La guerra invisibile alle infrastrutture sottomarine

Sabotaggi strategici mettono a rischio le infrastrutture digitali ed energetiche europee

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  Riccardo Carboni
  17 aprile 2025
  4 minuti, 5 secondi

Negli ultimi anni, l'Europa ha assistito a una serie di incidenti sospetti che hanno coinvolto cavi sottomarini nel Mar Baltico, sollevando preoccupazioni sulla sicurezza delle infrastrutture critiche e sulla possibilità di atti di sabotaggio orchestrati dalla Russia. Questi eventi hanno evidenziato la vulnerabilità delle reti di comunicazione e di energia che attraversano i fondali marini. I cavi sottomarini, infatti, si distinguono in due principali tipologie in base alla loro funzione: i cavi in fibra ottica, posati sul fondo dell’oceano, che trasportano oltre il 95% dei dati internazionali, consentendo servizi internet, telefonici e televisivi in tutto il mondo; i cavi sottomarini che trasmettono elettricità, spesso da parchi eolici offshore alle reti elettriche terrestri.

A partire dal 2023, almeno undici incidenti di danneggiamento dei cavi sottomarini sono stati registrati nel Mar Baltico e nel Mare del Nord. In particolare, a novembre 2024, due cavi sottomarini essenziali sono stati danneggiati in rapida successione: il cavo C-Lion1, che collega Helsinki, in Finlandia, a Rostock, in Germania, e il cavo che collega l'isola svedese di Gotland alla Lituania. Entrambi hanno subito interruzioni significative e le indagini preliminari hanno indicato che i danni sono stati causati da interferenze umane piuttosto che da fenomeni naturali.​

Le autorità di Svezia, Finlandia, Germania e Lituania hanno avviato indagini congiunte, sospettando un atto di sabotaggio deliberato. In un caso, la nave mercantile bulgara MV Vezhen, partita dalla Russia, è stata fermata e sottoposta a controlli approfonditi. In un altro episodio, la nave Silver Dania, con equipaggio russo, è stata sequestrata dalla polizia norvegese perché sospettata di essere coinvolta nel danneggiamento di un cavo di telecomunicazione sottomarino nel Mar Baltico.​

Questi atti sono stati interpretati come parte di una strategia più ampia di guerra ibrida da parte della Russia. Secondo James Appathurai, esperto della NATO per le minacce cibernetiche e ibride, la Russia sta conducendo attacchi persistenti ai cavi sottomarini europei attraverso un'organizzazione di tipo "paramilitare", rappresentando una delle minacce più attive per le infrastrutture occidentali. La cosiddetta "flotta fantasma" di Mosca, composta da navi civili con equipaggi russi, è sospettata di essere coinvolta in questi sabotaggi. Ad esempio, la nave Eagle S, battente bandiera delle Isole Cook ma con legami russi, è sospettata di aver danneggiato il cavo elettrico sottomarino EstLink 2, che collega la Finlandia all'Estonia.​

In risposta a questi eventi, la Commissione Europea ha sviluppato un piano d'azione basato su quattro pilastri: prevenzione, rilevamento, risposta e deterrenza. L'obiettivo è rafforzare la sicurezza e la resilienza dei cavi sottomarini, migliorando le capacità di monitoraggio, sviluppando cavi più resistenti e promuovendo una maggiore cooperazione tra gli Stati membri. Il piano prevede anche la creazione di una mappa aggiornata delle infrastrutture sottomarine, una valutazione coordinata dei rischi e una "cassetta degli attrezzi" per la sicurezza dei cavi.​

Inoltre, l'UE stanzierà 540 milioni di euro per finanziare la protezione e il potenziamento dei cavi sottomarini, sviluppando tecnologie innovative per fronteggiare il crescente numero di attacchi e sabotaggi. La Commissione prevede di dare priorità ai finanziamenti per la realizzazione di nuovi cavi intelligenti e l’aumento delle ridondanze per migliorare la resilienza.​

I cavi sottomarini, nonostante il ruolo fondamentale svolto, sono infatti sorprendentemente vulnerabili, data la loro estensione per migliaia di chilometri sui fondali oceanici. Sono minacciati da eventi naturali come terremoti e forti correnti, oltre che da attività umane come la pesca a strascico e le ancore delle navi. La loro protezione è complessa a causa della vastità e dell’isolamento delle aree interessate, e della difficoltà tecnica nel monitorare reti così estese. Inoltre, le riparazioni richiedono navi specializzate e possono durare settimane, rendendo i cavi una parte fragile ma indispensabile della connettività moderna.

La vulnerabilità dei cavi sottomarini non è solo una questione tecnica, ma ha profonde implicazioni geopolitiche. La possibilità che attori statali possano interrompere le comunicazioni e l'energia in intere regioni solleva interrogativi sulla sicurezza collettiva e sulla necessità di una risposta coordinata a livello europeo. La NATO e l'UE stanno intensificando gli sforzi per monitorare e proteggere queste infrastrutture critiche, riconoscendo che la guerra moderna può svolgersi anche nelle profondità marine.​

Un esempio concreto è l'operazione Baltic Sentry, che prevede il dispiegamento di navi militari, aerei di pattugliamento marittimo e droni navali di Paesi della NATO, con il supporto di altre imbarcazioni provenienti da Svezia, Finlandia, Lituania, Lettonia ed Estonia. L'operazione mira a sorvegliare le acque del Mar Baltico e a prevenire ulteriori atti di sabotaggio.​

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L'Autore

Riccardo Carboni

Classe 1999, laureato in Scienze internazionali e Diplomatiche presso l’Università di Bologna e da sempre appassionato di affari internazionali. Studente all’ultimo anno di Master in International Relations presso la LUISS, ha approfondito tematiche riguardanti la sicurezza internazionale seguendo forum e partecipando a programmi di pianificazione militari secondo la dottrina NATO. Autore all’interno di Mondo Internazionale per l’area tematica “Organizzazioni Internazionali”.

Born in 1999, he holds a bachelor’s degree in International and Diplomatic Sciences from the University of Bologna and have always been passionate about international affairs. Currently a final-year student in the Master's degree program in International Relations at LUISS, he has delved into issues related to international security by following forums and participating in military planning programs based on NATO doctrine. Author and contributor to Mondo Internazionale for the "International Organisations” section.

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