Il 6 dicembre a Montevideo è stato siglato un accordo economico tra la Commissione Europea e il mercato comune del Sud (Mercosur) di cui fanno parte Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay. Dopo oltre vent’anni di trattative, la Presidente Ursula von der Leyen ha siglato un accordo con i Capi di Stato delle maggiori economie sudamericane per creare un nuovo mercato di libero scambio tra l’Unione Europea e il Mercosur.
I punti fondamentali
Il patto economico sancisce la creazione di una delle più grandi zone di libero scambio a livello globale, che comprenderebbe oltre 700 milioni di persone e quasi il 25% del PIL mondiale. Tra le misure previste nel trattato vi sarebbe la progressiva eliminazione dei dazi doganali sul 90% dei prodotti commerciati tra le due aree economiche e una semplificazione burocratica per le procedure commerciali di importazione ed esportazione tra i due continenti. Secondo le stime di Bruxelles, una riduzione delle tariffe doganali potrebbe portare un risparmio alle imprese europee di oltre 4 miliardi di dollari all’anno. Settori chiave come quello meccanico, automobilistico, tessile e della moda beneficeranno di queste misure potendo entrare in un’area di mercato a cui finora non avevano avuto accesso. Infatti, le elevate imposte commerciali, la complessa burocrazia e il tasso di cambio rendevano il mercato sudamericano inaccessibile per le aziende europee che non avevano modo di competere economicamente con le realtà locali.
L’accordo prevede anche una serie di clausole inerenti alla tutela ambientale. Si prevede, infatti, l’obbligo vincolante di adottare misure per fermare la deforestazione a partire dal 2030. Inoltre, l’accordo economico può essere sospeso parzialmente o totalmente nel caso in cui una delle parti coinvolte si ritiri dall’accordo di Parigi sul clima disattendendo le politiche che mirano alla conservazione e alla tutela ambientale per rallentare il processo di cambiamento climatico.
Su richiesta del Mercosur è stato previsto anche un meccanismo di ribilanciamento che prevede la possibilità di richiedere l’intervento di una commissione per risolvere eventuali controversie nel caso in cui una delle parti dovesse ritenere che una misura adottata dalla controparte annulli o pregiudichi concretamente i benefici provenienti dall’accordo.
L’accordo desta preoccupazione
Nonostante i potenziali vantaggi economici, l'intesa raggiunta non è stata accolta da tutti con entusiasmo. Se per la Presidente von der Leyen si tratta di un “accordo ambizioso ed equilibrato” accolto di buon grado da Germania e Spagna, per Stati come Francia, Polonia e Austria invece rappresenta un possibile danno per i mercati nazionali che sarebbero sottoposti alla concorrenza d’oltreoceano.
Le preoccupazioni maggiori riguardano il settore agricolo europeo che, in seguito all’introduzione di prodotti sudamericani non vincolati da normative ambientali e sanitarie altrettanto stringenti, potrebbe perdere competitività in favore dei beni deperibili importati dal Mercosur. Questi timori sono stati presi in considerazione dalla Commissione che, infatti, avrebbe inserito nell’accordo una clausola di salvaguardia che permetterebbe di revocare temporaneamente le tariffe agevolate nel caso in cui si dovesse verificare un aumento eccessivo e dannoso per il mercato UE di importazioni agro-alimentari.
I benefici per l’Italia
In Italia, la conclusione dei negoziati ha suscitato reazioni contrastanti all’interno del Governo che non ha manifestato particolare entusiasmo per l’accordo che è stato etichettato dal Vicepresidente del consiglio Salvini come una “minaccia agli agricoltori”. La posizione del vicepremier Antonio Tajani si trova invece tra quelli che hanno accolto con favore la misura sperando in un duraturo e benefico impulso economico per molti settori del nostro Paese.
Per l’Italia, infatti, l’accordo tra la UE e il Mercosur presenta molti benefici e opportunità di crescita economica. Da un lato, le esportazioni italiane di macchinari, del settore automotive, e dei prodotti di lusso potrebbero crescere notevolmente, beneficiando della rimozione dei dazi e dell'accesso a un mercato finora insostenibile economicamente per via dalla burocrazia e dalle tariffe elevate.
Dall’altro lato, però, Coldiretti, Confagricoltura e la Cia si sono espresse negativamente sull’accordo condividendo i timori del settore agricolo europeo. Le preoccupazioni sollevate dalle associazioni agricole italiane riguardano soprattutto l’utilizzo di antibiotici e ormoni della crescita negli allevamenti sudamericani, così come l’impiego di pesticidi che in Europa sono vietati.
Secondo le stime, i produttori europei di carni bovine, pollame, riso, mais e zucchero sarebbero quelli destinati a subire un danno maggiore dalla liberalizzazione degli scambi. La Commissione europea, in seguito ai lunghi dialoghi con i rappresentanti del settore, sarebbe intenzionata a istituire un fondo economico da utilizzare come polizza assicurativa per gli agricoltori della UE.
Tuttavia, nell’ambito agroalimentare dei produttori di vino e di formaggio made in Italy, l’accordo offre opportunità significative. Con questo accordo, infatti circa 350 prodotti alimentari e bevande prodotti in Europa saranno protetti dalle imitazioni nel mercato del Mercosur. In totale, tra Dop e Igp, saranno tutelati 57 prodotti italiani tra cui rientrano formaggi come il Parmigiano Reggiano e il Gorgonzola, salumi come il Prosciutto di Parma e anche vini come il Barolo, aceti, pasta e ortaggi.
L’iter di approvazione
La conclusione dei negoziati a Montevideo costituisce solo il primo passo per l’approvazione e la ratifica di questo nuovo accordo economico internazionale. La Commissione europea, infatti, nei prossimi mesi presenterà dettagliatamente il nuovo accordo negoziato dalla Presidente von der Leyen e dovrà decidere le basi legali per la sua approvazione. Per aggirare il veto di Stati come la Francia, Polonia e Austria, è probabile che Palazzo Berlaymont decida di separare la parte economica – commerciale dell’accordo da quella politica. Così facendo, infatti, per l’approvazione della parte commerciale sarebbe sufficiente la maggioranza qualificata dei membri votanti, a differenza della necessaria unanimità nel caso di un accordo che comprenda anche l’aspetto politico.
Mondo Internazionale APS - Riproduzione Riservata ® 2024
Condividi il post
L'Autore
Jacopo Biagi
Categorie
Tag
EU Mercosur Economia mercato unico Sud America Europa Ursula Von der Leyen Commissione Europea agricoltura Francia Italia