È iniziata la scorsa settimana, precisamente l’11 novembre, a Baku l’annuale COP, Conferenza delle Parti della Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, giunta alla sua ventinovesima edizione. Quest’anno, i punti principali delle discussioni comprendono sia un rafforzamento dell’impegno dei Paesi parte della Convenzione nell’emanazione di piani nazionali ambiziosi per ridurre gli effetti del cambiamento climatico, ma soprattutto una maggiore attenzione nei confronti della finanza, strumento chiave per ridurre le emissioni, adattarsi ai cambiamenti climatici e affrontare perdite e danni. Uno dei temi principali della COP29 è infatti proprio quello dei finanziamenti, necessari affinché i Paesi possano ridurre drasticamente le emissioni di gas serra e mitigare gli impatti dei cambiamenti climatici, mantenendo le temperature sotto controllo per rimanere sotto alla soglia di aumento di 1,5°C.
Il 14 novembre, quarto giorno della Conferenza, è stato dedicato proprio alla finanza e agli investimenti per il clima. Argomento oggetto di maggiore dibattito durante l’intera giornata è stata soprattutto la necessità di un impegno annuale di ingenti finanziamenti per il clima, da parte sia del settore pubblico che privato, per un obiettivo “collettivo e quantificato”. Un rapporto delle Nazioni Unite, infatti suggerisce come i negoziati debbano concentrarsi sul raggiungimento di 1.300 miliardi di dollari entro il 2035 da destinarsi ad attività per la prevenzione e la mitigazione degli effetti del cambiamento climatico. In particolare, durante la conferenza è stato discussa anche la disparità tra i Paesi del Nord e quelli del Sud del mondo, con i Paesi più vulnerabili al clima che hanno chiesto un finanziamento annuale di 1.000 miliardi di dollari, tramite un trasferimento di fondi dai Paesi più ricchi a quelli più poveri.
Importante per il negoziato è stata la proposta dell’Unione europea, che ha presentato un approccio di finanziamento “a strati”, combinando finanziamenti pubblici e privati, e riconoscendo che i fondi necessari per raggiungere ambiziosi obiettivi climatici difficilmente potranno essere raggiunti dai soli finanziamenti governativi.
Inoltre, accanto alle trattative sulle cifre da destinare alla resilienza al cambiamento climatico e ai metodi di investimento, sono state presentati anche pubblici impegni da parte di alcuni fondi pubblici o Stati importanti, tra cui la Cina, impegnata a stanziare 24,5 miliardi di dollari per progetti climatici nei Paesi in via di sviluppo, gli Emirati Arabi Uniti, impegnati a investire 30 miliardi di dollari in progetti rinnovabili, e la Banca Mondiale, che ha annunciato l'intenzione di destinare il 45% dei suoi finanziamenti (42 miliardi di dollari) all'adattamento e alla mitigazione del clima entro il 2025.
Particolare attenzione è stata inoltre dedicata ai piccoli Stati insulari in via di sviluppo in prima linea nella crisi climatica, il cui appello effettuato durante la conferenza è fondamentale per i negoziati. Gli Stati hanno infatti richiesto di essere riconosciuti come gruppo speciale con vulnerabilità uniche e di poter avere accesso ad un nuovo regime di finanziamento, adatto alla situazione straordinaria che questi stati si trovano ad affrontare.
Durante i negoziati, c’è stato inoltre uno sviluppo per quanto riguarda il commercio dei crediti di carbonio, con il raggiungimento di un accordo sull'adozione di standard per i crediti di carbonio. In particolare, il commercio dei crediti di carbonio consentirà a Paesi e aziende di compensare le emissioni acquistando “crediti”, come ad esempio un investimento in un progetto di piantumazione di alberi, e aprendo la strada ad un mercato unico dei crediti di carbonio, gestito dalle Nazioni Unite.
Da sottolineare, in conclusione come il Climate, Finance and Investment Day non sia stato esente di critiche e proteste, soprattutto da parte degli attivisti per il clima, che, per la prima volta dall'inizio del vertice, hanno avuto il permesso di organizzare le loro proteste all'interno della sede della COP. Tra le loro richieste si annoverano, in particolare, un’intensificazione dell’impegno dei Paesi sviluppati nel finanziamento di maggiori risorse da destinare alla mitigazione del cambiamento climatico, oltre che al risarcimento delle perdite e danni che tutto il mondo sta già subendo.
Nel frattempo, la Conferenza delle parti sta continuando a procedere. Maggiori aggiornamenti sull’adozione degli accordi definitivi arriveranno prossimamente.
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L'Autore
Elisa Modonutti
Studentessa di Scienze internazionali e diplomatiche, amante della lettura, dei viaggi e con una curiosità innata di scoprire il mondo che ci circonda
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