L’opinione pubblica turca

  Focus - Allegati
  21 marzo 2022
  7 minuti, 17 secondi

Autore: Mehmetcan Karakoyun

Da quando nel 1959 la Turchia ha presentato domanda di adesione alla Comunità economica europea (CEE), le relazioni tra l'Unione Europea (UE) e la Turchia hanno subito alti e bassi nel corso degli anni. Alla richiesta di adesione è seguita, il 12 settembre 1963, la firma di un accordo (comunemente noto come Accordo di Ankara) per creare un'associazione tra la Repubblica di Turchia e la Comunità economica europea, che puntava alla creazione di un’Unione Doganale. Le relazioni bilaterali tra le due parti subirono un arresto all'inizio degli anni '80 a causa del colpo di stato militare turco. Tuttavia, nel 1983, i rapporti furono completamente ripristinati con l'istituzione di una Nuova Costituzione mediante referendum pubblico. Nel 1987, la Turchia ha presentato la sua richiesta di adesione ufficiale all'UE. Nel 1995 e nel 1999 è stata costituita l'Unione Doganale tra le due parti. Nel dicembre 2004 il Consiglio Europeo ha avviato i negoziati che hanno portato nell'ottobre 2005 all’ottenimento, da parte della Turchia, dello status di candidato ufficiale per la piena adesione.

Quando sono iniziati i negoziati, le relazioni sembravano svilupparsi in maniera costante all'interno di un panorama politico coerente. Tuttavia, da quel momento le relazioni tra i due blocchi sono in fase di "stallo". Nel decennio precedente, la Turchia ha vissuto due eventi politici significativi: le proteste di Gezi nel 2013 e il tentativo di colpo di stato nel 2016. Vittima diretta di questi eventi politici interni sono state le relazioni UE-Turchia. Questi due eventi straordinari hanno decisamente plasmato l'opinione pubblica dell'UE verso una possibile piena adesione della Turchia.

Il sostegno dell'opinione pubblica turca all'adesione della Turchia all'UE è cambiato nel tempo. L'opinione pubblica in Turchia è molto sensibile agli sviluppi politici delle relazioni turco-europee e risponde a questi sviluppi positivamente o negativamente (Senyuva, 2018). Inoltre, alcuni sostengono che è molto probabile che il sostegno rimanga basso nel prossimo futuro, a meno che non ci sia un passo avanti concreto nelle relazioni Turchia-UE, a causa della grave erosione della fiducia nelle istituzioni dell'Unione Europea nell'opinione pubblica turca (Senyuva 2018).

L'opinione pubblica turca è estremamente instabile nei confronti dell'adesione all'UE. Ad esempio, secondo i dati del Transatlantic Trends Survey, la percentuale di cittadini turchi che credono che l'adesione sarebbe una cosa "buona" è scesa dal 73% nel 2004 al 38% nel 2010, e nel 2014 è risalita al 53% (Indagine sulle tendenze transatlantiche, 2014). Questo sondaggio non è l'unico, anche il sondaggio PEW conferma la volatilità di opinione del pubblico turco.

Come riportato nella tabella 1, la fluttuazione dell'opinione pubblica turca è uguale ai dati del Transatlantic Trends Survey. Inoltre, l’Eurobarometro costituisce il sondaggio più longevo in Turchia per le domande specifiche sull'integrazione europea e l'adesione della Turchia. Anche l'Eurobarometro sostiene la volatilità dell'opinione pubblica turca, così come i sondaggi precedenti. Tuttavia, è riscontrabile una differenza tra il PEW e l'Eurobarometro per quanto riguarda le domande, quindi emergono interpretazioni diverse. Mentre il PEW si chiede direttamente se l'individuo sostiene l'adesione, indagando sull'azione politica, l'Eurobarometro chiede invece i vantaggi dell'adesione all'UE, indagando sulla valutazione.

Tuttavia, c'è un consenso tra i giovani cittadini turchi di età compresa tra i 18 e i 24 anni. Secondo una ricerca realizzata dal German Marshall Fund degli Stati Uniti nel marzo-aprile 2021 tramite l'intervista a 2.000 persone di 29 città diverse, il 68,8% dei giovani cittadini turchi voterebbe a favore dell'adesione all'UE in caso di referendum. Inoltre, il 66,2% dello stesso gruppo ritiene che l'adesione all'UE sia una cosa "buona".

La stragrande maggioranza del pubblico nell'UE non sostiene l'adesione della Turchia e i dati stanno gradualmente diminuendo dal 1996.

La maggioranza dei cittadini europei non è favorevole all'eventuale adesione della Turchia, il che sicuramente crea pressioni sui responsabili politici e decisionali. La schiacciante riluttanza del pubblico dell'UE non può essere ignorata e le politiche dovrebbero essere formulate con moderazione o dovrebbero subire notevoli cambiamenti. La posizione della maggioranza dell'opinione pubblica nei confronti di questo caso danneggia definitivamente il processo di adesione della Turchia e i politici che sono favorevoli all'adesione esitano a esprimere le loro opinioni. Bulgaria e Romania hanno aderito all'UE nel 2007 nonostante le diffuse preoccupazioni dell'opinione pubblica sulla loro situazione. È improbabile che l'UE ripeta quella che molti hanno visto come una decisione prematura e impopolare (Barysch 2007).

Scomponendo questo quadro si possono scoprire alcune tendenze. Ad esempio, i cittadini più anziani e gli Stati membri dell'UE nord-occidentali sono più scettici rispetto ai cittadini dei nuovi membri e più sud-orientali. Inoltre, gli approcci governativi alla questione tendono ad essere notevolmente più positivi di quelli delle popolazioni (Lindgaard, 2018). Inoltre, nel periodo tra il 1996 e il 2010, la Turchia ha introdotto importanti riforme secondo i criteri di Copenaghen e ha apportato miglioramenti nel campo dei diritti umani, della libertà di parola, dell'uguaglianza di genere ecc. Tuttavia, l'opinione pubblica non sembra convinta degli sviluppi.

Vi sono differenze significative all'interno dell'Unione secondo i risultati dell'Eurobarometro. Innanzitutto, ad eccezione del Regno Unito, tutti i membri erano favorevoli all'allargamento nel 2011, ma l'opinione è cambiata drasticamente nel 2017. Solo Cipro, Slovacchia, Estonia, Irlanda e Regno Unito sono stati a sostegno di un ulteriore allargamento anche se con qualche leggera differenza, ma comunque contro l'adesione della Turchia di oltre il 50%. Un altro fatto saliente è che Cipro, Slovacchia ed Estonia sono diventati membri a pieno titolo nel 2004, quindi sono membri relativamente nuovi. Tutti gli altri membri sono contrari a qualsiasi ulteriore allargamento, quindi anche all'adesione della Turchia. L'unica eccezione è la Svezia, che non è a favore del processo di allargamento, ma a favore dell'adesione della Turchia del 52%. Questo alto tasso di approvazione svedese potrebbe essere spiegato da legami storici. La Svezia sembra avere una posizione anomala sulla questione dell'immigrazione e dell'integrazione date le relazioni storicamente relativamente forti con l'Impero Ottomano che risalgono alla prima metà del XVIII secolo e un forte sostegno all'adesione della Turchia da parte di importanti leader politici come Carl Bildt, una voce forte a sostegno dell'adesione (Lindgaard, 2018).

C'è una lunga storia tra i due paesi e le relazioni hanno subito numerosi alti e bassi, con più bassi che alti. Questi sono il riflesso degli sviluppi politici che sfociano nelle fluttuazioni dell'opinione pubblica. Tuttavia, l'UE sembra più costante nella propria opinione sull'adesione della Turchia, mentre l'opinione pubblica turca sembra essersi stancata di questo processo e aver perso le speranze nel tempo, cosa che si riflette alle urne o nei sondaggi.

All'inizio, l'opinione pubblica turca ha sostenuto in modo schiacciante l'adesione all'UE, ma le cose sono cambiate nel tempo a causa degli sviluppi politici. Negli ultimi anni l'UE ha ricevuto aspre critiche da parte del pubblico, e ora tutti i partiti (liberali o conservatori, di sinistra o di destra) sono in modo schiacciante contrari all'adesione ritenendo che, indipendentemente dalle riforme intraprese dalla Turchia, non le sarà mai concesso di diventare membro. Anche la gente pensa che la Turchia non diventerà mai un membro. Una ricerca condotta nel 2021 dimostra che i giovani sono favorevoli all'adesione all'UE e pensano che sia una buona cosa. Alla fine, l'UE ha perso un'enorme quantità di credibilità agli occhi dell'opinione pubblica turca che sarà difficile da riparare, qualora lo volesse.

D'altra parte, l'opinione dell'UE è costante riguardo alla propria disapprovazione. Nonostante i notevoli sforzi compiuti dalla Turchia per convergere verso i criteri di adesione, essa è diventata sempre più improbabile nel tempo. Tutti questi sforzi sembrano non riuscire a trovare una reazione positiva da parte del pubblico.

I governi possono anche essere meno scettici nei confronti di una possibile adesione ma l'opinione pubblica è un fattore determinante, che danneggerà negativamente le possibilità che la Turchia diventi membro in futuro. Non si può trascurare il peso dell'opinione pubblica quando è necessario prendere una decisione così importante. In questo caso entrambe le parti dovrebbero lavorare in sinergia per sbloccare questa situazione di stallo. La Turchia da un lato dovrebbe introdurre una strategia globale per riparare la sua immagine non solo all'interno del pubblico europeo ma anche all'interno della sfera internazionale. L'UE invece dall’altro lato dovrebbe aumentare la sua credibilità con azioni concrete piuttosto che vuote promesse se pensa che i pro superino i contro e che avere la Turchia tra i membri possa essere vantaggioso per tutte le parti coinvolte.

Traduzione di Simona Taravella

Fonti:

Francesco-Mayot, S. Should Turkey be Admitted into the European Union? The Debate. Monash European and EU Centre.

Lindgaard, J. (2018). EU Public Opinion on Turkish EU Membership: Trends and Drivers. FEUTURE Online Paper no.25.

Senyuva, O. (2018). Turkish Public Opinion and the EU Membership: Between Support and Mistrust. FEUTURE Online Paper No.26.

Barysch, K. (2007). What Europeans Think about Turkey and Why. Centre for European Reform Essays.

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