Droni russi nei cieli polacchi: la NATO si accende

Mosca punge Varsavia e l'Alleanza Atlantica alza gli scudi rinforzando le difese nell'Europa Orientale

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  Francesco Oppio
  18 settembre 2025
  3 minuti, 15 secondi

Nella notte tra il 9 e il 10 settembre numerosi droni russi, almeno 19, hanno violato lo spazio aereo polacco allertando il governo del Paese e provocandone una lesta reazione coadiuvata dalle forze dell’Alleanza Atlantica. Infatti, pur non essendo la prima volta che velivoli appartenenti alla Federazione russa oltrepassano i confini di nazioni non coinvolte nel conflitto russo-ucraino (è già accaduto in Polonia, così come in Romania e nei Paesi baltici), è una novità che degli aerei da combattimento si alzino in volo per abbatterli. All’operazione hanno preso parte, oltre ai caccia F-16 polacchi, anche aeromobili NATO, tra cui un aereo da sorveglianza italiano: un intervento storico per l’Organizzazione, che mai prima d’ora aveva impegnato le proprie milizie nell’abbattimento di obiettivi nemici all’interno del territorio dell’Alleanza.

L’azione militare ha registrato l’intercettamento di una decina di droni, mentre i restanti sono precipitati al suolo dopo l’esaurimento del carburante, senza lasciare vittime o feriti, anche se uno di questi ha colpito un’abitazione civile a Wyryki-Wola, una cittadina situata nell’est del Paese. “Siamo di fronte a una provocazione su larga scala”, ha dichiarato il premier polacco Donald Tusk nelle ore immediatamente successive, aggiungendo che “non c’è dubbio che dobbiamo preparaci a diversi scenari”. A giorni di distanza dall’accaduto restano ancora oscure le dinamiche dell’evento, ma per il ministro degli Esteri polacco Radosław Sikorski le premesse sono chiare: “non è stato un errore”. Considerando l’alto numero di sconfinamenti e la durata dell’azione, protrattasi per l’intera notte, Sikorski ha ribadito: “non possiamo pensare che si sia trattato di un incidente”.

Il Ministero della Difesa russo ha precisato che i droni non stavano prendendo di mira il territorio polacco, ma facevano parte di un attacco su vasta scala destinato all’Ucraina nord-occidentale, mentre Dmitry Peskov, portavoce di Vladimir Putin, ha accusato i vertici europei e della NATO di rivolgere a Mosca “continue calunnie, senza fornire prove”. Dichiarazioni alle quali il Cremlino ha fatto seguire il silenzio, non aggiungendo altro sulla vicenda.

Per tutta risposta, Varsavia ha invocato l’articolo 4 del Trattato dell’Alleanza Atlantica, assicurandosi la possibilità di sottoporre la questione al Consiglio Nord Atlantico, l’organo decisionale di riferimento dell’Organizzazione, il quale si è rapidamente riunito nella giornata del 12 settembre. A seguito dell’incontro, la NATO ha annunciato l’avvio della missione “Sentinella dell’Est”, finalizzata al rafforzamento delle difese aeree dei paesi alleati geograficamente più vicini ai confini russi. Una missione di cui non è stata precisata la durata, e che vede protagonisti tre paesi: Danimarca, Francia e Germania, che al momento hanno già disposto l’invio di una decina di aerei da combattimento, nonché di una nave da guerra equipaggiata con sistemi di contraerea. Come riportato da Il Post, ad arricchire l’arsenale difensivo dell’Europa orientale si unirà a breve anche il Regno Unito, mentre l’Italia è ancora in fase di valutazione. Mark Rutte, segretario generale dell’Alleanza Atlantica, ha inoltre evidenziato che con ogni probabilità la missione è destinata ad ampliare il proprio raggio, sia verso l’Artico, a nord, sia verso il Mar Nero, a sud.

Secondo diversi funzionari, la celere risposta della NATO è dovuta al sospetto che questa invasione dello spazio aereo polacco da parte di Mosca altro non fosse che una prova per testare i riflessi dell’Alleanza e la coesione dei propri membri. Tra questi c’è il senatore dell’Illinois Dick Durbin, che vede nelle “ripetute violazioni” dello spazio aereo della NATO da parte dei droni russi un segnale inequivocabile che Putin “sta mettendo alla prova la nostra determinazione a proteggere la Polonia e le nazioni baltiche”.

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Francesco Oppio

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