Primo taglio dei tassi da parte della BCE, ma la lotta all'inflazione è ancora lunga

  Articoli (Articles)
  Tiziano Sini
  12 giugno 2024
  2 minuti, 38 secondi

Come già ampiamente previsto dai mercati, durante la Conferenza stampa da parte della Governatrice della BCE, Christine Lagarde, è stata confermata la notizia di un taglio dei tassi di interesse da parte della Banca Centrale.

Il primo intervento, dopo un periodo caratterizzato da aumenti dei tassi per far fronte alla crisi inflazionistica, consta di un taglio di 25 punti base. Come è possibile notare dagli andamenti, infatti, l’ultima volta che era capitato risale al 2016.

La decisione, specifica il board esecutivo, è stata assunta sulla base di una valutazione aggiornata delle prospettive di inflazione, della dinamica dell'inflazione di fondo e dell'intensità della trasmissione della politica monetaria, e predispone un tasso di rifinanziamento principale che si attesterà al 4,25%, un tasso di rifinanziamento marginale al 4,50%, mentre il tasso sui depositi raggiungerà il 3,75%.

La svolta si innesta in una fase congiunturale più rosea rispetto ai mesi scorsi, che infatti erano stati caratterizzati da un aumento complessivo di 450 punti base dei tassi. Questo è testimoniato dal raggiungimento nel mese di maggio di un tasso d’inflazione complessivo all’interno dell’Eurozona del 2,6%, ben lontano dal picco del 10,6% raggiunto nell’ottobre 2022. 

Tuttavia, la notizia deve essere letta all’interno di un contesto ancora estremamente delicato, che non permette di anticipare le scelte dei prossimi mesi. Ciò soprattutto alla luce delle stime che vedono un peggioramento della situazione inflazionistica per il 2024, portata al 2,5% dal 2,3% ipotizzato negli scorsi mesi. Stessa cosa per il 2025, quando il tasso dovrebbe attestarsi intorno al 2,2%, rispetto al 2% previsto, raggiungendo poi l’1,9% entro il 2026[1].

Di fronte a questi scenari economici, sono state però mosse nuovamente delle serie critiche all’operato della BCE e a quello della stessa Lagarde, rea di aver preso una decisione in una fase che, secondo gli indicatori macroeconomici, è ancora abbastanza critica. Di nuovo, infatti, torna lo spettro di un atteggiamento, considerato da molti controproducente, che vede la Presidente non seguire tanto una logica “data dependent”, quanto piuttosto prettamente politica, da come si può evincere dalla impostazione comunicativa che ha caratterizzato il suo intero operato fino a questo momento.

Non è la prima volta che Lagarde pecca dal lato comunicativo, alimentando in maniera negativa le aspettative dei mercati. Un aspetto dirimente, questo, che potrebbe portare ad importanti conseguenze.

A questa logica comunicativamente errata, che ha di fatto alimentato la convinzione che si potesse aprire uno spiraglio relativo ad una riduzione progressiva dei tassi nei prossimi mesi, sono seguiti poi toni estremamente prudenti, come testimoniato dalle parole della Governatrice in conferenza stampaNon prendiamo impegni in anticipo; sottolineando i rischi della presenza di andamenti ancora non costanti del rientro dell’inflazione all’interno della traiettoria del 2%.

Messaggi sbagliati, in una fase problematica rischiano, infatti, di franare la lotta all’inflazione, danneggiando l’economia europea in una fase delicata[2].

Mondo Internazionale APS - Riproduzione Riservata ® 2024

Condividi il post

L'Autore

Tiziano Sini

Tag

BCE inflaction rate Lagarde communication Economic crisis eurozone