L’Impiego dei Missili Anticarro nel Contesto della Guerra in Ucraina

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  20 aprile 2022
  37 minuti, 45 secondi

Abstract

I sistemi anticarro siano essi del tipo Anti-Tank Guided Missile (ATGM) o Rocket Propelled Grenade (RPG) sono stati ampiamente utilizzati nella prima fase del conflitto che contrappone Ucraina e Russia. Questi armamenti hanno acquisito grande notorietà grazie all’estesa copertura mediatica del conflitto ed all’abilità comunicativa dimostrata dall’Ucraina, con decine di video postati sui social che ritraggono l’utilizzo e gli effetti di queste armi sui carri armati russi. Il largo impiego ed i risultati ottenuti da tali sistemi d’arma hanno evidenziato come i moderni campi di battaglia presentino un elevato grado di minaccia contro i carri armati, soprattutto se questo ultimi operano senza copertura della fanteria dei mezzi aerei. Risulta inoltre evidente che la semplice difesa passiva offerta dallo scafo dei carri armati a cui si aggiungono vari tipi di corazze aggiuntive composite e reattive non garantiscono la sopravvivenza del mezzo, rendendo sempre più attuale il dibattito sullo sviluppo e l’utilizzo di sistemi di Active Protection System (APS) già sperimentato dagli israeliani. Servirà ancora tempo per stabilire la reale efficacia delle armi anticarro nel conflitto russo-ucraino, mentre la nuova fase del conflitto attualmente incorso potrebbe non garantire la stessa efficacia di queste armi a causa del diverso tipo di terreno e di strategie adottata dalle forze armate russe. È tuttavia certo che il dibattito sul futuro del carro armato su campi di battaglia caratterizzati da una forte presenza di ATGM ed RPG, iniziato nel 1973, acquisirà una nuova centralità.

Autore: Saverio Lesti - Head Researcher, Mondo Internazionale G.E.O. Area Difesa&Sicurezza

Alcuni Precedenti Storici

I moderni Anti-Tank Guided Missile (ATGM) rappresentano un sistema d’arma utilizzato da circa 130 paesi e vari attori o gruppi non statali (Armor, 2016). Dato il particolare contesto di sicurezza in cui operano, le Israel Defense Forces (IDF) si sono confrontate più volte con questo tipo di minaccia.

Il primo utilizzo massiccio degli ATGM ci fu nella guerra arabo-israeliana del 1973, quando i Sagger di prima generazione vennero utilizzati dalla fanteria egiziana contro i carri armati israeliani che avanzavano verso la zona del Canale di Suez senza il supporto della fanteria, provocando pesanti perdite (Armor, 1998). Lo shock che ne è derivato, oltre ad alimentare un dibattito globale sul futuro del carro armato nei moderni campi di battaglia, spinse le IDF a cambiare approccio alla minaccia degli ATGM. Da un lato, furono introdotte nuove tattiche, tecniche e procedure (TTP) che integravano fanteria e veicoli corazzati da combattimento per eliminare gli ATGM. Dall’altro, fu promosso lo sviluppo di un carro armato meglio protetto, il Merkava Mk I, che dette ottima prova di sé contro gli ATGM e le Rocket Propelled Grenade (RPG) In Libano nel 1982.

Tuttavia, l’avvento degli ATGM di seconda generazione non individuabili al lancio come il Fagot, mise nuovamente in crisi le IDF. Hezbollah utilizzò questo tipo di missile per distruggere i nuovi Merkava Mk II nel contesto montuoso e urbanizzato del Libano meridionale, colpendo con due ATGM in rapida successione i punti deboli del carro armato israeliano, (Jane’s Defence Weekley, 1997). La crescente minaccia per i mezzi israeliani portò allo sviluppo di versioni aggiornate del Merkava.

Ancora nel 2006 Israele ha sostenuto un nuovo conflitto con Hezbollah nel Libano Meridionale. La milizia sciita si è rivelata un avversario ostico per le IDF, trattandosi di una forza altamente addestrata e qualificata, caratteristiche che la rendono molto diversa dagli eserciti arabi affrontati dagli israeliani (The New York Times, 2006). I miliziani si erano organizzati in piccole unità con molte armi di supporto, inclusi ATGM e RPG, appoggiati a posizioni difensive precedentemente preparate nel terreno collinare e nelle aree urbane (RAND, 2011). Si stima che da 500 a 600 combattenti di Hezbollah fossero divisi in squadre di 5 o 6 uomini dotati con 5-8 missili anticarro per dare la caccia ai carri armati (Defense-Update, 2007). Il loro obiettivo principale è stato il Merkava, progettato per fornire la massima protezione ai suoi equipaggi. Al modello Mk I, sono poi seguiti i Mk II, III e la nuova e migliorata versione IV introdotta in servizio nel 2004. I miliziani sciiti colpivano sistematicamente i punti più vulnerabili di questi mezzi (Jamestown, 2006), con il risultato che “Il 45% dei carri armati delle IDF colpiti dagli ATGM durante i combattimenti è stato penetrato. Su 50 Merkava Mk II, III e IV colpiti, 21 sono stati penetrati. Undici degli incidenti non hanno provocato vittime mentre 10 incidenti hanno provocato 23 vittime nell'equipaggio. Durante i combattimenti, l'IDF ha incontrato un'ampia varietà di ATGM di fabbricazione russa e iraniana, incluso il Kornet-E 9P133…; il Metis-M 9M131, dotato di una testata anticarro in tandem ad alto potenziale esplosivo...; i Konkurs 9K113; il 9K111 Fagot e la granata a propulsione a razzo RPG-29 con testata in tandem” (Jane’s Defence Weekley, 2006).

Quanto descritto evidenzia come nei moderni campi di battaglia ci sia un’elevata presenza di armi anticarro di vario tipo e sofisticazione, costituendo una minaccia per i mezzi più protetti e moderni. È chiaro anche che sistemi come gli ATGM e gli RPG diano risultati migliori se utilizzati secondo apposite tattiche d’impiego e da parte di personale ben addestrato e motivato, rendendo ancora centrale il fattore umano accanto all’evoluzione tecnologica delle armi utilizzate.

Funzionamento dell’ATGM e dell’RPG

Sin dalla prima apparizione dei carri armati sui campi di battaglia del ventesimo secolo, le forze di fanteria e le loro controparti corazzate sono state impegnate in una reciproca e continua corsa agli armamenti per prevalere sull’altra. Nel tempo il confronto si è fatto sempre più equilibrato con la fanteria ben addestrata e dotata di missili e razzi anticarro (Modern War Institute, 2020). I missili anticarro portatili sono progettati specificamente per distruggere i carri armati che, sono più pesantemente corazzati rispetto ad altri tipi di veicoli corazzati da trasporto o combattimento per la fanteria.

Dagli anni '50 sono state sviluppate tre generazioni distinte di ATGM (Small Arms Survey, 2012):

  • Sistemi di prima generazione: dopo il lancio sono guidati verso il bersaglio da un filo nella parte posteriore del missile che è collegato all'unità di tiro, con l’operatore che usa spesso un joystick per controllarne manualmente la direzione;
  • Sistemi di seconda generazione: noti come sistemi di comando semiautomatico a linea di vista (SACLOS), l'operatore mantiene la visuale sul bersaglio ed i comandi di guida automatica sono inviati al missile tramite filo, radio o sistema di guida laser;
  • Sistemi di guida di terza generazione: dispongono di un cercatore IR passivo sulla testata del missile per agganciarsi e raggiungere automaticamente il bersaglio senza ulteriori input da parte dell'operatore, conferendo al sistema caratteristiche di fire-and-forget e riducendo la vulnerabilità alla reazione nemica (Elsevier, 2009).

Agli ATGM vanno affiancati i sistemi con granate a razzo o RPG, dall’acronimo russo Ruchnoy Protivotankovyy Granatomyot. Gli RPG coprono un'ampia gamma di armi multiuso che lanciano un razzo non guidato con varie tipologie di testate, utilizzabili da una sola persona e ricaricabili o usa e getta (Small Arms Survey, 2008). I lanciarazzi non guidati sono ampiamente prodotti e commercializzati, anche in virtù dei costanti miglioramenti delle munizioni, delle dimensioni del lanciatore, ad alla riduzione del back blast per l’impiego da luoghi chiusi.

Sia gli ATGM che gli RPG, per il ruolo di arma anticarro, fanno ricorso alle cariche sagomate note come testate High-Explosive Anti-Tank (HEAT), il cui vantaggio è che non si basano sulla velocità e densità del proiettile per penetrare l'armatura (The National Interest, 2020). Nota come “carica cava” o “shaped charge”, è un tipo di carica sagomata in modo che l’enorme pressione generata dalla detonazione frammenta il cono metallico e va a formare un dardo di schegge e gas ad alta temperatura concentrata su una superficie di ridotte dimensioni (Armi & Strumenti, 2010). Un dispositivo di questo tipo è tipicamente costituito da un cilindro metallico riempito di esplosivo ad alto potenziale, con una base delimitata dal sistema di innesco e l’altra chiusa mediante un rivestimento metallico a forma cava di tipo conico (Armi & Strumenti, 2010). Infine, la maggioranza dei moderni sistemi anticarro dispone oggi di una testata HEAT in Tandem, ossia con doppia carica cava per superare la protezione offerta dalle corazze dotate di Explosive Reactive Armor (ERA).

Forse il più grande vantaggio dei missili anticarro è la loro portata e facilità d'uso, trattandosi di sistemi relativamente leggeri, mobili, impiegabili da un solo uomo e con un addestramento relativamente ridotto (The Conversation, 2022). La relativa semplicità d’utilizzo e la flessibilità di questi sistemi d’arma ne fanno una presenza insidiosa e letale nei moderni campi di battaglia, si tratti di conflitti convenzionali o ibridi data la loro diffusione anche tra attori non statali come osservato nei combattimenti in Iraq e Siria contro l’ISIS.

Il Ruolo del Carro Armato nei Moderni Campi di Battaglia

Dopo più di 100 anni dal loro primo impiego nella Prima Guerra mondiale, il Main Battle Tank (MBT) continua ad evolversi, dimostrando che sarà un sistema difficile da sostituire (The National Interest, 2020). Il concetto originale doveva permettere di superare il fuoco delle mitragliatrici e penetrare le difese stratificate per ripristinare la mobilità della fanteria. Ma come gli inglesi appresero nel fango di Cambrai nel 1917, il carro armato ripristina la manovra sul campo di battaglia solo quando è utilizzato in coordinamento con tutte le armi: fanteria, artiglieria e aviazione. I carri armati mostrarono il loro valore nella Seconda Guerra Mondiale, con l’impiego nelle battaglie combattute in Francia, Belgio e nell'Europa Orientale (The National Interest, 2017). Nei decenni successivi, i carri armati furono nuovamente utilizzati con successo in Asia e nel Medio Oriente.

Con la loro spessa armatura e i cannoni, i carri armati sono armi potenti e imponenti, ma non sono invulnerabili. Un carro armato dovrebbe combattere mentre affronta i suoi nemici; quindi, la sua armatura è spessa davanti e più sottile ai fianchi e sul retro (Forbes, 2022). Il carro armato è psicologicamente imponente, fisicamente dominante e differenza dell'aereo, può occupare terreno per lunghi periodi (The Strategy Bridge, 2016). Per tale motivo, l’MBT, rimane la spina dorsale delle moderne forze meccanizzate. La sua tecnologia costruttiva è evoluta a passi da gigante, permettendo a questi mezzi di eseguire una serie di missioni diurne e notturne in spazi aperti e urbani, spostarsi velocemente e su grandi distanze ed in un ambiente contaminato.

Tuttavia, i carri armati si sono dimostrati versatili ed efficaci anche per operare anche in ambienti Counter-Insurgency (COIN), come dimostra l’esperienza di combattimento delle IDF, il conflitto in Iraq e quello contro l’ISIS. Gli MBT si sono rivelati utili per distruggere le posizioni nemiche ed i veicoli suicidi, proteggendo la fanteria dal fuoco frontale mentre questa lo proteggeva dagli attacchi ai fianchi o sul retro, garantendo anche una consapevolezza della situazione a 360 gradi (The National Interest, 2017). L’assenza di coordinamento tra squadre di fanteria in un combattimento urbano, rende gli MBT un facile bersaglio per le armi anticarro mentre la moderna guerra di carri armati prevede di operare anche come sistemi di supporto ravvicinati per le squadre di fanteria in una logica di combattimento ad armi combinate.

Proclamare l’irrilevanza della componente corazzata è prematuro, a causa dei cambiamenti nella geopolitica mondiale che rendono l’MBT ancora un'arma necessaria. A questo riguardo, è utile riportare alcune osservazioni sull’impiego dei carri armati in ambiente urbano: l’MBT fornisce capacità di fuoco di precisione che sono fondamentali negli ambienti urbani mediante nuove tipologie di munizioni; la necessità di introduzione Active Protective System (APS) sui carri armati come fatto per il Merkava Mk IV israeliano ed il T-14 russo; adeguare e adattare l’addestramento al fuoco ed alla manovra degli equipaggi alle operazioni in un ambiente ibrido, adattandolo al livello di minaccia a seconda dell’area geografica di impiego (The Institute of Land Warfare, 2016).

Valutazione Forze Corazzate Russe e Principali Mezzi Impiegati

Per comprendere l’impatto di questi sistemi anticarro nel conflitto in corso, è necessario tracciare la consistenza delle forze corazzate russe ammassate in previsione del conflitto, sebbene con tutti i limiti dovuti all’assenza di informazioni certe oltre ogni ragionevole dubbio. Mettendo insieme le informazioni disponibili sulle forze russe schierate sul confine ucraino (Rochan Consulting, 2021) con quelle sulla struttura delle forze terrestri russe (Ares Osservatorio Difesa, 2020/ ISW, 2018), è possibile individuare le unità di livello Armata (Congressional Research Service, 2022), Divisione e Brigata mobilitate:

  • 6ª Combined Arms Army (CAA): 138ª Separate Motorised Rifle Brigade (SMRB); 25ª SMRB.
  • 20ª CAA: 3ª Motorised Rifle Division (MRD) - 237° Tank Regiment (TR), 252° Motor Rifle Regiment (MRR), 752° MRR; 144ª MRD - 228° TR, 488° MRR, 182° MRR.
  • 1ª Guards Tank Army (GTA): 2ª Guards Motor Rifle Division (GMRD) - 1° Guards Tank Regiment (GTR), 1° Guards Motor Rifle Regiment (GMRR), 15° GMRR; 4ª Guards Tank Division (GTD) - 12° GTR, 13° GTR, 423° GMRR; 47ª TD - 6ª Tank Brigade (TB)[1]; 27ª SMRB.
  • 58ª CAA: 42ª MRD - 70° GMRR, 71° GMRR, 291° GMRR; 19ª MRD - 429° MRR, 503° GMRR, 693° GMRR (TASS, 2022); 19ª SMRB; 136ª SMRB; 126ª Coastal Defense Brigade (CDB).
  • 49ª CAA: 34ª SMRB.
  • 8ª CAA: 150ª MRD - 68° TR, 163° TR, 102° MRR, 103° MRR; 20ª MRD - 242° GMRR, 255° MRR, 33° MRR (TASS, 2022).
  • 41ª CAA: 90ª TD - 6° TR, 80° TR, 239° MRR, 228° MRR.
  • 29ª CAA: 127ª MRD - 114° MRR, 394° MRR, 84° TR; 35ª GSMRB; 36ª SMRB; 55ª GSMRB; 74ª GSMRB.
  • 5ª CAA: 57ª SMRB.
  • 35ª CAA: 64ª SMRB; 38ª SMRB; 69ª Covering Brigade (CB).
  • 36ª CAA: 5ª Guards Tank Brigade (GTB); 37ª SMRB.
  • Paratroopers (Vozdushno-Desantniye Voyska - VDV): 7ª Guard Air Assault Division (GAAD); 76ª GAAD; 98ª Parachute Guards Division (PGD); 106ª PGD; 11ª Airborne Assault Brigade (AAB); 31ª AAB; 56ª AAB; 83ª AAB.
  • Marine Infantry (Morskaya Pekhota Rossii - MPR); 155ª Independent Marine Infantry Brigade (IMIB); 336ª IMIB; 810ª IMIB.

Le unità appena elencate rappresentano le unità mobilitate da cui sono confluite le truppe ammassate al confine e non comprendono le forze delle repubbliche separatiste. Le divisioni corazzate e motorizzate russe comprendono un numero variabile di battaglioni corazzati, da uno per il MRR a tre per i TR e le TB, mentre le SMRB ne comprendono uno: di norma ogni battaglione comprende 31 MBT ma, alcune SMRB possono disporre di 41 MBT (Foreign Military Studies Office, 2016). Anche la 7ª, 76ª GAAD e la106ª PGD hanno ciascuna un battaglione di MBT, mentre la 11ª, 56ª e 83ª AAB allineano una compagnia di carri armati a testa (Ares Osservatorio Difesa, 2020). Infine, la 155ª, 336ª, 810ª IMIB dispongono ciascuna di un battaglione MBT (Ares Osservatorio Difesa, 2020). In base a questi dati si può ricavare il numero di mezzi teoricamente a disposizione delle unità mobilitate sulla base degli organici tabellari al 23 febbraio, pari a 2553/2713 MBT[2].

Secondo le stime dell’intelligence, le truppe russe ammassate lungo i confini dell’Ucraina prima del conflitto erano stimate tra le 100000 e le 190000 unità, per 97 Battalion Tactical Group (BTC)(BBC, 2022/ Congressional Research Service, 2022). Il BTG è una struttura tattica modulare creata a partire da un’unità di guarnigione che può essere di livello Reggimento, Brigata o Divisione con una parte del personale e dell’equipaggiamento che rimane nella sede di origine: è composto da un battaglione di fanteria meccanizzata, una compagnia di carri armati, artiglieria ed i supporti (Armor, 2017). Secondo alcune analisi relative all’intervento russo durante il conflitto nel Donbas, la compagnia corazzata si compone di 10-15 MBT (RAND, 2019). Partendo da tale dato, è possibile stimare che gli MBT schierati con i BTG ammontano a 970-1455 MBT[3]. Le forze corazzate russe attualmente schierano tre tipologie di MBT:

  • T-72. Prodotto a partire dal 1971, il T-72 ha un profilo basso e compatto, con caricatore automatico per il cannone da 125 mm e tre uomini di equipaggio (The National Interest, 2021). Pesante 45,6 t, capace di raggiungere i 60 km orari di velocità ed un’autonomia di 550 km. L’esercito russo ne mantiene in servizio 2030 ed altri 7000 sono stoccati nei magazzini (IISS, 2021). Le versioni esistenti di questo MBT sono(The National Interest, 2021): T-72A considerato un mezzo di seconda generazione; T-72B e BI con telemetro laser, missili Svir e Refleks e corazza composita migliorata; T-72B2 con corazza ERA Relickt, sistema di disturbo Shtora-1 e motore potenziato; T-72B3 e B3M come upgrade dei modelli più vetusti.
  • T-80. Si tratta di un mezzo immesso in servizio nel 1976, il cui pregio maggiore è il motore a turbina che fornisce un rapporto peso/potenza molto elevato (The National Interest, 2021). Pesante 46 t, raggiunge i 70-85 km orari con un’autonomia di 400 km, armato con un cannone da 125 mm. L’esercito russo ne utilizza 450 ed altri 3000 sono in riserva (IISS, 2021). Anche di questo MBT sono servizio varie versioni (The National Interest, 2021): T-80B con una nuova torretta, telemetro laser, corazza ERA Kontakt-1 e missili Kobra; T-80BV con ulteriori miglioramenti e nuova corazza reattiva; T-80U con corazza ERA Kontakt-5, nuovo sistema di controllo del fuoco, missili Refleks; T-80UD con un nuovo motore diesel al posto di quello a turbina; T-80BVM con cannone da 125 mm migliorato e un nuovo motore a turbina.
  • T-90. Il T-90 in servizio dal 1992 è un mezzo con prestazioni e capacità superiori ai T-72 e T-80. Pesante 46.5 t., è capace di raggiungere i 45-60 km orari con autonomia per 550 km. Attualmente l’esercito russo ha in servizio 360 T-90 e altri 200 in riserva (IISS; 2021). Il sistema di protezione del mezzo è costituito da tre strati: corazza composita; ERA Kontakt-5; sistema di contromisure Shtora-1. Armato con un cannone da 125 mm che utilizza munizioni standard e missili Refleks. Ne esistono vari modelli (The National Interest, 2021): T-90A con motore ed elettronica migliorati; T-90M con ERA Relickt, cannone, sistema di controllo del fuoco e motore migliorati; T-90S per l’esportazione (The National Interest, 2021).

In base ai dati disponibili, i T-72 A/B/B3/B3M costituiscono la spina dorsale delle unità corazzate e motorizzate russe, seguiti dai T-80 BV/BVM e poi da T-90 A/M (IISS, 2021). Tutti questi mezzi hanno preso parte ai recenti conflitti combattuti da Mosca, il che ha spinto ad aggiornare le piattaforme esistenti con le esperienze ricavate dal campo di battaglia. L’ultima di queste migliorie è la realizzazione di slat armour sul cielo della torretta per difendersi dalle munizioni anticarro con profilo di attacco dall’alto soprattutto gli MBT tipo T-72 e T-80 (The War Zone, 2021).

Va notato che, sulla base dei dati disponibili, la maggioranza delle forze corazzate russe coinvolte nel conflitto in Ucraina è dotata di MBT T-72 e T-80 nelle varie versioni già in servizio, mentre i T-90 sono presenti in numero limitato. Manca inoltre ogni evidenza dell’impiego del T-90M, o dei pochi Tank Support Fighting Vehicle BMPT Terminator in servizio. Infine, non sono stati impiegati neppure i più recenti mezzi sviluppati dalla Russia, disponibili in pochi esemplari ed ancora in fase di test, come l’MBT T-14, dell’Heavy Infantry Fighting Vehicle (HIFV) T-15, dell’IFV Kurganets-25 e l’IFV Bumerang.

Sistemi ATGM e RPG delle Truppe Ucraine e il loro Impiego

L’esercito ucraino dispone di un considerevole arsenale di armi anticarro che è stato incrementato nei mesi precedenti lo scoppio delle ostilità. L’Ucraina ha ereditato dall’Unione Sovietica o acquisito successivamente i seguenti sistemi anticarro (ODIN, 2022): RPG-7; RPG-16; RPG-18; RPG-22; RPG-26; RPG-29; Konkurs; Fagot; Metis; Spigot; Metis-M. Tuttavia, già nel 2015, i vecchi ATGM di fabbricazione sovietica si erano rivelati inefficaci per il cattivo stato di manutenzione e la resistenza delle più recenti corazzature di tipo ERA (The National Interest, 2019). Per ovviare a questi problemi fu avviata la produzione di moderni sistemi ATGM nazionali :

  • Corsar. Introdotto nel 2017, è un sistema anticarro leggero semi-guidato dal laser che utilizza anche un visore termico con una portata di 2500 metri (SKDB LUCH, 2021). Il missile, con testata Tandem HEAT ed HE-FRAG, è in calibro 107 mm, lungo 1180 mm, mentre il sistema pesa quasi 36 e può operare a -40/+60 °C (SKDB LUCH, 2021).
  • Stugna-P/Skif. Adottato nel 2011, questo sistema è guidato tramite raggio laser con tracciamento del target tramite immagini TV o termiche in modalità manuale o automatica (SKDB LUCH, 2021). Esistono due missili con munizionamento Tandem HEAT ed HE-FRAG: da 130/152 mm, lunghezza 1360/1435 mm, peso del sistema 87/97 kg. È controllabile a distanza mediante un pannello di controllo (Military-Today, 2022), con una gittata diurna/notturna di 100-5000/100-3000 ed utilizzabile a temperature dai -40/+60 °C (SKDB LUCH, 2021).

Ai sistemi d’arma descritti, prima dell’inizio delle ostilità si sono aggiunti i seguenti sistemi occidentali:

  • NLAW. Il Next generation Light Anti-tank Weapon è un sistema leggero di 12,5 kg con una portata di 20-800 metri, in grado di operare in modalità diretta o Top Attack (OTA) e Direct Attack (DA) (Saab, 2022). Il sistema è lungo 1002 mm ed utilizza testate da 110/150 mm di tipo HEAT: comprende mirino ottico, dispositivo di lancio pieghevole, meccanismo di sparo e batteria di alimentazione (Army Recognition, 2022). Si tratta di un sistema usa e getta utilizzabile da un solo uomo.
  • FGM-148F Javelin (ODIN, 2022). È un ATGM di fabbricazione statunitense con guida automatica ad infrarossi del tipo fire-and-forget. In Servizio dal 1996 è gestito da un team di due persone. Lungo 1.2 m, pesante 29 kg compresa la Command Launch Unit, dispone di un raggio d’azione di 2.5-4 km. Il missile ha in diametro di 127 mm ed è dotato di una testata Tandem HEAT, con profilo di volo top-attack o direct attack. Il sistema è utilizzabile dal personale dopo 72 ore di addestramento (Lockheed Martin Corporation, 2020).

A seguito dello scoppio delle ostilità, all’Ucraina sono stati forniti anche i seguenti sistemi anticarro:

  • AT-4. È un sistema usa e getta con granate a razzo in calibro 84 mm, utilizzabile anche di giorno, notte e spazi confinati (Saab, 2022). Pesante 6.7kg e lungo 1,016mm, può operare a -40/+60 °C. Utilizza munizioni HEAT, AST (Anti-Structure Tandem-Warheads), ER (Extended Range), HE (High Explosive), HP (High Penetration), and RS (Reduced Sensitivity) con gittata tra i 220 ed i 600 metri (Saab, 2022).
  • Panzerfaust-3. È un’arma anticarro per granate a razzo utilizzabile da un solo soldato in calibro 110 mm. Lungo 1023 mm, pesante 12.9 kg ha una portata di 300-400 metri (Military-Today, 2022). Di questo sistema esistono varie versioni con caratteristiche e prestazioni diverse: 3-T, 3-T600, 3-IT600, 3LTW, 3LR (ODIN, 2022). Le munizioni sono di vario tipo: Tandem HEAT, BASTEG (Barricade and Street Encounter Grenade), Improved Tandem, Multipurpose-FRAG, Illumination, Smoke/IR Smoke, Multipurpose HESH, SAL-H (ODIN, 2022).
  • Carl Gustaf M-4. Nella sua ultima versione nota come M4 è un sistema senza rinculo reciolless (RCL) utilizzabile da una o due persone. Con un calibro di 84 mm, è lungo 942 mm e pesa 5.89 kg, con una gittata di 350-500 metri per i colpi anticarro e fino a 1000 metri per le munizioni ad alto potenziale esplosivo. Utilizza munizioni HEAT, High Explosive Dual Purpose (HEDP), Anti-Structure Munition (ASM), fumogene ad effetto d’area ed anti-fanteria (ODIN, 2022).

Per sfruttare al meglio questo arsenale di ATGM ed RPG la scelta è stata di utilizzare tattiche basilari: guerra urbana, utilizzazione di posizioni fortificate già predisposte ed attacchi mordi e fuggi (NATO, 2022). Si tratta di un tipico approccio in un confronto tra forte e debole, dove quest’ultimo cerca di conseguire l’obiettivo strategico di logorare il nemico, guadagnando tempo in vista dei negoziati politici. In coordinamento con questi sforzi, gli ucraini hanno anche impiegato tattiche aggiuntive per trovare e distruggere le linee di rifornimento e le attrezzature russe. Considerando che le forze ucraine conoscono le strade e le città della loro nazione, ciò consente di tendere imboscate alle linee di rifornimento dopo il passaggio delle unità che aprono l’avanzata, lasciando le aree di rifornimento estremamente vulnerabili agli attacchi (The National Interest, 2022). In particolare, la fanteria si nasconde tra le macerie di una città semidistrutta mentre attacca con ATGM come il Javelin di fabbricazione americana o lo Stugna-P dell'Ucraina (Forbes, 2022).

Il Rifornimento dei Sistemi Anticarro all’Ucraina

I sistemi anticarro precedentemente descritti sono stati forniti da vari paesi occidentali all’Ucraina prima e durante il conflitto.

  • Stati Uniti. A marzo il governo statunitense annunciava l’invio di ulteriori 2000 Javelin, 6000 AT-4 e 1000 armi anticarro leggere (The White House, 2022) che, si aggiungevano ai 2500 FGM-148F consegnati precedentemente a partire dal 2019 (DSCA, 2019).
  • Gran Bretagna. Secondo quanto comunicato dal governo britannico, al 22 febbraio erano stato consegnati agli ucraini 2000 sistemi NLAW (Janes, 2022). La cifra era poi salita a 3615 come comunicato dalle autorità britanniche il 9 marzo (UKDJ, 2022).
  • Germania. Dopo una fase iniziale in cui il governo tedesco si era rifiutato di fornire armi alle autorità di Kiev, la scelta è stata rivista accordando la fornitura di 1000 Panzerfaust 3 (Federal Ministry of Defense, 2022)
  • Paesi Scandinavi e Baltici. Ad inizio anno l’Estonia decise di fornire all’Ucraina sistemi Javelin con l’approvazione di Washington (Breaking Defense, 2022). In aggiunta la Finlandia ha fornito 1500 sistemi anticarro, la Svezia 5000 AT-4 e la Norvegia 2000 M72 (Janes, 2022).
  • Belgio e Danimarca hanno fornito complessivamente 2900 sistemi anticarro; il Canada 100 M-4 Carl Gustaf (The War Zone, 2022) e 4500 M72 (Forum on the Arms Trade, 2022); la Spagna si è impegnata a fornire 1360 Alcotán-100 (The War Zone, 2022).

Sono numeri sicuramente importanti ma, la difficoltà è ovviamente quella di fare in modo che tali armi arrivino in maniera continuativa e tempestiva alle truppe Ucraine. La questione della rapidità nella consegna di questo materiale è un parametro di prestazione essenziale per l'intera catena di approvvigionamento a vantaggio delle forze ucraine. Kiev sta combattendo una guerra contro una forza d'invasione più ampia e sono necessari aiuti militari tempestivi, rispettando la necessità di consegne rapide massimizzando al contempo la sicurezza. Le consegne devono avvenire tempestivamente impedendo ai servizi segreti russi di identificare o prevedere potenziali rotte, poiché senza il mantenimento della sicurezza operativa il rischio di un attacco russo alle linee di rifornimento è elevato.

Il materiale deve essere prelevato dalle basi in tutta Europa, ed inviato via aereo, camion o treno verso una o più località all’interno del territorio della NATO al confine con l'Ucraina occidentale. I movimenti verso l’area di sosta in cui accumulare il materiale, verosimilmente un deposito o base militare, va fatto mantenendo le autorità russe per quanto possibile all’oscuro di questo processo. In questa fase molte sono le variabili da considerare: la sicurezza; la pianificazione logistica; la condizione di strade e ponti; l’attività nemica (The Conversation, 2022). Dopo l’arrivo alla prima area di sosta, vanno sviluppati piani per coordinare il trasferimento di materiale all'esercito ucraino, che deve farsi carico della successiva fase di trasporto verso una seconda località di sosta. In questa fase gli aspetti della sicurezza sono cruciali, considerando che gli ucraini devono limitarsi al trasporto terrestre di queste forniture militari partendo dai confini occidentali dell’Ucraina, ricorrendo a piccoli convogli su più assi viari, per mitigare i rischi di potenziali attacchi aerei. La parte finale di questo viaggi vede il materiale militare arrivare alla loro area di sosta finale in prossimità o all’interno dei centri abitati, da dove poi saranno distribuite alle truppe in prima linea.

L’aspetto di garantire adeguate e continue spedizioni di aiuti militari all’ucraina è un aspetto critico, anche perché un conflitto prolungato avvantaggia sotto l’aspetto materiale la Russia. Allo stesso tempo i paesi che si sono decisi a fornire supporto militare all’Ucraina devono stressare la propria catena logistica, sia attingendo alle scorte disponibili di sistemi anticarro che aumentando il rateo di produzione di specifici sistemi d’arma per fare fronte all’esigenza di rifornire Kiev e ripristinare le proprie scorte.

Conclusioni

Dopo più di un mese di conflitto, l’impiego di sistemi anticarro da parte delle truppe ucraine nel contrasto delle colonne di mezzi corazzati russi è ben documentato, soprattutto grazie all’enorme mole di video disponibili in rete. Tuttavia, questa mole di dati grezzi non permette di poter fare una valutazione affidabile circa l’efficacia dei sistemi anticarro nell’infliggere alle forze russe perdite tali da costringerle a cambiare la loro strategia di condotta delle operazioni sul campo.

È innegabile che nell’immaginario collettivo i sistemi anticarro hanno assunto un forte significato simbolico. Questo aspetto è stato utilizzato per la creazione dell’immagine sacra che imbraccia un sistema anticarro e nota sui social come St Javelin, dove Maria Maddalena è circondata da un aureola con i colori dell’ucraina e vestita con una veste verde oliva, una simbologia chiaramente riferita al conflitto in atto (Euro News, 2022).

Questo aspetto di spettacolarizzazione e forte diffusione sui social di contenuti iconografici e video che evidenziano i successi ottenuti dalle truppe ucraine nell’utilizzo dei sistemi anticarro portatili, ne ha evidenziato l’importanza per i difensori nel contesto di un conflitto tra forte e debole.

In quest’ottica, il conflitto in corso in Ucraina vede le moderne armi anticarro esercitare un forte ruolo simbolico, come già avvenuto per la pietra e la fionda stanno entrando nell’immaginario collettivo come l’ennesimo confronto tra Davide e Golia.

Risulta evidente come tutti questi elementi hanno contribuito, insieme all’inaspettata resistenza ucraina nelle prime settimane del conflitto, a mobilitare il supporto militare offerto dai governi occidentali al governo di Kiev. Supporto che si è manifestato con l’invio di varie tipologie di materiale militare, tra cui migliaia di munizioni per sistemi anticarro ATGM ed RPG per fronteggiare le colonne russe in avanzata. Per sostenere tale sforzo, sono stati forniti sia sistemi avanzati che armi datate prelevate da scorte di magazzino ma che possono lo stesso rilevarsi validi se usati contro bersagli leggeri rispetto ai mezzi corazzati, come camion, mezzi da ricognizione o mezzi leggeri delle VDV.

Soprattutto i sistemi Javelin ed NLAW si sono dimostrati molto efficaci contro gli MBT russi dotati di corazze composite multistrato, grazie alla caratteristica di poter eseguire un profilo di attacco dall’alto, ossia ricolto contro il lato meno corazzato della torretta che è la sua parte sommitale. Gli MBT impiegati dalla Russia, utilizzano una tecnologia di armatura composita avanzata che include anche corazzatura ERA. Tuttavia, questo tipo di corazzatura non si è dimostrata efficace contro i sistemi anticarro concepiti per colpire il cielo della torretta, che nel caso dei mezzi russi può provocare anche la catastrofica esplosione delle munizioni e delle cariche di lancio immagazzinate nel sistema di caricamento automatico posto sotto il compartimento dell’equipaggio.

L’utilizzo di armi anticarro di tutti i tipi non si è però limitato solo ai carri armati o ai mezzi da combattimento per la fanteria che guidavano le puntate offensive russe. I sistemi di questo tipo sono stati anche ampiamente utilizzati dalle unità ucraine della difesa territoriale che hanno agito contro i fianchi e le retrovie delle ferze russe in avanzata lungo i principali assi viari, anche a causa delle condizioni del terreno che per la rasputiza ha spesso visto i mezzi russi bloccati dal fango ed impossibilitati a procedere.

La scelta di attaccare bersagli morbidi come le colonne logistiche a supporto delle unità di punta russe in avanzata ha messo progressivamente in crisi l’avanzata delle truppe di invasione verso Kiev da nord e nord-est, sia per la carenza di rifornimenti che per la difficoltà di procedere all’afflusso di rinforzi per mantenere l’efficienza di combattimento delle truppe avanzate. L’impatto di questo tipo di azioni contro unità di retrovia è stato evidente, così come in questa fase lo sono state anche la conoscenza del terreno da parte delle truppe ucraine, la loro flessibilità e la possibilità di poter colpire da varie distanze i mezzi russi con attacchi mordi e fuggi. Hanno sicuramente giocato a favore di questo tipo di approccio un’iniziale limitata presenza ed attività delle forze aeree russe e dell’artiglieria, oltre che di adeguate capacità di sorveglianza delle aree di avanzata mediante sistemi unmanned.

Ovviamente è desumibile che, pur in assenza di dati certi e neutrali, anche le forze ucraine abbiano subito a loro volta un alto grado di usura in questi combattimento, al quale vanno aggiunte le perdite materiali ed il consumo di munizioni. Nei moderni conflitti armati il consumo di munizioni di tutti i tipi e calibri è molto alto e spesso le scorte disponibili si esauriscono velocemente, mettendo sotto pressione il sistema logistico e di produzione tanto dei difensori che degli invasori.

Così come non si hanno notizie affidabili sulle perdite ucraine, lo stesso vale per le forze russe. Riguardo alla quantità di MBT russi andati persi, esistono solo fonti parziali basate sulla verifica di fonti fotografiche e dati di geolocalizzazione. Basandosi su questi parametri, secondo il sito Oryx gli MBT russi distrutti sarebbero 220, mentre altri 182 risultano catturati dalle truppe ucraine (Oryx, 2022). Ovviamente il numero di carri armati distrutti potrebbe comprendere anche quello di mezzi abbandonati e distrutti in un secondo momento, così come non è possibile definire quanti di questi siano stati distrutti da armi anticarro portatili, dall’artiglieria o da altri sistemi d’arma.

Pertanto, allo stato attuale, non è possibile definire nel dettaglio come e quanto i sistemi ATGM ed RPG in dotazione alle forze ucraine abbiano contribuito a fermare l’avanzata delle forze russe su Kiev: sicuramente sono state un fattore che in combinazione con altri quali le condizioni del terreno, le difficoltà logistiche e l’inaspettata reazione ucraina, ha contribuito a vanificare gli sforzi russi ed a rivedere la loro strategia.

È infatti prevedibile che le forze armate russe traggano le dovute conclusioni da quante è accaduto sul campo fino all’inizio di aprile, ossia fino alla decisione di ritirare le truppe dal nord e nord-est dell’Ucraina per concentrare le risorse disponibili in un attacco nel sud-est del paese partendo dal Donbas. Sicuramente dopo un inizio in sordina l’aviazione russa ha incrementato esponenzialmente la propria attività, così come ha in termini di supporto di fuoco la stessa artiglieria unitamente all’attività di sistemi unmanned da ricognizione ed attacco.

Quindi non possiamo ancora valutare concretamente ed in maniera oggettiva l’andamento della campagna in corso in Ucraina, oltre a poter soppesare i vari fattori che ne hanno influenzato lo sviluppo. A tale riguardo è sicuramente prematuro poter definire fallimentare l’impiego delle forze corazzate russe, sebbene siano state evidenti delle carenze a livello di comando e controllo e di pianificazione, elementi che possono essere corretti. Il successo della tattica di impiegare piccoli gruppi di truppe con armi anticarro che è stato osservato finora nell’area di Kiev, non è stato però osservato altrove come nell’area della Crimea, dove le forze russe hanno raggiunto le maggiori conquiste territoriali.

Possiamo invece notare come in un moderno campo di battaglia di tipo convenzionale l’uso di formazioni corazzate e meccanizzate risulti ancora un elemento importante, sia per la forza d’uro che tali formazioni possono sviluppare che per l’elevata velocità a cui possono muoversi. Dall’altro lato ancora una volta la difesa contro queste forze è rappresentata dalle armi anticarro portatili a disposizione della fanteria, oggi arricchite da sistemi capaci di colpire a notevole distanza e con grande precisione.

Quello che per ora il conflitto ci ha confermato è che la proliferazione di ATGM e la loro l'integrazione con estese posizioni difensive nel terreno urbano o l’utilizzo di tattiche mordi e fuggi con piccoli e mobili unità di fanteria, restano una minaccia futura che è adattabile e complessa. Le complessità e le sfumature risultanti dalla cultura, dalla geografia, dalle infrastrutture, dal processo decisionale e dal caso fanno sì che la storia non si ripeta mai esattamente. Tuttavia, quanto per ora abbiamo visto in Ucraina nel caso specifico delle armi anticarro portatili, lo abbiamo visto succedere anche in altri conflitti. Una lezione che di cui dobbiamo fare tesoro è di tenere conto delle passate operazioni militari, poiché “la guerra è comunque una forma distinta e ripetitiva di comportamento umano” (The Institute of Land Warfare, 2016).

[1] La 47ª Divisione Corazzata è stata creata nel 2021 partendo dall’organico della 6ª Brigata Corazzata e non sono disponibili ulteriori informazioni sull’integrazione di altre unità dopo la sua formazione (Rochan Consulting, 2022).

[2] Il numero totale riportato è stato ricavato sommando i singoli battaglioni carri delle SMRB, dei MRR/VDV/IMIB (31+3 Compagnie), dei TR e TB (31+Mezzi dei Comandanti), tenendo conto che le Brigate Motorizzate possono anche disporre di 41 MBT invece che di 31, quindi con un margine di errore di 160 mezzi.

[3] Il dato è ricavato moltiplicando il dato della compagnia MBT aggiunta ai BTG, dai 10 ai 15 mezzi, per il numero delle unità a livello di battaglione composito stimate in 97.

Contenuto dell’Informazione

1

Confermata

Confermato da altre fonti indipendenti; logico in sé; coerente con altre informazioni sull’argomento

2

Presumibilmente Vera

Non confermato; logico in sé; consistente con altre informazioni sull’argomento.

3

Forse Vera

Non confermato; ragionevolmente logico in sé; concorda con alcune altre informazioni sull’argomento

4

Incerta

Non confermato; possibile ma non logico in sé; non ci sono altre informazioni sull’argomento

5

Improbabile

Non confermato; non logico in sé; contraddetto da altre informazioni sul soggetto.

6

Non giudicabile

Non esiste alcuna base per valutare la validità dell’informazione.

Affidabilità della fonte

A

Affidabile

Nessun dubbio di autenticità, affidabilità o competenza; ha una storia di completa affidabilità.

B

Normalmente Affidabile

Piccoli dubbi di autenticità, affidabilità, o competenza, tuttavia ha una storia di informazioni valide nella maggior parte dei casi.

C

Abbastanza Affidabile

Dubbio di autenticità, affidabilità o competenza; tuttavia, in passato ha fornito informazioni valide.

D

Normalmente non Affidabile

Dubbio significativo sull'autenticità, affidabilità o competenza, tuttavia in passato ha fornito informazioni valide.

E

Inaffidabile

Mancanza di autenticità, affidabilità e competenza; storia di informazioni non valide.

F

Non giudicabile

Non esiste alcuna base per valutare l’affidabilità della fonte.

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