Le olimpiadi 2026 per il cambiamento sociale

Come le olimpiadi Milano-Cortina si impegnano verso l'equità

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  Cecilia Boni
  08 marzo 2026
  4 minuti, 29 secondi

Oltre il traguardo: come Milano-Cortina 2026 ha ridefinito l'equità e l'inclusione

I Giochi Invernali non lasciano in eredità solo medaglie e nuovi impianti sportivi, ma una vera e propria rivoluzione culturale all'insegna di parità di genere, accessibilità e rispetto.

Un nuovo paradigma: sostenibilità e impatto sociale

Le Olimpiadi e Paralimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 non sono state pensate unicamente come una vetrina agonistica, ma come un potente motore di cambiamento sociale. L'evento ha puntato su un modello "diffuso" e altamente sostenibile, scegliendo di riutilizzare ben l'87% delle strutture già esistenti. Al di là del formidabile impatto economico—stimato in oltre 5 miliardi di euro—la legacy più profonda di questi Giochi è strutturale e umana: l'obiettivo è lasciare al Paese un sistema di accessibilità universale e di reale equità di genere.

Paralimpiadi: oltre il tifo, la forza dell'empatia

Quando si accendono i riflettori sulle Paralimpiadi, il medagliere passa in secondo piano rispetto all'enorme impatto emotivo. Oggi le emozioni che dominano i Giochi sono l’ammirazione, l’orgoglio e l’empatia. I numeri parlano chiaro: per la maggioranza degli italiani, abbracciare i valori paralimpici è un passaggio essenziale per demolire le barriere—non solo quelle fisiche e architettoniche, ma soprattutto quelle mentali e culturali. Un'opportunità irripetibile per migliorare l'accesso ai servizi di tutti i giorni e per educare le nuove generazioni all'inclusione.

La Rivoluzione di genere: dal 1924 ai vertici del CIO

Basta un dato storico per misurare la distanza percorsa: alla prima edizione delle Olimpiadi Invernali di Chamonix del 1924, le donne rappresentavano appena il 4,3% dei partecipanti (percentuale cresciuta a fatica all'11,5% a St. Moritz 1948). Milano-Cortina 2026 raccoglie il testimone della storica parità del 50 e 50 raggiunta sul campo a Parigi 2024, ma decide di spingersi oltre, rendendo l'equità un pilastro trasversale e monitorato dell'intera organizzazione.

In sinergia con federazioni e broadcaster, il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) ha portato gli eventi femminili al numero record di 50 competizioni. Ma l'equilibrio non riguarda solo chi allaccia i pattini o gli sci: oggi le donne rappresentano il 54% dei commentatori televisivi e il 40% del corpo arbitrale. Un traguardo che si riflette persino nei ruoli di vertice, dato che questa è la prima edizione dei Giochi celebrata sotto la guida di Kirsty Coventry, la prima donna a ricoprire il ruolo di Presidente del CIO nella storia.

Dietro a questi risultati c'è l'applicazione di uno strumento innovativo: il GeDI (Gender Equality, Diversity and Inclusion) Self-Assessment Tool. Grazie a questo sistema di autovalutazione per l'organizzazione, si è arrivati a scelte simboliche e concrete di grandissimo impatto. Un esempio su tutti? Le finali e semifinali di hockey su ghiaccio, sia maschili che femminili, si giocano tutte sotto lo stesso prestigioso tetto della Milano Santagiulia Ice Hockey Arena, garantendo a entrambi i tornei lo stesso livello di copertura mediatica.

L'Impatto Culturale: Il Volto del Team26

L'anima di ogni Olimpiade risiede nei suoi volontari e Milano-Cortina non fa eccezione. Il programma Team26 ha selezionato 18.000 figure tra le oltre 130.000 candidature arrivate da ogni angolo del pianeta. Anche qui, la selezione ha seguito rigidi criteri di equilibrio di genere. Successivamente, tutti i selezionati hanno intrapreso percorsi formativi mirati sui temi della diversità. Un modello di parità che costituisce un caso raro a livello internazionale e che è destinato a fare scuola per i futuri grandi eventi.

Parole che contano: Le "Portrayal Guidelines"

Sotto i riflettori mediatici, la narrazione sportiva gioca un ruolo cruciale nella percezione degli atleti. Le parole, le inquadrature e le voci non sono mai neutre: possono distruggere i pregiudizi oppure alimentarli. Per questo la Fondazione Milano-Cortina ha curato e diffuso tra giornalisti, federazioni, scuole e atleti la prima edizione italiana delle Portrayal Guidelines del CIO.

Si tratta di un vero e proprio manuale per un linguaggio inclusivo e rispettoso, che impone ai media azioni ben precise:

  • La decostruzione degli stereotipi, sia per gli uomini che per le donne.
  • Una copertura bilanciata tra le competizioni maschili e femminili.
  • Una visibilità paritaria ed eterogenea per le atlete.
  • Un solido equilibrio tra giornalisti e giornaliste chiamati a firmare i servizi, dare le notizie o condurre le interviste.

Azioni concrete: Il progetto "Safeguarding"

Lo sport è sinonimo di salute e crescita, specie per i giovani, ma non si può fingere che sia del tutto immune da episodi di abuso, violenza o discriminazione. Per tutelare in modo reale l'integrità psicofisica di chi gareggia, in linea con normative specifiche come il D.Lgs. 39/2021, l'organizzazione ha implementato rigide linee guida sul safeguarding.

La Fondazione, insieme al CONI e al CIO, ha formato 17 esperti (provenienti dal mondo sportivo e dalla Procura) destinati a diventare docenti del corso IOC Safeguarding Essentials. Non si tratta solo di prevenzione: grazie a una partnership con l'Ordine degli Avvocati di Milano e il Consiglio Nazionale Forense, è stato istituito un pool di legali appositamente addestrati per assistere sia le vittime che gli autori di violenze, assicurando una rete di tutela legale immediata ed efficace che andrà ben oltre la chiusura dei Giochi.

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L'Autore

Cecilia Boni

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