Translated by Silvia Faletto B.
Oggi va molto di moda ordinare il cibo a domicilio, magari perché non abbiamo voglia o tempo di cucinare, oppure abbiamo ospiti a casa e non sappiamo proprio cosa mettere in tavola.
A tutti è capitato di arrivare a casa la sera dopo il lavoro ed essere troppo stanchi per mettersi a cucinare, oppure di voler solo passare una serata davanti alla televisione, a guardare un bel film o la serie tv preferita mentre gustiamo una cenetta sul divano, e quindi ecco che il Delivery diventa la scelta migliore.
Afferma l'esperto Giorgio Donegani che "il fatto di potersi limitare a pochi clic del mouse per scegliere il ristorante, decidere il menu e pagarlo direttamente online, contribuisce a rendere ancora più attraente il food delivery, e a farne un’abitudine destinata a rimanere anche una volta superata la pandemia", ma di solito l'ultima cosa a cui pensiamo è la qualità del cibo che abbiamo appena ordinato.
Purtroppo, quando si tratta di ordinare cibo, spesso la pigrizia vince su tutto. Guardiamo più alla velocità di consegna che alla qualità, accettando il rischio di trovare nel piatto qualcosa che non è proprio di nostro gusto, per cui alla fine ci potremmo pentire della nostra scelta. Pensando al cibo a domicilio, automaticamente ci viene in mente la velocità di consegna, caratteristica che va oltre la qualità del pasto: siamo disposti a consumare cibo di scarsa qualità, purché ci venga portato a casa rapidamente.
Considerando che i maggiori acquirenti di Food delivery sono "giovani tra i 18 e i 34 anni (57% vs 47% del totale), o quando si è soli in casa (39%), mentre i più adulti, con un'età compresa tra i 35 e i 54 anni, sono quelli che invece più si affidano a questo servizio quando lavorano in ufficio (10% vs 7% del totale popolazione)", ecco che si pone il problema del cibo spazzatura che si rischia di ingerire se non si sta attenti alla qualità.
I pochi semplici clic rendono molto semplice ordinare cibo a domicilio: tale facilità ci porta spesso a basarci solo su una foto - che solitamente non sappiamo neanche se sia vera oppure no, a dimenticare le buone abitudini alimentari e a scegliere cibo non sicuro e poco sano solo perché la consegna è veloce, con il risultato che, alla fine, aumentano i problemi gastrici e le intolleranze alimentari.
Cibo a domicilio non controllato e malsano vuole dire anche inquinamento. Basta pensare al tragitto del rider per arrivare fino a casa nostra, ai contenitori di solito in plastica usati per gli alimenti, a tutto l'avanzo che, se non viene consumato, diventa un grande spreco alimentare.
La pratica del Delivery ci ha abituati a grandi quantità di cibo disponibili a qualsiasi ora e in brevissimo tempo. Oggi conta di più la velocità che la qualità, lo abbiamo già detto, senza considerare il problema dell'inquinamento che produce, di tutto il male che facciamo a noi stessi, alla natura e all'ambiente.
Inoltre, bisogna anche fare molta attenzione ai possibili batteri contenuti nelle pietanze: non sappiamo se e come i rider conservano gli alimenti che trasportano. A volte basta anche solo una frenata brusca, un urto accidentale, e quando viene consegnato il cibo è già guasto. Non sappiamo se gli zaini in cui i rider tengono gli alimenti sono puliti, se vengono accuratamente sterilizzati e disinfettati ogni giorno, non sappiamo se i contenitori sono davvero ermetici. È già successo che alcuni clienti si siano lamentati per contenitori deformati o sporchi.
Certo, è difficile accertare la pulizia e la buona fede di un rider o di chi ha preparato il pasto, ma sappiamo che "sul fondo e sulle pareti laterali del box sono state trovate più di 200 colonie di batteri”. Per questo, dare un'occhiata a chi si occupa del trasporto degli alimenti, alla pulizia e mantenere comportamenti corretti quando si maneggia il cibo é sempre una buona abitudine.
Secondo un’indagine del Gambero Rosso “nessuno si occupa sistematicamente del controllo igienico sanitario degli alimenti nella fase del loro trasporto”. Per questo, la questione dell’igiene deve essere tenuta in grande considerazione, così come ci si deve preoccupare dell’ambiente e della natura: ogni contenitore in plastica non smaltito correttamente può creare gravi danni a piante e animali.
In conclusione, si può dire che la food delivery presenta diversi problemi, specialmente quando ci sono scarsa pulizia e mancanza di igiene, quando gli alimenti consegnati sono costituiti esclusivamente da cibo spazzatura, quando vengono usati contenitori inquinanti in plastica. Tuttavia, può anche essere parte della soluzione, se si presta la dovuta attenzione a pulizia, promozione di una sana alimentazione e contenitori per il trasporto non inquinanti.
Per cambiare le cose basta poco, ma bisogna volerlo.
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L'Autore
Valeria Fraquelli
Mi chiamo Valeria Fraquelli e sono nata ad Asti il 19 luglio 1986. Ho conseguito la Laurea triennale in Studi Internazionali e la Laurea Magistrale in Scienze del governo e dell’amministrazione presso l’Università degli Studi di Torino. Ho anche conseguito il Preliminary English Test e un Master sull’imprenditoria giovanile; inoltre ho frequentato con successo vari corsi post laurea.
Mi piace molto ascoltare musica in particolare jazz anni '20, leggere e viaggiare per conoscere posti nuovi ed entrare in contatto con persone di culture diverse; proprio per questo ho visitato Vienna, Berlino, Lisbona, Londra, Malta, Copenhagen, Helsinki, New York e Parigi.
La mia passione più grande è la scrittura; infatti, ho scritto e scrivo tuttora per varie testate online tra cui Mondo Internazionale. Ho anche un mio blog personale che tratta di arte e cultura, viaggi e natura.
La frase che più mi rappresenta è “Volere è potere”.
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