L’accordo europeo con il Mercosur fa (ancora) discutere

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  Giulia d'Angelis
  15 gennaio 2026
  3 minuti, 9 secondi

Un negoziato ventennale

Da circa vent'anni, una delle discussioni che ciclicamente torna al centro delle riflessioni sul piano internazionale riguarda la possibilità di raggiungere un accordo tra i Paesi dell’Unione europea e il Mercosur. I primi passi in questo senso sono stati compiuti nel 2000: in quasi 25 anni, i negoziati hanno subito continue pause e riprese, anche a causa delle perplessità e dei veti sia da parte europea che da parte latinoamericana.

Il raggiungimento dell’intesa

Dopo anni di discussioni, il 6 dicembre 2024 è stata finalmente siglata l’intesa per il molto dibattuto accordo di libero scambio tra l’Unione europea e gli Stati appartenenti al c.d. “Mercosur”, il mercato comune dell’America Latina che conta, tra i suoi membri, Argentina, Bolivia, Brasile, Paraguay e Uruguay. L’intesa raggiunta rappresenta il più grande accordo che l’Unione europea abbia mai concluso, per quanto concerne in particolare il numero di cittadini coinvolti e il volume degli scambi commerciali. L’iter non poteva però dirsi completo: era infatti ancora necessaria l’approvazione da parte del Parlamento europeo e del Consiglio dell’Unione europea.

A poco più di un anno di distanza, il 9 gennaio 2026, l’accordo è stato ufficialmente approvato dal Consiglio dell’Unione europea e il testo sarà firmato nelle prossime settimane dalla Presidente della Commissione Ursula von der Leyen, la quale ha sempre espresso la sua opinione favorevole. L’ultimo passaggio legislativo riguarda ora l’approvazione del testo da parte del Parlamento europeo, nel quale però esiste già un’ampia maggioranza pronta a sostenerlo - al netto di eventuali parlamentari che potrebbero votare contro.

Cosa prevede l’accordo

In generale, l’accordo persegue l’obiettivo di favorire gli scambi commerciali tra i due grandi mercati unici, in primis procedendo a un’abolizione graduale dei dazi doganali attualmente in vigore sulle merci che provengono dai rispettivi mercati. Le due aree - europea e sudamericana - intrattengono, infatti, una fitta rete di scambi commerciali e ciascun mercato offre una serie di beni di cui l’altra parte necessita.

In particolare, l’Unione europea sarebbe interessata a esportare maggiormente prodotti finora colpiti da dazi molto elevati, quali automobili, abbigliamento e alimentare, e a ottenere materie prime fondamentali quali il litio. D’altra parte, l’America Latina ambisce a esportare i suoi prodotti alimentari verso i Paesi dell’Unione - elemento quest’ultimo di seria preoccupazione da parte dei coltivatori europei, come dimostrano le ormai diffuse immagini delle “proteste dei trattori” davanti agli edifici europei a Bruxelles.

Nei Paesi dell’Unione, infatti, l’accordo ha incontrato la ferma opposizione degli agricoltori e degli allevatori, i quali temono un ingresso quasi incontrollato negli Stati europei di prodotti alimentari latinoamericani, soggetti a controlli meno severi e quindi venduti a un prezzo presumibilmente più basso. Un esempio rilevante riguarda il Brasile, grande esportatore di carne bovina: il Paese stesso ha infatti ammesso che non sarebbe in grado di assicurare la non somministrazione di uno specifico ormone della crescita agli animali di allevamento, farmaco che è stato vietato nell’Unione da ormai dieci anni.

Nonostante l’avvenuta approvazione - dopo decenni di negoziati - l’accordo sembra dunque rappresentare tuttora un elemento di discussione e tensione tra i Paesi europei, stretti tra la necessità di assicurare un ulteriore sbocco commerciale ai propri prodotti a condizioni agevolate e l’esigenza altrettanto importante di tutelare i lavoratori agricoli europei da pratiche di concorrenza sleale.

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L'Autore

Giulia d'Angelis

Giulia d’Angelis è nata a Fondi (LT) nel 2000. Ha frequentato il corso di Laurea Triennale in Scienze politiche e Relazioni internazionali presso La Sapienza, Università di Roma, e si è laureata nell’ottobre 2022 con una tesi sulla Presidenza Sassoli. Ha poi frequentato il corso di Laurea Magistrale in Relazioni Internazionali e Istituzioni Sovranazionali, presso la medesima Università, laureandosi nell’ottobre 2024 con una tesi sull'allargamento dell'Unione europea. Da sempre appassionata di attualità internazionale, sta approfondendo in particolare l’analisi dell’Unione europea e delle sue politiche, concentrandosi anche sulla proiezione esterna dell’Unione e sui paesi candidati all’adesione nell’Ue.

Attualmente fa parte di Mondo Internazionale come Autrice presso Mondo Internazionale Post - Organizzazioni Internazionali, dove ha modo di analizzare nello specifico le politiche europee e il loro impatto.

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