Ultimamente ci sono stati molti casi di persone intossicate da alimenti guasti, mal conservati, assolutamente non adatti al consumo e purtroppo ci sono state anche delle vittime.
Certo, forse gli ambienti in cui venivano conservati gli alimenti non erano adatti, ma il grande caldo, quelle giornate lunghissime in cui il solleone estivo ha portato le temperature a toccare i 40 gradi, di certo non ha aiutato.
Infatti, le temperature elevate sono assolutamente inadatte per la corretta conservazione degli alimenti, esporre il cibo al caldo è il modo migliore per contaminare il cibo con insetti, virus o batteri molto pericolosi che possono essere causa di malattie molto gravi.
Si può dire che i cambiamenti climatici sono i veri responsabili della cattiva conservazione dei cibi, se ci pensiamo tutte le estati abbiamo la sensazione che siano più calde di quelle precedenti e le temperature maggiori sono le responsabili della cattiva conservazione degli alimenti. È capitato di sentir dire, magari dalle persone più avanti con gli anni, che una volta, anche in piena estate, si poteva andare in giro in pieno pomeriggio per fare la spesa e tutto rimaneva fresco e sano come appena comprato, ma adesso non è più così.
Il clima più caldo rende molto difficile conservare bene i cibi, li espone a deterioramento precoce, al rischio di batteri nocivi, capaci anche di provocare gravi malattie, portando addirittura alla perdita di tutte o parte delle loro sostanze nutritive. Caldo molto forte e cibo non vanno d’accordo. Sugli alimenti sottoposti a temperature eccessive si sviluppano virus e batteri, quegli stessi ingredienti che prima sembravano buoni e sani si trasformano in micidiali nemici.
Quindi alla domanda: "se è il clima che danneggia il cibo", possiamo rispondere tranquillamente di sì e sono proprio gli esperti che ci mettono in guardia contro la proliferazione di batteri cattivi negli alimenti deperibili, che con il caldo accelera. “Il caldo è nemico della conservazione perché promuove la crescita microbica in cibi che restano fuori dal frigorifero o in presenza di temperature non adeguate. In estate, la catena del freddo deve essere tenuta costante: qualsiasi interruzione espone latte, salumi e formaggi al rischio di sviluppo batterico”, spiegano gli studiosi.
I cambiamenti climatici, con le ondate di caldo sempre più intense e i temporali sempre più estremi, sono i veri responsabili della cattiva conservazione dei cibi e la cosa brutta è che la colpa è solo nostra, del nostro inquinamento e di tutti i danni che negli anni abbiamo inflitto alla natura e all’ambiente. Stiamo finalmente capendo che questi danni causati all'ambiente si pagano, e a caro prezzo. Stiamo vedendo con i nostri occhi che un grado in più di temperatura vuole dire tanto, vuole dire stare in salute oppure no.
Latte e formaggio sono i più esposti, i più delicati e per questo vanno maneggiati con cura e non lasciati mai a temperature troppo elevate. Sono alimenti che possono avere vari benefici per la nostra salute, ma se solo vengono lasciati per poco al sole durante una giornata calda, sono anche quelli con il maggior rischio di sviluppare batteri e virus nocivi.
Carne e pesce, ma anche frutta e verdura, sono altre due tipologie di cibi che non andrebbero mai sottoposte a calore intenso poichè possono causare infezioni anche gravi.
Un semplice panino o una salsina allettante possono nascondere gravissimi rischi per la nostra salute, e ne abbiamo avuta la conferma questa estate. Pertanto, dobbiamo cominciare a pensare che la lotta al cambiamento climatico possa essere combattuta anche attraverso le nostre scelte alimentari e nella nostra capacità di gestire bene il cibo proteggendolo da temperature estreme.
Conservare bene il cibo è una lotta contro il cambiamento climatico. Ciò vuol dire mantenere i nostri alimenti sani anche con ondate di caldo estreme, è necessario adattarsi al clima che cambia, ma bisognerebbe davvero cambiare questa situazione prima che sia troppo tardi evitando addirittura di essere impossibilitati a conservare gli alimenti.
Per ora possiamo avere la massima cura del cibo controllando che avvenga la giusta conservazione soprattutto quando mangiamo fuori casa. Pensiamo però tutti i giorni a fare un gesto concreto per la protezione dell’ambiente perchè solo così potremo veramente salvare il nostro pianeta dagli effetti del clima impazzito.
In conclusione, possiamo dire che sì, il cambiamento climatico ha effetto nella conservazione del cibo, ma se vogliamo possiamo reagire e lasciare alle nuove generazioni un mondo migliore.
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L'Autore
Valeria Fraquelli
Mi chiamo Valeria Fraquelli e sono nata ad Asti il 19 luglio 1986. Ho conseguito la Laurea triennale in Studi Internazionali e la Laurea Magistrale in Scienze del governo e dell’amministrazione presso l’Università degli Studi di Torino. Ho anche conseguito il Preliminary English Test e un Master sull’imprenditoria giovanile; inoltre ho frequentato con successo vari corsi post laurea.
Mi piace molto ascoltare musica in particolare jazz anni '20, leggere e viaggiare per conoscere posti nuovi ed entrare in contatto con persone di culture diverse; proprio per questo ho visitato Vienna, Berlino, Lisbona, Londra, Malta, Copenhagen, Helsinki, New York e Parigi.
La mia passione più grande è la scrittura; infatti, ho scritto e scrivo tuttora per varie testate online tra cui Mondo Internazionale. Ho anche un mio blog personale che tratta di arte e cultura, viaggi e natura.
La frase che più mi rappresenta è “Volere è potere”.
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