A cura del dott. Pierpaolo Piras
L'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea (Brexit), formalizzata il 1° gennaio 2021, ha ridefinito radicalmente le dinamiche del commercio internazionale del vino, specie nell’Unione Europea.
Il Regno Unito rappresenta storicamente uno dei mercati di importazione più grandi e redditizi al mondo per i produttori europei, in particolare per Italia, Francia e Spagna.
L'introduzione di frontiere doganali, nuove normative e barriere non tariffarie ha modificato profondamente i flussi logistici, i costi operativi e le strategie di posizionamento dei singoli marchi.
La nuova burocrazia e i costi logistici
Il passaggio del Regno Unito allo status di "Paese terzo" ha eliminato la libera circolazione delle merci, introducendo una complessa infrastruttura burocraticarappresentata da :
• Dichiarazioni doganali: Ogni spedizione richiede ora documenti doganali di importazione ed esportazione, aumentando i costi amministrativi per ogni singolo lotto
• Certificazioni e controlli: L'introduzione di controlli sanitari e fitosanitari ha allungato i tempi di sdoganamento nei porti chiave come Dover ,Calais e Boulogne
• Costi di trasporto: I ritardi alle frontiere e la carenza di autisti di camion nel Regno Unito hanno causato un'impennata delle tariffe di spedizione
• Incertezza normativa: Le continue proroghe e modifiche nell'applicazione dei controlli doganali britannici hanno creato instabilità per i pianificatori logistici.
La Riforma delle Accise Britanniche (2023)
Oltre alla Brexit, il mercato è stato scosso dalla più profonda riforma del sistema di tassazione degli alcolici nel Regno Unito degli ultimi 140 anni, entrata in vigore ad agosto 2023.
Il Criterio Alcolico (ABV)
Il nuovo sistema non tassa più il vino in base alla categoria (es. fermo o frizzante), ma in base alla percentuale di alcool etilico/volume (ABV). Più la gradazione alcolica è elevata, maggiore è l'accisa applicata.
Più esattamente :
• Gradazione Alcolica Bassa (<11.5%)] -> Accise Ridotte -> Favorisce vini leggeri e spumanti• Gradazione Alcolica Alta (>13.5%)] -> Accise Elevate -> Penalizza i rossi più corposi e strutturati
Impatto sui Produttori Europei
• Vini Rossi Corposi: I vini provenienti da regioni calde (come il Primitivo di Manduria, i grandi rossi di Bordeaux o della Rioja), che superano facilmente i 14% o 15% ABV, hanno subito i rincari fiscali più pesanti.• Vini Bianchi e Spumanti: I vini a gradazione inferiore (come il Prosecco, il Pinot Grigio o il Vinho Verde portoghese) hanno beneficiato di una tassazione relativamente stabile o favorevole, consolidando la loro competitività sul mercato di massa.
Effetti sui Principali Paesi Esportatori UE
L'impatto della Brexit non è stato uniforme, ma ha colpito i diversi Paesi dell'Unione Europea in base al loro portafoglio prodotti e alla forza del loro marchio.
Italia
L'Italia ha mostrato una forte resilienza grazie alla popolarità del Prosecco, che domina il settore degli spumanti nel Regno Unito. La gradazione alcolica moderata delle bollicine italiane ha attutito l'impatto della riforma delle accise. Tuttavia, i produttori di vini rossi pregiati (Barolo, Brunello di Montalcino, Amarone) affrontano margini ridotti e devono riposizionarsi su fasce di prezzo ancora più alte (ultra-premium) per assorbire i costi fissi legati alla burocrazia.
Francia
La Francia ha risentito dell'aumento dei costi logistici soprattutto nella fascia medio-bassa del mercato. Nel segmento di lusso (Champagne, Grand Cru di Bordeaux e Pinot nero di Borgogna), la domanda britannica è rimasta solida. I consumatori ad alto reddito si sono dimostrati disposti ad assorbire gli aumenti di prezzo legati alle tariffe e alla burocrazia post-Brexit, confermando il Regno Unito come mercato cruciale per il valore complessivo dell'export francese.
Spagna
La Spagna ha subito una pressione notevole sui suoi vini rossi tradizionali, come la Rioja e la Ribera del Duero, storicamente molto apprezzati dai consumatori britannici ma penalizzati dalle nuove accise sul grado alcolico. Questo ha spinto i produttori spagnoli a investire maggiormente sulla promozione di vini bianchi freschi a minore gradazione, come l'Albarino della Galizia, o sulla spumantistica (Cava), cresciuta notevolmente sotto il profilo qualitativo negli ultimi anni.
L'Aumento della Concorrenza Internazionale
La Brexit ha spinto il Regno Unito a cercare nuovi accordi commerciali bilaterali al di fuori del blocco UE, modificando i rapporti di forza sul mercato interno.
• Accordi di Libero Scambio (FTA): Londra ha siglato accordi commerciali strategici con Australia e Nuova Zelanda. Questi accordi prevedono la progressiva eliminazione dei dazi sull'importazione di vino da questi Paesi.
• Il Vantaggio del "Nuovo Mondo": I produttori australiani e neozelandesi beneficiano ora di un accesso semplificato e meno burocratico rispetto ai concorrenti europei
• I vini bianchi della Nuova Zelanda (Sauvignon Blanc) e i rossi dell'Australia competono aggressivamente sugli scaffali dei supermercati britannici, erodendo quote di mercato alle denominazioni d'origine protetta europee nella fascia di prezzo retail (sotto le 10 sterline).
Cambiamenti nel Comportamento del Consumatore Britannico
Il contesto economico post-Brexit, combinato con l'inflazione globale degli ultimi anni, ha trasformato le abitudini di acquisto nel Regno Unito.
• L’ offerta “Premium” vs. il risparmio: Si osserva una polarizzazione del mercato. Da un lato, i consumatori acquistano meno vino ma di qualità superiore (bere meno, bere meglio). Dall'altro, la fascia media soffre la contrazione del potere d'acquisto, spingendo i consumatori verso i marchi del distributore (private label) dei discount come Aldi e Lidl
• Tendenza Low/No Alcool: La riforma delle accise basata sul tenore alcolico ha accelerato enormemente il trend dei vini a basso contenuto alcolico o totalmente analcolici. I produttori che riescono a offrire prodotti di qualità sotto l'8% ABV trovano canali distributivi preferenziali e un forte interesse da parte del pubblico più giovane.
• Il Boom del Vino Britannico (English Sparkling Wine): Le barriere all'importazione e il cambiamento climatico hanno dato una spinta senza precedenti alla produzione vinicola locale, in particolare nel sud dell'Inghilterra.
Gli spumanti inglesi, prodotti con il metodo classico e vitigni simili a quelli dell’ AOC Champagne, vengono ora promossi attivamente come alternativa sostenibile e più "patriottica" ai vini d'importazione, nonostante la loro sostenuta acidità.
Strategie di Adattamento per le Cantine Europee
Per mantenere la propria quota di mercato nel Regno Unito, i produttori e gli esportatori europei hanno dovuto implementare nuove strategie operative e commerciali.
Il mercato Europeo del vino vive comunque un periodo di transizione sia per la Brexit che per la diffusa e dannosa politica internazionale dei dazi.
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