Guinea-Bissau: l'ombra di un omicidio politico

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  Gabriele Bellono
  29 agosto 2026
  4 minuti, 55 secondi

“Gli chiedevo continuamente di non dare nell’occhio, affinché la situazione non degenerasse a tal punto”, parla così Dulce, la moglie di Vigario Luis Balanta, rapper e attivista della Guinea-Bissau pestato a morte nel marzo 2026.

Omicidio politico? Il caso del rapper e attivista Balanta

La notte in cui fu ucciso suo marito Vigario Luis Balanta, la moglie pensò che si fosse nascosto a casa di amici oppure che fosse stato arrestato, ma la mattina seguente si allarmò quando le sue chiamate rimasero senza risposta. Il movimento politico creato da Balanta nel 2023, “Po’ di Terra”, è rimasto profondamente scosso dopo il suo assassinio, tanto che i nuovi leader del movimento si sono dati alla clandestinità per tutelare la loro incolumità e per cercare di porre fine al ciclo di colpi di Stato e violenza che caratterizza la Guinea-Bissau dall’indipendenza dal Portogallo ottenuta nel 1974. Balanta era un rapper e attivista: nelle sue canzoni descriveva le difficoltà di crescere in un Paese povero con poche opportunità e molto instabile politicamente, oltre a criticare apertamente il governo golpista del generale Horta Inta-a, insediatosi al potere nel novembre 2025. "Era l'unica persona ad avere il coraggio e l'audacia di esprimersi apertamente su questioni politiche e sociali", ha affermato Emilio Lima Betungut, amico di infanzia di Balanta, oltre che membro del movimento politico Po’ di Terra.

Il corpo di Vigario Luis Balanta è stato ritrovato il 31 marzo 2026 nella zona di Ndam, a circa 30 km da Bissau. L’ONU si è dichiarata scioccata dal brutale omicidio di Balanta, che si inserisce in un contesto di progressiva riduzione dello spazio civico e democratico dopo il golpe del novembre 2025, durante il quale le autorità hanno arrestato esponenti dell'opposizione, fatto irruzione nelle stazioni radio e vietato proteste pubbliche e altre forme di dissenso. L'ONU ha chiesto inoltre indagini imparziali urgenti per individuare i responsabili e il ripristino dell'ordine costituzionale pre-golpe. Dopo la morte di Balanta sono scesi in piazza centinaia di manifestanti a Bissau, chiedendo giustizia per la sua morte. Secondo i manifestanti, non si è trattato di un normale omicidio ma di un assassinio politico. "Vigario è stato ucciso, questo è chiaro, è chiaro a tutti. Vigario è stato assassinato. Ora protestiamo pacificamente semplicemente per chiedere giustizia.” ha affermato Nielson Antonio Mache, un manifestante.

Giornalisti perseguitati: la repressione in Guinea-Bissau

Nel 2021, attivisti della società civile e giornalisti critici nei confronti del governo di Embaló, prima ancora dell’insediamento della giunta militare di Horta Inta-a, hanno denunciato molestie, detenzioni arbitrarie e aggressioni fisiche. Drammatico è l’episodio di tentato rapimento e aggressione al giornalista Adão Ramalho avvenuto il 12 marzo 2021. Ramalho è stato picchiato, preso a pugni e calci; fortunatamente l’intervento di alcuni passanti ha messo in fuga gli aggressori. Il giornalista, qualche giorno dopo, ha presentato una denuncia alla Procura della Repubblica, che è stata esaminata dal CPJ (Comitato per la Protezione dei Giornalisti). Nella denuncia, Ramalho identifica come uno degli aggressori "Yaya Camara", un membro della guardia presidenziale del Paese. Un altro episodio analogo è avvenuto il 9 marzo 2021, quando quattro uomini non identificati hanno rapito e picchiato il giornalista António Aly Silva a Bissau. Silva considera l’aggressione come collegata ad un suo articolo di critica nei confronti del governo del presidente Embaló. “Questo tentativo di rapire un altro giornalista in Guinea-Bissau dimostra che i giornalisti considerati critici nei confronti del presidente Umaro Sissoco Embaló lavorano in condizioni di enorme rischio”, ha dichiarato Angela Quintal, coordinatrice del programma Africa del CPJ.

Ciò che è cambiato con il golpe militare del novembre 2025 non è quindi la pressione nei confronti dei giornalisti e degli attivisti della società civile, perché casi di questo tipo avvenivano già prima, ma la sistematicità della repressione. L’ONU stessa ha definito la situazione nel Paese molto critica, anche alla luce della sospensione delle stazioni radio. La repressione sistematica post golpe si è delineata fin da subito quando la giunta militare di Horta N’Tam, il 1° dicembre, ha vietato proteste e scioperi in vista di una visita dell’ECOWAS. Nelle settimane successive, i manifestanti hanno sfilato a Bissau per denunciare il colpo di stato e chiedere il rilascio dei leader dell'opposizione. Il candidato dell’opposizione, Fernando Dias, ha dichiarato che il golpe del novembre 2025 ha fatto saltare un'elezione che era sul punto di vincere. Infatti, il 26 novembre 2025, i militari hanno preso il potere poco prima che la commissione elettorale annunciasse i risultati dell’elezione presidenziale molto combattuta tra Fernando Dias ed Embaló. L’opposizione sostiene che il golpe sia stato uno strumento finalizzato a impedire un’ipotetica sconfitta elettorale di Embaló, anche se questo non è un fatto acclarato, quanto piuttosto un’ipotesi accusatoria.

Un omicidio mirato: l'urgenza di giustizia

Appreso il contesto, si può considerare la morte di Balanta non come un fatto isolato ma come un episodio mirato a silenziare gli oppositori del governo militare di Horta Inta-a. Un fatto rassicurante è che la giunta militare ha promesso indagini per trovare il colpevole nel minor tempo possibile, ma ad oggi i dubbi che dietro la morte di Balanta ci sia in realtà una volontà politica restano fondati. Dopo il golpe del novembre 2025, episodi di aggressioni e molestie nei confronti di attivisti e giornalisti hanno continuato a verificarsi e non appaiono più come episodi isolati, ma come parte di un contesto repressivo più ampio. Il golpe militare non ha soltanto interrotto una competizione elettorale democratica, ma ha anche limitato la partecipazione della società civile perché questi episodi creano paura, intimidiscono, restringendo sempre di più lo spazio civico e democratico di un Paese che già da tempo vive una condizione di instabilità politica allarmante. La grande sfida oggi per la Guinea-Bissau non è soltanto ripristinare l’ordine costituzionale pre-golpe, non è soltanto garantire una competizione elettorale democratica, ma anche fare chiarezza sulle aggressioni ai danni degli oppositori politici avvenute negli ultimi anni e garantire loro un’effettiva giustizia.

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L'Autore

Gabriele Bellono

Autore per l'area tematica "Diritti Umani" di MI POST

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Guinea-Bissau omicidio politico colpo di Stato Vigario Luis Balanta repressione