Durante l'ultimo Consiglio Europeo, il tema dell'accoglienza dei rifugiati ucraini è stato al centro delle discussioni. Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha sottolineato la necessità di un maggiore sostegno finanziario da parte dell'Unione europea verso i Paesi maggiormente coinvolti nell'accoglienza, come Germania, Polonia e Repubblica Ceca.
“Germania, Polonia, Repubblica Ceca, per esempio, e pochi altri Paesi, hanno accolto il maggior numero di rifugiati ed è per questo che io, insieme ai miei colleghi, penso che ora sia anche il momento di prendere decisioni. […] Se gli altri Paesi partecipano meno all'accoglienza dei rifugiati, ciò comporta che l'Europa deve sostenere “finanziariamente” quelli che vi partecipano, in particolare per il finanziamento delle spese di sostentamento, della formazione professionale, dei corsi di lingua e di tutti gli aspetti che giocano un ruolo in questo senso”.
Il cancelliere, inoltre, insieme al primo ministro ceco Petr Fiala e il premier polacco Donald Tusk, in una lettera congiunta inviata alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, ha sottolineato che le capacità dei loro Paesi sono sovraccariche. Hanno chiesto un supporto finanziario supplementare dal bilancio dell'Ue per garantire un'accoglienza adeguata e sostenibile. La lettera ha evidenziato che l'attuale onere non è equamente distribuito tra gli Stati membri, rendendo urgente un intervento finanziario per evitare che il sistema di accoglienza collassi.
Durante il vertice, è stata discussa l'importanza di un approccio solidale e coordinato a livello europeo per affrontare l'emergenza umanitaria. Scholz ha sottolineato che è fondamentale coinvolgere anche gli Stati che finora hanno partecipato meno all'accoglienza dei rifugiati, garantendo che tutte le nazioni dell'Ue contribuiscano in modo equo agli sforzi collettivi. Questo approccio non solo faciliterebbe la gestione dei rifugiati, ma rafforzerebbe anche la coesione e la solidarietà all'interno dell'Unione Europea.
La protezione temporanea
Dal 24 febbraio 2022, data in cui la Russia ha avviato l’aggressione militare nei confronti dell’Ucraina, le persone in fuga dalla guerra per cercare rifugio in Unione Europea e nella Repubblica di Moldova sono più di 4 milioni.
Il 4 marzo 2022, l'Ue ha attivato la direttiva sulla protezione temporanea. Questa offre protezione immediata ai rifugiati ed originariamente è stata adottata nel 2001 in risposta ai massicci spostamenti di popolazione causati dalle guerre nei Balcani occidentali, in particolare dalla Bosnia-Erzegovina e dal Kosovo. Nel giugno 2024, la direttiva è stata prorogata fino al 4 marzo 2026 per continuare a supportare i rifugiati ucraini e garantire loro i diritti di soggiorno e accesso ai servizi essenziali.
La protezione temporanea è un meccanismo di emergenza dell'Ue attivato in situazioni eccezionali di afflusso massiccio di rifugiati, offrendo protezione immediata e collettiva a un ampio gruppo di persone sfollate che arrivano in Unione europea e che non possono tornare nel proprio Paese d'origine. Questo sistema riduce la pressione sui sistemi nazionali di asilo poiché le domande non devono essere esaminate individualmente.
I beneficiari della protezione temporanea godono degli stessi diritti in tutta l'Ue, tra cui:
- Diritto di soggiorno
- Accesso al mercato del lavoro e agli alloggi
- Assistenza medica
- Assistenza sociale
- Accesso all'istruzione per i minori
Inoltre, il meccanismo di protezione temporanea consente ai cittadini ucraini, che non necessitano di visto per entrare nell'Ue, di spostarsi liberamente all'interno dell'Unione per un massimo di 90 giorni e di scegliere lo Stato membro dell'UE in cui desiderano usufruire dei diritti di protezione temporanea.
Cosa fa l’Unione Europea per aiutare i rifugiati?
Oltre a implementare il regime di protezione temporanea per le persone fuggite dalla guerra, l'Unione Europea ha attuato misure concrete per assistere i rifugiati. Queste includono l'erogazione di 2,62 miliardi di euro in aiuti umanitari, il sostegno in materia di protezione civile per Ucraina, Cechia, Polonia, Slovacchia, Repubblica di Moldova e l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), il supporto finanziario e tecnico agli Stati membri che accolgono rifugiati, e l'assistenza nella gestione delle frontiere per i paesi dell'Ue e la Moldova.
Nell'aprile 2022, il Consiglio dell'UE ha adottato una raccomandazione per facilitare la conversione delle banconote in hrivna delle persone sfollate dall'Ucraina in valute dell'Ue. Questo regime consente agli sfollati, inclusi i minori, di convertire fino a 10.000 hrivne per persona, senza commissioni e al tasso di cambio ufficiale stabilito dalla Banca nazionale dell'Ucraina. Inoltre, gli operatori europei hanno stipulato un accordo volontario che permette a milioni di rifugiati ucraini di effettuare chiamate verso l'Ucraina gratuitamente o a tariffe accessibili.
Sostegno dell’Unione Europea ai paesi che ospitano i rifugiati
L'attenzione dell'Unione europea verso coloro che cercano rifugio dalla guerra è il fulcro della risposta comune degli Stati membri. Questa azione riflette la solidarietà dei cittadini europei e l'impegno straordinario delle autorità nazionali e locali, delle ONG, delle associazioni comunitarie e delle imprese.
L'Ue sta fornendo supporto finanziario continuo agli Stati membri. Infatti, l'Unione ha approvato regolamenti per sbloccare fondi destinati ad aiutare le persone fuggite dalla guerra in Ucraina. Questi fondi assicurano agli Stati membri le risorse necessarie per affrontare le crescenti esigenze in termini di alloggio, istruzione e assistenza sanitaria per i rifugiati. Inoltre, ha adottato misure per consentire una maggiore flessibilità nell'uso dei fondi della politica di coesione, che includono la possibilità di trasferire risorse da un programma all’altro, l'accesso ai finanziamenti dell'UE al 100% e il prefinanziamento supplementare di progetti per fornire aiuti di emergenza immediati agli Stati membri.
Quando è iniziata l'aggressione russa contro l'Ucraina, l'Ue ha identificato circa 17 miliardi di euro di fondi che gli Stati membri possono utilizzare per rispondere alle necessità urgenti. Questa somma include circa 7 miliardi di euro di fondi inutilizzati della politica di coesione per il periodo 2014-2020 e circa 10 miliardi destinati alla ripresa post-pandemia a titolo dell’assistenza alla ripresa per la coesione e i territori europei (REACT-EU).
Le misure di flessibilità semplificano il finanziamento di una vasta gamma di azioni di supporto per i rifugiati e garantiscono un adeguato sostegno diretto a coloro che operano a stretto contatto con i rifugiati nelle comunità locali. Nell’aprile 2022, inoltre, il Consiglio ha adottato un regolamento per utilizzare fino a 420 milioni di euro di fondi residui dal periodo 2014-2020 destinati agli affari interni. Questo permette agli Stati membri e ad altri donatori pubblici o privati di aggiungere ulteriori contributi al Fondo Asilo, migrazione e integrazione per il periodo 2021-2027.
Mondo Internazionale APS - Riproduzione Riservata ® 2024
Condividi il post
L'Autore
Valentina Cannito
Categorie
Tag
UnioneEuropea Ucraina Olaf Scholz Rifugiati ucraini