A cura del Dott. Pierpaolo Piras, Specialista in Otorinolaringoiatria e componente del Comitato per lo Sviluppo di Mondo Internazionale APS
Talvolta, sembra che alle farmacie e parafarmacie interessi più il negozio che l’efficacia dei cosiddetti “integratori”. Tale denominazione è fuorviante in quanto non appartiene in alcun modo alla farmacopea ufficiale dei farmaci propriamente detti. Anzi, il loro nome lascia quasi intendere che ci sia sempre qualcosa di chissà che cosa da “integrare”.
I dati del bilancio commerciale
In questo floridissimo mercato, gli integratori alimentari – vitamine, minerali, prodotti botanici, erbe e altri prodotti – sono promossi costantemente come presidi capaci di aiutarti a sentirti meglio, avere un aspetto migliore, avere migliori prestazioni fisiologiche, dormire meglio e chissà quant’altro…! . Attualmente il loro mercato è in forte espansione in tutto l’Occidente. E si manifesta in continua crescita.
Nel 2021, risulta che i consumatori statunitensi hanno speso più di 48 miliardi di dollari in integratori. Si prevede che tale numero crescerà di oltre il 5% annuo nei prossimi 5 anni.
In Italia si valuta che sia in netta crescita fatturando nel solo 2023 i 4,5 miliardi di euro mentre le vendite espresse in termini quantitativi hanno superato la già enorme cifra di 299mila tonnellate. Le cifre ufficiali pongono l’Italia al primo posto nel mercato europeo con una quota pari al 26% del fatturato totale, seguito da Germania (19%) e Francia (15%). Inoltre, il settore italiano è cresciuto da circa 4.000 prodotti nel 1994 a 80.000 nel 2016.
Nonostante questa crescita così entusiasmante, gli esperti si preoccupano invece degli effetti tossici secondari alla inappropriatezza e ai sovradosaggi assunti, rimarcando nel contempo la mancanza di sufficienti prove scientifiche che dimostrino i benefici “offerti” da molti di questi preparati. Da ciò nasce la preziosa necessità di praticare una maggiore e più accurata supervisione dell’intero settore da parte delle autorità sanitarie nazionali.
Il profilo di un utente tipico
Mentre alcuni consumatori ne fanno un consumo esclusivamente stagionale oppure occasionale, altri mostrano una sincera passione per questi prodotti fino a farne un’insana e costosa abitudine personale, decisamente inutile e afinalistica. Si arriva, ad esempio, ad ingerire autentiche assurdità come l’”artiglio di gatto“ proposto “vivaddio” per la salute del cervello…!
Cosa è necessario conoscere prima di assumere qualsiasi tipo di integratore.
Innanzi tutto, bisogna conoscere:
- Quali sono le eventuali carenze metaboliche dimostrate attraverso appositi esami clinici e di laboratorio
- Quali integratori hanno dimostrato scientificamente di essere efficaci nell’equilibrare tali carenze.
A tale proposito, ultimamente, la Food and Drug Administration (FDA) americana è dovuta intervenire per richiedere e poter attribuire un minimo di scientificità a tutti i prodotti di questo settore. Secondo la FDA, alcuni integratori alimentari possono “aiutare” a migliorare o mantenere la salute generale, oltre che aiutare le persone a soddisfare il fabbisogno quotidiano di alcuni nutrienti essenziali. Sempreché tale fabbisogno sia tecnicamente dimostrato.
Occorre specificare fin da ora che i benefici di alcuni (pochissimi) integratori sono stati ben accertati mentre altri necessitano di ulteriori verifiche e studi. Avvertendo in primis che nessun integratore ha la capacità di sostituire minimamente la varietà e qualità degli alimenti notoriamente cruciali e facenti parte della rinomatissima e salutare dieta mediterranea.
Gli integratori possono provocare effetti tossici?
Nel peggiore dei casi, la maggior parte delle persone considera gli integratori, come prodotti a carattere preventivo del tutto benigno, ma è dimostrato che talvolta possono essere molto dannosi.
Pronunciandosi con troppa enfasi e dipendenza dagli integratori, una delle distorsioni secondarie a questo tipo di mercantilismo e consumismo di tali presidi fa sì che le persone vengano distratte in maniera preoccupante da quei provvedimenti che, invece, potrebbero aiutarle a migliorare davvero il proprio stato di salute, come l'esercizio fisico, la dieta sana e il mantenimento di un peso equilibrato.
Sebbene non esista ancora un riferimento univoco su quali integratori valga la pena assumere, varie organizzazioni (come l’FDA) e ricercatori vari tentano di riassumere le prove scientifiche più credibili e trarre le dovute quanto più oneste conclusioni.
Recentemente, la Task Force dei servizi preventivi degli Stati Uniti ha pubblicato raccomandazioni basate sull’evidenza scientifica sull’uso degli integratori nella prevenzione delle malattie sia dell’apparato cardio-vascolare che nella terapia delle malattie neoplastiche maligne. Per il momento, la FDA ha concluso che “non ci sono prove sufficienti sull’efficacia di quasi tutti gli integratori” per la prevenzione delle malattie cardiovascolari e il cancro, e ha raccomandato specificamente la vitamina E ed il beta carotene per prevenire alcuni aspetti clinici di tali patologie.
Alcune delle prove più forti riguardano l'uso di integratori a base di acido folico da somministrare in età prenatale per la prevenzione di alcuni difetti congeniti. Le prove attuali mostrano che qualsiasi beneficio che si possa ottenere da un preparato multivitaminico nel ridurre il rischio di morte per malattie cardiache è altrettanto trascurabile.
La vitamina D
La task force della FDA non ha trovato prove scientifiche che la vitamina D riduca il rischio di neoplasie maligne oppure di patologie cardiovascolari. Allo stesso modo, lo stesso organismo non ha riscontrato dimostrazioni chiare che la vitamina C riduca il rischio di cancro o il rischio di morte per cancro.
Invece, che cosa funziona?
Cosa dice la ricerca sugli integratori proposti per la salute muscoloscheletrica. Di recente la letteratura scientifica ha presentato numerosi studi su un’ampia varietà di integratori concludendo che essi possono aiutare a migliorare il metabolismo delle ossa e dei muscoli nelle persone affette da determinate malattie. Negli ultimi anni, gli integratori “di bellezza” che promettono di migliorare pelle, capelli e unghie sono diventati più popolari, con il loro acquisto che è raddoppiato dal 2012 al 2020, secondo un sondaggio sanitario nazionale condotto su quasi 41.000 persone negli USA. Essi hanno dimostrato di essere totalmente privi di efficacia scientifica.
Integratori e dieta
I consumatori dovrebbero essere cauti nell’assumerli.
- Uno di questi principi riguarda la “Biotina” (più nota come Vitamina B8), che i produttori di integratori sostengono che può aiutare la struttura e lucentezza dei capelli e l’equilibrio fisiologico della cute. Nella realtà, però, può interferire negativamente sui test di funzionalità sia tiroidea che cardiaca.
- Inoltre, nel corso delle ricerche sul contenuto di alcuni preparati a base di collagene è stata riscontrata la presenza di “metalli pesanti”, tossici per la salute umana.
Per metalli pesanti si intendono per convenzione quei metalli che hanno una densità specifica maggiore di 4,5 grammi per centimetro cubo; un esempio è rappresentato da arsenico, cadmio, cromo, mercurio, nichel, piombo, tallio, vanadio.
- Se stai assumendo un integratore con alti livelli di biotina, parlane primariamente con il tuo medico.
- Una norma da osservare è quella di evitare gli integratori che elencano le “miscele brevettate” come ingrediente poiché questa dizione non ti dice quali ingredienti sono effettivamente presenti.
È possibile elaborare una soluzione a questi cruciali quesiti ?
In primis, appare chiaro a tutta la comunità scientifica che occorre quam primum attivare una maggiore raccolta dati sulla reale composizione di questi prodotti insieme ad una supervisione più approfondita.
Da tempo esiste già un regolamento (USA) risalente però al lontano 1994, il quale ha stabilito norme severe nella regolamentazione del settore degli integratori alimentari.
La Food and Drug Administration (FDA) in genere non esamina gli integratori alimentari prima della loro immissione sul mercato e i produttori di integratori non sono ancora formalmente tenuti a fornire alla FDA le informazioni scientifiche di base sui prodotti, come l’identità e quantità effettiva degli ingredienti, prima di sottoporli alla vendita.
Di conseguenza, per la raccolta dei propri dati, la FDA si affida principalmente alla sorveglianza successiva alla commercializzazione al fine di monitorare la sicurezza del prodotto ed eventualmente limitarne sia la vendita che la sua produzione. Ma solo a condizione che esista la prova clinico-scientifica che un prodotto o un ingrediente non abbia dimostrato concretamente di essere privo di effetti tossici.
Il mercato in crescita degli integratori comporta un rischio crescente
Nel sottolineare tale necessità, i ricercatori hanno scoperto che attualmente solo il sistema centrale di segnalazione della FDA (Adverse Event Reporting System, o CAERS) ha ricevuto nel solo 2023 oltre 15.000 segnalazioni sanitarie relative al riscontro di problemi tossici legati agli integratori, inclusi 339 decessi e la necessità clinica di effettuare circa 4.000 ricoveri ospedalieri.
Le opinioni del settore
L’attuale letteratura scientifica afferma che esistono poche prove concrete a sostegno dell’uso di alcuni integratori.
Nel 2022 sono stati pubblicati i dati relativi al risparmio sui costi sanitari effettuato mediante l'uso di particolari integratori, mirati per il loro utilizzo mirato in condizioni patologiche specifiche.
In questo modo, gli integratori a base di acidi grassi omega-3 hanno dimostrato benefici nelle malattie cardiovascolari, della vitamina D per le fratture legate all’osteoporosi e del magnesio per gli eventi patologici legati ad alcune malattie cardiovascolari.
La vitamina D insieme al calcio, ad esempio, ha ridotto il rischio di fratture del 14%.
Le azioni dei consumatori
Di tua iniziativa, puoi fare molto per garantire a te stesso la sicurezza degli integratori che assumi:
- Informa il tuo medico di qualsiasi integratore che stai assumendo o intendi assumere e aspettati che il medico esamini l’utilità di tale presidio durante le tue visite.
- Quando fai acquisti, cerca un'etichetta sulla confezione che attesti in termini chiari che l'integratore è stato ispezionato da un ente esterno al processo produttivo e commerciale, come NSF oppure il Consumer Lab.
Il timore fondato è che in Europa non ce ne siano. Pertanto, come di consueto, dobbiamo affidarci alle deduzioni e comunicati della FDA americana
- Un’ulteriore regola aurea è quella di controllare l’eventuale interazione dell’integratore con altri farmaci e/o altri integratori per renderti edotto e consapevole di quali integratori non si mescolano bene tra di loro – anzi, a volte dando effetti tossici - e con eventuali medicinali che stati assumendo.
- È possibile segnalare online eventuali effetti tossici dovessero comparire in seguito all’assunzione degli integratori allo specifico portale di segnalazione della sicurezza della Food and Drug Administration.
Riproduzione Riservata ®