Il nuovo patto europeo su migrazione e asilo

Il Parlamento europeo e il Consiglio hanno raggiunto un accordo sul nuovo Patto per le migrazioni e l'asilo.

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  Wiam Kessab
  23 dicembre 2023
  4 minuti, 13 secondi

Mercoledì 20 dicembre 2023, Consiglio e Parlamento Europeo hanno concluso un accordo sul nuovo patto per le migrazioni e l'asilo, che costituisce una riforma della politica migratoria dell'Unione; si tratta di una parziale riforma del regolamento di Dublino.

Questa revisione semplifica l'espulsione di individui provenienti da paesi considerati sicuri, fornisce finanziamenti per misure repressive nei paesi di origine e introduce la sorveglianza biometrica.

Ylva Johansson, Commissaria Europea degli Affari interni, ha dichiarato con orgoglio il raggiungimento dell'accordo politico, per un miglioramento della protezione delle frontiere esterne, maggiore solidarietà, e maggiori garanzie per i vulnerabili e i richiedenti asilo, il tutto basato sui valori europei.

Il nuovo Patto per le migrazioni e l'asilo mira a semplificare l'accoglienza dei richiedenti asilo e a agevolare il rimpatrio di coloro che non hanno il diritto di rimanere in Europa, rappresentando una riforma dell'attuale sistema di gestione delle politiche migratorie che negli ultimi anni ha dimostrato di non essere adeguato alle sfide.

Ursula Von Der Leyen, Presidente della Commissione Europea, afferma che questo patto sulla migrazione e l'asilo garantirà una risposta europea efficace a questa sfida europea. Ciò significa che saranno gli europei a decidere chi potrà entrare nell'UE e chi potrà rimanervi. Inoltre, ciò implica la protezione di coloro che ne hanno bisogno.

L'accordo tra il Parlamento Europeo e il Consiglio dell'UE è stato raggiunto dopo un round di negoziati che ha avuto una durata di 48 ore; il pacchetto comprende nove atti legislativi.

Per bilanciare l'attuale sistema, in cui pochi Stati membri di ingresso sono responsabili della maggior parte delle domande di asilo, è previsto un nuovo meccanismo di solidarietà obbligatoria, insieme a misure preventive per contrastare abusi e movimenti secondari. Per assistere i Paesi gravati da una notevole pressione migratoria, gli altri Stati membri avranno l'opzione di scegliere tra ricollocare i richiedenti asilo sul proprio territorio o fornire contributi finanziari.

Il calcolo del contributo di ciascuno Stato membro sarà determinato in base alla dimensione della popolazione (50%) e al PIL (50%), mentre ogni Paese sarà libero di decidere la natura del contributo o una combinazione di questi.

Conformemente a quanto concordato, il nuovo regolamento stabilisce una soglia minima di 30.000 richiedenti per i ricollocamenti e un contributo finanziario fissato a 600 milioni di euro. Nel caso in cui gli impegni di ricollocamento siano insufficienti, uno Stato membro beneficiario potrà richiedere agli altri membri di assumersi la responsabilità di esaminare le domande di protezione internazionale delle persone destinate al rimpatrio nello Stato beneficiario, anziché contribuire con ricollocamenti.

Il secondo aspetto riguarda il Regolamento sulla procedura di asilo, che istituisce una procedura comune a livello dell'UE per la concessione o la revoca della protezione internazionale, sostituendo le diverse procedure nazionali. Esso comprende disposizioni sulla procedura di frontiera, che consentono una rapida valutazione alle frontiere esterne nel caso di domande infondate o irricevibili.

Le disposizioni adottate inoltre prevedono un rafforzamento materiale dei confini europei attraverso la creazione di barriere materiali come muri, recinzioni e filo spinato, insieme alla possibilità di finanziare strutture detentive e controlli di frontiera in paesi terzi.

In aggiunta, prevede l'utilizzo di sistemi biometrici per una registrazione più rapida dei migranti, procedure semplificate per l'espulsione dei richiedenti asilo arrivati in modo irregolare e un meccanismo limitato di ricollocamento dai paesi di arrivo a quelli interni.

Juan Fernando López Aguilar, socialista spagnolo, spiega che la Commissione richiederà che la solidarietà copra integralmente le necessità dello Stato dichiarato in situazione di crisi, per un periodo massimo di 12 mesi. Tuttavia, Juan Fernando López Aguilar, sottolinea che non esiste una soglia fissa per determinare la crisi, poiché dipenderà dalle circostanze nazionali e locali e da come il sistema di accoglienza e asilo di un Paese risponderà all'aumento degli arrivi irregolari.

A riguardo del nuovo patto vi sono state critiche da parte Cinquanta organizzazioni, tra cui Amnesty e Save the Children, che hanno espresso critiche severe attraverso una lettera aperta riguardo alla riforma, affermando che essa instaurerà un "sistema crudele" per la gestione dei richiedenti asilo, normalizzando la detenzione arbitraria e l'espulsione verso paesi in cui sono a rischio di subire "violenze e torture".

Anche i parlamentari della sinistra europea hanno fortemente criticato l'accordo, definendolo "il più drastico inasprimento delle leggi europee sul diritto di asilo" e "un sogno diventato realtà per i populisti di destra".  Le preoccupazioni maggiori riguardano i nuovi meccanismi di espulsione e il finanziamento di misure anti-migrazione nei paesi di origine, dove i richiedenti asilo possono essere trattenuti con la forza in condizioni spesso disumane, violando nettamente i diritti umani.

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Fonti consultate per il presente articolo:

Image: bandiere-blu-sui-pali-vicino-alledificio-durante-il-giorno-bMd0hMm0lzY

https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2023/12/20/accordo-nellunione-europea-per-il-patto-sui-migranti-e-lasilo_e04cd8f3-96aa-4ce4-816e-0778e7287557.html

Cosa-prevede-nuovo-patto-ue-migranti-24520935

Migranti-patto-europa-espulsione-ricollocamento

https://it.euronews.com/my-europe/2023/12/20/unione-europea-accordo-raggiunto-su-patto-migranti-e-asilo

https://www.agi.it/estero/news/2023-12-20/migranti-accordo-ue-su-patto-migrazioni-e-asilo-24515997/l

https://www.eunews.it/2023/12/20/patto-migrazione-e-asilo-come-funziona/



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L'Autore

Wiam Kessab

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Wiam Kessab, classe 2001, ha conseguito la laurea triennale presso la Fondazione UniverMantova in mediazione linguistica; lingue per le relazioni internazionali.

Attualmente sta frequentando il corso di laurea magistrale in relazioni internazionali e diplomazia, curriculum in diritto internazionale ed economia presso l’Università degli studi di Padova.

Durante i suoi studi ha sviluppato un forte interesse sia per le relazioni internazionali che per le lingue.

Attualmente è autrice di Mondo internazionale Post per "Società e Legge".

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Wiam Kessab, born in 2001, graduated from the Fondazione UniverMantova in language mediation; languages for international relations.

She is currently attending the Master's degree course in international relations and diplomacy, curriculum in international law and economy at the University of Padua.

During her studies, she developed a strong interest for the international relations and languages.

She is currently author of International World Post for 'Society and Law'.



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