Nel dibattito pubblico attorno al 25 novembre, Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne, una domanda ha prevalso: il patriarcato è davvero terminato con la riforma del diritto di famiglia del 1975?
Quella riforma rappresentò un momento storico per l’emancipazione delle donne, poiché abolì numerose disposizioni discriminatorie del Codice Civile e riconobbe la parità tra coniugi e nei confronti dei figli, dando concreta attuazione all’art. 29, comma 2, della Costituzione, che sancisce l'uguaglianza morale e giuridica dei coniugi.
Affermare che questa riforma abbia formalmente contribuito ad abolire il patriarcato può essere in parte vero, ma per smantellare questo sistema sociale sono state attuate anche altre riforme, successive al 1975, e, ad oggi, ve ne sono altre da dover ancora porre in essere.
Solo nel 1981 è stato abrogato l’art. 587 del Codice penale, che prevedeva il delitto d’onore: sostanzialmente un soggetto che aveva commesso un omicidio della moglie, della figlia o della sorella, poteva essere soggetto ad una pena minore rispetto alla pena normalmente prevista per questo reato se la sua azione era commessa «nell'atto in cui ne scopre la illegittima relazione carnale e nello stato d'ira determinato dall'offesa recata all'onor suo o della famiglia».
Fino al 1996, la violenza sessuale era considerata un reato contro la morale pubblica, e non come delitto contro la persona e cioè contro la libera autodeterminazione della donna nella propria sfera sessuale. Questa concezione rifletteva un’idea patriarcale in cui la donna era considerata nei limiti della sua funzione sociale e del ruolo che la stessa assumeva nell’ambito della famiglia e della società.
Più recentemente, nel 2019, l’introduzione del Codice Rosso ha rappresentato un passo importante per il contrasto alla violenza di genere, velocizzando l’avvio dei procedimenti penali per determinati reati e introducendo nuove fattispecie di reato.
Tuttavia, il patriarcato non vive solo nelle norme giuridiche, ma si radica nelle dinamiche culturali e sociali. Ancora oggi, i dati mostrano un quadro preoccupante:
- Le donne guadagnano mediamente meno degli uomini a parità di ruolo (Gender Pay Gap).
- In Italia, una donna su tre, tra i 16 e i 70 anni, subisce almeno una forma di violenza fisica o sessuale nel corso della vita.
- Nel primo semestre del 2024 le chiamate al numero antiviolenza e stalking 1522 sono state 32.989.
Questi numeri testimoniano come le riforme legislative, per quanto fondamentali, non bastino. È necessario un cambiamento culturale profondo, capace di scardinare stereotipi e pregiudizi radicati nella mentalità collettiva
La riforma del diritto di famiglia del 1975 ha segnato un passo decisivo verso l’uguaglianza di genere, ma non ha abolito il patriarcato. Questo sistema, con le sue molteplici manifestazioni, persiste ancora oggi. Per sradicarlo, è necessario un impegno congiunto che parta da un’educazione sociale e affettiva nelle scuole, capace di promuovere il rispetto e la parità tra i generi.
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L'Autore
Giorgia Savoia
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Patriarcato ParitàDiGenere diritti civili violenza sessuale antiviolenza