L'automobile ad acqua

Da un sogno passato ad una possibilità per il futuro

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  Chiara Andreoli
  22 novembre 2022
  4 minuti, 28 secondi

Le prime “Water Car”

Nel 1995, Stan Meyer annunciava in televisione di aver costruito un’auto alimentata ad acqua: l’inventore dell’Ohio sosteneva che la Dune Buggy era in grado di percorrere 184 km con 4 litri d'acqua, grazie ad una tecnologia che prevedeva l’uso di un motore ad elettrolisi, il quale, con un minimo dispendio energetico, scindeva l’idrogeno e l’ossigeno ed in questo modo alimentava la “Water Car”.

Meyer non ha mai voluto accettare le offerte dei numerosi personaggi del mondo petrolifero che miravano a comprare la sua idea; secondo lui, infatti, questa tecnologia sarebbe dovuta rimanere a disposizione di tutti. Sosteneva, inoltre, che con soli 1500 dollari chiunque avrebbe potuto modificare la propria autovettura in modo da renderla idonea all’utilizzo dell’acqua come combustibile. Sfortunatamente, sia il progetto che il nome del suo inventore finirono nel dimenticatoio dopo la misteriosa morte dell’uomo nel 1998.

L'idea viene ripresa nel 2015 dall’ingegnere italiano Lorenzo Errico, che riesce a costruire un’automobile ibrida. Il sistema, denominato Hydromoving Technology, permette alla vettura di consumare quasi nulla anche per 300 km in autostrada; di fatto, un litro di acqua piovana garantisce un'autonomia di 1000 km, senza comportare una diminuzione dal punto di vista delle prestazioni, mentre i consumi e le emissioni si abbattono del 30%. Si tratta in ogni caso di un sistema ibrido, e ciò significa che è comunque necessario almeno un pieno di benzina prima di poter attivare la Hydromoving Technology; ma - come tutte le soluzioni all’inquinamento ed al cambiamento climatico - si inizia con un compromesso, che potrebbe però rappresentare un grande passo in avanti per ridurre l’utilizzo di carburanti ed altre sostanze contaminanti.

Oltre al kit di Errico, esistono altri meccanismi che utilizzano anche l’acqua come carburante. Per esempio, in occasione delle Olimpiadi del 2018 in Brasile, la Nissan ha presentato il prototipo e-Bio Fuel-Cell, ovvero una macchina spinta ad elettricità ricavata tramite un generatore alimentato da bioetanolo, da una miscela di acqua ed alcol. In sostanza, l’acqua potrebbe essere, in diversi modi, una delle possibili soluzioni per la cosiddetta “transizione verde” di un settore rilevante come quello dei trasporti.

La situazione europea attuale

Per quanto riguarda l’Unione Europea, in concreto, i trasporti consumano un terzo dell'energia finale nell’UE - la maggior parte della quale proviene dal petrolio - e sono responsabili di gran parte delle emissioni di gas a effetto serra, contribuendo quindi ai cambiamenti climatici. Più precisamente, autovetture, furgoni, camion e autobus producono oltre il 70 % delle emissioni di gas a effetto serra generate dai trasporti. La quota restante proviene principalmente dal trasporto marittimo e aereo.

Per quanto riguarda le auto, le quantità di CO2 emessa variano a seconda del combustibile - si parla di 2.380g per litro di benzina consumato, o 2.750g per kg di metano consumato - e a seconda di altri fattori, come il tipo di veicolo e quanto consuma. Si può affermare, però, che una vettura alimentata a benzina, metano, gpl o qualsivoglia carburante difficilmente potrà considerarsi ecologica, o non dannosa in alcun modo per l’aria e per l’ambiente.

Sicuramente, oltre che rappresentare una possibile soluzione a livello ambientale, l’utilizzo di acqua come carburante porterebbe enormi benefici economici alla maggior parte della società, che negli ultimi mesi si è dovuta adeguare al crescente prezzo di benzina, diesel e gpl come conseguenza della guerra tra Russia ed Ucraina e delle ultime decisioni del cartello petrolifero dei Paesi Opec+.

Ad oggi, le automobili alimentate ad acqua non sono diffuse, forse per i costi necessari per la produzione e la commercializzazione di questa “nuova” tecnologia; o forse perché molte volte, anche in un momento storico che esige una transizione ecologica, gli interessi economici che regolano il mercato dei carburanti rimangono predominanti.

Visioni contrastanti

Per quanto riguarda l’attuale realizzazione di un motore ad acqua, molti sostengono che si tratterebbe di un’impresa pressoché impossibile. Secondo queste teorie, l’acqua viene utilizzata come “intermediario” e non come “carburante”, consumando già di per sé energia che quindi viene sottratta al motore, scaricando la batteria dell’auto più velocemente di quanto il motore possa ricaricarla.

Dall’altra parte, vi sono molti sostenitori di questa tecnologia che affermano una visione nettamente opposta. Si sostiene, infatti, che l'acqua funzioni come mezzo di un generatore che converte la stessa in idrogeno ed ossigeno, dando come risultato l’HHO gas - una miscela di ossigeno ed idrogeno chiamata ossidrogeno. Il gas viene successivamente compresso e bruciato, producendo energia per far muovere il veicolo.

Con due teorie così diverse, appare particolarmente ostico stabilire se si tratta di un progetto realizzabile oppure di un sogno che rimarrà tristemente confinato in un cassetto. Tuttavia, invenzioni come la la Dune Buggy di Meyer o la Hydromoving Technology di Errico sono una chiara dimostrazione che è possibile trovare soluzioni alternative e meno inquinanti rispetto ai combustibili più diffusi. Inoltre, queste scoperte manifestano la volontà e la ricerca di un cambiamento per tutta l’umanità e palesano la necessità di ridurre l’inquinamento, trasformando dapprima il nostro modo di spostarci. 

Le fonti impiegate per la stesura della presente pubblicazione sono liberamente consultabili:

https://www.ideegreen.it/auto-... 

https://www.eea.europa.eu/it/themes/transport/intro#:~:text=Autovetture%2C%20furgoni%2C%20camion%20e%

20autobus,inquinamento%20atmosferico%2C%20soprattutto%20nelle%20citt%C3%A0.

https://www.quattroruote.it/news/eco_news/2010/01/15/consumi_ed_emissioni_per_capirne_di_pi%C3%B9.html

https://tg24.sky.it/economia/2... 
https://pixabay.com/it/illustrations/co2-scarico-segnali-stradali-4767388/

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Chiara Andreoli

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