Bambine, non spose: firmata la legge che vieta i matrimoni forzati in Sierra Leone

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  Giorgia Milan
  10 luglio 2024
  3 minuti, 6 secondi

Martedì 2 luglio il presidente della Sierra Leone, Julius Maada Bio, ha firmato la legge che dovrebbe porre finalmente fine alla pratica dei matrimoni forzati e precoci, dichiarandola finalmente illegale nel paese.

Per matrimonio forzato e precoce si intende qualsiasi unione formale tra un minore di 18 anni e un altro minore oppure un adulto. Si tratta di una prassi ancora troppo diffusa in tutto il mondo; infatti non è ancora chiaro a tutti che le bambine e le ragazze, oltre ad aver diritto di scegliere se, quando e con chi sposarsi, hanno l’assoluto diritto a vivere un’infanzia e una giovinezza degne di questo nome. Un matrimonio precoce e forzato porta con sé danni incalcolabili per le ragazze: abusi fisici e psicologici, impossibilità di continuare gli studi oppure gravidanze precoci.

I matrimoni forzati costituiscono ovviamente una violazione dei diritti delle bambine e sono una pratica comunque a diversi paesi del mondo. Tuttavia, vengono identificate due zone principali, nelle quali questo fenomeno raggiunge un apice difficilmente paragonabile con altri paesi: l’Africa Subsahariana (specialmente in Niger, dove il 76% delle donne si sono sposate prima dei 15 anni) e nell’Asia meridionale (specialmente nel Bangladesh e in India).

Rispetto le ultime stime pubblicate dall’UNICEF, la percentuale di spose bambine è diminuita dal 21% al 19%. Tuttavia, per eliminare completamente i matrimoni forzati entro il 2030, la riduzione globale dovrebbe essere 20 volte più rapida.
Il problema delle spose bambine nel mondo rimane quindi critico. Bastano pochi numeri per rendersi conto della gravità del fenomeno:

  • oltre 640 milioni di donne in vita si sono sposate prima di aver compiuto 18 anni;
  • ogni anno, 12 milioni di ragazze sono costrette a sposarsi;
  • il 20% delle spose bambine si trova nell’Africa Subsahariana, che è dunque lontana oltre 200 anni dal porre fine a questa prassi.

Inutile dunque dire che questa legge arriva in un momento fondamentale: in Sierra Leone, infatti, circa un terzo delle ragazze si sposa prima dei 18 anni e il 9% prima dei 15 anni: è quindi giunta l’ora di fermare questa prassi. Ai matrimoni forzati, inoltre, sono collegate le gravidanze precoci che, in Sierra Leone come in molti altri paesi, sono causa di centinaia di decessi durante il parto. Adesso, finalmente, l’età minima per contrarre matrimonio in Sierra Leone è 18 anni.

La neonata legge proibisce quindi qualsiasi tipo di matrimonio e convivenza con bambine e ragazze al di sotto dei 18 anni e stabilisce una serie di norme volte alla protezione degli interessi e della sicurezza delle minori in Sierra Leone. A questo punto, firmata la legge, non resta che informare a riguardo tutto il paese, a partire dalle aree più remote e rurali, e aumentarne la consapevolezza.

La nuova normativa prevede una pena di 15 o più anni di carcere e una multa equivalente a circa 3700€ per chiunque contragga matrimonio con un minore. L’imputabilità in questi casi è prevista per lo sposo, per i genitori o tutori della ragazza e per tutti gli invitati al matrimonio.

Quanto accaduto in Sierra Leone dimostra che è possibile quindi compiere progressi per porre fine ai matrimoni forzati. La speranza è che questo passo in avanti compiuto in Sierra Leone possa ispirare anche altri paesi a percorrere la medesima strada, che si arrivi a un giorno in cui questa pratica sarà solamente un brutto e lontano ricordo.

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L'Autore

Giorgia Milan

Giorgia Milan, classe 1998, ha conseguito una laurea triennale in “scienze politiche, relazioni internazionali e governo delle amministrazioni”, con una tesi riguardo la condizione femminile in Afghanistan, e successivamente una laurea magistrale in “Human rights and multi-level governance”, con una tesi riguardo la condizione delle donne rifugiate nel contesto dell’attuale guerra Russo-Ucraina, il tutto presso l’Università degli studi di Padova.

I suoi interessi principali sono i diritti umani, in particolare i diritti delle donne. È proprio il forte interesse per questi temi che l’ha spinta a intraprendere un tirocinio universitario presso il Centro Donna di Padova, durante il quale ha avuto la possibilità di approcciarsi al mondo della scrittura e della creazione di contenuti riguardanti la violenza di genere e le discriminazioni.

In Mondo Internazionale Post Giorgia Milan è un'autrice per l'area tematica di Diritti Umani.

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