Il 23 ottobre 2024, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto-Legge n. 158, che introduce cambiamenti significativi nelle procedure di riconoscimento della protezione internazionale in Italia. Una delle novità più rilevanti riguarda l'aggiornamento dell'elenco dei "Paesi di origine sicuri", considerati generalmente privi di persecuzioni e trattamenti inumani. L’attuale lista comprende Albania, Algeria, Bangladesh, Bosnia-Erzegovina, Costa d’Avorio, Egitto, Tunisia, Marocco, Serbia, Montenegro, Kosovo, Georgia, Moldova, Ucraina, Paraguay, India, Filippine, Brasile e Repubblica Dominicana, per i quali le domande d’asilo saranno esaminate con procedure accelerate.
Il decreto stabilisce che le decisioni delle Commissioni territoriali non sospenderanno automaticamente l’efficacia esecutiva per i richiedenti asilo provenienti da questi Paesi, sebbene gli interessati possano richiedere una sospensione giudiziale. Questa modifica si allinea con una recente sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea, che chiarisce come un Paese terzo possa essere considerato sicuro solo se rispetta tali criteri su tutto il suo territorio. Questa interpretazione potrebbe sollevare questioni di legittimità, poiché sembra contraddire sia i principi di diritto costituzionale che quelli europei.
Recentemente, il Tribunale di Roma ha escluso l'applicazione della procedura accelerata per i migranti trasferiti in Albania, sottolineando che Paesi come Egitto e Bangladesh non possono essere considerati "sicuri" per specifiche categorie vulnerabili, quali attivisti politici e minoranze LGBTQI+. Questa sentenza si basa sull’interpretazione che non sia possibile designare un Paese come "sicuro" se alcune sue aree non soddisfano i requisiti di sicurezza. L'approccio del Tribunale si allinea a quanto stabilito dalla Corte di Giustizia, che richiede che la qualificazione di un Paese come sicuro sia uniforme e senza eccezioni.
Il decreto, in conformità con le nuove disposizioni, prevede un elenco di 19 Paesi considerati sicuri, in contrapposizione ai 22 precedenti. L'aggiornamento dell'elenco sarà effettuato annualmente, e il Consiglio dei Ministri presenterà una relazione sulla situazione dei Paesi inclusi nell'elenco e quelli da considerare in futuro. Questa modifica mira a conferire una maggiore legittimità politica e istituzionale alla lista, che in passato era stata stabilita tramite un decreto interministeriale.
Nonostante le intenzioni del governo, il Ministero dell’Interno ha espresso disaccordo con la recente sentenza del Tribunale, incaricando l’Avvocatura Generale dello Stato di impugnare la decisione, ritenuta frutto di un’erronea interpretazione della normativa.
Il decreto ha sollevato preoccupazioni in merito alla sua legittimità. Sebbene il governo affermi la necessità di designare i "Paesi di origine sicuri", l’urgenza di tale misura non è stata dimostrata, sollevando dubbi sulla sua conformità all'articolo 77 della Costituzione, che stabilisce le condizioni per l’adozione di decreti-legge.
In aggiunta, il provvedimento introduce modifiche al D. Lgs. n. 25/2008, stabilendo procedure di ricorso più stringenti. Le scadenze per la presentazione delle istanze sono state accelerate, complicando il lavoro delle Corti di Appello e rischiando di violare i diritti dei richiedenti asilo. Queste misure sembrano disegnate per favorire una rapida risoluzione delle domande, ma potrebbero ridurre le garanzie giuridiche dei migranti.
Infine, si intensificano le critiche verso l’accordo con l’Albania, visto come un tentativo di esternalizzare il problema migratorio. La recente decisione del Tribunale di Roma di bloccare il trattenimento di migranti provenienti da Paesi considerati non sicuri evidenzia non solo le possibili illegittimità delle operazioni, ma anche la difficile realtà che molti migranti affrontano, costretti a fuggire da violenze e persecuzioni.
In conclusione, il Decreto-Legge n. 158 del 23 ottobre 2024 rappresenta un significativo passo verso il rafforzamento delle politiche di immigrazione italiane, ma solleva serie preoccupazioni in merito alla sua compatibilità con i diritti umani e le normative europee. La tensione tra le scelte del governo e le decisioni della magistratura potrebbe continuare a crescere, creando un clima di incertezza e vulnerabilità per i richiedenti asilo.
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L'Autore
Wiam Kessab
IT
Wiam Kessab, classe 2001, ha conseguito la laurea triennale presso la Fondazione UniverMantova in mediazione linguistica; lingue per le relazioni internazionali.
Attualmente sta frequentando il corso di laurea magistrale in relazioni internazionali e diplomazia, curriculum in diritto internazionale ed economia presso l’Università degli studi di Padova.
Durante i suoi studi ha sviluppato un forte interesse sia per le relazioni internazionali che per le lingue.
Attualmente è autrice di Mondo internazionale Post per "Società e Legge".
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Wiam Kessab, born in 2001, graduated from the Fondazione UniverMantova in language mediation; languages for international relations.
She is currently attending the Master's degree course in international relations and diplomacy, curriculum in international law and economy at the University of Padua.
During her studies, she developed a strong interest for the international relations and languages.
She is currently author of International World Post for 'Society and Law'.
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