AFRICA SUB SAHARIANA
AMERICA DEL NORD
AMERICA LATINA E CARAIBI
ASIA ED ESTREMO ORIENTE
ECONOMIA E FINANZA INTERNAZIONALE
EUROPA OCCIDENTALE E UNIONE EUROPEA
EUROPA ORIENTALE E RUSSIA
MEDIO ORIENTE E NORD AFRICA (MENA)
TERRORISMO E SICUREZZA INTERNAZIONALE
AFRICA SUB SAHARIANA
Gabon, i cittadini al voto per il primo presidente dopo il colpo di Stato del 2023. Sabato si sono svolte le elezioni presidenziali in Gabon, le prime dopo il colpo di Stato militare del 2023 che ha posto fine a oltre 50 anni di dominio della famiglia Bongo. L’attuale presidente ad interim, il generale Brice Oligui Nguema, è il favorito per ottenere un mandato di sette anni, dopo essersi proclamato candidato in seguito all’adozione di una nuova costituzione. Oltre 920.000 elettori sono stati chiamati alle urne in un clima pacifico. Il principale sfidante è Alain Claude Bilie-By-Nze, ex premier sotto Bongo, che ha denunciato irregolarità e accusato i militari di non aver mantenuto le promesse di riforma. Nguema ha dichiarato che il voto è stato trasparente e punta a rafforzare la sua legittimità. I risultati sono attesi entro domenica.
Sudan, strage nei campi profughi in Darfur: oltre 100 morti. Almeno 100 persone, tra cui 20 bambini e 9 operatori umanitari, sono state uccise in un attacco delle Forze di Supporto Rapido (RSF) contro i campi per sfollati di Zamzam e Abu Shouk, nel Darfur settentrionale. Lo ha denunciato l’ONU, definendo l’azione “una brutale escalation” della guerra in corso. L’assalto, durato due giorni, ha colpito mercati, cliniche e rifugi di fortuna, causando anche la fuga di oltre 2.400 persone da el-Fasher. I due campi ospitano più di 700.000 sfollati e si trovano in aree colpite dalla carestia. Relief International, l’unica ONG ancora operativa a Zamzam, ha confermato la morte di nove suoi membri in un attacco mirato alla struttura sanitaria. La RSF ha negato ogni responsabilità, parlando di video manipolati dall’esercito.
Mozambico, governo approva l’investimento da 7,2 miliardi di Eni per il progetto Coral Norte LNG. Il governo del Mozambico ha approvato un investimento da 7,2 miliardi di dollari per il progetto Coral Norte di gas naturale liquefatto (LNG), promosso dall’italiana Eni nel bacino offshore di Rovuma. La nuova piattaforma galleggiante produrrà 3,5 milioni di tonnellate l’anno, con avvio previsto nel secondo trimestre del 2028. Si tratta della seconda fase di sviluppo del giacimento Coral, dopo Coral Sul, già operativo dal 2022. Il piano prevede sei pozzi produttivi e una durata di 30 anni. Il CEO di Eni, Claudio Descalzi, ha confermato l’impegno a rafforzare la cooperazione con il Mozambico, puntando a inserirlo tra i principali attori globali nel settore LNG.
Giulio Ciofini
Stati Uniti d’America, “invasione mimetizzata” di Panama. Dopo una visita di tre giorni del Segretario della Difesa americano Pete Hegseth a Panama, Donald Trump ha confermato di aver inviato personale militare nel paese dell’America centrale: “Abbiamo spostato molte truppe a Panama” ha dichiarato ai giornalisti. Hegseth ha spiegato che la crescente presenza militare americana è funzionale a “mettere in sicurezza il Canale di Panama dall’influenza cinese”. Nonostante il governo panamense abbia rassicurato che si tratti di un accordo temporaneo, Ricardo Lombada, leader del partito d’opposizione, ha definito la situazione un’“invasione mimetizzata”.
(Lorenzo Graziani)
Stati Uniti d’America, Corte Suprema: Trump deve rimpatriare uomo deportato per errore. Giovedì scorso, la Corte Suprema ha ordinato all'amministrazione presidenziale di facilitare il rilascio e il ritorno negli Stati Uniti di Kilmar Armando Abrego Garcia. A marzo Garcia era stato erroneamente deportato a El Salvador, suo paese d’origine, anche se il suo status legale negli Stati Uniti, dove viveva da 15 anni, era protetto dall’ordinanza di un giudice dell’immigrazione che nel 2019 aveva evidenziato la pericolosità di un suo eventuale ritorno nel paese centroamericano. Nelle ultime settimane il caso di Garcia aveva fatto molto scalpore mediatico, con i detrattori di Trump che sottolineavano il carattere repressivo e anticostituzionale della traiettoria anti-immigrazione scelta dal Presidente, la cui amministrazione stessa aveva ammesso l’errore giustificandolo come un errore amministrativo.
(Giovanni Ferrazza)
Colloqui USA-Iran, “atmosfera positiva” per il nucleare. Recentemente, l'amministrazione Trump ha avviato colloqui indiretti con l'Iran sul programma nucleare, con l'Oman nel ruolo di mediatore. Il 12 aprile 2025, a Muscat, si sono incontrati il rappresentante statunitense Steve Witkoff e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, segnando il più alto livello di contatto tra i due Paesi da anni. Le discussioni mirano a prevenire lo sviluppo di armi nucleari da parte dell'Iran, con gli Stati Uniti che chiedono misure di monitoraggio rigorose, mentre l'Iran insiste sulla fine delle sanzioni economiche da parte degli stati occidentali.
(Bianca Colli)
Lorenzo Graziani, Giovanni Ferrazza e Bianca Colli
AMERICA LATINA E CARAIBI
Messico, la presidente Sheinbaum risponde con un piano per lo sviluppo del mercato interno all’“uragano Trump”. I dazi annunciati dal presidente statunitense colpiscono il Paese, imponendo tariffe su acciaio e alluminio, mentre oltre il 50% delle esportazioni automobilistiche non coperte dal TMEC, l’accordo di libero scambio tra USA, Messico e Canada, sarà soggetto a tariffe del 25%. La risposta della presidente messicana, Claudia Sheinbaum, è stata duplice. Già il 4 aprile ha presentato il Plan México volto a rendere il Paese più autosufficiente in settori chiave come quello automobilistico, farmaceutico e petrolchimico, aumentando anche gli investimenti nelle infrastrutture pubbliche e per stimolare la creazione di nuovi posti di lavoro. Parallelamente, Sheinbaum ha scelto per il momento di non imporre dazi reciproci, poiché il Messico beneficia ancora delle condizioni del TMEC. Il 7 aprile ha infatti dichiarato che il rispetto dell’accordo pone il Paese in una posizione vantaggiosa e lascia sperare ad un confronto costruttivo.
Vertice CELAC in Honduras, progressi simbolici ma poche misure concrete. Il nove aprile 2025 si è concluso a Tegucigalpa il IX summit della Comunità degli Stati Latino Americani e Caraibici (CELAC). La presidente dell'Honduras, Xiomara Castro, ha accolto i presidenti e capi di governo di 33 Paesi, con l’intento di rafforzare l’integrazione regionale, soprattutto a fronte dell’imposizione di dazi dell’amministrazione Trump. Tra i temi principali affrontati figurano la transizione energetica, le migrazioni, i sistemi sanitari, la sicurezza alimentare e il cambiamento climatico ed altri. Nonostante la firma della Dichiarazione di Tegucigalpa da 30 Paesi e il passaggio della presidenza temporanea della CELAC al presidente colombiano Gustavo Petro, il vertice si è concluso senza l’adozione di misure concrete per affrontare con un approccio unitario le principali sfide della regione.
Nicole Mancinelli
ASIA ED ESTREMO ORIENTE
Cina, nonostante le energiche contromisure non viene negata la possibilità di un dialogo con gli Stati Uniti. Pechino, sin dall’inizio della guerra commerciale, ha dimostrato di non volersi piegare alle “tariffe reciproche” imposte da Trump. Rispondendo colpo su colpo, la RPC ha infatti imposto i propri dazi alle merci americane, inizialmente pari al 34% e incrementati poi all’84% e ora al 125%, ha introdotto restrizioni all’esportazione di alcuni prodotti legati alle terre rare e ha inoltre vietato le esportazioni per una serie di aziende statunitensi. Tuttavia, come affermato nel libro bianco China’s Position on Some Issues Concerning China-US Economic and Trade Relations pubblicato mercoledì dal State Council Information Office, la Cina riconosce i mutui benefici derivanti dagli scambi tra le due potenze e si dichiara quindi disposta a risolvere le differenze in ambito economico e commerciale attraverso la cooperazione e il dialogo, purché basati sui principi di equità e uguaglianza.
(Antonella Franzelli)
Giappone e NATO rafforzano la cooperazione per la sicurezza globale. In occasione della sua prima visita ufficiale in Giappone, il Segretario Generale della NATO Mark Rutte ha sottolineato l'importanza di una cooperazione globale per affrontare le sfide comuni alla sicurezza, evidenziando il legame strategico tra l’Alleanza e Tokyo. Al fianco del premier giapponese Shigeru Ishiba, Rutte ha denunciato l'aggressione russa in Ucraina, l’espansione militare della Cina vicino a Taiwan e la crescente collaborazione tra Mosca e Pyongyang. Nel comunicato congiunto dello scorso 9 aprile, NATO e Giappone ribadiscono l’impegno per un Indo-Pacifico libero e aperto, contro ogni tentativo unilaterale di alterare lo status quo. Accolta con favore la volontà del Giappone di aumentare la spesa militare al 2% del PIL entro il 2027 e rafforzare la cooperazione in ambiti come difesa cibernetica, tecnologie avanzate e interoperabilità.
(Valeria Picciolo)
La Cina porta i dazi sugli USA al 125%, e non intende alzarli ancora. Venerdì 11 aprile, il Ministero delle Finanze cinese ha annunciato che la Cina alzerà i dazi sui prodotti americani dall’84% – dato che era stato annunciato negli scorsi giorni – fino al 125%. Definendo i continui rialzi dell’amministrazione Trump “uno scherzo”, il Ministero delle Finanze ha anche chiarito che non seguiranno altri aumenti, “dato che i beni americani non sono più commerciabili in Cina con gli attuali dazi”. La decisione arriva nel pieno della guerra commerciale a cui Trump ha dato inizio, portando i dazi americani sui prodotti cinesi al 145%. I due paesi sono oramai nel pieno di un processo di decoupling vero e proprio. Ad esempio, l’Amministrazione Cinematografica Nazionale cinese ha annunciato che verranno rilasciati meno film hollywoodiani, mentre una direttiva dell’Ambasciata americana in Cina sembra aver vietato al personale diplomatico americano “relazioni sessuali o romantiche” con persone cinesi.
(Leonardo Di Girolamo)
Corea del Sud, Yoon formalmente rimosso dall’incarico.La Corea del Sud si prepara a voltare pagina dopo che la Corte Costituzionale ha rimosso all’unanimità il presidente Yoon Suk Yeol, mettendo così fine a una lunga crisi istituzionale. Nel verdetto, i giudici hanno ritenuto Yoon colpevole di aver "violato l’ordine costituzionale" e "tradito la fiducia del popolo", a seguito del controverso ordine con cui aveva inviato l’esercito a occupare il Parlamento durante il suo tentativo di instaurare la legge marziale. Ora il Paese entra in una fase di transizione: fino allo svolgimento delle elezioni presidenziali, previste entro 60 giorni come stabilito dalla legge, non ci sarà un presidente eletto alla guida del governo. In vista del voto, il leader dell’opposizione Lee Jae-myung appare in netto vantaggio: dovrebbe ottenere la candidatura del Partito Democratico di Corea ed è in testa in tutti i sondaggi. Al contrario, nessun candidato di rilievo si è ancora affermato all’interno del partito di Yoon.
(Francesco Oppia)
India, 19enne denuncia stupro di gruppo da parte di 23 uomini in 7 giorni. Secondo la denuncia presentata dalla madre alla polizia, la ragazza è stata attirata in diversi luoghi - bar, hotel, magazzini - dove è stata drogata, trattenuta con la forza e ripetutamente abusata. Finora sei sospetti sono stati arrestati, mentre le indagini proseguono per identificare gli altri responsabili. Gli episodi di violenza sono iniziati la notte del 29 marzo e si sono susseguiti fino al 3 aprile, con diversi gruppi di uomini coinvolti. In alcuni casi, la vittima è stata stordita con cibo contaminato o droghe. Le autorità hanno registrato un FIR (rapporto di primo intervento) e aperto un procedimento penale in base al Bharatiya Nyaya Sanhita (BNS). Le leggi contestate agli imputati includono: Art. 70(1): stupro di gruppo; Art. 74: oltraggio al pudore femminile; Art. 123: somministrazione di sostanze nocive; Art. 126(2): ostruzione del movimento; Art. 127(2): sequestro di persona; Art. 351(2): minaccia criminale. L’identità della vittima è protetta secondo le direttive della Corte Suprema.
(Ratì Mugnaini Provvedi)
Ratì Mugnaini Provvedi, Francesco Oppia, Leonardo Di Girolamo, Antonella Franzelli, Valeria Picciolo
ECONOMIA E FINANZA INTERNAZIONALE
Dazi, USA contro tutti. Donald Trump ha annunciato l’introduzione di dazi del 10% sulle importazioni negli USA a partire dal 9 aprile. Le tariffe doganali applicate alla Cina, già soggette a imposte del 20%, aumenteranno di un ulteriore 34%, raggiungendo un'imposizione complessiva pari al 54%. L’UE dovrà affrontare tariffe del 20%, il Giappone del 24%, mentre il Regno Unito del 10%. I dazi medi americani saliranno così al livello più alto degli ultimi 100 anni. Queste misure, finalizzate secondo Trump a rilanciare la manifattura interna e a ridurre la tassazione, hanno provocato un crollo generalizzato sui mercati mondiali, con cali superiori al 10%, e hanno fatto scendere i rendimenti dei bond statunitensi e giapponesi, spingendo l'oro ai massimi storici, segno di una fuga verso asset rifugio. La Casa Bianca ha escluso dai nuovi dazi alcune categorie come l'energia, i minerali non disponibili negli USA, l'oro e i beni già soggetti a imposte precedenti, mentre Messico e Canada, firmatari del trattato USMCA, resteranno esenti.
Dazi, il crollo dei mercati. I mercati statunitensi hanno subito un tracollo senza precedenti dal periodo più critico della pandemia, bruciando in una sola seduta 2.500 miliardi di capitalizzazione, a seguito dell’annuncio da parte del presidente Trump dei nuovi dazi. L’indice S&P 500 ha registrato una perdita del 4,8%, segnando la sua peggior giornata dal giugno 2020 e rientrando in una fase di “correzione tecnica”, mentre il Nasdaq ha ceduto il 5,4%, la peggiore dal settembre 2022. I titoli tecnologici hanno perso $1.800 miliardi in soli due giorni, con Apple che ha guidato le perdite, crollando del 9% e perdendo $533 miliardi di capitalizzazione. Il panico ha colpito anche altri settori, in particolare il comparto dell’abbigliamento e delle calzature: Nike è crollata del 14%, mentre Lululemon, Abercrombie & Fitch e Gap hanno subito forti ribassi, dato che i dazi sono stati estesi anche a paesi fondamentali per la produzione manifatturiera come il Vietnam e l’Indonesia.
Dazi, la retromarcia. Wall Street chiude una settimana turbolenta con un rally, alimentato dalle parole di un alto funzionario della Fed, secondo cui la banca centrale è pronta a intervenire qualora le tensioni sui mercati dovessero aggravarsi. Venerdì, l'indice S&P 500 è salito dell'1,8%, chiudendo la settimana con un guadagno del 5,7% — la miglior performance da novembre 2023 — sebbene rimanga in calo del 4,4% da inizio mese. A innescare la volatilità è stato il cambio di rotta di Trump sui dazi: mercoledì ha annunciato una pausa di 90 giorni sull’imposizione delle tariffe reciproche. La notizia ha spinto l’S&P500 a registrare un’impennata del 9,5% e il Nasdaq del 12%, la più forte dal 2008. Trump ha dichiarato che il rinvio servirà a dare tempo ai negoziati, dopo che oltre 75 Paesi hanno contattato Washington per avviare trattative. Durante la sospensione sarà comunque applicata una tariffa base del 10%, inclusi Messico e Canada che in precedenza erano esclusi. Tuttavia, la Cina non sarà inclusa nella sospensione: i dazi sul Paese aumenteranno al 125%, in aggiunta al 20% già in vigore.
Petrolio, mossa shock. L’OPEC+, guidata da Arabia Saudita e Russia, ha scioccato i mercati annunciando un aumento della produzione di petrolio tre volte superiore a quanto previsto per maggio, come punizione verso i membri che hanno superato i limiti, in particolare Kazakistan e Iraq. Il ministro saudita Abdulaziz bin Salman ha avvertito che si tratta solo di un “aperitivo”, se i membri dell'OPEC non cambieranno rotta. Questo gesto rompe con l’approccio cauto mantenuto per anni e ricorda la guerra dei prezzi del 2020. I futures WTI hanno subito un calo del 6%, raggiungendo prima i $65 al barile e poi sono scesi ulteriormente a $55, ai minimi da quattro anni. L’effetto ribassista è stato accentuato anche dalle tensioni commerciali tra USA e resto del mondo. Tuttavia, venerdì i prezzi del petrolio sono saliti di oltre il 2%, dopo che gli USA hanno minacciato nuove restrizioni sulle esportazioni petrolifere dell’Iran per fermarne il programma nucleare, con il Brent che chiude a $64 e il WTI a $61.
Leonardo Aldeghi
EUROPA OCCIDENTALE ED UNIONE EUROPEA
Germania, accordo per formare il governo. È stato presentato un accordo per il nuovo governo della Germania, dopo le elezioni federali del 23 febbraio. Il governo sarà formato dalla CDU (Cristiano-Democratici), dalla CSU (il ramo bavarese della CDU) e dall’SPD (Socialdemocratici); il cancelliere sarà un membro della CDU, probabilmente Friedrich Merz, il leader del partito, e il parlamento dovrebbe votare la sua elezione a maggio. Per quanto riguarda i ministeri, la CDU avrà sei ministeri, tra cui quelli dell’Energia e degli Esteri, l'SPD riceverà sette ministeri, tra cui Economia, Giustizia, Difesa e Lavoro, mentre la CSU avrà tre ministeri, tra cui l’Interno. L’accordo dovrà ora essere approvato dai tre partiti: l’SPD con un voto tra i suoi iscritti, la CDU durante un congresso e la CSU tramite il suo consiglio direttivo. L’AfD, partito di estrema destra, che era arrivato secondo alle elezioni, è stato escluso dal governo; tutti i principali partiti si sono sempre rifiutati di collaborare con AfD.
UE, lanciato un piano d'azione sull'intelligenza artificiale. La Commissione Europea ha pubblicato un piano d'azione per diventare leader globale nell'Intelligenza Artificiale, articolato in cinque pilastri principali. Questi riguardano: la creazione di infrastrutture su larga scala per dati e calcolo IA, con l'installazione di Gigafactories e il rafforzamento delle capacità di supercomputer; accesso a dati di alta qualità, con la creazione di laboratori dati e un'iniziativa per aumentare la capacità dei data center europei; la promozione dell'adozione dell'IA in settori strategici tramite la "Apply AI Strategy"; il rafforzamento delle competenze, attirando talenti e ricercatori attraverso iniziative e borse di studio; l’implementazione dell'AI Act, con un servizio di assistenza e programmi educativi. Il piano riprende le linee guida del rapporto sulla competitivita'. La vicepresidente della Commissione Europea Henna Virkkunen ha detto che l“'intelligenza artificiale e' il fulcro per rendere l'Europa piu' competitiva, sicura e tecnologicamente sovrana”.
(Bianca Franzini)
Italia, il governo approva un nuovo (controverso) decreto legge sicurezza. Il Consiglio dei Ministri ha approvato questo cambio di veste, per ovviare ai tempi di approvazione dell’iniziale disegno di legge, arenato da tempo sui banchi delle camere. Particolarmente criticate sono state le nuove tutele statali per le forze dell’ordine in caso di imputazione o coinvolgimento in processi, e l’inasprimento delle pene per danneggiamento, aggressione o resistenza a pubblici ufficiali durante le manifestazioni. Altri filoni pubblicamente controversi riguardano i divieti per la coltivazione e vendita delle infiorescenze della canapa (cannabis light) e le misure disposte per l’intervento delle forze dell’ordine in caso di immobili occupati abusivamente da terzi. Infine sono inclusi provvedimenti sul carcere per le donne incinte e aggravanti per chi impedisce realizzazioni di opere pubbliche, unicamente relative all’erogazione di energia, trasporto o per le telecomunicazioni.
La Corte dei conti europea ha chiesto alla Commissione UE più trasparenza nei finanziamenti alle ONG e nei rapporti con le lobby. La Corte aveva aperto un’investigazione su presunte irregolarità nei finanziamenti alle organizzazioni della società civile - voluta fortemente da alcuni esponenti del Parlamento europeo - che si è conclusa senza nessun risultato significativo. Nonostante ciò, il portavoce della Corte ha sottolineato la necessità per le istituzioni UE di mostrarsi più trasparenti in questi ambiti e di fornire quante più garanzie possibili ai cittadini. Il rischio è principalmente legato alla reputazione: soprattutto nei casi che prevedono attività di lobbying - già percepite dal largo pubblico come qualcosa di nascosto - si impone l’urgenza di mostrarsi trasparenti, al fine di demistificare tali procedure agli occhi dei cittadini.
(Francesca Rosti)
Bianca Franzini e Francesca Rosti
EUROPA CENTRO-ORIENTALE E RUSSIA
Bosnia, l’UE avverte Dodik: “Nessuna tolleranza per chi minaccia l’unità della Bosnia”. La presidente della Commissione Europea Kaja Kallas ha lanciato un avvertimento alla leadership della Republika Srpska: l’UE non tollererà alcuna minaccia all’integrità territoriale e costituzionale della Bosnia-Erzegovina. In visita ufficiale, Kallas ha condannato le leggi incostituzionali adottate da Dodik, dopo la sua condanna a un anno di carcere per aver ignorato le decisioni dell’Alto Rappresentante Schmidt. Bruxelles e NATO restano unite nel sostenere la stabilità del Paese. Il Regno Unito valuta nuove misure, mentre Budapest resta l’unico alleato europeo di Dodik, malgrado il mandato d’arresto emesso contro di lui e altri due leader della RS. Nei media controllati da Dodik, le dichiarazioni di Kallas sono state oscurate, lasciando spazio solo alla retorica di Cvijanović, che accusa Schmidt di fomentare la crisi.
Ratì Mugnaini Provvedi
MEDIO ORIENTE E NORD AFRICA (MENA)
Rapporto ONU, a Gaza l’Esercito Israeliano uccide solo civili. Le Nazioni Unite hanno espresso una forte condanna nei confronti dei continui attacchi israeliani che colpiscono la popolazione civile nella Striscia di Gaza. L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani ha diffuso un rapporto allarmante secondo cui, nel periodo compreso tra il 18 marzo e il 9 aprile 2025, sono stati registrati circa 224 attacchi israeliani contro edifici residenziali e campi profughi in cui le uniche vittime registrate sono state donne e bambini. Le Nazioni Unite hanno ribadito la necessità di proteggere i civili in zone di conflitto e di rispettare il diritto internazionale umanitario. L'organizzazione ha chiesto a tutte le parti coinvolte di cessare immediatamente le ostilità e di adottare misure adeguate per prevenire ulteriori vittime civili.
(Chiara Bertolotto)
Turchia, al Forum di Antalya Erdoğan incontra il Presidente della Siria Al-Sharaa. Durante l'incontro tra il Presidente turco Recep Tayyip Erdoğan e il Presidente siriano Ahmed al-Sharaa, tenutosi l'11 aprile 2025 ad Antalya in occasione del Forum della Diplomazia, Erdoğan ha espresso l'intenzione di intensificare gli sforzi diplomatici per ottenere la revoca delle sanzioni internazionali contro la Siria. Ha inoltre sottolineato l'importanza di rilanciare la cooperazione economica e commerciale tra i due Paesi. Sebbene non siano stati annunciati incontri specifici, fonti ufficiali indicano che entrambi i leader hanno manifestato l'intenzione di proseguire il dialogo nei prossimi mesi attraverso nuove iniziative comuni. Infine, è stato rivelato che il Presidente Erdoğan sta pianificando una visita ufficiale in Siria, la prima di un capo di Stato turco dal 2009, a seguito della caduta del regime di Bashar al-Assad.
(Matteo Francescucci)
Israele, Netanyahu alla Casa Bianca. Il primo ministro israeliano ha incontrato il presidente statunitense per parlare dei recenti sviluppi geopolitici regionali e per impostare i primi colloqui riguardo i dazi del 17% imposti da Washington a Israele. Durante la conferenza stampa, Donald Trump ha confermato alcuni colloqui con l’Iran, sfoggiando comunque la solita retorica muscolare. Allo stesso tempo, il POTUS continua a sostenere il piano di trasferimento dei gazawi dalla Striscia e contemporaneamente ha sollecitato l’alleato israeliano a trovare un accordo ragionevole riguardo la situazione siriana con l’altro grande alleato regionale di Washington, la Turchia del presidente Erdoğan.
(Michele Magistretti)
Matteo Francescucci, Michele Magistretti, Chiara Bertolotto
TERRORISMO E SICUREZZA INTERNAZIONALE
Incontro diplomatico in Oman tra USA e Iran. Sabato 12 aprile si terranno in Oman nuovi colloqui tra Stati Uniti e Iran sul programma nucleare di Teheran. Il sultanato, noto per il suo ruolo di mediatore, ospiterà i negoziati in un momento di forte tensione internazionale. L’Ayatollah Khamenei ribadisce che il programma ha scopi civili, ma l’Occidente sospetta un piano segreto per sviluppare armi atomiche. L’amministrazione Trump potrebbe chiedere lo smantellamento totale dell’iniziativa nucleare iraniana — proposta che rischia di rafforzare l’opposizione dei radicali interni al regime. Cina e Russia hanno accolto positivamente la ripresa del dialogo, ma un fallimento sembra più probabile. In quel caso, Trump dovrà decidere se autorizzare Netanyahu a colpire i siti nucleari iraniani.
(Federica Placidi)
Ucraina, Zelensky denuncia la presenza di militari cinesi. Attraverso i suoi canali social, Volodymyr Zelensky ha affermato che due cittadini di nazionalità cinese sono stati catturati nella regione del Donetsk. Secondo quanto dichiarato dal presidente ucraino, una compagnia di circa 150 soldati della Repubblica Popolare starebbe combattendo al fianco delle truppe russe nelle aree occupate. Allo stato attuale, nessun accordo di cooperazione militare, al pari di quello siglato tra Russia e Corea del Nord per l’invio di soldati, è stato ufficialmente raggiunto tra Mosca e Pechino. Lo stesso governo cinese ha negato qualsiasi coinvolgimento nelle operazioni militare russe in Ucraina.
(Davide Shahhosseini)
Federica Placidi e Davide Shahhosseini
Framing The World è un progetto ideato e creato grazie alla collaborazione di un team di associati di Mondo Internazionale.
Antonella Franzelli: Asia ed Estremo Oriente
Alessia Boni: America Latina e Caraibi
Aurelia Puliafito: Africa Sub-Sahariana
Beatrice Baroni: Terrorismo e Sicurezza Internazionale
Bianca Colli: America del Nord
Bianca Franzini: Europa Occidentale e Unione Europea
Caterina De Rosa: America del Nord
Chiara Bertolotto: Medio Oriente e Nord Africa
Davide Shahhosseini: Terrorismo e Sicurezza Internazionale
Federica Placidi: Terrorismo e Sicurezza Internazionale
Francesca Rosti: Europa occidentale e Unione Europea
Francesco Oppia: Asia ed Estremo Oriente
Giovanni Ferrazza: America del Nord
Giulio Ciofini: Africa Sub-Sahariana
Giuliana Báruş: Europa Orientale e Russia
Gonzalo Pereyra: Terrorismo e Sicurezza Internazionale
Leonardo Aldeghi: Economia e Finanza Internazionale
Lorenzo Graziani: America del Nord
Lucas Torres: America Latina e Caraibi
Matteo Francescucci: Medio Oriente e Nord Africa
Michele Magistretti: Medio Oriente e Nord Africa
Nicole Mancinelli: America Latina e Caraibi
Ratì Mugnaini Provvedi: Asia ed Estremo Oriente
Silvia Pasetto: Europa Centro-Orientale e Russia
Valeria Picciolo: Asia ed Estremo Oriente
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