L’Agenzia Spaziale Europea (ESA), fondata nel 1975, è un ente intergovernativo che coordina i progetti spaziali di 22 Stati membri, tra cui Norvegia, Svizzera e Svezia. Invece, Slovenia e Canada partecipano come associati, contribuendo a specifici progetti. L’ESA è il frutto della fusione di due precedenti organizzazioni spaziali europee: l’European Space Research Organization (ESRO) e l’European Launcher Development Organization (ELDO).
Sebbene non sia un’agenzia dell’Unione Europea, l’ESA collabora con le istituzioni europee, armonizzando le proprie politiche con quelle dell’Unione. La sua missione principale è promuovere l’esplorazione e lo sfruttamento pacifico dello spazio, oltre a sviluppare tecnologie e servizi avanzati per l’osservazione della Terra, contribuendo così a un futuro sostenibile e innovativo per l'Europa e il mondo.
Il programma Copernicus si espande con nuove missioni
Nel mese di ottobre, l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha fornito un importante aggiornamento sulle sue attività, annunciando, il 17 ottobre, significativi progressi nel programma Copernicus, il programma di osservazione della Terra dell’Unione Europea, gestito in collaborazione con la Commissione Europea. In particolare, i progressi in questione sono riscontrabili nelle sei missioni di espansione Sentinel, ognuna delle quali è rappresentata da una famiglia di satelliti, chiamati appunto, Sentinel e specializzati in specifiche attività di monitoraggio nelle seguenti macro-aree:
- cambiamento climatico;
- sicurezza alimentare;
- gestione delle risorse idriche;
- monitoraggio delle risorse naturali e terrestri;
- salvaguardia dell’Artico.
Grazie a questa fitta rete di satelliti, il programma raccoglie dati fondamentali per affrontare queste sfide globali.
In particolare, nell'ambito della lotta contro il cambiamento climatico, sono attualmente in fase di sviluppo tre satelliti CO2M-A/B/C. Questi strumenti hanno l'obiettivo di osservare le emissioni di gas serra e di verificare quanto gli stati stiano rispettando gli obiettivi fissati dagli Accordi di Parigi.
In relazione alla produzione agricola, è previsto il lancio di due satelliti LSTM-A/B. Dotati di sensori a infrarossi forniranno dati preziosi sulla temperatura della superficie terrestre, essenziali per prevedere eventuali siccità e gestire al meglio le risorse idriche.
Per quanto concerne la sicurezza alimentare, il programma CHIME (Copernicus Hyperspectral Imaging Mission for the Environment) prevede il lancio di due satelliti dotati di spettrometri a infrarossi, destinati a migliorare la gestione dell’agricoltura e della biodiversità.
Il programma CRISTAL (Copernicus Polar Ice and Snow Topography Altimeter), invece, offrirà un quadro completo dei cambiamenti nelle regioni artiche, utilizzando un radar avanzato e un radiometro.
Infine, il programma Copernicus L-band Synthetic Aperture Radar (ROSE-L) si concentrerà sul monitoraggio continuo delle condizioni meteorologiche e del ciclo del carbonio. Sarà dotato di un nuovo radar, chiamato, per l’appunto, ROSE-L, capace di fornire immagini spaziali ad alta risoluzione (5-10 metri) e di un’antenna di 40 metri quadrati, la più grande mai costruita.
Con questi sviluppi, è evidente come l’ESA si stia preparando a rafforzare la capacità di monitoraggio della Terra, affrontando in modo più incisivo le sfide climatiche e ambientali del nostro tempo.
HYDRON: il futuro delle telecomunicazioni ottiche
Le novità non si fermano qui: il 16 ottobre, l’ESA ha svelato il lancio di un ambizioso progetto chiamato HYDRON, sviluppato in collaborazione con Kepler Communications, un fornitore canadese di telecomunicazioni satellitari. L'iniziativa prevede la creazione di una costellazione di dieci satelliti in orbita bassa, destinati a diventare il fulcro delle comunicazioni tra satelliti di terzi, utenti a terra e altre piattaforme in orbita non bassa attraverso la comunicazione ottica.
L'obiettivo di HYDRON è chiaro: fornire connessioni ultra-rapide tra i satelliti e le reti di dati terrestri, affrontando i cosiddetti “bottlenecks”, ossia quei limiti o restrizioni che tradizionalmente ostacolano la trasmissione di dati nei sistemi di comunicazione a radiofrequenza, già sovraccarichi a causa della crescente competizione per uno spettro radio limitato. Le tecnologie di comunicazione ottica rappresentano una soluzione promettente, sfruttando impulsi di luce, spesso generati da laser o LED, per codificare e trasferire dati a velocità straordinarie su lunghe distanze.
I vantaggi della comunicazione ottica sono numerosi: una larghezza di banda significativamente più ampia, minori interferenze elettromagnetiche e un livello di sicurezza superiore. Le fibre ottiche, in particolare, sono ampiamente utilizzate per le reti di telecomunicazione ad alta velocità, come quelle di Internet.
Questo sistema avanzato non solo fornirà importanti vantaggi per il monitoraggio dei quattro macro-settori di interesse del progetto Copernicus Sentinel Expansion, ma potrà anche favorire una partnership più solida con le aziende canadesi, stimolando la commercializzazione, creando nuovi posti di lavoro e promuovendo lo scambio di know-how.
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L'Autore
Tabatha Ferrari
AUTRICE - ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI
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ESA Canada Copernicus Hydron Europe space