alla revisione o all’abbandono dei programmi di sviluppo in atto.
Inoltre, è anche necessario ricordare come l’evoluzione del conflitto in corso in Ucraina, con le connesse lessons learned, hanno un impatto su come alcuni paesi stanno rivedendo la pianificazione delle proprie forze armate, in termini di quantitativi e qualitativi. Il massiccio impiego dell’artiglieria, convenzionale ed a razzo, l’uso intensivo di UAS e UAV, sistemi anticarro, carri armati e mezzi blindati e corazzati, unitamente all’elevato tasso di usura di uomini, mezzi, materiali e munizioni, hanno riportato in auge gli aspetti industriali di un conflitto convenzionale.
La necessità di disporre adeguate dotazioni in termini di mezzi, materiali e munizioni, di poter supplire in maniera rapida alle perdite, mettono in evidenza la centralità per uno Stato di possedere adeguate capacità industriali e tecnologiche per affrontare il logoramento imposto dal conflitto. Per difendere questa capacità produttiva strategica sono fondamentali difese antiaeree e missilistiche efficace e ben strutturate, come sta dimostrando l’attuale fase del confronto russo ucraino. Sono tutti elementi che non solo la Polonia ma anche gli altri membri della NATO devono non solo studiare ma anche metabolizzare e mettere in pratica.
Contenuto dell’Informazione |
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1 |
Confermata |
Confermato da altre fonti indipendenti; logico in sé; coerente con altre informazioni sull’argomento |
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Presumibilmente Vera |
Non confermato; logico in sé; consistente con altre informazioni sull’argomento. |
3 |
Forse Vera |
Non confermato; ragionevolmente logico in sé; concorda con alcune altre informazioni sull’argomento |
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Incerta |
Non confermato; possibile ma non logico in sé; non ci sono altre informazioni sull’argomento |
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Improbabile |
Non confermato; non logico in sé; contraddetto da altre informazioni sul soggetto. |
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Non giudicabile |
Non esiste alcuna base per valutare la validità dell’informazione. |
Affidabilità della fonte |
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A |
Affidabile |
Nessun dubbio di autenticità, affidabilità o competenza; ha una storia di completa affidabilità. |
B |
Normalmente Affidabile |
Piccoli dubbi di autenticità, affidabilità, o competenza, tuttavia ha una storia di informazioni valide nella maggior parte dei casi. |
C |
Abbastanza Affidabile |
Dubbio di autenticità, affidabilità o competenza; tuttavia, in passato ha fornito informazioni valide. |
D |
Normalmente non Affidabile |
Dubbio significativo sull'autenticità, affidabilità o competenza, tuttavia in passato ha fornito informazioni valide. |
E |
Inaffidabile |
Mancanza di autenticità, affidabilità e competenza; storia di informazioni non valide. |
F |
Non giudicabile |
Non esiste alcuna base per valutare l’affidabilità della fonte. |
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