Sud-Est asiatico: la strategia cinese

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  Francesco Oppia
  29 settembre 2025
  4 minuti, 38 secondi

Iniziato il 31 agosto, il summit della Shanghai Cooperation Organization ha visto la partecipazione di delegazioni di Malesia, Indonesia, Cambogia, Laos, Vietnam e Myanmar. Una presenza dal valore soprattutto simbolico, che non rappresenta di per sé una svolta, ma si inserisce in un processo graduale di avvicinamento tra Pechino e il Sud-Est asiatico, destinato a occupare un ruolo sempre più centrale nella politica estera cinese.

Questo passaggio, infatti, rappresenta soltanto l’ultimo tassello di una strategia di lungo periodo avviata dalla leadership cinese. Tra le tappe più rilevanti, la definizione da parte della “Central Conference on Work Related to Neighboring Countries” dei paesi del “vicinato” come elemento cruciale della politica estera di Pechino. A ciò si è aggiunto, in maggio, l’annuncio della conclusione delle negoziazioni per l’aggiornamento del trattato di libero scambio Cina-ASEAN (CAFTA), che secondo le dichiarazioni ufficiali dovrebbe ampliare il proprio raggio d’azione a settori come l’economia digitale e la green economy.

La strategia di Pechino nei confronti del Sud-Est asiatico non si limita però al piano politico-diplomatico. La regione riveste infatti un’importanza crescente anche sul versante commerciale, soprattutto alla luce delle tensioni innescate dalla prima amministrazione Trump e riprese dalla seconda. Già con l’avvio della prima guerra commerciale, molte aziende cinesi hanno iniziato a delocalizzare la fase finale dei processi produttivi nei paesi vicini, con l’obiettivo di aggirare i dazi statunitensi. I dati recenti confermano questa tendenza: nella prima metà dell’anno le esportazioni cinesi verso il Sud-Est asiatico sono cresciute del 12,9%, per poi accelerare ulteriormente a luglio con un aumento del 16,6%. Rispetto all’inizio del primo mandato di Trump, tali esportazioni risultano quasi triplicate.

Ad oggi, secondo i dati rilasciati dall’ASEAN, la Cina si conferma il principale partner commerciale della regione, con un interscambio pari a 698 miliardi di dollari nel 2023, a fronte dei 395 miliardi di dollari registrati tra ASEAN e Stati Uniti. Un divario che sottolinea chiaramente la preminenza cinese nell’ambito commerciale.

Nel mentre, la Cina sta progressivamente cercando di ampliare la propria influenza militare nella regione, nell’intento di scardinare la suddivisione dei ruoli nella regione: da una parte la Cina come principale attore economico, dall’altra gli Stati Uniti come principale provider di sicurezza. Questo processo si manifesta in due modi: da un lato attraverso la maggiore presenza delle forze armate cinesi nella regione, dall’altro mediante lo sviluppo di un arsenale militare più ampio e sofisticato. Parallelamente, Pechino sta assumendo un ruolo crescente come fornitore di armamenti, un campo in precedenza dominato dagli Stati Uniti e dalla Russia.

Guardando ai dati pubblicati dal SIPRI, emerge come la Cina abbia progressivamente ridotto l’enorme divario che, soli 25 anni fa, la separava dagli Stati Uniti nel settore delle forniture militari. Nel periodo 2000-2010, infatti, le esportazioni statunitensi di armamenti verso la regione ammontavano a 3.815 milioni di dollari, mentre quelle cinesi si fermavano a 510 milioni. Tra il 2021 e il 2024, gli Stati Uniti hanno esportato 1.282 milioni di dollari, a fronte degli 839 milioni della Cina. I dati del SIPRI evidenziano dunque come Pechino abbia limitato il predominio statunitense nel mercato delle armi, colmando parzialmente il divario e mettendo in discussione il precedente status quo regionale.

Oltre al crescente peso nel settore della fornitura di armi, la Cina sta rafforzando la cooperazione militare con i Paesi del Sud-Est asiatico. Secondo un report del Lowy Institute, tra il 2017 e il 2024 Pechino ha siglato 10 nuovi accordi nel settore della difesa nella regione, un numero comparabile ai 12 firmati dagli Stati Uniti nello stesso periodo. La Cina ha inoltre aumentato il numero di esercitazioni congiunte, che nel biennio 2023-2024 hanno raggiunto un totale di 62. Tuttavia, in termini di quantità e complessità, la distanza dagli Stati Uniti rimane significativa: nello stesso periodo Washington ha condotto 191 esercitazioni congiunte con gli stati della regione per incrementare l’interoperabilità tra i partecipanti. Al contrario, le esercitazioni cinesi restano principalmente concentrate in ambiti non tradizionali, come l’antipirateria e la risposta congiunta ai crimini transnazionali.

Ad esempio, l’Exercise Cooperation con Singapore nel 2023 e 2024 si è concentrata su operazioni antiterrorismo, tema ripreso anche dall’esercitazione Golden Dragon 2025 con la Cambogia. Allo stesso modo, le manovre condotte durante l’esercitazione Friendship Shield 2024 tra Laos e Cina rimangono relativamente basilari, privilegiando il coordinamento tecnico e la risposta congiunta a crimini transnazionali, piuttosto che lo sviluppo di capacità di combattimento avanzate o l’interoperabilità tra le forze partecipanti. Al contrario, l’esercitazione Garuda Shield 2024 tra Stati Uniti e Indonesia è stata un’operazione multi-dominio che ha coinvolto forze provenienti da 10 paesi partecipanti e 12 paesi osservatori. L’esercitazione Balikatan 2024 con le Filippine ha posto l’accento sulla prontezza al combattimento e l’interoperabilità tra le forze partecipanti, estesa anche al dominio cibernetico.

Questa dinamica è ben fotografata dal Southeast Asia Influence Index del Lowy Institute, che assegna alla Cina un punteggio di 93,4/100 in ambito economico, ma soltanto 30,3/100 nel settore della difesa. Gli Stati Uniti, al contrario, ottengono 91,9/100 nel comparto militare, contro 54,7/100 in quello economico. È un’immagine che sintetizza tutto ciò che abbiamo osservato: Pechino ha rafforzato in modo sostanziale la propria centralità commerciale nella regione, guadagnando sempre più influenza. Tuttavia, il divario con Washington rimane marcato quando si tratta di sicurezza.

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Francesco Oppia

Autore di Mondo Internazionale Post

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Asia Orientale

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