Resistance Operating Concept (ROC) Alla Luce Della Guerra In Ucraina

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  26 ottobre 2022
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Abstract

La storia dei movimenti di resistenza ad un invasione e/o occupazione da parte di un paese ostile, si interseca con quella dei conflitti umani. Episodi di resistenza armata ad un invasione ci sono stati nel mondo antico, in epoca moderna e contemporanea. Gli episodi più recenti sono legati ai movimenti di resistenza al nazifascismo nel 1040-45, i movimenti d’indipendenza dalla colonizzazione, la guerra in Vietnam ed i conflitti in Afghanistan. Il concetto è stato sviluppato da alcuni paesi per resistere ad un’invasione sovietica durante la Guerra Fredda, sia con il concetto di Difesa Totale che come movimenti di resistenza nelle reti stay-behind. Negli ultimi anni tale concetto è stato ripreso in ambito NATO per sviluppare la resistenza nell’ipotesi di un’aggressione russa, puntando a creare reti clandestine in grado di operare dietro le linee nemiche con il supporto diretto ed indiretto di forze speciali e governi di stati alleati e partner. Anche l’Ucraina, in conseguenza dei risultati del primo conflitto con la Russai nel 2014, ha deciso di creare una rete di resistenza ad un’invasione che sta dando i suoi frutti con le attività contro le truppe e le strutture di occupazione oltre che contro i collaborazionisti.

Autore: Saverio Lesti - Head Researcher, Mondo Internazionale G.E.O. Area Difesa&Sicurezza

Principi, Fondamenti, Organizzazione e Struttura della Resistance Operating Concept

Il Resistance Operating Concept

Il Resistance Operating Concept (ROC) sviluppato dal Special Operations Command Europe (SOCEUR) in collaborazione con gli Stati Baltici, Scandinavi e partner della NATO (SOF News, 2019), si basa sull’azione dei governi volta a promuovere la resilienza precrisi attraverso un approccio omnicomprensivo alla sicurezza del paese dell’intero governo e di tutta la società (Fiala, 2022). In quest’ottica, il governo e l'esercito, con il sostegno popolare, agiscono contro un nemico in un tradizionale ambiente difensivo convenzionale, in cui la popolazione è l'attore principale in un contesto di Resistenza o Difesa Totale (PRISM, 2020). La Difesa Totale comprende tutte le attività necessarie per preparare una nazione al conflitto in difesa della sua indipendenza, sovranità e integrità territoriale, unendo difesa civile e militare, incluse le agenzie e le funzioni governative a tutti i livelli, imprese private, organizzazioni di volontariato e singoli individui (Wither, 2018). L'intento di questo approccio è mobilitare tutto il supporto necessario per difendere la nazione, compresa la cooperazione con altri Stati sul territorio nazionale o all'estero (PRISM, 2020). Inoltre, la Resistenza o Difesa Totale richiede la mobilitazione di una capacità di resistenza preparata, risoluta e prolungata contro un nemico, dimostrando a un potenziale aggressore che un eventuale invasione e/o occupazione sarebbe dispendiosa in termini materiali e morali. La preparazione della popolazione per affrontare una crisi, attività svolta in tempo di pace, contribuisce alla resilienza nazionale durante una crisi o una guerra. Le autorità militari e di protezione civile sono corresponsabili di stabilire e mantenere la capacità di condurre attività di resistenza militare e civile e, queste attività devono essere condotte all'interno di un quadro giuridico e politico unitario stabilito dal governo. Per concludere è essenziale tracciare una definizione dei due principi alla base del ROC:

  • Resilienza. La resilienza di una è la volontà delle persone di mantenere ciò che hanno; la volontà e la capacità di resistere a pressioni e influenze esterne e/o riprendersi dagli effetti di tali pressioni o influenze (Fiala, 2020).
  • Resistenza. La resistenza è la risposta naturale di un governo sovrano e del suo popolo di fronte a una minaccia alla propria sovranità e indipendenza (Fiala, 2020).

Le Basi per Creare il Resistance Operating Concept

Per garantirsi che il ROC abbia successo è necessario partire da una solida base di resilienza all’interno della popolazione, preparandola a reagire ad una crisi. Vanno identificate le minacce potenziali e predisporre le misure di carattere militare e civile per farvi fronte. Tali rischi vanno comunicati alla popolazione nell’ottica di una strategia di prevenzione e mitigazione del rischio. Analizziamo i singoli elementi necessari per mettere in atto un’efficace ROC (Fiala, 2020):

  • Identità Nazionale. Una forte coesione nazionale è alla base della resistenza nazionale poiché rafforza la resilienza e la motivazione della. Tale elemento si ottiene con un'educazione storica in linea con i valori culturali identitari e garantendo l’inclusione delle minoranze nella vita civile e governativa della nazione.
  • Preparazione Psicologica. La preparazione psicologica della popolazione va condotta con ampio anticipo rispetto ad un potenziale conflitto. Tale processo continua anche in caso di conflitto, dato che la resistenza dovrà mantenere il sostegno popolare, mantenendone il sostegno con un’adeguata e calibrata narrazione.
  • Conoscenza delle Vulnerabilità. Il governo deve identificare e mitigare vulnerabilità e debolezze che un avversario può sfruttare a suo vantaggio. Ad esempio, aspetti come l’identità nazionale, religione, economia, percezione della repressione, corruzione, di servizi essenziali, a cui va dedicata particolare attenzione durante la costruzione della resilienza.
  • Riduzione delle Vulnerabilità. La riduzione delle vulnerabilità richiede il coinvolgimento totale del governo e della società. Si possono attuare varie misure come: contrastare la narrazione avversaria; diversificare l’economia; proteggere industrie ed infrastrutture critiche; proteggere gli standard di vita; promuovere l'unità nazionale; attuare misure di protezione informatica.
  • Identificazione delle Potenziali Minacce Esterne. Riconoscere e definire le minacce è il primo passo per mitigare i rischi e prepararsi alla resistenza. La popolazione va informata e preparata alla minaccia, con particolare attenzione pre quegli elementi che sono vulnerabili alle attività e all'influenza del nemico. La comunicazione va rivolta anche ad alleati, partner ed avversari, ricorrendo anche alla contropropaganda.

Le forniture come contanti, armi, munizioni, attrezzature mediche e di comunicazione vanno acquisite ed immagazzinate in anticipo e collocate in depositi nascosti e da tenere sotto sorveglianza (Wither, 2018). Una volta identificato il personale, ottenuto il materiale e costruite le reti di supporto, vanno identificati punti di forza e di debolezza e l’interoperabilità con alleati e partner. Tali attività servono non solo a testare le capacità della ROC ma anche come deterrenza nella comunicazione strategica (Fiala, 2020).

Organizzazione e Compiti della Resistenza

Una volta che l'intento dell'aggressore diventa più chiaro, con l'occupazione fisica del territorio il governo inizia l'attivazione della sua organizzazione di resistenza: l’intelligence opererà clandestinamente nei territori occupati unitamente alle Forze Speciali rimaste indietro. Il piano per la creazione di una campagna di resistenza richiede la considerazione di diversi aspetti critici relativi alla pianificazione. Tutto parte dall’istituzione di un'entità organizzativa per stabilire, sviluppare e guidare il ROC, collocata all’interno del Ministero della Difesa o dell’Interno, responsabile del reclutamento del personale, delle figure chiave, della pianificazione, dello sviluppo delle linee d’azione e della valutazione e verifica del piano di resistenza. Il reclutamento per un'organizzazione di resistenza dovrebbe essere selettivo, ed il personale selezionato in base alle sue abilità e alla sua capacità di conformarsi al comportamento necessario per le operazioni segrete. Tra questi vanno elencati: comunicare in sicurezza con gli altri membri della resistenza; essere in grado di lavorare con gli altri; avere capacità di osservazione e memoria registrare e riportare informazioni di intelligence; capacità di gestione del tempo; essere portato per le attività cospirative (Stejskal, 2022). Inoltre, le informazioni su candidati e membri dovrebbero essere protette, codificandole e conservandole in aree sicure. Infine, sebbene militari ed ufficiali di polizia posseggano il background e l'addestramento per servire nella resistenza armata, molti saranno soggetti a controllo, detenzione e persino eliminazione da parte di una forza di occupazione (Stejskal, 2022).

Figura 2, Interagency Planning and Preparation, Resistance Operating Concept, Special Operations Command Europe, Dr. Otto C. Fiala, May 2019

Vediamo i principali componenti di un organizzazione di resistenza sono (USASOC, 2016, Fiala, 2020,):

  • Quattro Componenti Primarie: Underground, Auxiliary, Guerrilla Forces, Public Component.
  • Ulteriori Componenti di Governance: Exiled Government, Internally Displaced Government, Government Remains in Unoccupied Capital, Shadow Government. Un Exiled Government può esistere in caso di occupazione totale, uno Internally Displaced può esistere all'interno dello stato se parte di esso e la capitale sono occupati, mentre un Government Remains può operare dalla capitale in caso di occupazione parziale del paese. Lo Shadow Government opera in clandestinità nel territorio occupato, in collegamento con il governo in esilio ed a supporto della resistenza e della popolazione.
  • Popular Participation. Il sostegno popolare alla resistenza è fondamentale, dato che le componenti della resistenza provengono e sono incorporate all'interno della popolazione. La maggior parte della popolazione, non sarà membro attivo e nemmeno ausiliario della resistenza ma potrebbe attuare metodi passivi di resistenza per ostacolare il consolidamento dell’occupazione.

Analizziamo nel dettaglio le componenti operative primarie di una rete di resistenza (Fiala, 2020):

  • Underground. È un’organizzazione suddivisa in cellule opera nelle aree urbane sotto il controllo delle forze occupanti, composta da personale in grado di condurre azioni politiche e militari (Stejskal, 2022). I suoi compiti includono (Grdovic, 2009): reti di intelligence e controspionaggio; stazioni radio; reti di media che controllano giornali, volantini, social media, televisione satellitare, pagine web; fabbricazione di materiale speciale; reti per spostare e nascondere personale ricercato; gestire logistica finanziamenti; compiere atti di sabotaggio; fornire cure mediche clandestine.
  • Auxiliary. Si riferisce a quella parte della resistenza che fornisce un supporto clandestino attivo alle operazioni, con una partecipazione di tipo intermittente, trattandosi di volontari part-time (Stejskal, 2022). Non è un'organizzazione separata ma, si compone di diversi tipi di individui che svolgono funzioni specifiche all'interno di una rete urbana o di forze di guerriglia. A causa della loro tipica vicinanza fisica all'occupante queste persone si assumono il rischio maggiore ma, al tempo stesso, rappresentano anche il rischio più basso in caso di cattura. Le funzioni specifiche includono di queste reti sono (Grdovic, 2009): approvvigionamento; manodopera per la fabbricazione di materiale speciale; compiti di sicurezza ed allarme; raccolta di informazioni; reclutamento; operare come corrieri e messaggeri; distribuzione delle informazioni; gestione di case sicure e vie di fuga.
  • Guerrillas. I guerriglieri costituiscono la componente armata o militare di una resistenza organizzata e, si compongono di piccole unità di forze militari stay-behind, membri selezionati e addestrati della popolazione civile o una combinazione di entrambi (Stejskal, 2022). Le tecniche di guerriglia includono tradizionalmente incursioni, imboscate, sabotaggio e tecniche di disturbo per interdire i movimenti nemici, indebolirne il morale e degradarne la forza. Il sostegno popolare alla resistenza è essenziale per la guerriglia, che può crescere ed essere più aggressiva solo se viene supportata dalla popolazione. Nel caso del ROC i guerriglieri sono sotto il controllo di un governo legittimo, esiliato, ricollocato o ombra (Fiala, 2020). Come unità di tipo militare, anche le unità di guerriglia hanno rapporti di comando simili alle unità convenzionali, con comandanti ed unità subordinate responsabili del personale, delle comunicazioni, del supporto medico e logistico, dei piani, delle operazioni. Le operazioni dovrebbero essere guidate da obiettivi tattici e strategici, ricorrendo al sabotaggio in tutte le sue forme, operazioni psicologiche, guerra informatica (Stejskal, 2022).
  • Public Component/Overt Political Arm. La componente pubblica è una forma politica di resistenza all'interno del territorio occupato, e non è un governo ombra o un governo in esilio. I componenti della resistenza pubblica possono negoziare direttamente con la potenza occupante e le autorità collaborazioniste. Questo gruppo può agire come guida della resistenza qualora venga meno l’autorità governativa in una delle eventualità precedentemente elencate. Qualora questo elemento della resistenza venga completamente soppresso dalla potenza occupante, sarà necessario ricorrere segretamente o indirettamente ad altre organizzazioni esistenti nei territori occupati. In alternativa la componente pubblica della resistenza può operare da un altro stato.

Per concludere, ad una resistenza organizzata secondo i principi del ROC serve una struttura di comunicazione funzionante, in grado di connettersi con la catena di comando nazionale e locale ma, anche la popolazione, i paesi alleati e contrastare la narrativa delle forze occupanti (Fiala, 2022). In questo senso, l’approccio alla comunicazione deve esse di tipo omnicomprensivo, comprendente diplomazia pubblica, affari pubblici, affari pubblici militari, operazioni di informazione e comunicazioni psicologiche (NATO, 2022). Tuttavia, le comunicazioni sono l'aspetto più vulnerabile delle operazioni clandestine e, la loro compromissione, porterà inevitabilmente al fallimento delle operazioni e alla distruzione dell’organizzazione di resistenza. L'uso di messaggi codificati, se individuati, possono comunque rivelare l’esistenza di una rete di resistenza , così come i segnali dei cellulari possono essere captati, geolocalizzati e quindi eliminati (Stejskal, 2022). Pertanto, la resistenza deve trovare mezzi tecnici di comunicazione non rintracciabili, oltre a prendere in considerazione a come contrastare le moderne misure di sicurezza come droni e telecamere di sorveglianza, e le contromisure individuate ed attuate già nella fase di pianificazione precrisi.

Il ROC Come Deterrente Contro l’Aggressività della Russia nel Baltico

Il ROC è stato promosso dal SOCEUR in collaborazione con Stati Baltici, Scandinavi e nazioni partner per sviluppare, perfezionare e coordinare i concetti connessi alla guerra partigiana, ai movimenti di resistenza e alla unconventional warfare (UW). Il processo si è svolto attraverso una serie di conferenze di coordinamento e pianificazione, esercitazioni di formazione, seminari, workshop, table talk, pubblicazioni e lo scambio di informazioni tra esperti in materia (SOF News, 2019). Tutto questo lavoro ha definito una terminologia e delle linee d’azioni comuni confluite nel Resistance Operating Concept (DVIDS, 2019), coinvolgendo Stati che avevano familiarità con il tema della Difesa Totale o interessati alla sua applicazione.

Questo tipo di attività ha avuto impulso sulla scia della crescente aggressività russa verso Estonia, Lettonia e Lituania. Come affermato da Vladimir Putin, la dissoluzione dell’URSS è considerata una sorta di ingiustizia e Mosca che cerca di ristabilire il suo controllo sui paesi confinanti (BBC News, 2005). All’interno del concetto di Russkij Mir la Russia intende agire a protezione di tutti i russi o delle popolazioni di lingua russa (Piontkovsky, 2015). Tale visione ha conseguenze dirette sulla percezione della propria sicurezza da parte, ad esempio, di Estonia e Lettonia dove le popolazioni russe costituiscono più di un quarto della popolazione. Inoltre, un'altra motivazione ad un’aggressione russa potrebbe risiedere nel voler dimostrare l’inutilità della NATO mettendo alla prova il rispetto dell’art. 5 del trattato istitutivo.

La superiorità militare russa nell’area ed il rischio di un colpo di mano russo portato a termine in 60 ore (RAND, 2016), ha spinto le nazioni scandinave, baltiche e dell’Europa orientale a rafforzare le proprie capacità di resistenza sia per scoraggiare una simile eventualità che per creare le condizioni per resistere all’occupazione. Nella dottrina degli Stati Uniti, questo è un caso di UW che le forze Special Operations Forces (SOF) statunitensi sono addestrate per condurre (SOF News, 2017). Le unità del SOCEUR stanno da anni conducendo esercitazioni multinazionali incentrate su questo tipo di scenario, in collaborazione con le unità SOF di Lettonia, Estonia, Lituania, Svezia e altri Stati regionali (SOF News, 2019). Le SOF possono funzionare da abilitanti critici per le unità di guerriglia locali, essendo già addestrate per operare in piccoli gruppi, fornendo fanteria leggera esperta o specialisti medici, di sopravvivenza, di ingegneria e di armi a vantaggio della guerriglia (Wither, 2018). Il terreno della regione ha caratteristiche geografiche che possono essere sfruttate da truppe della resistenza ben addestrate, essendo sono presenti 7.000 laghi, numerose torbiere, paludi, fiumi e foreste: solo in Estonia le foreste coprono il 52.1% della superficie (CIA, 2022).

Sotto questo punto di vista l’Estonia rappresenta un esempio di come si può sviluppare una difesa totale basata sul ROC. Da quando il paese è tornato indipendente nel 1991, ha regolarmente subito varie forme di pressione politica, economica e militare da parte di Mosca, oltre ad un'intensa guerra dell'informazione, di intelligence e informatica (Praks, 2015). L’Estonia, come Stato e società, dovrebbero essere abbastanza forti da resistere alla pressione e limitare debolezze interne sfruttabili dall’avversario, attraverso un’adeguata governance per ridurre le criticità e garantire il buon il funzionamento delle strutture di sicurezza interna. Un elemento importante per aumentare la resilienza passa dal rafforzamento della coesione sociale, coinvolgendo i cittadini di lingua russa come avvenuto con il lancio di un canale televisivo pubblico in lingua russa (ERR News, 2015).

Una lezione appresa in seguito agli eventi del 2014 in Ucraina è che il paese attaccato deve reagire immediatamente. Per tale motivo l’Estonia ha fatto chiarezza tra le responsabilità e le linee di comando delle forze di sicurezza. A tale proposito, l'Estonia descrive la difesa totale come segue: "...il potenziale mentale, fisico, economico e di altro tipo delle strutture governative, dei governi locali, delle forze di difesa e dell'intera nazione deve essere in uno stato di costante preparazione per gestire una situazione di crisi e agire all'unisono per prevenire ed evitare il pericolo di attacchi e per preservare la nazione” (Estonica, 2022). Tale definizione è in linea con quanto previsto dal concetto di ROC.

Rimane il problema delle limitate risorse umane disponibili e, per farvi fronte, molte energie sono state dirette nell'organizzazione di difesa volontaria Kaitseliit (Lega di Difesa), composta anche da assistenti di polizia addestrati per compiti di sicurezza interna (Praks, 2015). I pianificatori della difesa estoni hanno compreso la necessità di aumentare la disponibilità di forze e capacità rapidamente utilizzabili, compreso l’impiego di organizzazioni come la Kaitseliit. Le forze così disponibili vanno viste nell’ottica di una strategia a "porcospino", con lo scopo di dissuadere un potenziale invasore che un conflitto sarebbe troppo costoso a lungo termine (Maher, Kitzen, 2022). Tra le altre azioni poste in atto dall’Estonia c’è anche la divulgazione di opuscoli con istruzioni su come prepararsi ad una crisi o su quale comportamento tenere in caso di guerra (Collins, Beehner, 2019).

Nel contesto degli Stati baltici, l’elemento clandestino del ROC ne costituisce una componente essenziale e sensibile, soprattutto di fronte ad un occupazione russa supportata da un apparato repressivo estremamente capace e pervasivo. Estonia, Lettonia e Lituania hanno vissuto l’occupazione russa e le operazioni di repressione del movimento di resistenza noto come i Fratelli della Foresta, un’azione di repressione particolarmente violenta nel periodo 1944-53. Di fatto, questo movimento di guerriglia anticomunista ha combattuto i sovietici fino a quando è stato effettivamente eliminato come entità organizzata (Fiala, 2020).

Figura 2, Martin Herem, “The Strategy and Activity of the Forest Brothers: 1947-1950,” Combatting Terrorism Exchange vol. 3. no. 3 1 August 2013.

L’obiettivo di un movimento di resistenza, soprattutto nel caso di invasione russa, è politico: il ripristino dello status quo antebellum. Eppure, come dimostra l’esperienza dei Fratelli della Foresta, la resistenza da sola non può liberare un paese. È necessario un intervento esterno per la liberazione, implicando che la resistenza deve poter sopravvivere abbastanza a lungo perché la NATO o le forze della coalizione possano dare il loro contributo (Stringer, 2021). Nel caso di quei paesi minacciati dalla Russia come i paesi baltici o nordici, la rete sotterranea stay-behind deve trovare l'equilibrio strutturale appropriato per sopravvivere, mantenendo la pressione sull'occupante e stabilendo le condizioni per un intervento esterno che porti alla liberazione del territorio occupato (Stringer, 2021).

La Origini della Resistenza Ucraina nei Territori Occupati dalla Russia dal 23 Febbraio 2022

Parti significative dell'Ucraina sono urbane, boscose o un mosaico di campi e foreste, adatte ad imboscate e attacchi minori a convogli, veicoli e avamposti, consentendo ai difensori di avvicinarsi a un bersaglio inosservati, colpire, scappare e nascondersi (CEPA, 2022). Tuttavia, la resistenza armata è un'attività violenta ad alto rischio ed una attività prolungata di questo tipo richiede pianificazione, struttura e organizzazione. La fattibilità di un'insurrezione prolungata nell'Ucraina occupata dipenderà dalla volontà di combattere, dal terreno, dalle armi e dal sostegno. Se i difensori sono disposti a sopportarne il peso, la Russia non può sperare di controllare l'intero territorio che attualmente occupa (CEPA, 2022).

Per far fronte a questa eventualità, fu presentato il 25 maggio 2021 il Disegno di Legge N°5557 sui “Fondamenti della Resistenza Nazionale”, mirante a formulare di una politica statale per l'organizzazione della resistenza quale parte della strategia di difesa collettiva (USCC, 2021). In apertura del testo legislativo, viene riportato “Questa legge definisce i principi legali e organizzativi della resistenza nazionale, le basi della sua preparazione e condotta, i compiti e i poteri delle forze di sicurezza e di difesa e altri soggetti definiti dalla presente legge in materia di preparazione e condotta della resistenza nazionale” (Verchovna Rada, 2021). Nel dettaglio la disposizione disciplina (Verchovna Rada, 2021):

  • Composizione, finalità e obiettivi della resistenza nazionale;
  • Fondamenti per la costruzione, organizzazione e conduzione del movimento di difesa e resistenza del territoriale;
  • La procedura per la formazione e l’organizzazione del personale delle unità militari delle Forze di difesa territoriale delle Forze armate dell'Ucraina, le formazioni volontarie delle comunità territoriali e il movimento di resistenza;
  • Poteri delle forze di sicurezza e di difesa, organi statali, governi locali sui temi della resistenza nazionale;
  • La procedura per la preparazione, il dispiegamento e la conduzione della difesa territoriale dell'Ucraina;
  • Finanziamento e supporto logistico della resistenza nazionale;
  • Protezione sociale e giuridica delle persone che partecipano alla resistenza nazionale;
  • Responsabilità per violazioni della legislazione e di altri regolamenti sulla resistenza nazionale.

Il Disegno di Legge N°5557 fu presentata in una conferenza dal titolo “Resistenza nazionale: una pietra angolare per la sicurezza dell'Ucraina” (USCC, 2021). Il comandante delle SOF ucraine, Maggiore Generale Hryhoriy Halahan, ha sottolineato l'urgenza di sviluppare il movimento di resistenza subordinato alle SOF ma, garantendo la protezione sociale e legale dei suoi membri mediante la legge "Sulla protezione sociale e legale dei militari e dei loro familiari" (USCC, 2021). Il Maggiore Generale Anatoliy Barhylevych, comandante della difesa territoriale, ha confermato che la disposizione permette lo sviluppo di una strategia nazionale di difesa totale. Parte importante del progetto è l'educazione militare-patriottica, mediante l'addestramento e la preparazione dei cittadini alle condizioni di vita nelle aree di conflitto, la formazione iniziale per gli studenti dell'istruzione secondaria e per coloro che hanno raggiunto i 18 anni di età e non prestano servizio militare (USCC, 2021). In fine l'attuazione del concetto di resistenza nazionale massimizzerà la forza dell'esercito ucraino. Ad esempio, le formazioni e le unità di difesa territoriale saranno coinvolte in compiti di protezione contro l'occupante nei loro territori di competenza, mentre il movimento di resistenza svolgerà nei territori occupati compiti speciali contro l’occupante e sotto il comando delle SOF (USCC, 2021). L’approccio proposto non è raggiungere la parità militare con la Federazione Russa ma organizzare una resistenza globale all'aggressore. La legge è stata adottata dalla Verchovna Rada a luglio del 2021 ed è entrata in vigore il 1° gennaio di quest’anno (Interfax Ukraine, 2022).

Con la costituzione delle Territorial Defense Force come branca indipendente, l'obiettivo era formare un nucleo di 10.000 professionisti militari entro marzo, con il compito di guidare una forza di 130.000 riservisti civili da ripartirsi in 25 Brigate e 150 Battaglioni (Kossov, 2022). Questa forza doveva situare le autorità locali a reagire alle tattiche ibride della Russia, proteggendo le principali infrastrutture civili e contrastando azioni da parte di agitatori o fiancheggiatori filorussi locali. Gruppi come Consiglio dei Riservisti prevedevano attività di addestramento durante il sabato (Kossov, 2022): difendere un obiettivo, tendere un'imboscata, assaltare un edificio, combattimento in ambiente urbano o nelle foreste. Sebbene sia stato possibile lavorare alla creazione della resistenza per solamente circa due mesi prima dell’invasione russa, i circa 400.000 ucraini che hanno preso parte alle operazioni nel Donbas tra il 2014 ed il 2022, forniscono un pool di combattenti esperti che possono sostenere una resistenza e guerra non convenzionale (Flanagan, Kepe, 2022). Inoltre, dal 2015 vari partner occidentali hanno addestrato l’esercito e le SOF ucraine presso lo Yavoriv Combat Training Center nell'Ucraina occidentale. Soprattutto per quanto riguarda le SOF, la formazione fornita ha migliorato in maniera consistente la l'interoperabilità e le capacità, tanto che nel 2019 il 140° Centro SOF dell'Ucraina è diventato la prima unità non NATO ad ottenere la certificazione SOF della NATO (CEPA, 2022).

Inizialmente le principali forme di resistenza si sono manifestate in forma non violenta, diffondendosi anche attraverso i social e favorendo una narrativa nazionale di una nazione che resiste all’invasore (Moriarty, 2022). Nei primi giorni del conflitto uno degli atti di resistenza non violenta messi in atto dalla popolazione, con un impatto diretto sulle operazioni russe, è stata l’aver manipolato o rimosso i cartelli stradali (Tingley, 2022). Altre attività di resistenza simili sono state le catene umane e i blocchi stradali improvvisati che rallentavano o deviavano i movimenti stradali russi (Dawson, 2022), o gli agricoltori ucraini che rubavano molti veicoli russi abbandonati (BBC News, 2022). Nella città di Kherson le prime manifestazioni pubbliche si sono avute a marzo (BBC News, 2022), diffondendosi in altre città e villaggi dell'oblast, nonostante i rischi. A seguito dell’occupazione di Kherson l’occupazione russa ha fatto ricorso a misure di dissuasione come il rapimento e la tortura di giornalisti, attivisti, funzionari pubblici e militari coinvolti nel conflitto in Donbas del 2014-15 (BBC News, 2022). Per intimidire e terrorizzare la popolazione, l'esercito russo ha ampliato la crisi umanitaria esistente nella regione di Kherson bloccando l'ingresso ai veicoli che trasportano cibo e medicine e ai convogli umanitari ucraini (Kudriavtseva, 2022). In ogni caso, la rabbia e le proteste conflittuali degli ucraini in molti casi hanno mandato in frantumi le illusioni di alcune truppe russe sull'accoglienza di un eroe, come confermato da vari prigionieri di guerra russi (Harding, 2022).

Con il prolungarsi del conflitto le azioni sono diventate più violente e mirate: identificare obiettivi russi per l'artiglieria ucraina e i razzi a lungo raggio forniti dagli Stati Uniti, sabotare in aria le linee ferroviarie e assassinare funzionari che considerano collaboratori dei russi (Kramer, 2022). Parti significative dell'Ucraina sono urbane, boscose o un mosaico di campi e foreste, adatte ad imboscate e attacchi minori a convogli, veicoli e avamposti, consentendo ai difensori di avvicinarsi a un bersaglio inosservati, colpire, scappare e nascondersi (CEPA, 2022). Nelle prime settimane dell'estate, il numero degli attacchi dei partigiani è aumentato nei territori occupati del sud ed in particolare a Kherson (Der Spiegel, 2022): a titolo di esempio in quest’aerea tra marzo e settembre si sono registrati quindici attacchi contro figure e strutture collegate con le autorità d’occupazione russe (Socor, 2022). Secondo fonti ucraine le singole celle sono tenute separate e non si conoscono, mentre le operazioni della Rukh Oporu (Movimento di Resistenza) sono coordinate da una Task Force inter-agenzia governativa e gestite sul campo dall’intelligence militare e dalle SOF (Kramer, 2022). Anche le SOF ucraine sono impegnate in questo tipo di operazioni di UW oltre le linee nemiche, soprattutto contro i convogli e le strutture logistiche militari russe nell’area di Kherson e Melitopol (CEPA, 2022).

Conclusioni

Nel corso della storia vari invasori si sono confrontati con il problema della resistenza opposta dall’avversario al di fuori delle normali operazioni militari: la campagna napoleonica in Spagna, i tedeschi durante la seconda guerra mondiale, i russi e gli statunitensi in Afghanistan, solo per citare alcuni esempi. Chi viene invaso ha dovuto resistere spesso con il proprio territorio in parte o completamente occupato dal nemico ed il governo costretto all’esilio. Nonostante queste difficoltà la resistenza è cresciuta grazie al sostegno popolare e l’assistenza di partner o alleati esterni. Un tipo di guerra adottato da molti Stati, spesso per fare fronte ad un avversario che disponeva di una preponderante superiorità nel confronto militare simmetrico, ricercando un confronto asimmetrico in cui potesse annullare la superiorità avversaria logorandone il morale e le capacità. Un approccio che però espone la popolazione invasa alle rappresaglie delle forze di occupazione, in una tipologia di conflitto che raggiunge elevati livelli di violenza e di distruzione. La popolazione rappresenta in un movimento di resistenza sia il pilastro principale della componete militare, purtroppo, anche uno dei soggetti coinvolti che si trova a subire i più elevati tassi di lutti, violenza e distruzione, come ci insegnano gli eventi dell’ultimo conflitto mondiale e della decolonizzazione che ne è seguita.

Nel momento storico in cui viviamo, questo approccio ad un potenziale conflitto è visto come uno strumento da parte di Stati con ridotte dimensioni territoriali e risorse militari, per massimizzare le sue capacità di resistenza mobilitando l’intera nazione. È il concetto di difesa totale, approccio tipico degli Stati scandinavi, in cui il governo, le forze armate e di sicurezza, la difesa civile e la popolazione cooperano per far fronte ad un’aggressione o ad una crisi esterna. Va ricordato, che tale approccio ha una valenza quale strumento di dissuasione verso un aggressore, comunicando e mostrando la volontà e la capacità di resistenza della nazione ed il costo che dovrebbero pagare delle truppe di invasione e/o occupazione.

Al ROC deve essere riconosciuto il merito di aver identificato alcune criticità riguardo ad un simile approccio. In primo luogo, i piccoli Stati non hanno alcuna possibilità contro la potenziale aggressione militare russa o cinese se cercano di combatterli in modo convenzionale. In secondo luogo, la resistenza è l'unico approccio di difesa logico per scoraggiare e potenzialmente sconfiggere l'occupazione. Terzo, i movimenti di resistenza hanno maggiori possibilità di successo quando vengono selezionati, organizzati, addestrati ed equipaggiati prima del conflitto piuttosto che durante un'occupazione. Quarto, le forze speciali di paesi alleati e partner dovrebbero essere coinvolte nella costruzione e nell'abilitazione delle capacità di resistenza di questi Stati.

Le nazioni sotto la chiara minaccia dei vicini devono rafforzare la resilienza nelle loro società. La resilienza è la volontà e la capacità di una nazione di resistere a pressioni esterne ed influenze, oltre che a possibili invasioni. La resilienza consente alle nazioni di riprendersi la propria autodeterminazione, essendo il fondamento fondamentale della resistenza. Tuttavia, oggi per sostenere un simile approccio serve anche un’assistenza esterna rapida, efficace e duratura, sia come deterrente che come aiuto concreto in caso di necessità. Quando la pianificazione della resistenza nazionale è integrata con alleati e partner che condividono gli ideali di sovranità nazionale, integrità territoriale e autodeterminazione, può diventare un messaggio potente contro un potenziale avversario. Per questo sviluppare l’interoperabilità e pratiche comuni con i potenziali alleati è un elemento fondamentale del ROC.

Nel caso dell’Ucraina, le lezioni apprese dalla sconfitta nel 2014-15 le hanno permesso, mediante l’assistenza dei partner ed alleati occidentali, di aumentare le capacità e la preparazione delle sue truppe e predisporre gli strumenti per predisporre adeguati strumenti di resistenza alle operazioni asimmetriche e ad una potenziale invasione di Mosca. Gran parte dell'improbabile successo dell'Ucraina contro un invasore molto più grande e più forte deriva dai suoi diligenti preparativi iniziati nel 2014, in seguito all'annessione russa della Crimea. L’approvazione della Legge sui Fondamenti della Resistenza Nazionale è stato lo strumento preposto a questo scopo, predisponendo la catena di comando, le risorse, gli obiettivi e la copertura legale per la difesa e la resistenza verso un’invasione. I preparativi compiuti nel poco tempo intercorso tra l’approvazione della legge e l’invasione russa sono stati sufficienti a permettere la conduzione di azioni di UW nell’Ucraina meridionale occupata da Mosca.

Le azioni di resistenza poste in atto dalle SOF e dai combattenti della Rukh Oporu rappresentano un segno della volontà ucraina di resistere e respingere l’invasione russa, per riottenere il controllo del territorio nazionale. Nel mondo globalizzato di oggi il successo di queste azioni che non possiamo verificare data la polarizzazione delle informazioni messa in atto dai contendenti, rappresentano anche uno strumento di comunicazione strategica per Kiev sia all’interno che all’esterno. La comunicazione è fondamentale per permettere ai governi di comunicare efficacemente alle loro popolazioni, occupate e non occupate, ai loro alleati e persino al pubblico dell'avversario per il successo nell'ambiente dell'informazione e contribuire anche a quello nell'ambiente fisico.

Il ROC è uno strumento ancora recente che ha richiesto anni per essere elaborato, sfruttando le esperienze delle varie strutture di resistenza nel 1940-45 e delle reti similari predisposte durante la Guerra Fredda. Gli strumenti per la sua realizzazione vengono realizzati da vari Stati tenendo conto delle loro caratteristiche ma nell’ottica di alleanze ed interoperabilità con partner ed alleati nel campo delle SOF, viste come moltiplicatori di forza e di capacità. Le lezioni apprese dagli sforzi di resistenza dell'Ucraina influenzeranno anche la preparazione in altri paesi che affrontano una minaccia simile, il che potrebbe significare che altre nazioni dovranno mettere a dura prova la loro pianificazione. Permetteranno di aggiornare piani, strategie e materiali, contribuendo alla sicurezza di altri paesi dimostrando gli alti costi necessari per una forza di invasione e/o occupazione per avere successo nel raggiungimento dei propri obiettivi.

La valutazione delle reali capacità impiegate dagli ucraini, a prescindere dal risultato finale del conflitto, non potrà essere effettuata ancora per molto tempo. Scrutando attraverso la fog of war possiamo intravedere una resistenza attiva che combatte un esercito invasore, le sue autorità di occupazione ed i loro collaboratori locali per riaffermare la propria indipendenza come popolo e come nazione, rappresentando così anche un esempio anche per altri paesi.

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