Mercoledì 26 giugno, il giornalista del Wall Street Journal Evan Gershkovich, in una gabbia di vetro antiproiettile, è stato protagonista e testimone del primo giorno del suo processo segreto per spionaggio. I giornalisti e reporter presenti sono stati scortati fuori poco dopo il suo arrivo e non è stato consentito l’accesso neanche al personale dell’ambasciata USA a Mosca.
Il giovane giornalista americano è detenuto a Ekaterinburg da marzo 2023 per accuse di spionaggio non chiare: sembra essere accusato di aver raccolto informazioni top-secret sulle attività di un'azienda appartenente all’industria militare russa per conto della CIA. Queste accuse, che potrebbero portare a 20 anni di incarcerazione, sono state negate con forza dal Wall Street Journal e dall’amministrazione USA che lo vede come ostaggio politico del Cremlino.
Chi è Evan Gershkovich?
Evan Gershkovich, ora detenuto da più di 450 giorni, è il figlio di immigrati ebrei di provenienza sovietica trasferiti nel New Jersey. Il suo interesse per la Russia proviene dalla sua infanzia, in quanto cresciuto parlando anche il russo oltre all’inglese e seguendo tradizioni sovietiche.
Dopo gli studi e una breve permanenza a New York a lavorare come news assistant per il celebre New York Times, nel 2017 Gershkovich si trasferisce in Russia per iniziare la sua carriera da reporter internazionale al Moscow Times, una pubblicazione online indipendente in lingua inglese e russa.
Nel gennaio 2022 Evan si unisce al Wall Street Journal e decide di rimanere in Russia dopo l’invasione, viaggia al confine tra Ucraina e Bielorussia e diviene l’unico reporter americano ad aver assistito in prima persona alla deportazione delle prime forze russe dal fronte.
La Russia, i giornalisti, il caso all’ONU
Dal 4 marzo 2022 la Federazione Russa ha implementato leggi stringenti sulla narrativa pubblica riguardante la guerra: in particolare l'articolo 207.3 del Codice penale, che vieta la "diffusione pubblica di informazioni deliberatamente false sull'uso delle Forze armate della Federazione Russa", con pene fino a 15 anni di carcere.
Il Cremlino ha anche cercato di controllare il flusso di tutte le informazioni relative alla guerra: il 14 luglio 2022, la Federazione Russa ha modificato il proprio Codice penale (art. 276) per ampliare la definizione di spionaggio includendo virtualmente qualsiasi informazione sensibile ma veritiera riguardante il conflitto armato e criminalizzando di fatto il giornalismo volto a riferire in modo veritiero sulle attività belliche.
Come sottolineato da un’opinione del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, vi è un'assenza di qualsiasi fondamento fattuale o legale fornito dalle autorità della Federazione Russa per le accuse di spionaggio contro il signor Gershkovich.
Inoltre, l’ONU non smente la possibilità che le accuse di spionaggio siano usate dalla Federazione Russa come pretesto per penalizzare Gershkovich per il suo lavoro giornalistico. Di fatto l’Organizzazione nota che il Codice penale modificato include praticamente qualsiasi informazione sensibile ma veritiera sul conflitto armato in Ucraina, creando un rischio significativo che l'articolo 276 venga usato in modo pretestuoso per punire chi svolge un lavoro giornalistico legittimo.
Reazioni
L'ambasciatrice statunitense in Russia, Lynne Tracy, ha dichiarato che il caso di Gershkovich "non riguarda prove, giusto processo o stato di diritto. Si tratta di usare cittadini americani come pedine per raggiungere fini politici", continuando in un comunicato stampa “Le autorità russe non hanno fornito alcuna prova a sostegno delle accuse mosse contro di lui, non hanno giustificato il protrarsi della sua detenzione e non hanno spiegato perché il lavoro giornalistico di Evan costituisca un reato”.
Difatti Il sistema giuridico russo offre poche, se non nessuna, delle tutele legali riconosciute in altri Paesi più concretamente basati sullo stato di diritto. Le assoluzioni nei casi di spionaggio sono estremamente rare.
Hostage diplomacy?
Le possibilità di rilascio per Gershkovich sono dunque scarne e quasi completamente legate al contesto politico. Riporta Al Jazeera che negli ultimi mesi si sono moltiplicati i segnali di un possibile scambio di prigionieri con Gershkovich.
A febbraio, il Presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato di voler vedere Gershkovich liberato e che erano in corso colloqui per uno scambio di prigionieri. Il Presidente ha lasciato intendere di voler vedere il rilascio di Vadim Krasikov, un cittadino russo incarcerato in Germania per aver ucciso un ex combattente ceceno in piena Berlino nel 2019. Un portavoce del Cremlino non ha confermato né smentito l'interpretazione.
Esiste una storia di scambi di prigionieri tra Stati Uniti e Russia. Nel 2022, i funzionari russi hanno scambiato la superstar del basket Brittney Griner - arrestata per aver posseduto meno di un grammo di olio di hashish nel suo vaporizzatore - con l'ex ufficiale militare sovietico Viktor Bout. I funzionari statunitensi avevano arrestato Bout con l'accusa di cospirazione nel 2008. Il trafficante di droga russo Konstantin Yaroshenko è stato scambiato con l'ex marine americano Trevor Reed nel 2022. Sarà Gershkovic il prossimo?
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L'Autore
Gaia De Salvo
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