Framing The World, Edizione CLIV

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  Redazione
  28 aprile 2025
  19 minuti, 48 secondi

In Sudafrica, Volodymyr Zelensky ha chiesto sostegno per la pace dopo l'ennesimo attacco russo a Kiev, mentre il Kenya rafforza i legami con la Cina. Negli Stati Uniti, Marco Rubio tratta sul programma nucleare iraniano e si sono svolte proteste contro l’amministrazione Trump. In America Latina, Daniel Noboa è stato rieletto presidente dell’Ecuador, mentre in Colombia è stato dichiarato lo stato di emergenza per un’epidemia di febbre gialla. Tensioni tra India e Pakistan sono esplose dopo un attentato terroristico in Kashmir. In Asia, Corea del Sud e USA trattano per evitare nuovi dazi, mentre i rapporti commerciali USA-Cina restano tesi. In economia, l'UE multa Meta e Apple per violazioni del Digital Markets Act e si avvicina la ripresa dei negoziati con la Cina sul CAI. Infine, l'UE prepara un piano per eliminare gradualmente i combustibili fossili russi.

Questo e molto altro nell’ultimo numero di Framing the World.


AFRICA SUB SAHARIANA

Sudafrica, Zelensky abbrevia la visita e chiede sostegno per la pace, Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha abbreviato la sua prima visita in Sudafrica a causa del recente attacco missilistico russo su Kiev che ha causato almeno nove morti e oltre 70 feriti. Dopo un incontro con il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa, l’omologo ucraino ha sottolineato la necessità di intensificare gli sforzi diplomatici globali e ha chiesto sostegno per le questioni umanitarie, tra cui il ritorno dei prigionieri e dei bambini ucraini deportati. Ramaphosa ha riconosciuto l’impegno dell’Ucraina nel rafforzare i rapporti con l’Africa e ha ringraziato per le forniture di grano. Ha ribadito che, per Pretoria, la soluzione al conflitto passa solo attraverso diplomazia, dialogo inclusivo e rispetto della Carta dell’ONU.


Kenya, il presidente Ruto rafforza i legami con la Cina durante la visita di Stato.
Il presidente keniota William Ruto ha avviato una visita di cinque giorni in Cina, segnando un rafforzamento delle relazioni strategiche ed economiche tra i due Paesi. Ruto, eletto nel 2022, mira a ottenere finanziamenti per progetti infrastrutturali chiave, tra cui l’estensione della ferrovia Standard Gauge Railway fino a Malaba e un’importante autostrada. Sono già stati firmati accordi per 750 milioni di euro con sette aziende cinesi. Ruto ha inoltre espresso l'interesse del Kenya a entrare nei BRICS. La visita avviene in un contesto di tensioni commerciali con gli Stati Uniti: le recenti tariffe imposte da Trump hanno spinto Nairobi a cercare nuovi partner. Durante l’incontro, il presidente Xi Jinping ha sottolineato l'importanza della cooperazione con il Kenya nel rafforzare l’unità del Sud globale.

Giulio Ciofini

AMERICA DEL NORD

Stati Uniti d’America, Rubio negozia sul programma militare iraniano. Il Segretario di Stato americano Marco Rubio sta cercando di raggiungere un accordo che possa bloccare l’accesso iraniano ad armi nucleari in cambio del sollevamento di sanzioni economiche. Rubio ha dichiarato che “se l’Iran vuole un programma nucleare civile, può averlo, come molti altri paesi”, ma ha aggiunto che dovrebbe “importare il materiale arricchito”. Il capo del corpo negoziale iraniano Abbas Araghchi ha risposto che “se l’unica richiesta americana è quella che l’Iran non abbia armi nucleari, questo è raggiungibile”, ma ha specificato che se le richieste si fanno impraticabili e illogiche è solo naturale che possano sorgere problemi.


(Lorenzo Graziani)

Day of action : giorno di proteste negli USA. Il 19 aprile 2025 si è svolto negli Stati Uniti il “Day of Action”, una giornata di proteste organizzata dal movimento 50501 con manifestazioni in tutti i 50 stati. Migliaia di cittadini hanno marciato per contestare le politiche dell'amministrazione Trump, soprattutto su immigrazione, economia e diritti civili. Tra le principali accuse, la deportazione illegittima di immigrati, i tagli ai programmi sociali e l’eccessiva influenza di Elon Musk sul governo. Le proteste hanno coinvolto grandi città come Washington D.C., New York e San Antonio. Oltre a cortei e slogan, molte manifestazioni hanno incluso iniziative comunitarie come distribuzione di cibo e attività educative. Gli slogan più diffusi sono stati “Trump must go” e “No kings”. Il movimento 50501 è diventato simbolo di resistenza civile. Le autorità hanno in gran parte tollerato le proteste, che si sono svolte in modo pacifico.

(Bianca Colli)

Lorenzo Graziani e Bianca Colli

AMERICA LATINA E CARAIBI

Ecuador: Daniel Noboa rieletto presidente con il 56% dei voti, Il 13 aprile 2025, l’Ecuador ha rieletto Daniel Noboa, leader del partito di destra Movimiento Acción Democrática Nacional, con il 56% dei voti. Figlio di un imprenditore bananiero multimilionario, Noboa resterà in carica fino al 2029. La candidata dell’opposizione di sinistra, Luisa González, del partito Movimiento Revolución, ha ottenuto invece solo il 44% del sostegno popolare. Tra le priorità del nuovo mandato di Noboa vi sono la creazione di “un nuovo Ecuador”, slogan della sua campagna elettorale, con l’obiettivo di contrastare criminalità e violenza, rafforzare le forze di sicurezza, superare la grave crisi energetica e migliorare gli indicatori sociali ed economici del Paese.

Colombia: dichiarato stato di emergenza per l'epidemia di febbre gialla. Bogotà, 16 aprile, il ministro della Sanità, Guillermo Alfonso Jaramillo, ha dichiarato lo stato di emergenza di fronte all’epidemia di febbre gialla che, da settembre 2024 a oggi, ha causato 74 casi confermati e 34 vittime. Secondo Jaramillo, l’epidemia si è estesa progressivamente in un arco di tempo molto breve. La situazione più grave si registra nella regione del Tolima, dove la febbre gialla, malattia infettiva trasmessa dalla puntura delle zanzare Aedes, ha provocato circa 22 focolai. Secondo l’Instituto de Salud Pública della Universidad Javeriana di Bogotà, il Paese sta affrontando la peggiore epidemia di febbre gialla degli ultimi vent'anni. L’Istituto attribuisce l’emergenza principalmente a tre fattori: l’aumento dei livelli di umidità e calore dovuti al cambiamento climatico; l’espansione delle superfici coltivate con conseguenti alterazioni dell’habitat dei primati non umani; e l’intensificarsi della mobilità umana, che favorisce una più rapida diffusione del virus. Per fronteggiare la crisi, il governo ha annunciato l’avvio di una campagna di vaccinazione massiva.

(Nicole Mancinelli)

El Salvador, il particolare scambio di detenuti tra Bukele e Maduro. Il Presidente salvadoregno Nayib Bukele ha pubblicato sul proprio profilo X un’interessante proposta riguardante uno scambio di detenuti con il governo di Caracas. Nello specifico, Bukele ha offerto il rimpatrio di 252 cittadini venezuelani deportati da Washington nel carcere di massima sicurezza “CECOT”, fiore all’occhiello dell’amministrazione Bukele e della sua lotta contro la criminalità organizzata. In cambio, il Presidente centroamericano ha chiesto al Governo chavista la liberazione di un numero uguale di detenuti politici, tra cui giornalisti, attivisti politici e oppositori del regime. La corrispondenza ufficiale è stata successivamente presentata a Nicolás Maduro, il quale dovrà decidere se collaborare o meno con il governo politicamente avversario di Bukele.

(Lucas Torres)

Venezuela, sospesa l’espulsione di presunti criminali dagli Stati Uniti. La Corte Suprema Usa ha sospeso l'espulsione di presunti membri della gang venezuelana "Tren de Aragua", decisa dall'amministrazione Trump ricorrendo all'Alien Enemies Act del 1798. Il provvedimento prevedeva la deportazione dei migranti in un carcere di massima sicurezza in El Salvador, il CECOT. Lo stop è arrivato dopo il ricorso urgente dell'ACLU, che denuncia arresti basati su semplici tatuaggi, senza prove di crimini. L'antica legge era stata usata solo durante conflitti bellici. Intanto, un giudice federale ha accusato l'amministrazione di "oltraggio alla corte" per aver violato l'ordine di bloccare le espulsioni. La Casa Bianca ha annunciato appello, ribadendo l'impegno di Trump contro l'immigrazione clandestina e il rischio criminalità.

(Alessia Boni)

Nicole Mancinelli, Lucas Torres e Alessia Boni

ASIA ED ESTREMO ORIENTE

Corea del Sud, intesa preliminare con gli Usa sui dazi. La Corea del Sud e gli Stati Uniti hanno avviato negoziati per definire un accordo volto a eliminare i dazi statunitensi prima dell'8 luglio, data in cui terminerà la sospensione temporanea delle misure imposte da Washington. L'intesa è emersa da un incontro a Washington tra i ministri sudcoreani delle Finanze e dell'Industria e i loro omologhi statunitensi. Le discussioni future si concentreranno principalmente su quattro temi: dazi e barriere non tariffarie, sicurezza economica, cooperazione negli investimenti e politica valutaria. Con queste negoziazioni la Corea del Sud mira a tutelare in particolare il settore automobilistico, fortemente colpito dalle nuove misure protezionistiche americane. I colloqui si sono concentrati esclusivamente su questioni commerciali, lasciando fuori dal tavolo temi sensibili come la condivisione dei costi per la presenza militare statunitense in Corea del Sud.

(Francesco Oppia)

Non siamo ancora vicini ad un accordo USA-Cina sui dazi. Il Segretario del Tesoro americano Scott Bessent ha dichiarato che questa guerra commerciale “non è sostenibile”, ma nonostante diverse testate giornalistiche abbiano riportato negli ultimi giorni notizie su un possibile accordo quasi ultimato per risolvere la guerra commerciale, Pechino smentisce. La linea cinese è chiara, e le parole di He Yadong, portavoce del Ministero del Commercio cinese sono esemplificative: “se gli Stati Uniti vogliono davvero risolvere il problema, devono […] completamente cancellare i dazi unilaterali importi contro la Cina e trovare un modo per risolvere le differenze attraverso un dialogo paritario.” Pechino si dice quindi pronta al dialogo, ma solo se gli Stati Uniti, ovvero coloro che hanno dato inizio a questa guerra commerciale, faranno un passo indietro.

(Leonardo Di Girolamo)

Strage di turisti in Kashmir: sale la tensione tra India e Pakistan. Martedì scorso, un attacco terroristico a Pahalgam, nel Kashmir meridionale, ha provocato 26 morti e numerosi feriti tra i turisti. I militanti hanno aperto il fuoco a Baisaran, una popolare meta raggiungibile solo a piedi. Secondo le autorità indiane, l’attentato è opera del Fronte della Resistenza (TRF), affiliato a Lashkar-e-Taiba. New Delhi accusa il Pakistan di fornire sostegno militare ai gruppi terroristici, accusa respinta da Islamabad. L’attacco è il più grave nella regione dal 2019, anno del massacro di Pulwama. Il primo ministro Modi ha promesso dure rappresaglie contro i responsabili e i loro mandanti. Sul piano diplomatico, l’India ha sospeso il Trattato sull’acqua dell’Indo e bloccato i visti per cittadini pakistani. Il governo valuta anche opzioni militari mirate, compresi raid aerei e l’uso di droni armati. Fonti militari non escludono operazioni di terra su obiettivi sensibili lungo la Linea di Controllo. L’ex comandante DS Hooda ha confermato che nuove capacità operative consentono attacchi mirati dal territorio indiano. Leader locali come Mehbooba Mufti e Sajad Lone hanno condannato fermamente l’attacco. Entrambi denunciano il rischio di compromettere la rinascita turistica ed economica del Kashmir. La popolazione, ancora scossa, teme un’escalation militare tra i due Paesi. Il governo indiano assicura che la lotta al terrorismo sarà rafforzata. Modi ha promesso di “polverizzare ogni rifugio dei terroristi”. La situazione resta tesa mentre le operazioni di sicurezza continuano nella regione.

(Ratì Mugnaini Provvedi)

Cambogia, 50 anni dopo: “Acts of Memory” celebra la resilienza. Il 26 aprile 2025, Cambodian Living Arts presenta “Acts of Memory” per commemorare i 50 anni dalla caduta di Phnom Penh. Il 17 aprile 1975, i Khmer Rossi instaurarono un regime genocida che causò fino a tre milioni di morti e tentò di azzerare cultura e religione. Oggi la memoria di quella tragedia pesa ancora sulla politica cambogiana, dove il Partito Popolare Cambogiano si presenta come salvatore della nazione. Con spettacoli, cerimonie e incontri, “Acts of Memory” rende omaggio alla forza creativa di un popolo che ha saputo rinascere dopo l’orrore dei “killing fields” e la cancellazione forzata della sua identità. L’iniziativa ricorda anche come la lotta per la memoria e la democrazia sia ancora un tema vivo nella Cambogia contemporanea.

(Valeria Picciolo)

Cina, possibili contromisure contro chiunque stringa accordi commerciali con gli Stati Uniti che vadano a danneggiare gli interessi cinesi. Questo avvertimento è arrivato lunedì 21 aprile dal Ministero del commercio cinese in risposta ad un report pubblicato da Bloomberg in merito alla strategia adottata dall’amministrazione Trump. Secondo alcune fonti, Washington starebbe infatti negoziando con alcuni Paesi, tra i quali il Giappone e l’Indonesia, per convincerli a ridurre i loro scambi commerciali con la Cina in cambio di una diminuzione delle tariffe o di esenzioni dalle restrizioni al commercio. Secondo il portavoce cinese, assecondare gli Stati Uniti non porterà la pace, anche perché questi ultimi non rispetteranno il compromesso e l’approccio risulterà quindi fallimentare per le due parti e deleterio per terzi. Inoltre, qualora un Paese dovesse assecondare Washington, la risposta cinese a salvaguardia dei propri interessi nazionali sarebbe pronta e risoluta.

(Antonella Franzelli)

Ratì Mugnaini Provvedi, Francesco Oppia, Leonardo Di Girolamo, Antonella Franzelli, Valeria Picciolo

ECONOMIA E FINANZA INTERNAZIONALE

EU, multa a Meta e Apple. La Commissione europea ha inflitto sanzioni per un totale di 700 milioni di euro a Meta e Apple per violazioni del Digital Markets Act, la normativa UE entrata in vigore nel 2024 con l’obiettivo di limitare il potere delle grandi piattaforme digitali. Le due società hanno già annunciato di voler impugnare le decisioni. Se le accuse verranno confermate la multa ad Apple sarà di 500 milioni di euro per aver limitato la libertà degli sviluppatori di app nel comunicare direttamente con i propri utenti, ostacolando la concorrenza e penalizzando i consumatori. Meta invece dovrà pagare 200 milioni di euro ed è stata sanzionata per il sistema ‘pay or consent’, presente dal 2023 su Instagram e Facebook, che obbliga gli utenti europei ad accettare l’uso dei propri dati personali per ricevere pubblicità mirata oppure a pagare un abbonamento mensile per continuare a usare le piattaforme senza pubblicità.

(Bianca Franzini)

Cina e Unione Europea vicine alla ripresa dei negoziati sull’Accordo globale sugli investimenti. Il governo cinese sta per finalizzare la revoca delle sanzioni imposte, nel 2021, ad alcuni eurodeputati ed entità europee. La disputa era nata in seguito alla decisione degli organi UE di sanzionare quattro funzionari cinesi connessi alle gravi violazioni di diritti umani nei confronti della minoranza islamica degli Uiguri. Le sanzioni cinesi erano state semplicemente una rappresaglia contro queste misure azioni da parte di Bruxelles, la quale aveva infine risposto con il congelamento della ratifica dell’accordo globale sugli investimenti, il CAI, abbandonato e più ripreso. La presidente del Parlamento EU, Metsola, ha lavorato strenuamente per ricostruire un dialogo con Pechino: l’imminente revoca delle sanzioni sembrerebbe esserne la prova. Molti si aspettano che questo sia il segnale per la riapertura dei negoziati sull’accordo, che permetterebbe un accesso privilegiato alle aziende europee operanti sul mercato cinese.

(Francesca Rosti)

America Latina, FMI prevede calo della crescita nella regione. Secondo l’ultimo World Economic Outlook, report pubblicato dal Fondo Monetario Internazionale, l’economia dei paesi latinoamericani subirebbe nel corso del 2025 una chiara contrazione della crescita, passando dal 2,4% del 2024 al 2,0% previsto per quest’anno. Il rallentamento dello sviluppo economico si concentrerebbe più nello specifico nell’area centroamericana, fortemente influenzata dal valore negativo del Messico, che registrerebbe una flessione del -0,3%, dato più che sorprendente se paragonato alle previsioni di inizio anno che stimavano un’espansione del 1,4%. La causa di questa forte deviazione rispetto alle proiezioni di gennaio sarebbe da ricondurre alle politiche commerciali e instabilità geoeconomica imposta dalla presidenza Trump ai propri partner commerciali, tra questi appunto il Messico.

(Lucas Torres)

Bianca Franzini, Francesca Rosti e Lucas Torres

EUROPA OCCIDENTALE ED UNIONE EUROPEA

UE, verso lo stop ai combustibili fossili russi. Durante una conferenza sulla sicurezza energetica a Londra, la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha esortato l'UE ad agire per garantire l'energia alle industrie chiave e contrastare la manipolazione dei mercati energetici da parte della Russia. Von der Leyen ha annunciato la prossima “roadmap”, attesa per il 6 maggio, e dichiarato che questa contiene “misure concrete per eliminare gradualmente tutte le importazioni di combustibili fossili russi, assicurandoci di non dipendere più da una potenza ostile per il nostro fabbisogno energetico”. Il piano è stato ritardato per settimane a causa dell'incertezza geopolitica dovuta al miglioramento delle relazioni di Trump con il Cremlino; von der Leyen aveva precedentemente già espresso il suo sostegno all'idea di acquistare più gas americano per ridurre la dipendenza dalla Russia. Von der Leyen ha anche dichiarato che i rischi di sabotaggi e cyber attacchi russi contro le infrastrutture energetiche sono in aumento, evidenziando la necessità di una maggiore cooperazione transfrontaliera con partner strategici come la Gran Bretagna.

(Bianca Franzini)

I paesi membri bacchettati dalla Corte europea dei diritti dell’uomo sulla protezione delle vittime di violenza sessuale. In particolare, la Francia - sulla scia del terremoto scatenato dal caso Pelicot - è stata condannata dalla corte per insufficienti misure di tutela delle vittime, ritardi procedurali e inefficienza nel condurre le indagini e i processi. Il caso è stato portati dinanzi alla CEDU da tre donne, vittime di violenza in casi già conclusi di fronte alla corte francese. La Corte europea, dopo approfondite investigazioni, ha concluso che lo stato francese si trova in violazione di numerosi articoli della Convenzione Europea dei diritti dell’uomo, in particolare quelli riguardanti la proibizione di trattamenti inumani o degradanti e il diritto al rispetto della vita privata. La condanna suona come un campanello d’allarme per la Francia, ma anche per tutti gli altri stati parte dell’Unione, per la forte necessità di aggiornare le discipline giuridiche nazionali in materia.

(Francesca Rosti)

Bianca Franzini e Francesca Rosti

EUROPA CENTRO-ORIENTALE E RUSSIA

Orbán contro l’adesione dell’Ucraina all’UE: “I fondi comunitari sono a rischio”. Il primo ministro ungherese Viktor Orbán ha lanciato un deciso avvertimento sull'adesione dell'Ucraina all'Unione Europea, sollevando preoccupazioni sui rischi economici e sulla possibile perdita di fondi comunitari. Durante un forum a Pilisvörösvár, Orbán ha dichiarato che l’ingresso di Kyiv nell’UE potrebbe danneggiare gravemente l’economia, l’agricoltura e la sicurezza degli Stati membri. “Chi promette soldi e sostiene l’ingresso dell’Ucraina mente” ha dichiarato. Secondo il premier, il referendum popolare VOKS2025 rappresenterà un momento cruciale per la difesa degli interessi nazionali, ricordando che “aiutare non significa autodistruggersi.” Orbán è convinto che la consultazione rafforzerà la sua posizione, sia a livello nazionale che europeo, in vista delle prossime elezioni, ribadendo con fermezza che un’adesione accelerata dell’Ucraina è “irrealistica”.

(Eleonora Tirolese)

La Romania si prepara al voto, il 4 maggio si ripeterà la consultazione per l’elezione del Presidente della Repubblica. Dopo l’annullamento dell’esito elettorale di novembre 2024, da parte della Corte Costituzionale di Bucarest, per sospette “ingerenze straniere”, la Romania è di nuovo chiamata al voto. Dalla Rivoluzione dell’89, una società mai così divisa: tra chi guarda a Mosca e chi a Bruxelles, in un Paese UE e NATO dove si respira però il timore della guerra ai propri confini nella vicina Ucraina. Tra l’orientamento europeista atlantista e quello sovranista filorusso, il risultato potrà spostare il fragile equilibrio dell’Unione Europea. A una settimana dal voto, quasi la metà dei rumeni non sa ancora per chi votare.

(Giuliana Cătălina Băruş)

Eleonora Tirolese e Giuliana Cătălina Băruş

MEDIO ORIENTE E NORD AFRICA (MENA)

Siria: il Regno Unito revoca altre sanzioni. Il Regno Unito ha annunciato attraverso un comunicato rilasciato sul sito del Ministero delle Finanze, di aver revocato le sanzioni contro il Ministero della Difesa, il Ministero degli Interni e altre 12 agenzie di intelligence governative. In particolare, le sopracitate entità erano sottoposte ad un congelamento degli asset, così come quelli della Banca centrale di Siria e di altre 23 compagnie tra cui banche e compagnie petrolifere, le cui sanzioni erano state già revocate dal Regno Unito nel mese di marzo. Tuttavia, il governo britannico ha specificato che le sanzioni relative ai membri del regime di Assad rimarranno in vigore. Questa notizia segna la continuazione di un trend che si diffonde sempre più fra i Paesi occidentali nelle relazioni con la Siria guidata dal Presidente Al-Shaara.

(Matteo Francescucci)

Iran-USA, nuovi colloqui sul nucleare: l’ambasciata omanita nella capitale italiana ha ospitato il secondo round dei colloqui tra Stati Uniti e Iran riguardo il programma nucleare di quest’ultimo. Washington desidera la cessazione del programma di arricchimento dell’uranio, che però Teheran considera essenziale come ultimo strumento di deterrenza nei confronti di Israele. Per ora le posizioni appaiono ancora difficilmente conciliabili, senza contare la scarsa competenza diplomatica e tecnica dell’inviato statunitense, Steve Witkoff, amico personale del presidente Donald Trump.

(Michele Magistretti)

Papa Francesco, voce di speranza per Gaza. Negli ultimi diciotto mesi della sua vita, Papa Francesco ha mantenuto un legame costante con la comunità cristiana di Gaza, in particolare con l'unica chiesa cattolica presente nell'enclave, la Chiesa della Sacra Famiglia. Attraverso ripetute telefonate notturne, soprattutto durante il conflitto tra Israele e Hamas, ha offerto sostegno e conforto alle circa 600 persone della comunità, diventando una figura paterna e un simbolo di speranza in un territorio devastato dalla guerra. La comunità cristiana di Gaza lo ricorda come un "fratello" e un "amico", un faro di speranza in un momento di grande sofferenza.

(Chiara Bertolotto)

Matteo Francescucci, Michele Magistretti, Chiara Bertolotto

TERRORISMO E SICUREZZA INTERNAZIONALE

India, attentato nel Kashmir provoca tensioni con il Pakistan. L’attentato avvenuto martedì scorso nei pressi di Pahalgam, costato la vita a 26 turisti, ha riacceso le ostilità tra India e Pakistan. Secondo le autorità indiane, dietro l’attacco vi sarebbe la mano del Fronte della Resistenza (TRF), un gruppo armato affiliato all’organizzazione terroristica di Lashkar-e Taiba, quest’ultima attiva tra Pakistan, Afghanistan e India. Il governo di New Delhi ha accusato pubblicamente Islamabad di “patrocinare” il gruppo terroristico, fornendo appoggio militare. Tali accuse sono state respinte dal governo pachistano, che ha smentito ogni suo coinvolgimento. L’attentato è stato il più sanguinoso nella tormentata regione dal 2019, quando un militante del gruppo Jaish-e-Mohammad si gettò con un veicolo carico di esplosivo contro un convoglio di autobus di forze paramilitari indiane, provocando decine di vittime. Il presidente indiano Modi ha annunciato azioni di rappresaglia nei confronti degli autori e dei suoi “mandanti”, facendo implicito riferimento al “vicino di casa”.

(Davide Shahhosseini)

Tensioni crescenti sull’Iran: nuove mosse di USA e Israele. Negli ultimi giorni si è intensificato il confronto internazionale sul programma nucleare iraniano. Washington ha annunciato nuove sanzioni mirate, mentre Israele ha intensificato i contatti diplomatici per rafforzare una possibile coalizione contro Teheran. Secondo fonti statunitensi, l’Iran avrebbe aumentato la produzione di uranio arricchito oltre le soglie concordate, alimentando preoccupazioni su un possibile sviluppo di armi nucleari. Israele, dal canto suo, ha dichiarato di essere pronto ad agire unilateralmente per fermare la minaccia. Le trattative diplomatiche con l’Iran, guidate dall’Unione Europea, sembrano in stallo. Gli analisti temono che l’escalation possa degenerare in un conflitto regionale. La Casa Bianca ha ribadito il proprio impegno per una soluzione diplomatica, ma senza escludere “tutte le opzioni”.

(Federica Placidi)

Federica Placidi e Davide Shahhosseini

Framing The World è un progetto ideato e creato grazie alla collaborazione di un team di associati di Mondo Internazionale.

Antonella Franzelli: Asia ed Estremo Oriente

Alessia Boni: America Latina e Caraibi

Aurelia Puliafito: Africa Sub-Sahariana

Beatrice Baroni: Terrorismo e Sicurezza Internazionale

Bianca Colli: America del Nord

Bianca Franzini: Europa Occidentale e Unione Europea

Caterina De Rosa: America del Nord

Chiara Bertolotto: Medio Oriente e Nord Africa

Davide Shahhosseini: Terrorismo e Sicurezza Internazionale

Federica Placidi: Terrorismo e Sicurezza Internazionale

Francesca Rosti: Europa occidentale e Unione Europea

Francesco Oppia: Asia ed Estremo Oriente

Giovanni Ferrazza: America del Nord

Giulio Ciofini: Africa Sub-Sahariana

Giuliana Báruş: Europa Orientale e Russia

Gonzalo Pereyra: Terrorismo e Sicurezza Internazionale

Leonardo Aldeghi: Economia e Finanza Internazionale

Lorenzo Graziani: America del Nord

Lucas Torres: America Latina e Caraibi

Matteo Francescucci: Medio Oriente e Nord Africa

Michele Magistretti: Medio Oriente e Nord Africa

Nicole Mancinelli: America Latina e Caraibi

Ratì Mugnaini Provvedi: Asia ed Estremo Oriente

Silvia Pasetto: Europa Centro-Orientale e Russia

Valeria Picciolo: Asia ed Estremo Oriente

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