Framing America

L'intersezione tra i Mondiali e le politiche migratorie di Washington

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  Redazione
  15 giugno 2026
  2 minuti, 23 secondi

Framing the World è una rubrica di analisi che propone approfondimenti sulle principali dinamiche della politica internazionale. La rubrica è organizzata per aree geografiche — Asia, Americhe, Africa & MENA ed Europa — e ogni settimana offre un focus tematico composto da più contributi coordinati. L’obiettivo è fornire chiavi di lettura chiare e accessibili sui principali sviluppi globali, attraverso il lavoro collaborativo della redazione.

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Il calcio e le politiche migratorie statunitensi

I Mondiali di calcio, cominciati da pochi giorni e organizzati congiuntamente da Stati Uniti, Canada e Messico, stanno già mostrando come lo sport internazionale non possa essere separato dalla politica. Ancora prima che il torneo entri veramente nel vivo, alcune decisioni legate alle politiche migratorie statunitensi hanno sollevato polemiche e acceso il dibattito sul rapporto tra sport e sicurezza nazionale. Due in particolare sono i casi più discussi in questo senso.

Il primo riguarda l'arbitro somalo Omar Artan, designato dalla FIFA e destinato a diventare il primo direttore di gara della Somalia nella storia dei Mondiali. Nonostante fosse in possesso dei documenti necessari per il viaggio, Artan è stato fermato all'arrivo negli Stati Uniti e successivamente gli è stato negato l'ingresso per motivi di sicurezza legati ai controlli di frontiera. La FIFA ha quindi dovuto escluderlo dalla lista degli ufficiali di gara, suscitando proteste e critiche da parte di numerose organizzazioni sportive e osservatori internazionali. Tornato in patria, Artan è stato accolto all'aeroporto come un eroe nazionale dai suoi compatrioti.

L’altra vicenda riguarda invece la nazionale dell'Iran, con cui gli Stati Uniti sono in guerra da fine febbraio di quest’anno. A causa delle tensioni diplomatiche tra Washington e Teheran e delle restrizioni sui visti, la squadra iraniana non ha potuto stabilire il proprio quartier generale negli Stati Uniti. La federazione è stata costretta a organizzare il ritiro a Tijuana, in Messico, con i giocatori autorizzati a entrare negli USA soltanto per disputare le partite e a rientrare immediatamente oltre confine al termine degli incontri. Inoltre, una quindicina di membri della Federcalcio iraniana tra dirigenti e membri dello staff hanno incontrato difficoltà nell'ottenimento dei permessi di ingresso.

Se da un lato gli Stati Uniti rivendicano il diritto di applicare rigorosamente le proprie norme di frontiera, dall'altro cresce il timore che tali restrizioni possano compromettere il principio di universalità che da sempre caratterizza le grandi competizioni sportive come i Mondiali di calcio.

Giovanni Ferrazza

Framing The World è un progetto ideato e creato grazie alla collaborazione di un team di associati di Mondo Internazionale.

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