L’Erasmus torna in UK

L’Accordo UE–UK per la riadesione al programma di mobilità studentesca Erasmus+ dopo la Brexit

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  Riccardo Carboni
  21 dicembre 2025
  3 minuti, 16 secondi

Il Regno Unito rientrerà nel programma Erasmus+ dell’Unione europea a partire dal 2027, segnando uno degli sviluppi più concreti nelle relazioni tra Londra e Bruxelles dalla Brexit. L’annuncio è arrivato il 17 dicembre 2025, al termine di negoziati tra il governo britannico guidato da Keir Starmer e le istituzioni europee, ed è stato presentato come parte di un pacchetto più ampio di accordi volti a ristabilire forme strutturate di cooperazione tra le due parti.

Erasmus+ è il programma dell’Unione europea dedicato alla mobilità internazionale nei settori dell’istruzione, della formazione, della gioventù e dello sport. Fino al 2020, il Regno Unito era uno dei principali partecipanti, sia come Paese di destinazione che come Paese di origine degli studenti. Con l’uscita dall’UE, Londra aveva abbandonato il programma, sostituendolo con il Turing Scheme, un’iniziativa nazionale che garantiva borse di studio per esperienze all’estero, ma senza il principio di reciprocità tipico di Erasmus+. La riadesione rappresenta quindi il ritorno a un contesto multilaterale coordinato a livello europeo.

Secondo quanto comunicato ufficialmente, il Regno Unito diventerà Paese associato a Erasmus+ dall’anno accademico 2027/2028, con l’avvio operativo degli scambi previsto per gennaio 2027. La partecipazione non riguarderà esclusivamente gli studenti universitari, ma comprenderà anche apprendisti, studenti della formazione professionale, adult learners, personale educativo e operatori del settore giovanile, in linea con l’impostazione estesa del programma europeo. Le autorità britanniche hanno stimato che oltre 100.000 persone potrebbero beneficiare delle opportunità offerte già nel primo anno di adesione.

Dal punto di vista finanziario, l’accordo stabilisce che Londra contribuirà al bilancio del programma con circa 570 milioni di sterline per il periodo 2027/28, una cifra che corrisponde a una riduzione di circa il 30% rispetto al contributo standard previsto per i Paesi terzi. I dettagli relativi agli anni successivi non sono ancora stati definiti, ma il contributo iniziale è stato presentato come coerente con il livello di partecipazione previsto e con i benefici attesi. Il governo britannico ha inoltre chiarito che gli studenti non dovranno sostenere costi aggiuntivi per aderire al programma, mantenendo condizioni simili a quelle degli altri partecipanti.

Dal lato europeo infatti, la Commissione ha confermato che il Regno Unito parteciperà al programma come partner associato, senza potere decisionale sulla governance complessiva di Erasmus+, ma con accesso pieno alle opportunità di mobilità previste. Per le università e gli enti di formazione dell’UE, il rientro britannico consente di ristabilire partenariati accademici e flussi di scambio con uno dei sistemi universitari più attrattivi del continente.

Sul piano amministrativo, il Regno Unito istituirà una agenzia nazionale dedicata a Erasmus+, incaricata di coordinare le candidature e di gestire i fondi e i rapporti con università ed enti di formazione europei. L’accordo copre un’ampia gamma di attività, tra cui periodi di studio, tirocini professionali, job shadowing, scambi per insegnanti e staff educativo, progetti di cooperazione giovanile e iniziative sportive.

La decisione di rientrare in Erasmus+ si integra perfettamente con il recente approccio di riavvicinamento del Regno Unito all’UE. Infatti, secondo quanto riportato dalle parti, l’intesa sul programma di mobilità è collegata a negoziati paralleli su altri dossier, tra cui la cooperazione energetica, l’integrazione dei mercati dell’elettricità, alcuni aspetti commerciali e la mobilità giovanile.

La decisione ha avuto una forte risposta mediatica sia nel Regno Unito sia negli Stati membri dell’Unione, anche per il valore simbolico attribuito a Erasmus+ come strumento di cooperazione europea. A livello operativo, i prossimi mesi saranno dedicati alla definizione dei regolamenti attuativi, alla creazione delle strutture amministrative nazionali e alla preparazione delle università e degli enti coinvolti in vista dell’avvio ufficiale nel 2027.

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L'Autore

Riccardo Carboni

Classe 1999, laureato in Scienze internazionali e Diplomatiche presso l’Università di Bologna e da sempre appassionato di affari internazionali. Studente all’ultimo anno di Master in International Relations presso la LUISS, ha approfondito tematiche riguardanti la sicurezza internazionale seguendo forum e partecipando a programmi di pianificazione militari secondo la dottrina NATO. Autore all’interno di Mondo Internazionale per l’area tematica “Organizzazioni Internazionali”.

Born in 1999, he holds a bachelor’s degree in International and Diplomatic Sciences from the University of Bologna and have always been passionate about international affairs. Currently a final-year student in the Master's degree program in International Relations at LUISS, he has delved into issues related to international security by following forums and participating in military planning programs based on NATO doctrine. Author and contributor to Mondo Internazionale for the "International Organisations” section.

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