Framing The World, Edizione CXXXXII
Tra le notizie più rilevanti di cui ci occupiamo nella 142esima edizione di Framing the World spiccano la tragica alluvione che ha colpito Valencia, l’evoluzione dei conflitti in Ucraina e in Medio Oriente e le imminenti elezioni presidenziali negli USA.
Tutto questo e molto altro nell’ultimo numero di FtW!
DIRITTI UMANI
ECONOMIA E FINANZA INTERNAZIONALE
AFRICA SUB SAHARIANA
AMERICA DEL NORD
AMERICA LATINA
ASIA ED ESTREMO ORIENTE
EUROPA OCCIDENTALE E UNIONE EUROPEA
EUROPA ORIENTALE E RUSSIA
MEDIO ORIENTE E NORD AFRICA (MENA)
TERRORISMO E SICUREZZA INTERNAZIONALE
DIRITTI UMANI
Israele, legge contro l’UNRWA criminalizza l’aiuto umanitario. Il 28 ottobre 2024, la Knesset ha approvato una legge che vieta le attività dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (UNRWA) in Israele, suscitando proteste internazionali. Israele ha criticato l'agenzia, sostenendo che alcuni suoi impiegati siano stati coinvolti nell'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. L’approvazione di un secondo provvedimento vieta anche ai funzionari israeliani di collaborare con l’UNRWA, ulteriormente compromettendo le sue operazioni. La comunità internazionale ha espresso profonda preoccupazione, mentre la presidenza palestinese ha denunciato la legge come un segno di fascismo. L'UNRWA, considerata la "spina dorsale" degli aiuti umanitari a Gaza, ha definito il provvedimento "scandaloso".
Armenia, legge sulla sorveglianza minaccia i diritti alla privacy. Il governo armeno ha proposto una legge che prevede l’installazione obbligatoria di sistemi di sorveglianza video in tutta Yerevan, consentendo alla polizia di avere accesso 24 ore su 24 a registrazioni e riprese in diretta. La legge, approvata in prima lettura parlamentare a giugno 2024, obbliga le entità private a installare telecamere, con l’intenzione di utilizzare l’intelligenza artificiale per il monitoraggio. I critici sostengono che questa sorveglianza diffusa rappresenti un’intrusione ingiustificata nella privacy e costituisca una minaccia per le libertà civili. La proposta ha ricevuto critiche da vari enti governativi, tra cui il Ministero della Giustizia e l’Agenzia per la Protezione dei Dati, che avvertono che potrebbe portare a un “trattamento illimitato e continuo dei dati personali,” violando i diritti degli individui.
Sofia Ena
ECONOMIA E FINANZA INTERNAZIONALE
Spagna, prima tra i Paesi avanzati. La Spagna è destinata a superare gli Stati Uniti come economia avanzata a crescita più rapida del 2024, con un tasso di crescita atteso del 2,7%, grazie a immigrazione, turismo, investimenti esteri e spesa pubblica. Il FMI prevede un'espansione del 2,9%, superiore a quella degli USA, e circa il triplo del dato europeo. La Spagna, quarta economia dell'Eurozona, si distingue in un contesto in cui paesi come Germania e Paesi Bassi faticano a crescere, mentre altre economie del sud, come la Grecia, mostrano buone performance. Rispetto al 2019, il paese iberico registra un'espansione del 5.7%, meglio dell'eurozona che si ferma al 4.2%. Tuttavia, l'opposizione contesta che il PIL pro capite cresce più lentamente rispetto al pil, in parte per l’ingresso di 700.000 immigrati negli ultimi anni, spesso in lavori poco qualificati e mal pagati. Inoltre, l'elevato costo della vita e la scarsità di abitazioni a prezzi accessibili pesano sulle famiglie spagnole.
Auto, anche Mercedes in difficoltà. Mercedes-Benz ha annunciato un piano di riduzione dei costi dopo aver registrato un dimezzamento dei profitti trimestrali e un calo delle vendite in Cina e in Europa. Il margine di profitto della divisione auto è sceso nel terzo trimestre al 4,7% rispetto al 12,4% dell'anno precedente, mentre i profitti netti sono calati a €1.7 miliardi, con una riduzione delle entrate del 6,7%. Le vendite in Cina sono diminuite del 17% e in Germania del 25%. Mercedes ha ridotto due volte le previsioni di margine annuale negli ultimi tre mesi, in linea con altre case automobilistiche europee. In particolare, Mercedes ha visto un calo del 31% nelle vendite di veicoli elettrici, mentre le vendite di ibridi plug-in sono aumentate del 10%, mentre il rallentamento economico cinese ha colpito soprattutto i modelli più lussuosi (e più redditizi per il marchio), come la Classe S. Negli stessi giorni, anche Volvo e Volkswagen hanno rivisto al ribasso le proprie previsioni, mentre Renault è l'unica ad aver mantenuto i target finanziari.
USA, i dati sull'inflazione. L’indice core delle spese per consumi personali (PCE) negli Stati Uniti, indicatore preferito dalla Federal Reserve per misurare l’inflazione, è aumentato dello 0,3% a settembre, segnando il maggior incremento mensile da aprile. Su base annua, l’indice sale del 2,7%, mentre l'inflazione complessiva si è attesta al 2,1%, il livello più basso dall'inizio del 2021 e vicino all’obiettivo del 2% della Fed. La spesa dei consumatori, al netto dell'inflazione, cresce dello 0,4%, sostenuta dalla crescita dei salari, mentre il tasso di risparmio scende al 4,6%, minimo dal 2023. I dati mostrano, inoltre, una pressione inflazionistica su beni e servizi: i prezzi dei servizi, esclusi alloggi ed energia, salgono infatti dello 0,3%, mentre i prezzi dei beni, esclusi cibo ed energia, registrano un +0,1%. Questi dati, secondo gli analisti, non scoraggeranno la Federal Reserve dall'optare per un ulteriore taglio ai tassi di interesse il prossimo 7 novembre.
Cina, nuove misure in arrivo. Il governo cinese sta valutando un piano del valore di oltre 10 trilioni di yuan ($1,4 trilioni di dollari) per sostenere l'economia e gestire il debito delle amministrazioni locali, secondo Reuters. Il pacchetto, che potrebbe essere approvato nei prossimi giorni, include 6 trilioni di yuan da raccogliere in tre anni per risolvere i debiti "fuori bilancio" delle autorità locali, e 4 trilioni di yuan in obbligazioni per l’acquisto di terreni e immobili inutilizzati. Il piano potrebbe espandersi se Donald Trump vincesse le elezioni, dato che si prevede un aumento delle sfide economiche per la Cina. Il Politburo, che si riunisce questa settimana, dovrebbe così approvare il più grande pacchetto di stimolo economico del presidente Xi Jinping dal periodo post-pandemico, e per gli analisti includerà anche delle misure per rifinanziare il debito locale, un'emissione obbligazioni sovrane per iniettare capitale nelle banche e un ulteriore trilione di yuan per sostenere i consumi.
EU, risale l'inflazione. L’inflazione dell’Eurozona è salita al 2% annuo in ottobre, superando le previsioni e raggiungendo l’obiettivo della Banca Centrale Europea (BCE), rafforzando così la possibilità di una riduzione graduale dei tassi di interesse. Il rallentamento della riduzione dei costi energetici è stato un fattore chiave, mentre l’inflazione core è rimasta inaspettatamente stabile al 2,7% e i prezzi alimentari sono aumentati più velocemente del previsto. Questi dati giocano a favore di quei membri della BCE contrari a tagli significativi dei tassi per stimolare un'economia europea in affanno, ma che non ha ancora sconfitto l'inflazione, soprattutto nell'economia del nord Europa e nel settore dei servizi. La Presidente Lagarde ha inoltre avvertito che nei prossimi mesi l’inflazione potrebbe aumentare per via degli effetti base e di altri rischi, come i conflitti in Medio Oriente e Ucraina che potrebbero far salire i costi energetici, e i dazi promessi da Trump.
Leonardo Aldeghi
AFRICA SUB SAHARIANA
Mozambico, l'accesso ai social media è stato limitato per la seconda volta in una settimana. Secondo l'osservatorio globale di Internet NetBlocks, a seguito delle richieste di sciopero a livello nazionale da parte dei leader dell'opposizione per le controverse elezioni presidenziali. Le tensioni sono aumentate in Mozambico dopo che il partito Frelimo, al potere da 49 anni, ha vinto le elezioni del 9 ottobre - un risultato che i partiti dell'opposizione e gli osservatori elettorali sostengono sia stato viziato. NetBlocks, un'organizzazione con sede a Londra che monitora le interruzioni di Internet, ha confermato che le piattaforme di social media, tra cui Facebook, Instagram e WhatsApp, sono state limitate. Ciò avviene dopo un precedente blackout di internet avvenuto venerdì scorso, il giorno successivo all'annuncio dei risultati elettorali e a seguito di una violenta repressione delle proteste.
(Aurelia Puliafito)
Guinea, le autorità hanno sciolto decine di partiti politici e messo sotto osservazione due dei principali partiti di opposizione, mentre il governo di transizione non ha ancora annunciato una data per le elezioni. Il Paese dell'Africa occidentale è guidato da un regime militare da quando i soldati hanno spodestato il presidente Alpha Conde nel 2021. Il blocco regionale dell'Africa occidentale noto come ECOWAS ha spinto per un ritorno al governo civile e le elezioni sono previste per il 2025. Lo scioglimento di massa di 53 partiti politici e l'osservazione obbligatoria di altri 54 per tre mesi non ha precedenti in Guinea, che ha tenuto le sue prime elezioni democratiche nel 2010 dopo decenni di regime autoritario. Il Ministero dell'Amministrazione territoriale e del Decentramento ha annunciato le mosse sulla base di una valutazione di tutti i partiti politici iniziata a giugno. Secondo il ministero, la valutazione aveva lo scopo di “ripulire lo scacchiere politico”.
Botswana: Storico cambio di potere alle elezioni. Il partito al potere in Botswana, il Partito Democratico del Botswana (BDP), ha subito una storica sconfitta alle elezioni parlamentari, ponendo fine a 58 anni di dominio politico. Il partito di opposizione Umbrella for Democratic Change (UDC), guidato dall’avvocato Duma Boko, ha conquistato la maggioranza dei seggi in Parlamento, ottenendo 31 seggi su 61. Il presidente uscente Mokgweetsi Masisi ha ammesso la sconfitta e si è congratulato con Boko per la vittoria, segnando un importante cambio di direzione per il Paese. Questo risultato riflette un clima di insoddisfazione verso il BDP, accusato di non aver diversificato l’economia e di aver gestito male la crisi del settore dei diamanti, vitale per l’economia nazionale.
(Giulio Ciofini)
Sudan: Guterres denuncia catastrofe umanitaria senza tregua. Il segretario generale dell’ONU, Antonio Guterres, ha descritto la situazione in Sudan come un “incubo” di fame, malattie e violenza etnica diffusa, in particolare nella regione del Darfur. Durante un intervento al Consiglio di Sicurezza, Guterres ha evidenziato le atrocità subite dai civili, con migliaia di morti e casi diffusi di violenze sessuali. Nel frattempo, un attacco aereo delle forze armate sudanesi su un mercato a Khartoum ha causato 23 vittime e oltre 40 feriti. Dal mese di aprile 2023, il conflitto tra l’esercito regolare e le Forze di Supporto Rapido (RSF) ha provocato una catastrofe umanitaria, con oltre 10 milioni di sfollati e crescenti rischi di carestia.
(Giulio Ciofini)
Aurelia Puliafito e Giulio Ciofini
AMERICA DEL NORD
Stati Uniti d’America, Focus elezioni: Kiev trema in attesa delle presidenziali. Per gli ucraini il risultato delle prossime elezioni presidenziali in America potrebbe diventare un turning point estremamente vertiginoso, in quanto gli aiuti militari americani durante questi tre anni di guerra sono stati così tanto impattanti da superare quelli di tutti gli altri alleati messi insieme. Ma questo novembre i fondi americani potrebbero essere a rischio: Donald Trump non ha nascosto il suo desiderio di “terminare la guerra” e tagliare quelle spese, avendo inoltre cercato più volte di bloccare i pacchetti di aiuti al Congresso. Dall’altro lato invece, la vittoria di Kamala Harris presenterebbe a Kiev una controparte decisamente più stabile e prevedibile di Trump, perché l’attuale Vicepresidente è probabile manterrebbe un approccio molto simile a quello di Joe Biden.
Stati Uniti d’America, Focus elezioni: la comunità degli arabo-americani nelle elezioni della guerra d’Israele. Nel 2004 e nel 2008 più dell’85% degli elettori arabo-americani ha supportato la causa democratica, ma oggigiorno la questione non è così semplice: alcuni sondaggi suggeriscono la possibilità che questa minoranza possa abbandonare il partito Democratico, sulla scia del supporto dell’amministrazione Biden verso Israele, e superare le avversioni rispetto a Trump e il suo divieto di circolazione verso alcuni stati a maggioranza musulmana, che ha promesso di imporre nuovamente. Al contempo, alcune comunità arabe in America si stanno organizzando per sensibilizzare sugli impatti che un nuovo mandato Trump potrebbe avere in Medio Oriente e nella politica domestica americana.
(Lorenzo Graziani)
USA, elezioni e confine: il nodo dell'immigrazione in vista del voto. Le prossime elezioni presidenziali americane avranno un impatto determinante sulle politiche migratorie e la gestione del confine con il Messico. Negli ultimi anni, l'amministrazione Biden ha cercato di creare un sistema più umano e sicuro, aumentando i percorsi legali per i migranti e i richiedenti asilo. Tuttavia, il confine sud rimane un tema critico, con attraversamenti irregolari in crescita e una gestione logistica sempre più complessa. Se Donald Trump tornasse alla Casa Bianca, potrebbe riportare in vigore misure rigide come il programma “Remain in Mexico” e nuove restrizioni al confine, mirando a ridurre drasticamente gli ingressi irregolari e puntando sulla sicurezza come priorità assoluta.
D’altra parte, la vittoria di Kamala Harris potrebbe significare un proseguimento della strategia attuale, che cerca un equilibrio tra rafforzamento del confine e apertura umanitaria, senza rinunciare ai diritti dei richiedenti asilo. Harris potrebbe anche tentare un maggiore coinvolgimento dei Paesi dell’America Centrale, promuovendo progetti di sviluppo e stabilità nelle aree da cui partono i flussi migratori. Tuttavia, una simile strategia richiederebbe risorse consistenti e un consenso bipartisan, difficile da ottenere in un clima politico fortemente polarizzato.
(Caterina De Rosa)
Lorenzo Graziani e Caterina De Rosa
AMERICA LATINA
Brasile e Venezuela, la questione venezuelana irrompe al vertice dei BRICS. La questione venezuelana ha scosso il vertice dei BRICS del 22-24 Ottobre a Kazan, in Russia, dove si è discusso di un potenziale allargamento del gruppo. Il caso più eclatante è proprio quello del Venezuela. Il presidente Nicolas Maduro si è presentato a sorpresa a Kazan dopo un lungo viaggio, cercando di evitare lo spazio aereo di paesi ostili alla sua presidenza. La sua rielezione ampiamente contestata di fine luglio ha infatti lasciato il segno, e vecchi alleati come il presidente brasiliano Lula da Silva hanno congelato i rapporti. Lula ha annullato il viaggio in Russia a causa di una caduta in casa che gli ha provocato ''una lieve emorragia cerebrale''. Ha partecipato al summit in videoconferenza e ha chiaramente indicato il suo 'no' al Venezuela di Maduro e al Nicaragua di Ortega, mettendo il veto al loro ingresso nel blocco dei BRICS.
Alessia Boni
ASIA ED ESTREMO ORIENTE
India e Cina completano il disimpegno delle rispettive truppe dalle contese aree di Depsang e Demchok, situate nel Ladakh orientale lungo la Linea di Controllo Effettivo (LAC). A margine del 16° vertice dei BRICS, il 21 ottobre, New Delhi e Pechino hanno raggiunto un’intesa volta alla gestione delle dispute di confine, culminando in un accordo che mira a placare quattro anni di tensioni persistenti. La scorsa settimana, le forze armate hanno concordato modalità dettagliate di pattugliamento congiunto, progettate per ristabilire l’ordine in zone di lunga contesa. Il patto di disimpegno prevede il ritiro di truppe e infrastrutture nelle aree di Depsang e Damchok, con il riposizionamento dei militari alle posizioni occupate prima dell’aprile 2020. Questo passo significativo si aggiunge ai precedenti disimpegni avvenuti a Galwan Valley, Pangong Tso, Gogra e Hot Springs, segnando un ulteriore progresso nella riduzione delle ostilità.
Ratì Mugnaini Provvedi
EUROPA OCCIDENTALE ED UNIONE EUROPEA
Spagna, alluvione a Valencia. Le devastanti alluvioni che hanno colpito Valencia, causate dal fenomeno meteorologico della Dana, hanno provocato, in meno di 24 ore tra martedì pomeriggio e mercoledì mattina, almeno 200 morti e un numero ancora imprecisato di dispersi, sia nella città che in altre regioni della Spagna. In segno di lutto, le bandiere sono state messe a mezz’asta su tutti gli edifici delle istituzioni europee. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha espresso la solidarietà dell’UE, affermando in spagnolo: “Madrid non è sola”. Roberta Metsola, presidente del Parlamento europeo, ha evidenziato l'urgenza di semplificare l'accesso ai fondi per le calamità, mentre l'UE si prepara ad attivare il Meccanismo di protezione civile in risposta a una possibile richiesta del governo spagnolo.
(Sofia Ena)
UE, aperta inchiesta su Temu. La Commissione Europea ha avviato un’indagine sulla piattaforma e-commerce cinese Temu, sospettata di non rispettare il nuovo regolamento sui servizi digitali (DSA). L'inchiesta, che non ha ancora una scadenza, si concentra su articoli potenzialmente illegali come farmaci e giocattoli e sui meccanismi di fidelizzazione che usano giochi per incentivare acquisti ripetuti, possibili fonti di dipendenza. Se Temu sarà giudicata colpevole, potrebbe ricevere una multa fino al 6% del suo fatturato annuale. Temu ha dichiarato di voler collaborare con le autorità europee, garantendo l’impegno a rispettare le normative UE. Nel quadro del DSA, anche Meta, Ali Express, TikTok e X sono al momento indagate.
UE, emissioni di gas serra scese del 8,3% nel 2023. Il report 2024 sui progressi dell'azione climatica mostra che le emissioni nette di gas serra (Ghg) dell’Unione europea sono diminuite dell’8,3 per cento nel 2023 rispetto al 2022: è il calo annuale più grande degli ultimi decenni, ad eccezione del 2020l, quando i tagli delle emissioni erano calate del 9,8%. Il commissario UE per l’Azione climatica, Wopke Hoekstra, ha dichiarato che "L’Ue è all’avanguardia nella transizione pulita, con un altro anno di forti riduzioni delle emissioni di gas serra nel 2023. L’Ue rappresenta ora il 6 per cento delle emissioni globali". Tuttavia, sono necessari ulteriori cambiamenti per raggiungere gli obiettivi del 2030, 2040 e 2050; in vista della Cop29, la Commissione ha dichiarato che l'UE deve continuare il suo impegno internazionale.
(Bianca Franzini)
Bianca Franzini e Sofia Ena
EUROPA CENTRO-ORIENTALE E RUSSIA
Georgia, il 26 ottobre si sono tenute le elezioni per il rinnovo del Parlamento. Il partito al potere “Sogno Georgiano” ha ottenuto la maggioranza parlamentare con il 54% dei voti. L’opinione pubblica georgiana europeista teme che questa vittoria allontanerà sempre di più il paese dall’Unione europea: nonostante Sogno Georgiano assicuri di voler proseguire nel processo di entrata nell’UE, il partito è anche conosciuto per le sue posizioni vicine alla Russia e per iniziative che mettono a rischio i diritti umani nel paese, dalla libertà di stampa ai diritti lgbtq. Le elezioni sono state seguite da grosse proteste di piazza e da accuse di brogli elettorali e interferenze da parte della Russia, a partire dalla presidente europeista georgiana Salomé Zurabishvili. La commissione elettorale centrale della Georgia ha effettuato un parziale riconteggio dei voti, che ha confermato il risultato precedentemente annunciato. Per accertare eventuali irregolarità serviranno però settimane o mesi.
Ucraina, è evidente che nelle ultime settimane la guerra non sta andando bene per Kiev, che oltre a perdere territorio non riesce a colmare la perdita di soldati, problema che invece la Russia sembra non avere. Il presidente Zelensky ha infatti invitato i propri connazionali all’estero a tornare per sostenere l’Ucraina e l’industria della difesa. Nel frattempo 12.000 soldati nordcoreani sono arrivati in Russia per combattere al fianco di Mosca, e secondo indiscrezioni alcuni si troverebbero già in territorio ucraino. Inoltre la Russia continua ad attaccare siti civili, come un grattacielo bombardato giovedì 31 ottobre, uccidendo un bambino. Nel Donetsk invece i russi avanzano e hanno occupato la cittadina di Selydove e stanno per conquistare Pokrovsk, importante snodo logistico a sud-est del paese. Intanto la Russia recupera territori nella regione di Kursk, dove sono stati mandati soldati nordcoreani.
Silvia Pasetto
MEDIO ORIENTE E NORD AFRICA (MENA)
Libano, Hezbollah nomina il suo nuovo leader. Il 29 ottobre, Hezbollah ha annunciato il suo nuovo leader: si tratta di Naim Qassem, 71 anni, esponente di lungo corso e già vice-capo del Partito dal 1991 di cui è stato anche portavoce e responsabile delle relazioni con i media esteri e non. Il Governo di Israele, con un post su X, ha espresso la volontà di eliminarlo il più rapidamente possibile con le seguenti parole: “Il suo mandato in questa posizione potrebbe essere il più breve nella storia di questa organizzazione terroristica se seguirà le orme dei suoi predecessori Hassan Nasrallah e Hashem Safieddine”. Infine, il post si conclude ribadendo che la soluzione militare è, secondo il Governo, l’unica via percorribile per smantellare Hezbollah “come forza militare”.
Israele, catturato in Libano un alto ufficiale di Hezbollah. Secondo quanto riportato da alcune agenzie di stampa e quotidiani e come confermato in parte dal Ministro dei Trasporti di Beirut (rappresentate di Hezbollah al Governo), le forze speciali della Marina di Israele avrebbero catturato in un blitz Imad Amhaz. Si tratta di uno degli esponenti di spicco dell’ala militare del Partito, responsabile delle attività marittime e capitano di navi civili. Ahmaz si trovava a Batroun, una località marittima a nord di Beirut: inizialmente una fonte militare libanese aveva dichiarato ad Afp di non conoscere l’identità del rapito, mentre Barack Ravid, giornalista di Axios, ha successivamente confermato l’identità del sequestrato, confermando che “I Navy Seals israeliani hanno catturato Imad Ahmaz per essere interrogato e avere informazioni sulle operazioni navali di Hezbollah”.
(Matteo Francescucci)
Israele-Italia, scandalo dossieraggio: secondo le indagini della polizia italiana, l’azienda di investigazione privata Equalize, basata a Milano, avrebbe ottenuto informazioni sensibili riguardo centinaia di politici, personaggi famosi tramite un’operazione di hackeraggio. L’azienda avrebbe poi scambiato il materiale confidenziale con i servizi segreti israeliani e il Vaticano. Secondo quanto riportato dai media, gli israeliani avrebbero promesso in cambio informazioni riguardo il Qatargate e altre utili ai clienti di Equalize. Sia il Vaticano che l’ambasciata israeliana non hanno voluto rilasciare dichiarazioni al riguardo.
(Michele Magistretti)
Michele Magistretti e Matteo Francescucci
TERRORISMO E SICUREZZA INTERNAZIONALE
Papua Nuova Guinea, il governo annuncia che non presiederà la Conferenza ONU sul clima. Il ministro degli Esteri Justin Tkatchenko ha dichiarato che il Paese non prenderà parte alla prossima Conferenza internazionale sul clima organizzata dalle Nazioni Unite, che quest’anno avrà luogo a Baku. Secondo quanto dichiarato da Tkatchenko, la decisione di non partecipare è legata al fatto che fino a quando i paesi più inquinanti non manterranno gli impegni presi, le conferenze sul clima continueranno a perdere di credibilità. Lo stesso governo del paese insulare ha comunicato che tenterà di stringere accordi bilaterali con altri stati della regione, con la speranza che questi possano avere una maggiore incisività in materia di lotta al cambiamento climatico.
Argentina, destituita la ministra degli Esteri. La decisione da parte del presidente Javier Milei di rimuovere dall’incarico la ministra Diana Mondino, dal 10 dicembre 2023 a capo del gabinetto degli Esteri, arriva dopo il voto favorevole espresso dalla delegazione ONU del paese sudamericano sulla risoluzione che domanda la revoca dell’embargo americano contro Cuba, rispetto alla quale solo Israele e Stati Uniti hanno votato contro. Al posto della Mondino, Milei ha nominato Gerardo Werthein, ex ambasciatore negli Stati Uniti.
Davide Shahhosseini
Framing The World è un progetto ideato e creato grazie alla collaborazione di un team di associati di Mondo Internazionale.
Alessia Boni: America Latina
Aurelia Puliafito: Africa Sub-Sahariana
Bianca Franzini: Europa Occidentale e Unione Europea
Caterina De Rosa: America del Nord
Davide Shahhosseini: Terrorismo e Sicurezza Internazionale
Federico Cortese: Europa Centro-Orientale e Russia
Francesco Oppia: Asia ed Estremo Oriente
Giulio Ciofini: Africa Sub-Sahariana
Gonzalo Pereyra: Terrorismo e Sicurezza Internazionale
Leonardo Aldeghi: Economia e Finanza Internazionale
Leonardo Di Girolamo: Asia ed Estremo Oriente
Lisa Pasolini: Diritti Umani
Lorenzo Graziani: America del Nord
Matteo Francescucci: Medio Oriente e Nord Africa
Michele Magistretti: Medio Oriente e Nord Africa
Ratì Mugnaini Provvedi: Asia ed Estremo Oriente
Silvia Pasetto: Europa Centro-Orientale e Russia
Sofia Ena: Europa occidentale e Unione Europea, Diritti Umani
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Redazione
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