Framing The World, Edizione CXXXXVI
Nel primo numero di Framing dell’anno ci occupiamo delle novità che hanno aperto il 2025, dall’ingresso di Bulgaria e Romania nell’area Schengen allo stop al transito del gas russo attraverso i gasdotti ucraini verso l’UE e alla riapertura dell’ambasciata indiana in Corea del Nord, sino al ritiro delle truppe francesi dalla Costa d’Avorio. Ancora, seguiamo l’evolversi del conflitto russo-ucraino, della crisi istituzionale sudcoreana e dell’arresto in Iran della giornalista italiana Cecilia Sala.
ECONOMIA E FINANZA INTERNAZIONALE
AFRICA SUB SAHARIANA
AMERICA DEL NORD
AMERICA LATINA E CARAIBI
ASIA ED ESTREMO ORIENTE
EUROPA OCCIDENTALE E UNIONE EUROPEA
EUROPA ORIENTALE E RUSSIA
MEDIO ORIENTE E NORD AFRICA (MENA)
TERRORISMO E SICUREZZA INTERNAZIONALE
ECONOMIA E FINANZA INTERNAZIONALE
Stellantis, un dato storico. Nel 2024, la produzione di Stellantis in Italia è scesa del 40%, toccando i minimi dagli anni '50, con solo 475.090 veicoli prodotti rispetto ai 750.000 del 2023, secondo i dati del sindacato FIM-CISL. La domanda debole, la concorrenza cinese e l'incertezza sulle normative per i veicoli elettrici hanno colpito i ricavi del gruppo, che ha emesso un profit warning in autunno. L’uscita improvvisa del CEO Carlos Tavares ha spinto il presidente John Elkann a cercare un nuovo leader per affrontare problemi produttivi in Europa e rivedere le strategie negli Stati Uniti. La produzione nello stabilimento Mirafiori di Torino è calata del 70%, e il sindacato ha annunciato proteste contro il divieto UE dei motori a combustione entro il 2035. Stellantis ha tuttavia confermato l’obiettivo di 1 milione di veicoli prodotti in Italia entro il 2030 e un piano d’investimento da €2 miliardi per il 2025. Nel frattempo, le nuove regole del governo USA hanno escluso Stellantis (e Volkswagen) da alcuni crediti fiscali per i veicoli ibridi plug-in.
Cina, ancora un dato deludente. A dicembre, il settore manifatturiero cinese ha registrato un nuovo rallentamento, alimentando le preoccupazioni degli investitori. L'indice Caixin è sceso inaspettatamente a 50,5 da 51,5 di novembre, contro una previsione di 51,7. Il calo riflette l'impatto delle incertezze commerciali globali e dei rischi di nuove tariffe sulle esportazioni. Per stimolare le vendite, i produttori hanno ridotto i prezzi, aggravando le pressioni su un’economia che si trova nella più forte fase di deflazione degli ultimi 25 anni. Anche il mercato del lavoro è in sofferenza, con l’occupazione in calo per il quarto mese consecutivo. Sebbene l’indicatore rimanga sopra la soglia critica di 50, ciò non basta a dissipare lo scetticismo degli investitori: l’indice CSI 300 è infatti crollato del 2,9%, segnando il peggior inizio anno dal 2016, mentre i rendimenti dei titoli di Stato a 10 anni sono scesi a un minimo record dell’1,6%, indicando aspettative di deflazione persistente.
Rivian, balzo in borsa. Le azioni di Rivian Automotive sono balzate del 23% venerdì dopo che l'azienda ha superato le stime della produzione annuale (precedentemente riviste al ribasso) e ha dichiarato di aver risolto un problema che aveva rallentato l’output. Rivian ha prodotto 49.476 veicoli nel 2024, superando - seppur lievemente - la previsione rivista di 47.000-49.000 fatta a ottobre, quando aveva ridotto l’obiettivo iniziale di 57.000 a causa di una carenza di componenti condivisi per tre dei suoi modelli. Nel quarto trimestre, sono stati costruiti 12.727 veicoli e consegnati 14.183, portando il totale annuo delle consegne a 51.579, oltre la soglia inferiore della stima di 50.500-52.000. Nonostante il rally, le azioni restano in calo del 20% rispetto all'anno precedente.
Leonardo Aldeghi
AFRICA SUB SAHARIANA
Kenya, secondo i gruppi per i diritti, decine di manifestanti sono stati arrestati durante gli scontri con la polizia, mentre cresce la rabbia per un'ondata di presunti rapimenti di oppositori del governo. Nel fine settimana, il presidente keniota William Ruto ha promesso di porre fine ai rapimenti - un apparente cedimento da parte del leader che inizialmente aveva definito le sparizioni “fake news”. Le proteste contro i rapimenti sono proseguite lunedì, con la polizia che ha sparato gas lacrimogeni per disperdere la folla nella capitale Nairobi. Almeno 53 manifestanti disarmati sono stati arrestati in tutto il Paese nel corso della giornata, secondo la Commissione nazionale per i diritti umani del Kenya (KNCHR), finanziata dallo Stato.
La Costa d'Avorio ha annunciato che le truppe francesi lasceranno il Paese questo mese dopo una presenza militare durata decenni, diventando l'ultima nazione africana a ridimensionare i legami militari con il suo ex colonizzatore. Martedì, in un discorso di fine anno alla nazione, il presidente Alassane Ouattara ha dichiarato che il 43° battaglione di fanteria di marina BIMA di Port-Bouet ad Abidjan - dove erano di stanza le truppe francesi - “sarà consegnato” alle forze armate della Costa d'Avorio a partire dal gennaio di quest’anno. “Possiamo essere orgogliosi del nostro esercito, la cui modernizzazione è ormai effettiva. È in questo contesto che abbiamo deciso il ritiro concertato e organizzato delle forze francesi” dalla Costa d'Avorio, ha dichiarato Ouattara. Secondo quanto riferito, la Francia, il cui dominio coloniale in Africa occidentale è terminato negli anni '60, ha quasi 1.000 soldati in Costa d'Avorio.
Aurelia Puliafito
AMERICA DEL NORD
USA, stop all'accordo. Le azioni di U.S. Steel sono crollate venerdì dopo che il presidente Joe Biden ha bloccato la vendita da $14,1 miliardi della storica azienda americana alla giapponese Nippon Steel, citando rischi per la sicurezza nazionale. Secondo Biden, l’acquisizione avrebbe messo uno dei principali produttori di acciaio sotto controllo straniero, compromettendo le catene di approvvigionamento critiche. U.S. Steel e Nippon Steel hanno annunciato azioni legali contro la decisione. La mossa potrebbe danneggiare i rapporti USA-Giappone, con quest’ultimo che aveva promesso investimenti per $2,7 miliardi per addolcire gli animi dei politici americani e aumentare le chance di approvazione dell'accordo. Il CEO di U.S. Steel, David Burritt, aveva avvertito di possibili chiusure di impianti e del trasferimento della sede da Pittsburgh in caso di rigetto dell'offerta giapponese.
Leonardo Aldeghi
AMERICA LATINA E CARAIBI
Panama, il presidente José Raúl Mulino risponde alle minacce di Trump verso il canale. A seguito delle recenti dichiarazioni del presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump, che ha aspramente criticato le tariffe imposte alle navi statunitensi, definendole “eccessive” e “ingiuste”, minacciando di riprendere il controllo del Canale di Panama, il presidente panamense José Mulino ha affermato che la sovranità di Panama non è in alcun modo negoziabile. Le accuse di Trump nascono da una crescente preoccupazione per i trattati commerciali stilati tra Panama e la Repubblica Popolare Cinese, la cui influenza sul Canale cresce di giorno in giorno. Ciononostante, il presidente panamense ha assicurato più volte la completa neutralità del Canale.
(Alessia Boni)
ASIA ED ESTREMO ORIENTE
L’economia cinese crescerà del 5% nel 2025, secondo Xi Jinping. Il presidente cinese Xi Jinping ha annunciato che l’economia del Paese riuscirà a crescere del 5% nel 2025, nonostante le incertezze globali e le tensioni con gli Stati Uniti. Nel discorso pubblicato dall’agenzia di stampa Xinhua, ha inoltre sottolineato come l’economia cinese sia “nel complesso stabile e in progresso”. Il presidente Xi ha evidenziato come l’attuale operazione economica cinese stia affrontando sfide legate alle incertezze esterne alla Cina e alla trasformazione dei motori di crescita, ma ha sottolineato come queste sfide “possono essere superate attraverso il duro lavoro”. Una nuova sfida economica per la Cina sarà l’insediamento del neo-eletto Presidente degli Stati Uniti Donald Trump il prossimo 20 gennaio, che ha dichiarato di star già preparando nuovi dazi elevati per punire le sovvenzioni cinesi sui prodotti industriali che, a detta di Trump, rappresentano una “concorrenza sleale”.
Nessuno può fermare la riunificazione Cina-Taiwan. “Noi cinesi su entrambe le sponde dello Stretto di Taiwan apparteniamo alla stessa famiglia. Nessuno potrà mai spezzare il legame di parentela che ci unisce.” Con queste parole il Presidente cinese Xi Jinping, durante il discorso di fine anno pubblicato dall’agenzia di stampa Xinhua, ha rinnovato nuovamente l’impegno verso la riunificazione con Taiwan, che viene considerata ancora oggi come una “provincia separatista” e non come uno stato indipendente. Ha anche aggiunto che “nessuno può fermare lo slancio storico della riunificazione della Madrepatria.” Il discorso è l’ennesimo tassello di una serie di tensioni fra Cina e Taiwan che continuano ad aumentare: da quando il presidente taiwanese si è insediato a maggio dello scorso anno, la Cina ha condotto tre importanti esercitazioni militari attorno all’isola, mentre Taiwan ha indetto “esercitazioni simulate” per migliorare la propria prontezza in caso di conflitto.
(Leonardo Di Girolamo)
Corea del Sud, Yoon rigetta il mandato d’arresto. Lo scorso 3 gennaio la polizia sudcoreana ha tentato di raggiungere la residenza di Yoon, ma sono stati bloccati da un muro di soldati a protezione del complesso. Dopo scontri tra polizia e agenti di sicurezza, le autorità hanno dovuto abbandonare la missione. La situazione è senza precedenti in Corea del Sud in quanto è la prima volta che un presidente in carica viene arrestato, e non esistono protocolli da seguire. Accusato tre settimane fa e formalmente privato del potere, Yoon ha comunque bloccato un mandato d’arresto grazie al controllo esercitato sul suo apparato di sicurezza. È indagato per incitamento all'insurrezione, un crimine che comporta pene severissime, tra cui l'ergastolo o la pena di morte. Yoon ha ignorato le richieste di interrogatorio e incitato i suoi sostenitori, che ogni giorno si radunano in massa fuori dalla sua residenza, molti accampandosi di notte per ostacolare la polizia.
Nord Corea, riapre l’ambasciata indiana. Secondo i media, l'India avrebbe deciso di riprendere operazioni regolari presso la sua ambasciata di Pyongyang, tre anni e mezzo dopo la chiusura a causa della pandemia. Le relazioni diplomatiche tra India e Corea del Nord risalgono al 1973, quando Delhi stabilì relazioni diplomatiche sia con Pyongyang che con Seoul, adottando un approccio equilibrato fra le due parti. Tuttavia, a seguito delle sanzioni internazionali imposte nel 2017 per i programmi nucleari nordcoreani, l’India ha interrotto gli scambi economici con Pyongyang, pur mantenendo un canale di comunicazione aperto. La riapertura dell'ambasciata coincide con il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca. Durante il suo precedente mandato, infatti, Trump aveva cercato di migliorare i rapporti con il leader nordcoreano Kim Jong-un, avviando un dialogo senza precedenti tra i due Paesi.
(Francesco Oppia)
L’India contesta la Cina per nuove contee nel Ladakh e mega diga sul Brahmaputra. L’India ha formalmente protestato contro la Cina per la creazione di due nuove contee, He’an e Hekang, nella prefettura di Hotan, che includono territori del Ladakh, una regione che Nuova Delhi considera occupata illegalmente da Pechino. Il Ministero degli Affari Esteri indiano ha ribadito che la formazione delle nuove contee non altererà la sovranità indiana sul Ladakh e non darà legittimità all’occupazione cinese. Questa protesta segue un lungo conflitto territoriale tra i due paesi, alimentato da scontri recenti lungo la linea di confine. Inoltre, l’India ha espresso preoccupazioni riguardo un altro progetto cinese che minaccia di acuire ulteriormente le tensioni: la costruzione della più grande diga del mondo sul fiume Brahmaputra, noto come Yarlung Tsangpo in Tibet. Con un costo stimato di 137 miliardi di dollari, il mega progetto mira a produrre annualmente 300 miliardi di kWh di elettricità, superando di oltre tre volte la capacità della Diga delle Tre Gole in Cina. New Delhi teme che la diga possa avere gravi impatti sul flusso del fiume, che attraversa gli stati indiani di Arunachal Pradesh e Assam, causando siccità e inondazioni.Il Ministero degli Affari Esteri indiano ha sottolineato che, essendo l’India uno stato ripariale inferiore con diritti consolidati sull’uso delle acque del Brahmaputra, Pechino ha il dovere di garantire che le sue attività non danneggino gli interessi delle regioni a valle. Il portavoce Randhir Jaiswal ha insistito sulla necessità di maggiore trasparenza e consultazioni tra i due paesi su un progetto di tale portata.
(Ratì Mugnaini Provvedi)
Ratì Mugnaini Provvedi, Francesco Oppia e Leonardo Di Girolamo
EUROPA OCCIDENTALE ED UNIONE EUROPEA
UE, stop alle forniture di gas russo. Dal 1° gennaio, il gas russo non transita più attraverso i gasdotti ucraini verso l’UE, segnando la fine di un contratto con Gazprom attivo dal 2019. La decisione è stata celebrata da Zelensky come una sconfitta per Mosca, ma ha sollevato critiche da Paesi ancora dipendenti da quella rotta. Gli impatti diversi sono infatti diversi sui Paesi UE. Austria e Ungheria erano tra i più dipendenti dal gas russo: l’Austria, con contratti che garantivano fino al 98% di fornitura, ha interrotto l’accordo con Gazprom a novembre 2023; l’Ungheria continua a ricevere gas tramite il TurkStream, mantenendo relazioni favorevoli con la Russia. La Slovacchia, invece, non può più accedere fisicamente al gas russo e affronta costi maggiori per forniture alternative dalla Germania. Nel frattempo, l’UE ha ridotto la dipendenza dal gas russo dal 40% all’8%, puntando su fornitori come Norvegia e Stati Uniti.
Romania e Bulgaria nell'area Schengen. Dopo più di 13 anni di attesa, Romania e Bulgaria sono diventate membri a pieno titolo dell'area Schengen, che ora conta 29 paesi e consente a più di 400 milioni di persone di spostarsi senza controlli di frontiera. I due paesi erano stati parzialmente inclusi nella zona di libera circolazione a marzo 2024, quando i controlli di frontiera negli aeroporti e nei porti erano stati eliminati. Bulgaria e Romania fanno parte dell'Unione Europea dal 2007 e i requisiti per l'adesione all'area Schengen erano stati formalmente raggiunti nel 2011. Tuttavia, l'iter per arrivare a far parte della zona di libera circolazione è stato complicato: a sbloccare la situazione è stato il ritiro del veto storico dell'Austria, che temeva i flussi migratori lungo la rotta balcanica. L’allargamento di Schengen avviene in un contesto delicato, con otto paesi che hanno ripristinato temporaneamente i controlli interni per motivi legati a terrorismo e immigrazione irregolare.
UE, nuove regole per equilibrio di genere nei Cda. A fine 2024 sono entrate in vigore nell’UE nuove regole per migliorare l’equilibrio di genere nei consigli di amministrazione delle aziende. La direttiva prevede per le grandi società quotate un obiettivo del 40% di rappresentanza del genere sottorappresentato tra gli amministratori non esecutivi e del 33% tra tutti gli amministratori. Gli Stati membri dovevano recepire la direttiva entro il 28 dicembre 2024, mentre le aziende dovranno raggiungere gli obiettivi entro il 30 giugno 2026. Le regole includono criteri di selezione trasparenti e neutrali rispetto al genere e misure vincolanti per garantire pari opportunità. La commissaria UE per l’Uguaglianza, Hadja Lahbib, ha definito la direttiva un passo decisivo per rompere il “soffitto di cristallo” e valorizzare il potenziale delle donne nel guidare innovazione e crescita. Proposta nel 2012, la direttiva ha richiesto 10 anni di negoziati prima di essere approvata nel 2022.
Bianca Franzini
EUROPA CENTRO-ORIENTALE E RUSSIA
Azerbaijan, nuove prove di un attacco esterno all’aereo precipitato nei pressi di Aktau, in Kazakistan, il 25 dicembre, causando la morte di 38 persone. Sembra ormai chiaro che l’aereo sia precipitato a causa di colpi di artiglieria esterni. L’aereo era in viaggio dalla capitale azera, Baku, a Grozny, in Russia, e si trovava quindi in spazio aereo russo nel momento in cui sarebbe stato colpito. Il presidente dell’Azerbaijan Aliyev ha subito accusato la Russia, sostenendo l'aereo fosse stato abbattuto dai sistemi di difesa aerea russi. Il presidente Putin si è scusato ufficialmente con Aliyev, ma non ha ammesso responsabilità di Mosca, spiegando come in quel momento le città russe in cui l’aereo avrebbe potuto atterrare si trovavano sotto attacco da parte di droni ucraini, attivando quindi i sistemi di difesa russi.
Silvia Pasetto
MEDIO ORIENTE E NORD AFRICA (MENA)
Iran, arrestata una giornalista italiana. Cecilia Sala, giornalista del Foglio, è stata arrestata senza valide giustificazioni e si trova in dure condizioni detentive nel carcere di Evin, famoso per essere la prigione di molti dissidenti del regime di Teheran. Il regime iraniano tenta di strumentalizzare ed utilizzare la detenzione della giornalista come moneta di scambio per Mohammed Abedini Najafabadi, arrestato a metà dicembre all'aeroporto di Malpensa. Lo svizzero-iraniano è accusato da Washington di traffico di materiale militare, in particolare di alcuni sistemi per l’utilizzo di droni. Il governo italiano lavora per giungere alla scarcerazione della giornalista e la famiglia ha chiesto il silenzio stampa per agevolare il lavoro diplomatico delle istituzioni.
(Michele Magistretti)
Siria, ricevuti i Ministri degli Esteri di Francia e Germania. Annalena Baerbock e Jean-Noel Barrot sono stati ricevuti a Damasco in una visita ufficiale dal nuovo governo siriano. La ministra tedesca ha ribadito l’importanza dell’inclusione e della tutela delle minoranze etniche e religiose nei processi istituzionali dello Stato come una delle condizioni fondamentali per il ritiro delle sanzioni, aggiungendo che è fondamentale assicurarsi che eventuali fondi europei non finiscano nelle mani di “nuove strutture islamiste”. Il ministro francese ha dichiarato pubblicamente che la Francia auspica un futuro pacifico per la Siria, libero dalle armi chimiche e da “forze straniere ostili”. Inoltre, entrambi hanno sottolineato l’importanza di raggiungere una soluzione politica che garantisca l’inclusione dei rappresentanti curdi nei processi istituzionali e la necessità di un cessate il fuoco permanente. Infine, entrambi hanno visitato la tristemente nota prigione di Sednaya.
(Matteo Francescucci)
Matteo Francescucci e Michele Magistretti
TERRORISMO E SICUREZZA INTERNAZIONALE
Ucraina, nuovo scambio di prigionieri tra Mosca e Kiev. Il 31 dicembre è stato annunciato un nuovo grande scambio di prigionieri tra i due paesi in guerra: 150 soldati russi in cambio di 189 soldati ucraini, secondo quanto dichiarato dal presidente Zelensky. Nel frattempo entra in vigore il divieto di transito del gas russo destinato all’Europa in territorio ucraino, facendo salire i prezzi del gas al livello di ottobre 2023, complici anche le basse temperature di questi giorni. Per ora, l'effetto più grave si è registrato nella regione separatista moldava della Transnistria, dove, a partire da mercoledì mattina, sono stati interrotti il riscaldamento e l'acqua calda.
Silvia Pasetto
Framing The World è un progetto ideato e creato grazie alla collaborazione di un team di associati di Mondo Internazionale.
Alessia Boni: America Latina e Caraibi
Aurelia Puliafito: Africa Sub-Sahariana
Bianca Franzini: Europa Occidentale e Unione Europea
Caterina De Rosa: America del Nord
Davide Shahhosseini: Terrorismo e Sicurezza Internazionale
Federico Cortese: Europa Centro-Orientale e Russia
Francesco Oppia: Asia ed Estremo Oriente
Giulio Ciofini: Africa Sub-Sahariana
Gonzalo Pereyra: Terrorismo e Sicurezza Internazionale
Leonardo Aldeghi: Economia e Finanza Internazionale
Lisa Pasolini: America Latina e Caraibi
Lorenzo Graziani: America del Nord
Matteo Francescucci: Medio Oriente e Nord Africa
Michele Magistretti: Medio Oriente e Nord Africa
Ratì Mugnaini Provvedi: Asia ed Estremo Oriente
Silvia Pasetto: Europa Centro-Orientale e Russia
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