Il 7 settembre 2025 il primo ministro giapponese Ishiba Shigeru ha annunciato le proprie dimissioni, aprendo così la strada alle elezioni interne del Partito Liberal Democratico (LDP), da cui è emersa come nuova leader Sanae Takaichi. La decisione di Ishiba è giunta dopo la perdita della maggioranza da parte della coalizione LDP-Komeito in entrambe le camere del Parlamento e la conclusione dei negoziati commerciali con gli Stati Uniti, che hanno portato a un impegno d’investimento di 550 miliardi di dollari.
Tuttavia, a meno di una settimana dall’inizio del suo mandato, Takaichi si è trovata ad affrontare la prima crisi politica: il partito Komeito ha annunciato il proprio ritiro dalla coalizione. La scelta è stata motivata dalle preoccupazioni per la scarsa trasparenza con cui il LDP avrebbe gestito uno scandalo di finanziamenti politici, ritenuto una delle cause delle recenti sconfitte elettorali. Per Takaichi, tuttavia, il vuoto lasciato da Komeito è stato rapidamente colmato dall’ingresso in coalizione del partito Ishin no Kai, che dovrebbe garantire una maggioranza quasi assoluta e la sopravvivenza dell’attuale governo di minoranza. Con l’ingresso di Ishin no Kai, Takaichi ha evitato una crisi immediata di governo, ma la nuova coalizione dovrà ora confrontarsi con la crescente insoddisfazione degli elettori nei confronti del LDP, accusato di non aver saputo affrontare le sfide economiche più urgenti — in particolare l’aumento dell’inflazione e la stagnazione dei salari — fattori che hanno favorito l’ascesa dei partiti di estrema destra.
Takaichi è la prima donna a guidare il LDP e la prima premier nella storia del Giappone. In passato ha ricoperto l’incarico di ministra per gli Affari Interni e le Comunicazioni durante il secondo mandato di Shinzo Abe, attirando polemiche per essere stata una delle prime ministre in carica a visitare il santuario di Yasukuni. Considerata una protetta di Abe, è probabile che Takaichi cerchi di ispirarsi alla sua visione politica, fondata su tre pilastri: rilancio economico, rafforzamento delle capacità di difesa e consolidamento dei legami con gli Stati Uniti.
Sul piano economico, Takaichi ha da sempre sostenuto la visione di Abe, incentrata su stimolo fiscale, politica monetaria espansiva e riforme strutturali. Tuttavia, a differenza di quel periodo, il Giappone si trova oggi in un contesto di pressione inflazionistica, che ha spinto la premier a moderare la propria retorica e a valutare un mix di tagli fiscali e incentivi mirati per rispondere al malcontento popolare legato alla stagnazione dei salari. A complicare il quadro contribuisce il forte indebolimento dello yen, che fa lievitare i costi delle importazioni. Al contempo, il debito pubblico rimane superiore al 200% del PIL e la popolazione continua a invecchiare e ridursi rapidamente. Takaichi dovrà inoltre affrontare l’impatto dei dazi statunitensi che colpiscono duramente i grandi esportatori giapponesi, ma rappresentano una minaccia ancor più seria per le piccole e medie imprese che rappresentano un segmento fondamentale della base elettorale del LDP.
Sul piano internazionale, il compito immediato di Takaichi sarà cercare di replicare il rapporto personale che Shinzo Abe aveva instaurato con Donald Trump, per ridurre l’incertezza creata dall’amministrazione statunitense e stabilizzare i legami bilaterali. Durante il primo incontro a Tokyo fra Trump e Takaichi sono emerse notevoli affinità, non ultima la preoccupazione comune per la crescente assertività di Pechino e una certa vicinanza ideologica. Infatti, Takaichi, notoriamente critica nei confronti dell’espansione militare e delle pratiche di coercizione economica della Cina, ha coltivato per anni una posizione di forte diffidenza verso Pechino. Inoltre, questa sintonia potrebbe avere per Takaichi anche dei risvolti domestici, in quanto l’intesa con Trump, oltre a rafforzare l’influenza del Giappone all’estero, aumenterebbe il suo capitale politico anche sul piano interno.
Sul piano internazionale, le posizioni conservatrici di Takaichi potrebbero riaccendere tensioni con Corea del Sud e Cina, soprattutto a causa delle sue visite regolari al santuario di Yasukuni, dove sono commemorati anche i criminali di guerra di Classe A. Questo gesto rischia di essere interpretato come un segnale di rinvigorito nazionalismo giapponese, complicando le relazioni diplomatiche nella regione.
Infine, Takaichi ha da tempo mostrato un forte impegno per il rafforzamento della difesa giapponese ed è autrice del documento del LDP che ha promosso l’aumento della spesa per la sicurezza fino al 2% del PIL. La premier punta con decisione sull’alleanza con gli Stati Uniti e, dopo la vittoria alle elezioni interne del partito, ha sottolineato l’intenzione di consolidare e ampliare la cooperazione trilaterale in materia di sicurezza con Corea del Sud, Australia e Filippine.
Takaichi è stata inoltre una sostenitrice di lungo corso delle relazioni tra Giappone e Taiwan e, in passato, si è mostrata critica verso le rivendicazioni della Corea del Sud relative a questioni irrisolte del periodo bellico. La sua piattaforma politica indica un chiaro orientamento verso un ulteriore incremento della spesa per la difesa. Tra le priorità figurano il miglioramento dell’interoperabilità tra le forze statunitensi e giapponesi, la cooperazione trilaterale con altri partner, inclusa la Corea del Sud, e lo sviluppo di tecnologie dual-use e progetti di cooperazione industriale in ambito di difesa.
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L'Autore
Francesco Oppia
Autore di Mondo Internazionale Post
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