In Georgia la comunità LGBTQ+ si trova sempre più sotto la lente ostile del governo: a fine giugno il parlamento georgiano ha approvato in prima lettura il disegno di legge che andrebbe a limitare i diritti della minoranza nel paese. La proposta di legge, definita contro “la propaganda della comunità LGBTQ+”, è stata introdotta ancora a marzo dal partito in carica Sogno Georgiano, che spera in questo modo di ottenere più consensi in vista delle elezioni del paese che si terranno in ottobre 2024.
Il disegno di legge e il contesto
Il pacchetto di legge, composto da 19 progetti di legge, e in particolare la proposta di legge “Sui valori della famiglia e la tutela dei minori”, pone una serie di divieti che riducono le libertà della comunità LGBTQ+. I matrimoni tra persone dello stesso sesso verrebbero vietati, come l’adozione per le coppie omogenitoriali e la transizione di genere. Ogni riferimento pubblico alla comunità LGBTQ+ verrebbe considerato illegale, come pure qualsiasi programma di cinema e teatro che possa avere riferimenti a relazioni intime di persone dello stesso sesso. Anche nelle scuole verrebbe vietato di fornire qualsiasi tipo di informazioni che potrebbero “promuovere l’appartenenza al sesso opposto, relazioni tra persone dello stesso sesso o incesto”. Di fatto la legge potrebbe portare alla proibizione dei raduni del Pride e dell’esposizione della bandiera arcobaleno, uno dei simboli della comunità. La legge ha ricevuto 78 voti dal partito di Sogno Georgiano, mentre l’opposizione si è rifiutata di partecipare alla sessione. La legge è vista come un modo per combattere “la propaganda LGBTQ+” che “altera le relazioni tradizionali” come affermato dal presidente della camera Shalva Papuashvili.
Negli ultimi anni la condizione della minoranza LGBTQ+ è peggiorata in Georgia e la sua presenza nella società è sempre più osteggiata. Per esempio, nel luglio del 2023, la settimana del Pride a Tblisi è stata interrotta da violente proteste da parte di movimenti di destra, che hanno causato decine di feriti, compresi i giornalisti che avrebbero riportato l’evento; la comunità ha accusato il governo di essere coinvolto nella questione e ha affermato di non aver ottenuto protezione dalla polizia. Negli ultimi anni ci sono state diverse segnalazioni di violenza contro persone appartenenti alla comunità LGBTQ+, come attacchi ad abitazioni e alle associazioni che promuovono i diritti della minoranza. Il partito in carica, Sogno Georgiano, ha anche deciso di istituire come festa nazionale la “Giornata della Purezza della famiglia” in concomitanza con la “Giornata contro l’Omofobia, la Transfobia e la Bifobia” (IDAHOT), con la partecipazione di manifestazione con famiglie e sacerdoti. La società del paese caucasico è infatti ancora largamente influenzata dalla Chiesa Ortodossa georgiana, una delle più antiche comunità cristiane del mondo, e attualmente molto legata al partito in carica
Tra Federazione Russa e Occidente
Tuttavia, sebbene il clima per la comunità LGBTQ+ si stia deteriorando, la scelta del partito di appoggiare una legge così drastica sembrerebbe influenzata dalle prossime elezioni di ottobre, portando il paese sempre più vicino alla sfera russa. Lo scopo del partito è quello di riuscire ad avere l’appoggio delle frange più conservatrici del paese, le quali coincidono anche con gli orientamenti più vicini alla Russia, in modo tale da riuscire a vincere. Il partito ha perso molti consensi dal 2020, sebbene dai sondaggi abbia comunque la maggioranza. Inoltre, la proposta di legge, che ha scatenato enormi proteste in tutto il paese e che mina ancora di più la libertà di espressione, segue la legislazione sugli agenti stranieri nel paese (chiamata “legge russa” in quanto è stata definita sulle base di una legislazione già presente nella Federazione). Entrambe le leggi avvicinano sempre di più il paese verso il Cremlino: nei suoi 33 anni di indipendenza, anche la Georgia, come molti stati post-sovietici, si è trovata invischiata tra aspirazioni filo-occidentali e la costante presenza della Federazione Russa che non vuole abbandonare l’influenza sovietica nel Caucaso meridionale. Tuttavia il paese caucasico è riuscito dagli inizi degli anni 2000 ad avvicinarsi sempre di più all’Ovest, e la guerra russo-georgiana del 2008 ha ulteriormente inasprito i rapporti tra Tblisi e Mosca, mentre le relazioni con l’Unione Europea si sono gradualmente rafforzate. Il partito in carica del momento, Sogno Georgiano, fondato nel 2012, si è fin da subito dichiarato filoeuropeista e atlantista, anche se ultimamente sembra tendere sempre di più verso il Cremlino. Oltre alla legge passata da poco più di un mese sugli agenti stranieri, anche questa proposta di legge richiama i provvedimenti russi contro la comunità LGBTQ+ che si fanno sempre più severi: a fine 2023 la Russia aveva dichiarato i movimenti LGBTQ+ come “estremisti” e nei discorsi della chiesa ortodossa russa i “valori tradizionali” del paese vengono sempre contrapposti a quelli occidentali. Inoltre, negli ultimi anni il primo ministro Irakli Garibashvili si è avvicinato sempre di più alle posizioni dei partiti più conservatori europei, come quelle tenute dal presidente ungherese Viktor Orban.
Di conseguenza, sebbene la società georgiana si sia sempre dimostrata più conservatrice sui diritti civili, questa legge pone ulteriormente a rischio la comunità LGBTQ+, già soggetta a discriminazioni. Secondo un sondaggio delle Nazioni Unite del 2022, il 56% degli intervistati sostiene che la comunità debba essere protetta, ma che non debba “imporre il proprio stile di vita sugli altri”. Tuttavia, più che dalla società in sé, il rischio maggiore per la minoranza proviene dalle derive sempre più autoritarie del governo, che portano sempre più persone appartenenti alla comunità LGBTQ+ a cercare rifugio all’estero. Inoltre, questo cambio di rotta compromette il percorso della Georgia verso l’entrata nell’Unione Europea: il paese ha infatti ricevuto lo status di candidato nel dicembre del 2023, ma, per continuare il processo, è necessario che soddisfi i requisiti imposti dalla Commissione Europea, come la protezione dei diritti umani e il divieto di influenze straniere negli affari interni del paese, due condizioni a cui il paese è già venuto meno con questa legislazione.
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L'Autore
Angela Sartori
Angela Sartori si è laureata in Interdisciplinary Research and Studies on Eastern Europe (MIREES) presso l'Università di Bologna. Le tematiche che ha affrontato durante il suo corso di studi si sono concentrate principalmente sui fenomeni migratori e sulle problematiche legate alle minoranze etniche, nonché sulle relazioni lasciate dall'eredità sovietica in particolare in Ucraina, nella Federazione Russa e negli stati del Caucaso meridionale.
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Georgia LGBTQ+ Elezioni #FederazioneRussa diritti civili