Framing the World è una rubrica di analisi che propone approfondimenti sulle principali dinamiche della politica internazionale. La rubrica è organizzata per aree geografiche — Asia, Americhe, Africa & MENA ed Europa — e ogni settimana offre un focus tematico composto da più contributi coordinati. L’obiettivo è fornire chiavi di lettura chiare e accessibili sui principali sviluppi globali, attraverso il lavoro collaborativo della redazione.
Questo e molto altro nell’ultimo numero di FtW!
Serbia, il movimento studentesco e la “guerra degli adesivi”
Grandi folle di manifestanti, guidati da studenti e giovani, si sono radunate il 20 giugno nella seconda città della Serbia, Novi Sad, per chiedere elezioni anticipate e le dimissioni del presidente Aleksandar Vučić a causa di accuse di corruzione. La manifestazione è solo l'ultima di una lunga serie di proteste.
Nelle strade di Belgrado e delle principali città serbe, gli attivisti utilizzano adesivi colorati e provocatori per contestare il regime politico, denunciare la corruzione e chiedere riforme democratiche. È la “guerra degli adesivi”. Da un anno e mezzo, infatti, i cittadini e il movimento studentesco in Serbia manifestano il proprio dissenso attraverso innovative forme di lotta politica: le aree urbane in tutto il Paese si riempiono così di adesivi, striscioni e graffiti, sfidando l'autorità governativa con creatività e umorismo.
Questa mobilitazione è nata sulla scia delle prolungate proteste civili in Serbia contro le politiche governative. La caparbietà del movimento studentesco ha portato a importanti vittorie simboliche e politiche nella prima metà del 2026, ridando vigore all'opposizione sociale nel Paese.
L'antecedente. Il 1° novembre 2024, la tettoia in cemento della stazione ferroviaria di Novi Sad, recentemente ristrutturata, crolla improvvisamente. Il disastro causa 16 morti e numerosi feriti gravi. La popolazione accusa la corruzione sistematica, la scarsa qualità dei lavori pubblici e la mancanza di trasparenza negli appalti statali affidati a ditte vicine al partito di governo. Il movimento, nato dopo la tragedia della stazione di Novi Sad, continua a resistere nonostante le crescenti violenze, come i gravi attacchi automobilistici ai blocchi studenteschi del 14 maggio e l'uso di cannoni sonici durante la storica manifestazione di Piazza Slavija.
La “guerra degli adesivi” in Serbia mostra come la disobbedienza civile sappia reinventarsi quando i canali democratici tradizionali sono bloccati: negli ultimi 365 giorni, sono stati registrati 383 episodi di minacce e attacchi fisici contro i giornalisti. Di fronte al controllo totale dei media e alla repressione istituzionale, lo spazio pubblico diventa l'unico luogo di espressione libera rimasto ai cittadini. La persistenza di questa micro-guerriglia grafica dimostra che la popolazione non è disposta ad arrendersi: i giovani che sognano una Serbia europea continuano a lottare.
Giuliana Cătălina Băruș
Regno Unito: cosa ci dicono le dimissioni di Starmer sulla situazione politica britannica?
Il 22 giugno 2026, Keir Starmer si è presentato davanti al n.10 di Downing Street per rassegnare le proprie dimissioni. Con lui salgono a sei i Primi Ministri dimessisi dal 2016: un dato senza precedenti nella storia britannica moderna, che racconta una spaccatura più profonda di una semplice crisi di leadership.
Starmer era arrivato al governo nel luglio 2024, con una delle maggioranze parlamentari più ampie degli ultimi trent’anni — 174 seggi di vantaggio. Con la sua elezione viene sancita la fine dei quattordici anni di potere conservatore. Eppure, dopo meno di due anni, tutto questo si è rivelato insufficiente.
Le cause delle dimissioni sono molteplici. Sul fronte economico, il governo laburista ha faticato a tradurre le promesse in risultati concreti: la crescita stagnante, il costo della vita sempre più alto e le tensioni sulla spesa pubblica hanno rafforzato il malcontento interno. Sul fronte politico, la strategia sull’immigrazione ha esposto Starmer a una doppia pressione: se l’ala sinistra del partito ha sottolineato l’eccessiva restrizione, l’elettorato populista che stava progressivamente scivolando verso Reform UK — il movimento di Nigel Farage — non è stato intercettato. Starmer era diventato il centro della frustrazione collettiva britannica.
La crisi interna, tuttavia, è esplosa dopo le elezioni locali del maggio 2026, che hanno segnato un crollo del sostegno popolare al Labour. In seguito alle dimissioni di ministri di rilievo e alla richiesta esplicita di un cambio guida, il colpo definitivo è arrivato il 18 giugno: Andy Burnham — ex sindaco di Manchester e favorito alla successione di Starmer — ha vinto l’elezione suppletiva di Makerfield con un margine molto più elevato rispetto alle aspettative.
Le dimissioni di Starmer non rappresentano un episodio isolato: si tratta dell’ultimo episodio di un ciclo di instabilità politica che affonda le sue radici nel referendum del 2016. Da quel momento, ogni Premier è caduto per una ragione diversa: Cameron per aver perso il referendum che lui stesso aveva indetto; May per le tre bocciature parlamentari consecutive del suo accordo di recesso; Johnson per gli scandali del Partygate; Truss per aver provocato il più grave crollo della sterlina dal 1971; e infine Sunak, per la più pesante sconfitta conservatrice della storia recente.
Tutto ciò può essere ricondotto a una linea comune: l’instabilità economica e identitaria che caratterizza il Paese dopo il trauma della Brexit.
Susanna Fazzi
Romania, il paese è invischiato in una crisi di governo da cui sembra non sapere come uscire
La crisi è iniziata ad aprile, quando il partito socialdemocratico (PSD), il principale della coalizione di governo, ha ritirato il suo sostegno al primo ministro Ilie Bolojan del Partito Nazionale Liberale (PNL), facendogli così perdere la maggioranza e innescando una crisi di governo, che è caduto ufficialmente a maggio. Il primo ministro veniva contestato in particolare per le misure di austerità economica adottate. Inoltre, è interessante notare che il PSD aveva votato insieme all’estrema destra la mozione di sfiducia che ha destituito Bolojan.
C’è stato un primo tentativo di formare un nuovo governo quando il presidente Nicușor Dan aveva incaricato Eugen Tomac, europarlamentare, di formare un governo tecnico, ma il PNL si è opposto a Tomac, facendo fallire l’iniziativa.
Successivamente il presidente Dan ha quindi incaricato Adrian Veștea, anche lui del PNL, di provare a formare un governo, ma quest’ultimo non è riuscito a trovare la maggioranza necessaria in Parlamento.
La situazione è particolarmente grave, come ha ammesso lo stesso Vestea, preoccupato per il fatto che il paese rimanga così tanti giorni senza governo, rischiando di pagare un prezzo molto caro in termini di fondi europei, fiducia e tempo irrimediabilmente perduti. La Romania, infatti, è in attesa di 7,3 miliardi di euro di fondi del Recovery Plan, cui non può accedere se non compirà le riforme richieste. Inoltre, nel primo trimestre del 2026 è stato registrato un calo dell’1,1% del PIL.
Formare un governo filo-europeo sembra sempre più difficile per la Romania, e se anche un terzo tentativo dovesse fallire, Dan sarebbe costretto a indire elezioni anticipate, estranee alla tradizione politica rumena, in quanto si tratterebbe della prima volta per il paese. Uno scenario che finirebbe per favorire soltanto George Simion e AUR, il partito nazionalista, filorusso e fortemente euroscettico, che già contesta il sostegno all'Ucraina e ha votato contro una legge che autorizza l'abbattimento dei droni russi che violano lo spazio aereo romeno, come accaduto più volte negli ultimi anni. I sondaggi accreditano AUR tra il 38% e il 41%: un'eventuale vittoria segnerebbe una svolta radicale per la Romania, Paese strategico sul fianco orientale di UE e NATO, allontanandola dall'Europa e dall'Occidente. Uno scenario che, al di fuori dell'elettorato di AUR, in pochi nel Paese auspicano, a partire dal presidente europeista e filoccidentale Dan.
Silvia Pasetto
Framing The World è un progetto ideato e creato grazie alla collaborazione di un team di associati di Mondo Internazionale.
Mondo Internazionale APS - Riproduzione Riservata ® 2026