Com'è andata la prima settimana delle Olimpiadi Milano-Cortina

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  Emma Zurru
  15 febbraio 2026
  3 minuti, 49 secondi

Si è conclusa la prima settimana delle Olimpiadi invernali 2026 di Milano-Cortina, prime Olimpiadi “diffuse” della storia e quarto evento olimpico ospitato in Italia, dopo quelle di Torino nel 2006, Roma nel 1960 e Cortina nel 1950.

La manifestazione sportiva sta registrando un grande successo, tanto sportivo quanto di gradimento e audience televisiva: mai nelle Olimpiadi invernali l’Italia ha ottenuto così tante medaglie come in questi sei giorni, 18 in tutto all’ottavo giorno di giochi, posizionandosi seconda dopo la Norvegia, che ne ha vinte altrettante ma con due ori in più; i biglietti venduti per le gare sono più di un milione, con un’occupazione media dei siti di gara dell’85%. Secondo l’amministratore delegato della Fondazione Milano Cortina 2026, Andrea Varnier, i dati parlano del successo di queste Olimpiadi. Rispetto agli ascolti televisivi, la Rai ha superato i due milioni e mezzo di telespettatori per la maggior parte delle gare, stando ai dati comunicati dall’Auditel per questa prima settimana.

Tuttavia, il primo giorno della copertura Rai delle Olimpiadi, in occasione della cerimonia di inaugurazione, il servizio è stato tutt’altro che un successo per via della fallimentare telecronaca del direttore di Rai Sport, Giampaolo Petracca, che ha ricevuto moltissime critiche dal sindacato dei giornalisti della Rai, dai partiti di opposizione e dalla redazione di Rai Sport: fin dall’inizio della cerimonia, quando ha dato il benvenuto “dallo stadio Olimpico” (quello di Roma) invece dello stadio San Siro, ha commesso errori grossolani, ad esempio presentando l’attrice Matilda De Angelis come Mariah Carey e scambiando la presidente del Comitato Internazionale Olimpionico, Kirsty Coventry, per la figlia del presidente Mattarella; ha poi utilizzato diversi luoghi comuni problematici, accostando ad esempio gli atleti africani a riti vodoo, mostrandosi inadeguato al ruolo.

A condurre la cerimonia doveva originariamente essere il vicedirettore Auto Burbarelli, escluso però poco prima del 6 febbraio per aver anticipato in conferenza stampa il ruolo del Presidente della Repubblica: Petracca avrebbe insistito per subentrare, nonostante alcuni dirigenti fossero contrari. L’USIGRai, il sindacato dei giornalisti Rai, ha per questo indetto uno sciopero per venerdì 13 febbraio e ha dichiarato il ritiro delle firme dei giornalisti di RaiSport, seguiti poi da tutte le redazioni Rai, dai servizi, dai collegamenti e dalle telecronache dal 9 febbraio fino alla fine delle Olimpiadi. Questo il comunicato di venerdì:

«Le giornaliste e i giornalisti della Rai oggi ritirano la firma dai propri servizi in solidarietà con i colleghi di Raisport che protestano per la telecronaca del direttore durante la cerimonia di apertura delle Olimpiadi, incarico che si era auto-assegnato. Nonostante l'immagine di Raisport e della Rai siano state gravemente danneggiate, nulla è avvenuto. Continueremo a difendere l'autorevolezza dell'informazione Rai per garantire a voi cittadini un servizio pubblico di qualità»

Lo sciopero ha visto il supporto della EFJ, la European Federation of Journalists, che si è detta solidale con la denuncia della “disastrosa immagine” resa da Petracca nella sua telecronaca. Il sindacato Rai sostiene infatti che sia stata danneggiata l’immagine e la dignità di tutti i lavoratori Rai, senza che si sia stata assunta alcuna responsabilità. Si è parlato solo della possibile esclusione del direttore dalla cerimonia di chiusura.

Ulteriore faccia di questa settimana olimpica, il corteo di protesta contro la manifestazione sportiva, organizzati dal Comitato Insostenibili Olimpiadi, gruppo che unisce associazioni schierate contro l’impatto abitativo, lavorativo e ambientale delle Olimpiadi su Milano: il 7 febbraio hanno sfilato diverse migliaia di persone (oltre 3mila secondo SkyTg24, più di 10mila secondo gli organizzatori) con destinazione Corvetto, quartiere simbolicamente posto tra il villaggio Olimpico e l’Arena Santa Giulia. Ci sono stati alcuni scontri, con cariche e l’utilizzo di idranti da parte della polizia, fuochi d’artificio e petardi invece esplosi da alcuni manifestanti, sei dei quali sono stati fermati per l’identificazione.

Il corteo è stato aperto dallo striscione «Riprendiamoci le città, liberiamo le montagne», seguiti da una simbolica “foresta” di larici in cartone, realizzati dall’Associazione proletari escursionisti, a rappresentare i 500 larici di Cortina, abbattuti per realizzare la nuova pista di bob. Hanno partecipato al corteo moltissime realtà, come quelle ambientaliste e comunità di montagna, comitati di lotta per la casa, gli studenti, i sindacati di base e i centri sociali milanesi.

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