Shrinkflation, significato e danni per i consumatori

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  Valeria Fraquelli
  26 ottobre 2026
  4 minuti, 17 secondi

A volte, quando compriamo un prodotto - biscotti o cereali per la colazione, ad esempio -, ci sembra che la confezione sia più leggera rispetto a prima. Quando torniamo a casa ci accorgiamo che effettivamente abbiamo ragione: la scatola è più piccola, più bassa, o presenta un design diverso, magari più lungo e stretto. Se decidiamo di verificarne il peso, la bilancia conferma la nostra ipotesi. Anche se di soli pochi grammi, la quantità di prodotto presente è minore di quanto acquistato in precedenza. Eppure, il prezzo non cambia.

Come mai succede questo? Il fenomeno si chiama Shrinkflation (o inflazione nascosta), e riguarda proprio le confezioni che si restringono senza un cambiamento nel prezzo del prodotto. Se da una parte è pura strategia di marketing, dall'altra esso è un modo per contenere i costi di produzione nonostante i rialzi dei tariffe causati da guerre, crisi internazionali, cambiamenti climatici.

Gli esperti confermano: “Le confezioni si fanno più piccole e il contenuto diventa più leggero, ma il prezzo non scende. Si chiama shrinkflation ed è un fenomeno a cui fare attenzione al supermercato”. 

È proprio al supermercato, quando facciamo la spesa, che dobbiamo stare ben attenti a quello che acquistiamo e al suo peso: esso potrebbe diminuire, pur determinando un prezzo del prodotto uguale a prima o addirittura maggiore. Del resto, è facile ingannare i consumatori con i prodotti che comprano più spesso, magari utilizzando la scusa di un nuovo design o di una festività particolarmente sentita per diminuire leggermente il contenuto o cambiare il packaging.

Ci avete mai fatto caso? Un nuovo packaging vuole dire colori rinnovati, una nuova confezione, tuttavia, spesse volte, la quantità contenuta diventa inferiore, anche se il prezzo non cambia o aumenta. Proporre meno contenuto a prezzo più alto è una delle strategie più comuni con cui le aziende fanno fronte ai rincari degli ultimi tempi, dovuti alla scarsità di materie prime, ai costi elevati dell’energia elettrica e ai disagi dovuti alla difficile situazione internazionale.

Basta osservare la confezione del detersivo per piatti Nelsen per riscontrare un esempio concreto di questo fenomeno: il cambio del packaging ha chiaramente significato una riduzione di prodotto contenuto, anche se i consumatori pagano esattamente la stessa quantità di denaro.

Un altro esempio di Shrinkflation sono le famose patatine Pringles, tanto amate dai consumatori più giovani: anche in questo caso possiamo osservare che il numero di patatine all'interno dell'iconico è diminuito. Anche in questo caso il prezzo non si è abbassato.

E se gli esempi alla luce del sole sono numerosissimi, ce sono molti altri che utilizzano la Shrinkflation per diminuire i costi di materie prime, energia elettrica e altro senza farsi scoprire dai consumatori. Per questo, la Shrinkflation viene chiamata anche inflazione nascosta: in molti casi, senza accorgersene, il consumatore stia pagando di più per una quantità di prodotto minore.

Dal 15 luglio 2026 in Italia sono state approvate nuove norme volte a tutelare i cittadini anche rispetto al fenomeno descritto: infatti, è stato stabilito di informare i consumatori e renderli più consapevoli della Shrinkflation, in modo da renderli coscienti della diminuzione del prodotto acquistato a fronte della medesima spesa affrontata.

Le nuove norme contenute nel Codice del Consumo impongono “ai rivenditori di segnalare per tre mesi i prodotti venduti in confezioni con peso o volume ridotti rispetto alla versione precedente”. In pratica, i produttori sono obbligati a monitorare i rivenditori, e questi ultimi sono tenuti a loro volta ad informare i consumatori con scritte sulla confezione che indicano chiaramente la diminuzione di prodotto applicata.

Infatti, spesso i consumatori non badano al peso di un prodotto, bensì al prezzo. Così, una sensibile ma piccola diminuzione di peso passa inosservata. Tuttavia, gli utenti hanno bisogno di comprendere nel modo più esaustivo possibile che, anche se non ci fanno caso o non se ne accorgono, stanno pagando molto di più per i prodotti acquistati abitualmente.

La Shrinkflation, pur rimanendo strisciante, colpisce i portafogli delle famiglie molto più di quanto si pensi, con un conseguente impoverimento della popolazione, un aumento dei costi e, infine, una contrazione dei consumi.

Inoltre, questo fenomeno è un pericolo anche per l’ambiente. Anche se confezioni e packaging non cambiano ma diminuisce la quantità contenuta, la plastica rilasciata nell'ambiente naturale aumenta. Basta pensare a quanta plastica fa parte del packaging di un prodotto: la riduzione del contenuto inserito è uno spreco, oltre a provocare un inutile aumento dei rifiuti. 

In conclusione, uno dei modi più sicuri con cui da consumatori possiamo difenderci dalla Shrinkflation è leggere bene le etichette, controllando anche il peso del prodotto che stiamo acquistando.

Possiamo stilare le regole fondamentali contro questa dannosa pratica commerciale, ovvero: 

  • guardare sempre il prezzo al chilo o al litro;  
  • ricordare che, se cambia grafica o ricetta, bisogna ricontrollare il peso del prodotto, perché è probabile che diminuisca; 
  • confrontare i formati non solo delle marche, ma anche dei supermercati. Ci potrebbero essere offerte convenienti disponibili a pochi metri di distanza. 
  • ricordare che le confezioni multiple e le promozioni vanno esaminate molto bene, dato che potrebbero mascherare pratiche di Shrinkflation.

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    L'Autore

    Valeria Fraquelli

    Mi chiamo Valeria Fraquelli e sono nata ad Asti il 19 luglio 1986. Ho conseguito la Laurea triennale in Studi Internazionali e la Laurea Magistrale in Scienze del governo e dell’amministrazione presso l’Università degli Studi di Torino. Ho anche conseguito il Preliminary English Test e un Master sull’imprenditoria giovanile; inoltre ho frequentato con successo vari corsi post laurea.

    Mi piace molto ascoltare musica in particolare jazz anni '20, leggere e viaggiare per conoscere posti nuovi ed entrare in contatto con persone di culture diverse; proprio per questo ho visitato Vienna, Berlino, Lisbona, Londra, Malta, Copenhagen, Helsinki, New York e Parigi.

    La mia passione più grande è la scrittura; infatti, ho scritto e scrivo tuttora per varie testate online tra cui Mondo Internazionale. Ho anche un mio blog personale che tratta di arte e cultura, viaggi e natura.

    La frase che più mi rappresenta è “Volere è potere”.

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