Nelle ultime settimane si è parlato dell’accordo sui “top jobs” al Consiglio Europeo. Di che si tratta? Per “top jobs” si intendono le tre cariche più alte nell’Unione Europea: Presidente della Commissione, Presidente del Consiglio Europeo e Alto rappresentante dell'Unione per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza.
I negoziati tra i capi di Stati hanno deciso di rinnovare la popolare tedesca Ursula von der Leyen per un secondo mandato alla presidenza della Commissione, invece il socialista portoghese Antonio Costa guiderà il Consiglio e la liberale estone Kaja Kallas sarà Alto Rappresentante per la Politica Estera - è la prima volta che un paese baltico ottiene una nomina così alta. Si tratterebbe di un accordo che soddisfa la coalizione che dovrebbe formarsi al Parlamento Europeo dopo le elezioni, che unisce i Partito Popolare Europeo, i socialdemocratici e i liberali di Renew Europe - nonché la stessa coalizione che è emersa dopo le elezioni del 2019, sempre con il Partito Polare Europeo come partito più votato.
- L’insoddisfazione dei partiti di destra
La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni è stata la prima a esprimere il suo disappunto, denunciando di non essere stata ascoltata durante i negoziati, ma che siano bensì state presentate delle proposte già stabilite in un accordo parallelo tra i Capi di Governo appartenenti ai partiti nella coalizione popolari-socialdemocratici-liberali. Il Premier ungherese Orban ha sostenuto che i risultati elettorali suggerivano un orientamento del Parlamento Europeo verso destra, un’aspettativa che sarebbe stata tradita dall’accordo del Partito Popolare Europeo con i socialdemocratici e i liberali – anche se in realtà sarebbe quasi una replica della coalizione che si è formata dopo le precedenti elezioni del 2019, quindi nulla di cui meravigliarsi. E’ vero invece quello che dice Giorgia Meloni, i nomi per i tre vertici erano già stati decisi alla cena informale tra i capi di stato e di governo di lunedì 17 maggio. Come si spiega l’esclusione del governo italiano?
- La nomina di queste cariche fa parte di un processo articolato che porta alla nomina della Commissione Europea per i prossimi cinque anni.
Ecco una spiegazione dettagliata:
1. Nomina del Presidente della Commissione: Il processo inizia con la nomina del Presidente della Commissione Europea. Il Consiglio Europeo, composto dai Capi di Stato o di Governo degli Stati membri, propone un candidato per questa posizione e anche per l’Alto Rappresentante dell'Unione per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza - essendo anche uno dei Vicepresidenti della Commissione. La proposta tiene conto dei risultati delle elezioni del Parlamento Europeo, dato che i candidati dovranno poi essere approvati dal Parlamento Europeo, con maggioranza assoluta dei membri.
2. Selezione dei Commissari: Una volta che il Presidente della Commissione è stato approvato, si passa alla formazione del collegio dei commissari. Ogni Stato membro propone un candidato per diventare commissario. Il Presidente della Commissione, in collaborazione con il Consiglio, assegna a ciascun commissario un portafoglio specifico (ad esempio, commercio, ambiente, economia, ecc.).
3. Audizioni Parlamentari: I candidati commissari sono sottoposti a un processo di audizione davanti alle commissioni del Parlamento Europeo competenti per i rispettivi portafogli. Durante queste audizioni, i candidati devono rispondere a domande sui loro piani e sulla loro visione per il futuro del portafoglio che andranno a gestire.
4. Approvazione del Collegio dei Commissari: Dopo le audizioni, il Parlamento Europeo vota sull'intero collegio dei commissari, inclusi il Presidente e l'Alto rappresentante dell'Unione per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza, che è anche Vicepresidente della Commissione. Per essere approvato, il collegio deve ottenere una maggioranza di voti favorevoli.
5. Nomina Ufficiale: Se il Parlamento Europeo approva il collegio dei Commissari, il Consiglio Europeo adotta formalmente la nomina della Commissione. Una volta nominata, la Commissione può iniziare il suo mandato, che dura cinque anni.
Diversamente, il Presidente del Consiglio Europeo viene nominato solamente dai Capi di Stato o di Governo degli Stati membri, non del Parlamento Europeo, per un mandato di due anni e mezzo rinnovabile una volta.
L’accordo sui “top jobs” si trova ancora al primo tassello di questo processo e viene concluso quando si raggiunge una maggioranza qualificata del 55% degli Stati membri (15 su 24), rappresentanti almeno il 65% della popolazione dell'UE. In questo caso l’accordo è stato approvato da 22 Stati membri, quindi non serviva l’approvazione del Governo italiano, che ricoprirà comunque un ruolo più rilevante negli step successivi.
- Quali saranno i prossimi passi? Cosa ci dobbiamo aspettare?
Le nomine verranno votate al Parlamento Europeo alla sessione plenaria di settembre. Se Ursula von der Leyen sarà approvata –ed è quasi assicurato che sarà così – otterrà l’incarico di nominare gli altri 26 Commissari. Qui ci saranno ulteriori accordi con i Governi degli Stati membri, dato che bisognerà nominare un commissario per ogni stato membro, quindi anche uno italiano. Quello che ci possiamo aspettare è che l’Italia si aggiudichi la nomina di un commissario importante, non solo perché è uno dei paesi più grandi tra gli Stati membri, ma anche perché nella coalizione del nostro governo è presente Forza Italia, che a Bruxelles e a Strasburgo siede tra i popolari – il partito di von der Leyen e della maggioranza appunto.
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L'Autore
Michele Bodei
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