La Bulgaria ha raggiunto un accordo trasversale per approvare una legge che vieta la “propaganda” LGBTQ+ per i bambini, simile a quanto avvenuto in Ungheria. Mentre Sofia si avvia verso le settime elezioni anticipate negli ultimi tre anni e mezzo, il Parlamento bulgaro ha approvato un emendamento al Codice dell'istruzione proposto dall'estrema destra, sostenuto in modo controverso anche da una parte significativa di deputati favorevoli all'Unione europea.
Le associazioni europee che si battono per la tutela dei diritti umani organizzazioni considerano tale legge un attacco ai diritti fondamentali, avvenuto all'interno dell'Unione europea. Diversi attori politici e della società civile hanno quindi sollecitato la Commissione europea a intraprendere tempestivamente una procedura di infrazione contro la Bulgaria, accusata di violare i principi fondamentali su cui si basa l'Unione e che devono essere rispettati dai 27 Stati membri.
La Commissione sta attualmente esaminando il caso e prevede di analizzare la legge in oggetto per verificarne la conformità con il diritto dell’Unione europea. L'iniziativa, proposta dal partito di estrema destra Vazrazhdane (Rinascita), prevede delle modifiche a una legge già esistente sull'istruzione. L'emendamento in questione proibisce la "propaganda, la promozione o l'incitamento" di "idee e opinioni" nelle scuole relative a "orientamenti sessuali non tradizionali", ovvero contrari al concetto di "attrazione emotiva, romantica, sessuale o sensuale tra persone di sesso opposto". Questo provvedimento è stato proposto dal partito di estrema destra filo-russo e anti-Ue Vazrazhdane, che si è unito al nuovo gruppo di destra radicale al Parlamento Ue, Europa delle Nazioni Sovrane (ESN). Tuttavia, in una votazione in seconda lettura del mercoledì (7 agosto), ha sorpreso il fatto che 159 deputati su 240 lo abbiano sostenuto, tra cui non solo membri del Partito Socialista Bulgaro (che mantiene ancora un atteggiamento positivo verso Mosca), ma anche del principale partito nell'Assemblea Nazionale, il conservatore e pro-Ue Gerb (Cittadini per lo Sviluppo Europeo della Bulgaria) dell'ex-premier Boyko Borissov, affiliato al Partito Popolare Europeo.
Solo i membri del partito liberale "Continuiamo il cambiamento – Bulgaria Democratica" hanno votato in modo uniforme contro, mentre l'opposizione ha ottenuto solo 57 voti contrari.
Renew Europe ha chiesto un'indagine approfondita da parte della Commissione europea per proteggere con determinazione le leggi e i valori dell'Unione Europea. Questa richiesta comporta l'inizio di controlli che potrebbero portare a una possibile procedura d'infrazione per violazione dello Stato di diritto. Al Parlamento Europeo erano già emerse proteste contro le norme in questione, prima che venissero definitivamente approvate. Ad esempio, il Partito democratico europeo (PDE), che fa parte di Renew, si era già espresso contro. Anche l'intergruppo Lgbtq+ aveva sollecitato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, a "condannare urgentemente" gli eventi a Sofia e aveva chiesto alla commissaria all’Uguaglianza, Helena Dalli, di intervenire contro una legge considerata "un attacco diretto alla comunità Lgbtq+, in particolare ai bambini". In attesa di una risposta da parte della presidente von der Leyen, il presidente del Comitato Economico e Sociale Europeo (Cese), Oliver Röpke, ha espresso un commento deciso: “Siamo dedicati a combattere la discriminazione, le disuguaglianze e le difficoltà affrontate dalle persone Lgbtq+. Invito i legislatori bulgari a rifletterci sopra, per un’Unione in cui ciascuno possa essere se stesso”.
Le Nazioni Unite hanno manifestato una forte preoccupazione per l'adozione di una modifica legislativa in Bulgaria che impedisce di trattare temi legati all'orientamento sessuale e all'identità di genere nelle scuole. La portavoce dell'Ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite, Liz Throssell, ha dichiarato venerdì a Ginevra: "Chiediamo che questa decisione venga riconsiderata, in conformità con gli obblighi internazionali del Paese riguardanti i diritti umani". Ha evidenziato l'importanza di combattere stigma e disinformazione per favorire l'accettazione e la tolleranza, contribuendo così a creare società inclusive che rispettino e tutelino i diritti di tutti. Inoltre, ha sottolineato che questo cambiamento legislativo giunge in un periodo in cui l'82% delle persone Lgbt in Bulgaria riporta di essere stato vittima di bullismo a scuola, e che questa modifica non farà altro che "aggravare le violazioni dei diritti umani nei confronti delle persone LGBT, aumentando il bullismo e le molestie nelle scuole".
La Bulgaria sta attraversando un periodo di significativa instabilità politica e prevede di svolgere elezioni anticipate nei prossimi mesi, che sarebbero le settime in tre anni. La legge ha suscitato forti reazioni in tutta la Bulgaria, portando i manifestanti a scendere in piazza e i gruppi per la difesa dei diritti umani a mettere in discussione il suo percorso parlamentare. Attivisti e organizzazioni come LevFem, Feminist Mobilisations e l'associazione Lgbtq+ Action si sono unite per protestare con il motto "Scuola per tutti! Fermiamo l'odio!". Secondo Forbidden Colours, un gruppo di difesa delle persone Lgbtq+ di tutta l'Ue, la redazione della legge ricorda le normative russe e ungheresi contro la propaganda Lgbtq+, suggerendo un tentativo del governo bulgaro di limitare la visibilità delle persone Lgbtq+ e di compromettere i diritti umani. È importante notare che Sofia non ha ancora risposto alla sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo del 2023, la quale esortava le autorità bulgare a riconoscere legalmente le unioni tra persone dello stesso sesso. Associazioni e persone critiche nei confronti di questa legislazione vedono in essa un passo indietro per le libertà Lgbtq+ in Bulgaria e considerano che rappresenti una violazione dei diritti e della dignità umana.
In Ungheria è in vigore una legge simile, conosciuta come "legge sulla protezione dell'infanzia", la quale vieta che nelle scuole si affrontino temi legati a "orientamenti sessuali alternativi", impedendo così ai giovani di entrare in contatto con tali contenuti. Secondo il governo di Budapest, questa legge ha l'obiettivo di combattere la promozione dell'omosessualità e il cambiamento di identità di genere. Il divieto si applica sia agli istituti scolastici che ai mezzi di comunicazione e alle librerie. Di conseguenza, Bruxelles ha avviato un'azione legale contro l'Ungheria. In concreto, l'esecutivo dell'Ue ha bloccato quasi 12 miliardi di euro dei fondi di coesione che spettavano al Paese, oltre a una parte significativa del suo piano di ripresa e resilienza di 10,4 miliardi di euro. Ciò è dovuto a varie iniziative del governo Orbán considerate dannose per lo Stato di diritto, inclusa la legge definita “anti-Lgbtq+".
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L'Autore
Chiara Cecere
La mia passione per ciò che studio deriva dalla mia inappagabile curiosità, unita ad un briciolo di idealismo. Per quest’ultimo aspetto, le mie esperienze all’estero in precedenza sono state concentrate sui paesi scandinavi: ho trascorso un anno a Stoccolma lavorando come ragazza alla pari durante il mio gap year prima dell’università e ho vinto lo scambio con la prestigiosa università di Lund da gennaio a giugno 2020, durante la triennale in Diplomatic International Sciences all'Università di Bologna. La mia determinazione è confermata dal fatto che sia riuscita a raggiungere un buon livello di svedese in meno di un anno. Inoltre, il secondo semestre del primo anno (gennaio 2022), ho preso parte ad un secondo Erasmus presso l’università di Science Po Lyon, che ho vinto facendo domanda per la carriera futura, magistrale di International Relations - International Affairs. Sono appassionata ed entusiasta riguardo alla scelta del corso di studi triennale, per cui ho scelto di continuare con una magistrale in International Affairs all’università di Bologna. Ho scelto il curriculum di International Affairs proprio perché sono attratta da aree geografiche diverse dall’Europa, in particolare l’Africa. Considero la mia apertura mentale e la mia sensibilità culturale le mie migliori qualità, e la mia forza motrice è una grande curiosità unita a un pizzico di idealismo.
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