Escalation tra Hezbollah e Israele: l’Unione Europea chiede un cessate il fuoco

Le relazioni tra Unione Europea, Libano e Hezbollah

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  Valentina Cannito
  05 ottobre 2024
  4 minuti, 54 secondi

Poco prima dell'invasione terrestre di Israele in territorio libanese, i ministri degli Esteri dell'Unione Europea avevano chiesto un "cessate il fuoco" tra Hezbollah e Israele. Il capo della diplomazia europea, Josep Borrell, al termine dei colloqui d'emergenza con i ministri degli Esteri del blocco, aveva dichiarato: "La sovranità di Israele e del Libano deve essere rispettata e qualsiasi ulteriore intervento militare aggraverebbe drammaticamente la situazione, motivo per cui deve essere evitato". Aveva poi aggiunto: "Siamo profondamente preoccupati per il rischio di un'ulteriore escalation del conflitto in tutta la regione e invitiamo tutte le parti a mostrare moderazione per favorire una de-escalation".

Tuttavia, la riunione ministeriale dell'UE si è svolta in maniera informale, senza produrre decisioni ufficiali sulla risposta del blocco all'intensificarsi delle ostilità. Le profonde divisioni tra gli Stati membri dell'Unione riguardo al conflitto in Medio Oriente, esploso con la guerra a Gaza iniziata lo scorso ottobre, hanno limitato il peso diplomatico dell'UE nella regione.

Nonostante gli appelli, poche ore dopo, le truppe israeliane hanno fatto incursione in Libano, coperte da raid aerei che hanno colpito massicciamente il sud del Paese. Il governo di Benyamin Netanyahu ha assicurato che l'operazione sarebbe stata "più contenuta" rispetto alle previsioni iniziali, con l'obiettivo di neutralizzare la minaccia rappresentata da Hezbollah, che continua a lanciare razzi e missili verso il nord di Israele.

Borrell ha poi ribadito l'impegno dell'Unione Europea nel sostenere le autorità libanesi e ha sottolineato l'importanza degli sforzi in corso per fornire aiuti umanitari essenziali alla popolazione.

Quali sono le relazioni tra UE e Libano?

Le relazioni tra Libano e Unione Europea si fondano sull’accordo di associazione UE-Libano, entrato in vigore nel 2006, sulle priorità del partenariato UE-Libano del 2016 e sul patto UE-Libano, il quale ha l’obiettivo di affrontare l’impatto della crisi siriana sul paese.

L’accordo di associazione stabilisce il quadro delle relazioni commerciali bilaterali che ha portato alla progressiva liberalizzazione del commercio delle merci. L'accordo è parte della Politica Europea di Vicinato (PEV), che mira a rafforzare le relazioni con i paesi vicini all'UE, promuovendo riforme politiche ed economiche.

Le priorità del partenariato, invece, si concentrano sui seguenti aspetti:

  • promuovere la crescita e la creazione di posti di lavoro;
  • promuovere la governance locale e lo sviluppo socioeconomico;
  • promuovere lo Stato di diritto e rafforzare la sicurezza.

La cooperazione tra l'UE e il Libano include un supporto mirato al rafforzamento delle capacità istituzionali e misure a favore della società civile. Infatti, Beirut collabora con Bruxelles per rafforzare le istituzioni democratiche, lo stato di diritto e la governance. Il Libano è anche un interlocutore importante per l'UE nel contesto della sicurezza regionale, data la sua vicinanza a Siria e Israele, e l'influenza di gruppi come Hezbollah. Di conseguenza, l'UE è uno dei principali donatori di aiuti umanitari e sviluppo per il Libano.

Il sostegno finanziario dell'Unione è particolarmente rilevante in contesti di crisi, come la guerra civile siriana, che ha portato un numero massiccio di rifugiati siriani nel Paese. Il Libano ospita oltre un milione di rifugiati e l'UE fornisce assistenza sia per i rifugiati che per le comunità locali colpite dall'emergenza.

Il Libano beneficia dei finanziamenti del "Fondo Madad", il Fondo fiduciario regionale dell'Unione Europea creato in risposta alla crisi siriana. Nel dicembre 2020, l'UE ha annunciato il lancio di un "programma di riforma, ripresa e ricostruzione", sviluppato in collaborazione con le Nazioni Unite e la Banca Mondiale, con l'obiettivo di "ricostruire un Libano migliore". Questo piano si basa sui principi di trasparenza, inclusione e responsabilità. Tuttavia, oltre a una ripresa incentrata sul benessere della popolazione, il consistente sostegno dell'UE alla ricostruzione di un Libano democratico, inclusivo e prospero rimarrà legato ai progressi concreti nelle riforme indispensabili.

L’UE e Hezbollah

Le relazioni tra l'Unione Europea e Hezbollah sono complesse e segnate da una serie di questioni politiche e di sicurezza che derivano dal ruolo che Hezbollah ha in Libano e nel più ampio contesto del Medio Oriente. Nel 2013, l'UE ha ufficialmente classificato l'ala militare di Hezbollah come un'organizzazione terroristica. Questa decisione è stata presa in seguito a diversi episodi di violenza attribuiti al gruppo, tra cui un attentato nel 2012 in Bulgaria, in cui un attacco ad un bus causò la morte di cinque turisti israeliani e un cittadino bulgaro.

Tuttavia, l'intensificazione diplomatica e l'unità europea si devono anche, e forse soprattutto, ai cambiamenti nel contesto siriano. Hezbollah, fondato nel 1982 durante il primo conflitto israelo-libanese, è da sempre un alleato del regime di Bashar al-Assad (presidente della Siria). Il movimento ha preso parte attiva e militare nella guerra in Siria, sostenuto anche dalle forze iraniane dei Pasdaran. Questo coinvolgimento ha contribuito a destabilizzare il Libano, dove alcune fazioni sostengono invece i ribelli siriani, e ha allontanato una larga parte del mondo islamico sunnita, che fino a quel momento vedeva Hezbollah principalmente come un difensore contro Israele.

La designazione dell'ala militare di Hezbollah come organizzazione terroristica ha avuto conseguenze importanti, permettendo all'UE di imporre sanzioni mirate, come il congelamento di beni e restrizioni finanziarie, nei confronti dei membri coinvolti. Tuttavia, l'UE ha mantenuto una distinzione tra l'ala militare di Hezbollah e la sua ala politica, che ha rappresentanti eletti nel Parlamento libanese e gioca un ruolo di rilievo nel governo del Libano. In questo modo si mantiene la possibilità di collaborare con i rappresentanti istituzionali e governativi del partito sciita.

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L'Autore

Valentina Cannito

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Israel lebanon Hezbollah