Un tragico avvenimento ha scosso la Corea del Sud nei giorni scorsi, aggravando ulteriormente una situazione politica e sociale già segnata dall’instabilità. Il 29 dicembre 2024, un aereo della compagnia low cost Jeju Air, in volo da Bangkok, si è schiantato a Muan causando 179 vittime su 181 passeggeri a bordo. L’incidente ha sollevato dubbi e polemiche su vari fronti, dalla sicurezza aeronautica all’infrastruttura aeroportuale, mentre il paese è ancora scosso dalla recente imposizione della legge marziale e dall’emissione di un mandato di arresto nei confronti del presidente Yoon Suk-yeol.
La dinamica del disastro
Secondo le prime ricostruzioni, ancora in fase di sviluppo, il pilota del volo aveva dichiarato un’emergenza “mayday” dopo aver segnalato un impatto con uno stormo di uccelli, il cosiddetto “bird strike”. Tale fenomeno, benché noto per essere un rischio per l’aviazione, raramente porta a conseguenze così catastrofiche. In seguito alla segnalazione, l’equipaggio aveva ottenuto l’approvazione per un atterraggio di emergenza presso l’aeroporto di Muan. Tuttavia, l’operazione si è conclusa in tragedia: l’aereo non è riuscito ad arrestare la propria corsa, schiantandosi contro un muro situato al termine della pista.
Elementi controversi e primi sospetti
L’incidente ha aperto la strada a un’ondata di polemiche. Danilo Recine, vicepresidente dell’Associazione Nazionale Piloti Aviazione Civile (ANPAC), ha sottolineato come un bird strike, da solo, difficilmente possa causare un disastro di tali proporzioni. Gli esperti puntano il dito anche su un'avaria al carrello di atterraggio: le testimonianze indicano che il carrello non sia stato utilizzato durante l’avvicinamento al suolo, un dettaglio che potrebbe aver aggravato la situazione.
Un altro aspetto cruciale riguarda il muro contro cui l’aereo si è schiantato. Numerosi esperti e operatori del settore hanno evidenziato l’anomalia della sua posizione: immediatamente adiacente alla fine della pista, una collocazione insolita che molti considerano il fattore determinante della tragedia. L’amministratore delegato di Jeju Air, Kim Yi-bae, ha definito l’evento una tragedia dell’aeroporto di Muan, non di Jeju Air.
Le indagini in corso
Per fare luce sulle cause dell’incidente e individuare eventuali responsabilità, sarà fondamentale analizzare i dati contenuti nelle scatole nere del velivolo, già recuperate e attualmente al centro di un esame approfondito. Nel frattempo, le autorità sudcoreane hanno avviato ispezioni straordinarie su tutti gli aerei Boeing 737-800, il modello coinvolto nel disastro. Tale decisione è stata rafforzata da un episodio avvenuto poche ore dopo l’incidente: un altro volo di Jeju Air, dello stesso modello, ha riscontrato un problema al carrello di atterraggio poco dopo il decollo, costringendo il pilota a tornare all’aeroporto di partenza.
Per supportare le indagini, una delegazione di otto esperti statunitensi si è unita agli investigatori locali, lavorando a stretto contatto per chiarire i punti oscuri dell’evento. La loro analisi includerà una verifica tecnica delle componenti del velivolo, con particolare attenzione al carrello di atterraggio e ai sistemi di emergenza, oltre a un esame delle condizioni ambientali e infrastrutturali dell’aeroporto di Muan.
Lutto nazionale
La tragedia aerea ha gettato un ulteriore velo di dolore su un Paese già attraversato da tensioni politiche e sociali. In seguito all’incidente, il governo sudcoreano ha dichiarato sette giorni di lutto nazionale, riducendo e cancellando molti dei festeggiamenti previsti per il Capodanno.
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