Framing the World è una rubrica di analisi che propone approfondimenti sulle principali dinamiche della politica internazionale. La rubrica è organizzata per aree geografiche — Asia, Americhe, Africa & MENA ed Europa — e ogni settimana offre un focus tematico composto da più contributi coordinati. L’obiettivo è fornire chiavi di lettura chiare e accessibili sui principali sviluppi globali, attraverso il lavoro collaborativo della redazione.
Questo e molto altro nell’ultimo numero di FtW!
Filippine: lo scontro tra Marcos e Duterte si sposta nei tribunali
Un tribunale filippino ha ordinato venerdì l’arresto della vicepresidente Sara Duterte, accusata di aver minacciato di organizzare l’assassinio del presidente Ferdinand Marcos Jr., della first lady Liza Marcos e dell’ex presidente della Camera dei Rappresentanti Martin Romualdez. Il provvedimento rappresenta l’ultimo capitolo di uno scontro politico e personale che, negli ultimi anni, ha contrapposto le due più importanti dinastie della politica filippina.
Le accuse risalgono ad una conferenza stampa tenuta da Duterte quasi due anni fa, in un momento in cui la vicepresidente era sottoposta ad indagini per presunta corruzione. In quell’occasione, Duterte avrebbe dichiarato di aver predisposto un piano affinché Marcos, sua moglie e Romualdez venissero uccisi qualora lei stessa fosse stata assassinata. Non si trattava, inoltre, del primo episodio del genere: poche settimane prima, la vicepresidente aveva già rivolto altre minacce al capo dello Stato. Duterte ha respinto le accuse, sostenendo che le sue dichiarazioni sono state «maliziosamente estrapolate dal loro contesto», mentre i suoi alleati hanno ribadito che la vicepresidente non può essere perseguita penalmente durante il mandato.
Lo scontro tra le due figure assume particolare rilevanza considerando la loro recente alleanza politica. Marcos e Duterte si erano infatti alleati in vista delle elezioni del 2022, costruendo una coalizione che portò al successo elettorale ed entrambi ai vertici dello Stato. L’accordo tra le due famiglie, tuttavia, si è rapidamente deteriorato dopo l’insediamento del nuovo governo, trasformandosi in una competizione politica caratterizzata da reciproche accuse di corruzione ed abuso di potere. La crisi si è ulteriormente aggravata con l’arresto dell’ex presidente Rodrigo Duterte, padre della vicepresidente, facilitato dal governo di Marcos. L’ex capo dello Stato deve rispondere davanti alla Corte Penale Internazionale delle accuse di crimini contro l’umanità legate alla violenta campagna antidroga condotta durante la sua presidenza.
Nel frattempo, Sara Duterte continua ad affrontare diverse sfide giudiziarie e istituzionali. È stata sottoposta a due procedure di impeachment ed è attualmente coinvolta in un procedimento al Senato filippino. Un’eventuale condanna potrebbe precluderle la possibilità di ricoprire future cariche pubbliche. Il confronto tra Marcos e Duterte, tuttavia, va ben oltre le singole vicende giudiziarie. Al centro dello scontro vi è il futuro equilibrio del potere nelle Filippine. Nonostante i procedimenti a suo carico, Sara Duterte resta una delle figure politiche più influenti dell'arcipelago e una probabile contendente di primo piano per le presidenziali del 2028. L'esito di questo scontro giudiziario rischia quindi di condizionare l'intero assetto politico delle Filippine.
Francesco Oppia
Cina-Egitto: Xi al Cairo e la sfida all'influenza americana in Medio Oriente
Questa settimana il presidente cinese Xi Jinping si è recato al Cairo in occasione delle celebrazioni per il settantesimo anniversario dell’avvio delle relazioni diplomatiche tra Cina ed Egitto. La visita assume una particolare rilevanza strategica rilevante nell'attuale contesto regionale, segnato dal conflitto con l’Iran, dalle conseguenti tensioni sui mercati energetici e dalle crescenti incertezze sul ruolo degli Stati Uniti in Medio Oriente.
Durante la visita di tre giorni, Xi ha incontrato il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi. Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa ufficiale cinese Xinhua, i due Paesi hanno firmato diversi accordi di cooperazione nei settori dell’intelligenza artificiale, del commercio ed altri settori economici.
Il viaggio di Xi al Cairo supera però oltre la mera dimensione simbolica dell’anniversario e il rafforzamento delle relazioni bilaterali. L’Egitto rimane infatti uno storico alleato strategico degli Stati Uniti nella regione e riceve ogni anno oltre 1,3 miliardi di dollari in aiuti militari da Washington.
Al contempo, Pechino si è affermata come primo partner commerciale del Cairo e continua a incrementare la propria presenza economica nel Paese, aumentando significativamente i propri investimenti nel Paese. Aziende cinesi partecipano alla realizzazione di alcune delle principali infrastrutture egiziane, tra cui la nuova capitale amministrativa, mentre diverse case automobilistiche hanno firmato accordi per l'assemblaggio locale di veicoli. Negli ultimi dieci anni, il commercio bilaterale è cresciuto di circa il 60%, superando i 20 miliardi di dollari nell'ultimo anno, rispetto ai circa 13 miliardi registrati nel 2015.
La cooperazione bilaterale si sta inoltre estendendo a settori più sensibili. Il mese scorso Cina ed Egitto hanno condotto esercitazioni militari congiunte, durante le quali Pechino ha schierato caccia J-16 in attività addestrative insieme alle forze armate egiziane. L'iniziativa ha rappresentato un ulteriore passo nell'espansione della cooperazione militare tra i due Paesi e ha offerto alla Cina l'opportunità di confrontarsi indirettamente con equipaggiamenti di produzione occidentale utilizzati dall'esercito egiziano.
Nonostante il rafforzamento dei rapporti, non emergono ancora segnali di una sostituzione della presenza statunitense nell'architettura di sicurezza egiziana. Il Cairo sembra perseguire una strategia di diversificazione delle proprie relazioni internazionali, cercando di mantenere il tradizionale legame con Washington e, allo stesso tempo, sfruttare le opportunità economiche e tecnologiche offerte da Pechino.
Per Xi Jinping, infine, la visita in Egitto ha una portata che supera il rapporto bilaterale. Essendo il Paese arabo più popoloso e attore centrale del Medio Oriente e dell'Africa settentrionale, l'Egitto rappresenta per la Cina una piattaforma fondamentale per proiettare la propria credibilità ed espandere la propria influenza nell'intero mondo arabo.
Francesco Oppia
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